Glossario

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VITALIPUTZLI

 
(Mes.) - Il più conosciuto degli Dei adorati nell'antico Messico. La tradizione racconta che fu sotto la sua guida che i Messicani conquistarono il paese. A questo Dio venivano dedicati molti sacrifici, anche umani.

VITALISMO

 
(Fil.) - Termine con il quale si designano le dottrine che sostengono la peculiare specificità della vita e quindi la loro irriducibilità ai fenomeni meccanici ed alla dinamica puramente fisico-chimica del mondo inorganico. Le funzioni vitali vengono considerate un principio intrinseco alla Natura ed alla forma del vivente. Il fenomeno "vita" ha un suo principio formativo, una forza che agisce come causa finale; il principio vitale viene considerato una forza inconsapevole che agisce quale principio organizzatore a livello molecolare. Nell'organismo vivente esiste una finalità primaria, irriducibile ai dati ed all'influsso dell'ambiente. L'entelechia è l'agente non meccanico, fuori dello spazio e del tempo, che può suscitare la vita, ma che non è descrivibile in termini naturali positivi.

VITATHA

 
(San.) - Il padre di Kapila, quello che il Baghavat Purana menzione come autore del sistema filosofico Sankya.

VITE

 
(Eso.) - La pianta che produce l'uva, menzionata più volte da Gesù, secondo i Vangeli, e che gli Egiziani ritenevano fosse nata dal sangue dei Giganti. La vite carica d'uva è un simbolo dell'autunno, stagione della vendemmia; in vite fu trasformata la ninfa Stafile, amata da Bacco, dio del vino e della viticoltura; secondo S.Ambrogio è il simbolo della plebe della Chiesa, con una simbologia annessa che ne evidenzia l'umiltà, l'uguaglianza, la dignità, ecc. È simbolo di eccitazione delle passioni, nell'Eucarestia sta a significare uno dei due sacrifici, è l'immagine della fatica, sia perchè i suoi tralci pendono versa terra, sia perchè richiede tanto lavoro.

VITE ARDENTI

 
(Eso.) - La settima e più elevata suddivisione della materia, invisibili costruttori e distruttori, che sono vita nell'individuo, mentre sono Vita Una nell'universo. La loro azione è distruttrice e costruttrice ed è destinata a provocare quel continua cambiamento di struttura dell'organismo umano che ogni sette anni diventa totale. Queste forze operano nei primi cinque periodi settenari della vita umana soprattutto nel verso costruttivo, mentre nella seconda metà della vita operano per la distruzione e la decadenza. Sia la prima che la seconda parte della loro attività avviene in modo graduale ed armonioso, salvo influenze negative di altra natura.

VITE SPIRITUALI

 
(Eso.) - Gli Autoesistenti, proiettati dalla Volontà e dalla Legge assoluta, all'Alba di ogni rinascita, sui mondi. Esse sono il divino Shishta, il Manu Semenza (i Pitri, i Prajapati).

VITELLO D'ORO

 
(Bib.) - Nella Bibbia (Esodo,32) si racconta che, mentre Mosè era sul Sinai a ricevere la Legge da Jehovah, Aronne raccolse gli oggetti d'oro dal popolo, li fuse e forgiò un vitello, offrendolo al popolo come un Dio da adorare. Al suo ritorno Mosè andò su tutte le furie, bruciò il vitello nel fuoco, lo stritolò fino a farlo diventare polvere e quindi lo sparse sulla superficie delle acque, che fece poi bere ai figli di Israele.

VITHOBA

 
(San.) - Una forma di Vishnu che viene presentata come Gesù crocifisso, con le ferite dei chiodi ai piedi, ma senza la croce. L'idolo porta il segno del chiodo sul piede sinistro.

VITIRIS

 
(Ing.) - Divinità britannica dai contorni incerti, rappresentata ora come maschile ora come femminile, concepita come divinità salvatrice; è accompagnata da animali diversi: cinghiale, serpente, uccello, ecc.

VITTIMA

 
(Occ.) - Essere vivente che, nei riti della religione pagana e non, viene consacrato alla divinità ed ucciso nel sacrificio. I criteri di scelta sono diversi: dev'essere priva di difetti fisici, non adibita a lavori profani, immune da contatti sessuali. Diverso il caso del "capro espiatorio" nel quale, invece, vengono accumulate tutte le impurità. Spesso gli animali destinati al sacrificio sono di tipo commestibile perchè, al termine del rito, vengono consumati dai sacrificanti nel cosiddetto "pasto sacro". Alle divinità ostili, o estranee al genere umano, si sacrificavano animali non commestibili, per motivi opposti ai precedenti. I Romani sacrificavano la vacca gravida come incentivo alla fertilità della terra; in India, per l'espiazione di un peccato di lussuria, si sacrifica un asino; talvolta l'animale sacrificato è quello consacrato alla divinità oppure che è più vicino all'immagine che si è fatta della divinità. Prima del sacrificio la vittima viene adornata, cosparsa di olii e profumi, offerta con formule rituali. A ciò fa eccezione l'animale totemico. Dopo il sacrificio, le parti interiori della vittima possono essere usate a scopi divinatori, il suo sangue può avere potere guaritore, o usato per firmare patti, oppure per compiere delle iniziazioni, ecc. Chi volesse saperne di più su sacrifici e vittime, legga "Il Ramo d'Oro" di Frazier.
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