Rivista Italiana di Teosofia

Novembre - dicembre 2021

Anno LXXVII - N.11-12
cover Novembre - dicembre 2021

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza bimestrale. L'invio avviene tramite il servizio postale. In alternativa è possibile riceverla anche in formato PDF. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato per il 2021 in euro 25,00 per l’Italia e per l’Estero in euro 45,00 (formato cartaceo) o 25,00 (invio in PDF). Il versamento può essere effettuato: tramite bollettino sul conto corrente postale numero 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana - Tesoreria; tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367; oppure con PayPal: https://www.eti-edizioni.it/collane-libri-e-dvd/770-rivista-italiana-di-teosofia.html

Area riservata

In comunione con la Vita Una
A. Girardi 1

Indagine scientifica e ricerca spirituale
R. Ravindra 2

Dante e il sentiero iniziatico
A. Stirati 8

Damodar K. Mavalankar e il suo viaggio da Adyar al Tibet
A. Girardi e A. Volpato 11

Riflessioni sulla terza proposizione fondamentale de “La Dottrina Segreta”
P. Moschin Calvi 15

Aldo Capitini: la “religione aperta” come religione dell’amore infinito
R. Fantini 18

(Ri)connettersi al pianeta
M. Lugarà 24

Perle di Joy
27

Pagine dalla letteratura teosofica
36

Testi per l’intuizione [LXVI]
37

107° Congresso Nazionale della Società Teosofica Italiana
38

Quando l’universo ti strizza l’occhio
40

Segnalazioni
42

Recensioni
46

Dai Gruppi
46

Nuove vite
47

Congratulazioni
47

Al di là del velo
47

In comunione con la Vita Una

I mesi di novembre e di dicembre sono caratterizzati da due importanti eventi: il 17 novembre ricorre il 146° anniversario della fondazione della Società Teosofica e il 22 dicembre il solstizio d’inverno viene a ricordarci la simbologia (e la realtà) del “Sol Invictus”, che trascolora nell’intensità del Natale cristiano, con la sua carica di forti significati e contenuti emotivi.
Per quanto riguarda la Società Teosofica, ricordarne la fondazione ci riporta a un momento di grande speranza e di fiducia in un cambiamento atto a portare l’Umanità sul piano della Fratellanza Universale senza distinzioni. Un valore questo che conserva intatti la sua forza e il suo significato, entrambi legati alle grandi possibilità che ha l’essere umano di trovare proprio negli elementi distintivi la leva per considerare la Fratellanza come espressione compiuta della Vita Una. E tutto ciò conserva valore nel tempo, alla luce del fatto che le visioni separative e gli approcci dualistici continuano a essere di ostacolo a una più profonda presa di coscienza che ci porti oltre la separazione fra noi e gli altri e, al nostro interno, fra il piccolo e mendace io personale e il Sé consapevole.
Il solstizio d’inverno ci riporta allo stupore con cui possiamo continuare a guardare ai ritmi ciclici e ricorrenti della natura, al movimento ordinato degli astri e alla simbologia che li accompagna. Il solstizio è tempo di speranza, di affermazione positiva della luce, di unione fra il cielo e la terra.
È davvero importante che l’essere umano prenda coscienza della sua qualità di “mediatore” e della sua possibilità di trasformare il negativo in positivo, la paura in speranza, l’ignoranza in conoscenza, l’egoismo in amorevole magnanimità.
Sono queste consapevolezze che ciascuno può far fiorire nel proprio cuore se solo si rende capace di andare oltre alle identificazioni della personalità, per aprirsi alla dimensione del Bello, del Buono, del Vero.
Non risulterà inutile guardare alla simbologia cristiana e riconoscere nel Bambino il mondo delle possibilità e di un futuro più armonico e consapevole. A Natale un Bambino è affidato all’Umanità e quindi anche a ciascuno di noi ed è a noi che spetta il compito di riconoscerlo, proteggerlo, amarlo nel segno dell’eterna bontà di tutte le cose.
Mettiamo dunque sotto l’albero questa riflessione di Radha Burnier, la mai dimenticata Presidente della S.T. dal 1980 al 2013: “Vivere teosoficamente significa vivere alla luce dell’unicità e sacralità in tutti i suoi aspetti, a tutti i livelli. Di conseguenza il vivere teosoficamente non è compatibile con pregiudizi, preferenze o avversioni, misure e giudizi che portano a una graduatoria stabilita artificialmente. La Fratellanza Universale, primo scopo della S.T., implica uno sgombrare la mente da tutte le inclinazioni, le barriere, le ambizioni egoistiche e così via, e mantenerla aperta e libera per entrare in comunione a un livello profondo con tutta la vita”.

Antonio Girardi

Segnalazioni

Quote associative alla Società Teosofica Italiana e abbonamento alla “Rivista Italiana di Teosofia” per il 2022
È il momento del rinnovo delle quote associative di adesione alla Società Teosofica Italiana per l’anno 2022.
Essere socio della S.T.I. ha soprattutto un valore ideale e si collega direttamente allo scopo della Fratellanza Universale senza distinzioni.
Per il 2022 il Consiglio Generale della S.T.I. ha confermato le quote in essere e cioè: quota associativa euro 35,00 indivisibili (comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia, che è l’organo statutario di informazione istituzionale); quota associativa per residenti all’estero euro 50,00 (comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia, la differenza è dovuta alle maggiori spese postali di spedizione della RIT); quota di ingresso per i nuovi soci euro 50,00 (solo per il primo anno, comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia); quota socio sostenitore (con abbonamento) euro 100,00; quota socio benemerito vitalizio (con abbonamento) euro 2.000,00.
Abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia (per non soci) euro 25,00; abbonamento estero euro 45,00.
I Soci indipendenti e gli Abbonati potranno provvedere direttamente al versamento sul c.c.p. n. 55010367 intestato alla Società Teosofica Italiana - Tesoreria, oppure potranno inviare un bonifico bancario intestato a: Società Teosofica Italiana - Tesoreria, sul conto Bancoposta della S.T.I. codice IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.
I Soci dei Gruppi e dei Centri provvederanno invece al rinnovo contattando i Presidenti dei Gruppi o i Segretari dei Centri di appartenenza.
È possibile anche richiedere l’invio della R.I.T. in modalità elettronica, via e-mail, in formato PDF. L’opzione è alternativa a quella dell’invio cartaceo.
Le donazioni a favore della Società Teosofica Italiana e dell’Ordine Teosofico di Servizio saranno le benvenute.

FAQ su Teosofia e Società Teosofica
Società Teosofica ha l’esigenza di trovare risposte chiare alle domande che possono sorgere spontaneamente sia sul significato della Teosofia e dei suoi contenuti sia sull’attività della Società Teosofica e sulla sua organizzazione.
Per favorire un’informazione semplice, completa e doverosamente trasparente è stata inserita nel sito internet della S.T.I. una rubrica che riguarda proprio le FAQ, le domande che più frequentemente vengono poste sulla Teosofia e sulla Società Teosofica: https://www.teosofica.org/it/faq/,619
Naturalmente tutto questo non esclude la possibilità di un contatto diretto, che in ambito teosofico è sempre il benvenuto: sti@teosofica.org

Via web la 146° Convenzione Internazionale della Società Teosofica (27-30 dicembre 2021)
L’epidemia di Covid 19 ha reso impossibile anche per quest’anno organizzare in presenza, nell’incomparabile atmosfera di Adyar, la Convenzione Internazionale della Società Teosofica, giunta ormai al 146° appuntamento. La possibilità di utilizzare la piattaforma Zoom consente però di realizzare la Convenzione rendendola accessibile a un maggior numero di persone.
I lavori della Convenzione si articoleranno in quattro giornate, dal 27 al 30 dicembre. Ulteriori informazioni sono disponibili al link: https://tsconvention.com/
Per partecipare è necessario registrarsi al seguente indirizzo: https://tsconvention.com/register/
Il programma completo e ulteriori informazioni verranno pubblicate nella sezione News del sito della Società Teosofica Italiana: https://www.teosofica.org/it/
Per gran parte della Convenzione sarà disponibile anche la traduzione in italiano.

Perché monsignor Viganò si sbaglia sulla Società Teosofica e Madame Blavatsky
Un recente nuovo intervento di mons. Viganò, i cui obiettivi vanno inquadrati nella sua feroce lotta contro Papa Francesco e a favore della ricostituzione di una chiesa cattolica militante all’insegna del motto “extra ecclesiam nulla salus” (al di fuori della chiesa [cattolica] nessuna salvezza), contiene anche alcune valutazioni sulla Società Teosofica e sulla sua principale e storica rappresentante Helena Petrovna Blavatsky.
Per quanto riguarda la Società Teosofica Viganò riesuma il vecchio adagio della sua appartenenza ad una sorta di club per l’instaurazione di un nuovo e coercitivo ordine mondiale. Va da sé che l’affermazione mostra come non ci sia, da parte del monsignore, la minima conoscenza della S.T., della sua storia e dei suoi scopi.
Dal punto di vista teosofico il valore più alto è quello della Fratellanza Universale senza distinzione e dunque per la S.T. l’etnia, il ceto sociale, l’appartenenza a questa o a quella religione (o a nessuna) non sono elementi separativi ma piuttosto occasioni di incontro e di scambio fra esseri umani. La dimensione teosofica è quella dell’“essere” e di una consapevolezza che nasce da un impegno individuale volto ad un’espansione della coscienza nel segno dell’unità della vita. E, naturalmente, questo confligge totalmente con i principi portati avanti da Viganò, che uomo di potere è stato e continua ad essere.
Nella sua storia la S.T. ha sempre lavorato per la realizzazione della Fratellanza Universale senza distinzioni, per la pace, per il dialogo inter-religioso e per quello fra filosofia e scienza. Il tutto attraverso una sperimentazione concreta di Fratellanza che non guarda soltanto agli aspetti legati alla mente ma anche a quelli che si ricollegano al cuore e alla dimensione del servizio.
Nella consapevolezza che senza un cambiamento interiore e individuale, l’essere umano non potrà mai cambiare il mondo.
Per quanto attiene invece alle accuse a Helena Petrovna Blavatsky di luciferismo o peggio di satanismo, utilizzando la metodica dell’estrapolazione di frammenti di frasi da un più ampio contesto, la questione diventa in primis quella dell’interpretazione dei testi sacri delle varie religioni e quindi anche della Bibbia e dei Vangeli. Blavatsky, sicuramente critica con tutte le forme di “potere” delle organizzazioni religiose, ha sempre portato avanti la considerazione che i testi possono avere un’interpretazione exoterica e letterale e una anche esoterica e che solo uno studio attento e profondo consente di cogliere appieno il loro messaggio, svelando anche i significati reconditi.
Questa è un’impostazione che è stata portata avanti anche successivamente a Blavatsky. Si pensi, ad esempio, ad Annie Besant e al suo “Cristianesimo Esoterico”. Ma si pensi anche al ben più recente “Una visione teosofica del libro di Giobbe” di Pier Giorgio Parola.
Helena Petrovna Blavatsky, attraverso le proposizioni fondamentali de “La Dottrina Segreta” è stata colei che ha più affermato il principio dell’Unità della Vita e dell’inter-relazione dell’universo in tutte le sue parti, in un respiro fatto di espansione e di contrazione, di evoluzione ciclica e dinamica del tutto.
Naturalmente tutto questo non può piacere al monsignore, portatore di un pensiero duale e separativo e dunque sempre bisognoso di nemici da combattere e forte di una transazione mentale basata su “io sono ok e tu non sei ok, a meno che tu non mi dia ragione”.
Le tesi complottistiche ricordano molto gli Anni Venti e gli Anni Trenta, i cui esiti sono stati davvero infausti. Un futuro positivo per l’Umanità è legato al superamento del pensiero dualistico e a tutte le sue negative conseguenze.
Nel qui e ora a ciascuno la responsabilità di “essere” e di far propria la religione della gentilezza e dell’amore, testimoniando a tutto tondo che la libertà, la fratellanza, e il servizio sono valori da vivere e da condividere, senza mai dimenticare che l’essere umano non ha soltanto diritti ma anche doveri.

Dans le Noir – Charles Doudelet e il simbolismo a Livorno
30 settembre scorso è stata inaugurata, presso la Pinacoteca Comunale di Collesalvetti (LI), una nuova importante mostra che ha al centro l’opera del pittore e incisore Charles Doudelet (Lille 1861 – Gand 1983). Il titolo della mostra, curata da Francesca Cagianelli, appassionata studiosa del grande artista belga, è: “Dans le noir – Charles Doudelet e il simbolismo a Livorno”.
L’evento è promosso dal Comune di Collesalvetti, dalla Fondazione Livorno e dalla Fondazione Livorno Arte e cultura, con il patrocinio dell’Ambasciata del Belgio a Roma e la collaborazione della Società Teosofica Italiana. Doudelet, che ha soggiornato a lungo in Italia, è stato un artista di grande sensibilità spirituale, capace di declinazioni simboliche originali. Ha avuto importanti contatti con il movimento rosacrociano e con quello teosofico.
Da segnalare anche che la Collana editoriale Livorno Arte e Cultura ha dedicato l’undicesimo volume a un catalogo delle opere di Doudelet, curato da Francesca Cagianelli, con testi suoi, di Dario Matteoni e Andrea Muzzi.
La mostra, che resterà aperta fino al 22 gennaio 2022, sarà arricchita da una serie di incontri e conferenze, fra cui segnaliamo quella del Segretario Generale della Società Teosofica Italiana Antonio Girardi su: “Madame Blavatsky: la Garibaldina dell’occulto” (giovedì 18 novembre, ore 17.00).

Le Università di Berlino eliminano la carne dalle proprie mense
Cresce a livello esponenziale la richiesta dei giovani per un’alimentazione più sana e più rispettosa dell’ambiente.
Secondo un sondaggio effettuato nel 2019, per esempio, il 13,5% degli studenti universitari di Berlino si dichiarava favorevole ad una dieta vegana, mentre un ulteriore 33% optava per quella vegetariana.
Dallo scorso mese di ottobre, sull’esempio della Volkswagen che, nel marzo scorso, ha bandito la carne dalla mensa della propria sede centrale di Wolfsburg, tutte le 34 mense e caffetterie delle Università della capitale tedesca elimineranno i piatti a base di carne, riservando il 2% del piano nutrizionale al pesce.
La coscienza ecologica dei giovani, che con le loro scelte stanno influenzando anche i colossi mondiali della ristorazione, fa ben sperare in un futuro più verde e sostenibile, anche a beneficio degli animali.
E il pianeta ringrazia.
Fonte: https://www.repubblica.it/il-gusto/2021/08/31/news/le_universita_di_berlino_bandiscono_la_carne_delle_mense-316001736/

Intervento di Patrizia Calvi alla Scuola Europea di Teosofia
La European School of Theosophy, lanciata nell’ottobre 1982 in Inghilterra da Geoffrey Farthing, Ianthe Hoskins e Adam Warcup, propone approfondimenti e studi teosofici in lingua inglese, con il focus principale sulla letteratura dei primi tempi del Movimento Teosofico e su temi di diretto interesse della ricerca teosofica.
Nell’ambito di queste iniziative e programmi Erica Georgiades ha recentemente intervistato Patrizia Calvi, per un evento live trasmesso sul canale YouTube della European School of Theosophy.
L’intervista è disponibile cliccando su:https://www.youtube.com/watch?v=ML2eLrjGSwI&ab_channel=EuropeanSchoolofTheosophy

Afghanistan: realtà e simboli di una tragedia annunciata
I recenti avvenimenti in Afghanistan, con il ritorno al potere del movimento talebano e il crollo di uno stato tenuto artificialmente in vita da vent’anni di presenza degli USA e di altre potenze occidentali
(fra cui l’Italia), hanno riportato l’attenzione sulle vicende di questo martoriato Paese, lacerato dal settarismo e dalle logiche tribali.
Alcune immagini resteranno per sempre nei nostri occhi e nella nostra mente: quelle della disperazione delle donne per la perdita delle poche ma significative libertà conquistate; delle madri che lanciavano i loro piccoli nelle mani dei soldati americani, rinunciando così ai loro cari nella speranza di un futuro migliore per i loro figli; quella delle persone che, pur di lasciare il Paese, si sono aggrappate ai velivoli in partenza per poi precipitare tragicamente al suolo.
Tanto dolore e sofferenza marcano la distanza fra la realtà degli esseri umani e quella del potere o, meglio, dei poteri che pensano soltanto e con ogni mezzo al tornaconto e al trionfo delle visioni ideologiche della vita, separative per definizione e violente per abitudine.
L’Afghanistan non è qualcosa di lontano da noi ma è l’esempio vivente che la guerra non porta alla pace; che la corruzione non porta alla costruzione di un mondo migliore; che l’indifferenza e il calcolo politico ed economico portano alla disperazione; che la religione che diventa potere non ha nulla a che fare con la spiritualità.
Da tutto questo emerge l’importanza di una presa di coscienza, individuale e collettiva, che faccia perno sulla Fratellanza, lo spirito di condivisone e la dimensione del Servizio.
Limitare la libertà delle donne (non solo di quelle afghane) e togliere speranze e possibilità alle nuove generazioni rappresentano due cartine di tornasole che indicano precisi fattori di arretratezza dello stato di coscienza dell’umanità.
La Via del Cuore è l’unica che ci possa portare oltre le nebbie dell’egoismo dell’indifferenza e della separatività, per un futuro migliore.

L’universo svela via via i suoi misteri
L’essere umano è sempre stato attratto dalle stelle e dall’impulso di indagare l’universo, le sue forme e la sua realtà. I progressi della matematica, della fisica e della chimica e il parallelo sviluppo delle tecnologie, anche digitali, hanno consentito di affinare sempre più questa tipologia di ricerca e si è oggi in grado di catturare immagini ad alta definizione che evidenziano l’azione dei buchi neri e la loro distruzione di interi mondi di stelle.
L’universo svela così il ritmo di un respiro che alterna momenti costruttivi e momenti distruttivi, in un susseguirsi di manifestazione e di dissoluzione delle forme. Concetti questi molto ben evidenziati dalla letteratura teosofica di fine Ottocento e in particolare nelle opere di H.P. Blavatsky.
Recentemente sono state rese pubbliche le affascinanti immagini messe a punto come esito della ricerca di un gruppo di astrofisici che gestisce il radiotelescopio Lofar (Low Frequency Array), una rete composta da oltre settantamila antenne, distribuite in tutta Europa che, grazie all’uso di frequenze radio FM e all’elaborazione di computer di ultima generazione, sono in grado di mettere a fuoco immagini ad altissima risoluzione.
Nell’osservare la complessità del cosmo e la sua vastità, l’essere umano non può non riflettere sulla preziosità dell’esperienza terrestre e del momento presente. La vita è una sorta di miracolo: a ciascuno di noi il compito di comprendere le straordinarie opportunità che ci vengono offerte.

Ribelli – Personaggi e storie della paralimpiade
Segnaliamo il bel testo di Claudio Arrigoni “Ribelli – Personaggi e storie della paralimpiade”, instant book del “Corriere della Sera”, collana “Buone Notizie”.
Nella prefazione Elisabetta Soglio contestualizza il contenuto dell’opera e scrive: “Ci sono molti modi per essere ribelli. E ci sono molte cause che muovono la ribellione. Noi qui vogliamo raccontare donne e uomini che si ribellano ogni giorno a una malattia, a una menomazione, a un destino che solo apparentemente li condanna a una “non vita”. Donne e uomini che si ribellano agli stereotipi e ai luoghi comuni… e che attraverso lo sport sono riusciti ad affermarsi e a spingersi oltre quelli che sono considerati i loro limiti”.
Il libro di Arrigoni è una storia non solo di campioni ma di esseri umani in cammino che hanno saputo, nella difficoltà e nel dolore, intraprendere la strada della positività, della speranza e, in ultima analisi, della ricerca di se stessi.

L’onda viola della gentilezza
In un momento caratterizzato da molte note divisive assume particolare rilievo l’iniziativa favore della gentilezza partita dall’associazione “Cor et amor” di Ivrea e che si sta rapidamente diffondendo in tutta Italia, coinvolgendo educatori, allenatori, amministratori pubblici e persone di buona volontà.
Obiettivo comune è quello portare la gentilezza nella vita di ciascuno e di educare i bambini e i giovani a praticarla. Il tutto attraverso gesti semplici e immediatamente realizzabili dal singolo individuo: un saluto gentile al vicino di casa e al collega di lavoro; un ringraziamento alle persone con cui ci relazioniamo; un piccolo aiuto a una persona cara e anche a persone sconosciute. L’iniziativa di “Cor et amor” ha portato 170 Comuni italiani a dipingere di viola (eletto colore della gentilezza) una panchina quale simbolo di gentilezza.
In una scuola di Messina (l’Istituto Principe di Piemonte) un’insegnante ha realizzato con gli allievi il “Libro dei pensieri gentili”. A Gaby (Aosta) è stata varata l’iniziativa denominata “La passeggiata della gentilezza”, caratterizzata dal fatto che una o più persone adottano un pezzo di strada (o di sentiero) e lo ripuliscono.
È da augurarsi che l’onda viola della gentilezza si diffonda sempre più, aiutando il vivere di tutti.
Papa Francesco ha più volte parlato dell’importanza della gentilezza ed il Dalai Lama si è spinto ad affermare che la sua religione è quella della gentilezza.
Le neuroscienze ci insegnano che le emozioni positive e lo scambio a favore degli altri molto aiutano il nostro equilibrio, non soltanto interiore.
Essere gentili in fondo significa essere più felici.

Christian Greco relatore al 40° del Gruppo Teosofico di Vicenza
Nell’ambito delle iniziative per il 40° anniversario della fondazione, il Gruppo Teosofico di Vicenza ha avuto come ospite e relatore il dott. Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, che ha tenuto una brillante conferenza su: “I Testi Cosmografici del Nuovo Regno”.
Davvero notevole la partecipazione all’evento, svoltasi in presenza, con oltre 135 persone e una lunga lista di attesa.
Il programma dell’incontro ha visto gli interventi introduttivi del dott. Antonio Girardi, Segretario Generale della Società Teosofica Italiana e del prof. Enrico Stagni Presidente del Gruppo Teosofico “Aurora” di Vicenza.
La storia e la cultura dell’Antico Egitto continuano a suscitare un grande interesse, in un intreccio reale e simbolico che fa riferimento a una delle più importanti civiltà del passato.

Meditazione e felicità vanno insieme
La costruttiva interazione fra neuroscienziati ed eminenti esponenti del buddhismo tibetano ha consentito negli ultimi decenni di affrontare il tema della meditazione in una chiave di approfondimento comparativo fra religione, filosofia e scienza.
Ciò non solo ha portato a rilevanti risultati descritti, ad esempio, nel fondamentale testo “Emozioni distruttive”, compilato dal Dalai Lama con Daniel Goleman nel 2009, ma ha innescato una serie di sviluppi che molto hanno favorito la diffusione della mindfulness e di metodiche che capitalizzano il portato dell’Antica Saggezza e lo rendono comprensibile e praticabile all’essere umano di oggi.
Ne ha parlato anche l’inserto “D” del 28 agosto de “La Repubblica”, presentando il libro di Steven Laureys, neurologo dell’Università di Liegi, titolato “La meditazione spiegata dalla scienza” (Red Edizioni, il Castello Editore).
Quello che complessivamente emerge è che la meditazione e le sue attività che potremmo definire “collaterali” – quali l’attenzione, la compassione, la gratitudine e la cura – aiutano l’essere umano a raggiungere una maggior consapevolezza e, in ultima analisi, ad essere più felice.
Peraltro va da sé che, dal punto di vista teosofico, la felicità non deve essere un obiettivo egoistico, quanto piuttosto una modalità per favorire la gentilezza e l’azione a beneficio di tutti gli esseri.

Recensioni

Annie Besant in India
Annie Besant (1847-1933), già riformatrice sociale e fiera combattente per la giustizia in Inghilterra, dopo aver recensito “La Dottrina Segreta”, opus magnum di H.P. Blavatsky, nel maggio 1889 entrò a far parte della Società Teosofica. Qualche anno più tardi visitò l’India per la prima volta e ne fece subito la sua casa, viaggiando in lungo e in largo per tutto il Paese e attraendo con la sua grande oratoria moltissime persone, affascinate dal messaggio della Divina Saggezza.
“Annie Besant in India”, testo recentemente edito in Australia dalla Olive Tree Publishing, tratta del lavoro di Besant in India e per l’India, dei suoi traguardi come Presidente della Società Teosofica e della sua presentazione al mondo di Krishnamurti come veicolo di un nuovo insegnamento per l’umanità. Nel libro si possono trovare anche la sua visione per l’India e il suo coraggioso lavoro a favore dell’indipendenza.
Besant aveva un’intrepida determinazione, unita alla compassione per tutti coloro che soffrono. Ella considerava l’India la madre spirituale del mondo e lavorò per la sua rigenerazione spirituale, sociale e politica.
Gli autori, C.V. Agarwal e Pedro Oliveira, hanno incluso nel testo anche una serie di sentite testimonianze degli amici e collaboratori indiani di Besant.
Krishnamurti, ricordando la sua gioventù, una volta disse che tra tutti i teosofi di quel tempo la sola che era vicina alla trasformazione interiore era Annie Besant e a chi gli chiese perché rispose “Perché non sapete quanto grande fosse la sua capacità di amare”.
Il libro conta 590 pagine e si può ordinare rivolgendosi a questo indirizzo e-mail: otpublishing@bigpond.com
Pedro Oliveira, co-autore del libro, è stato ospite il 6 ottobre di uno degli appuntamenti de “I mercoledì con la Società Teosofica”. L’intervista è consultabile sul canale YouTube della S.T.I.

Krishnamurti. Tutta una vita
Segnaliamo una nuova traduzione in italiano del libro di Mary Lutyens “The Life and Death of Krishnamurti”, pubblicato nel 1990, a sua volta sintesi di tre biografie della stessa autrice: “The Years of Awakening” (Gli anni del risveglio), 1975, “The Years of Fulfilment” (Gli anni della realizzazione), 1983, e “The Open Door” (La porta aperta), 1988.
Si tratta di un importante ritratto di Jiddu Krishnamurti, scritto da una donna che lo conobbe fin da quando era bambina e che gli fu amica durante tutta la vita.
La traduzione del testo è di Monica Dematté, che ha anche curato la dettagliata cronologia e la scelta dell’apparato fotografico. Il libro è pubblicato dalle Edizioni di Maieutica.
In questa biografia Mary Lutyens si è concentrata sul ruolo e sull’importanza del percorso di Krishnamurti in quanto figura di alto rilievo spirituale. Un uomo, valorizzato ed educato nell’ambito della Società Teosofica, che con grande coerenza ha saputo essere portatore di un messaggio universale basato sul superamento dell’ego e sulla pratica dell’osservazione. Un essere per certi versi misterioso, ma che continua, ad oltre 35 anni dalla morte, a esercitare un grande fascino per i sinceri ricercatori della Vita Una e della sua essenza.
La curatrice del libro, Monica Dematté, è stata ospite dell’appuntamento de “I mercoledì con la Società Teosofica” del 20 ottobre. L’intervista è consultabile sul canale YouTube della S.T.I.
Link al libro: https://www.eti-edizioni.it/orizzonti/778-Krishnamurti-Tutta-una-vita.html

Dai gruppi

Sul sito web della S.T.I. le attività dei Gruppi e dei Centri
Le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate, giorno per giorno, su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
Aprendo la sezione “Eventi e Convegni” è possibile registrarsi accedendo così all’elenco delle riunioni e delle conferenze organizzate nelle varie località.

Riprende l’attività presso la Sede di Torino della Società Teosofica
Segnaliamo che nei mesi di novembre e dicembre il Gruppo Teosofico Torinese riprende le sue attività in presenza presso la sede della S.T. di Corso Regina Margherita, 195/C.
Sono previste quattro conferenze che vedranno come relatori Antonio Girardi, Patrizia Moschin Calvi, Marina De Grandis ed Enrico Stagni. I temi trattati riguardano rispettivamente, il rapporto fra scienza e teosofia, il nirvana, l’akasha e il simbolismo del sigillo della S.T.
È prevista la possibilità di seguire le conferenze tramite Zoom.
Sul sito della STI, all’indirizzo web www.teosofica.org, è possibile consultare i programmi di dettaglio e le modalità organizzative.
Torino è una città dalla lunga tradizione teosofica e la ripresa delle attività del Gruppo Teosofico Torinese testimonia la possibilità di un proficuo lavoro della S.T. sotto la Mole.

Gruppo Teosofico Valdostano
L’Assemblea dei Soci del Gruppo Teosofico Valdostano si è riunita il 9 luglio scorso per il rinnovo delle cariche per il triennio 2021-2024.
Paola Amail è stata riconfermata, all’unanimità, Presidente.
Vice-Presidente è stata eletta Marina Lale Murix, mentre Marilina Amorfini sarà la Segretaria.
Infine, Patrizia Aloe è stata riconfermata Tesoriera.
Al Gruppo Teosofico Valdostano e alle sue esponenti l’augurio di un buon lavoro nel segno della Fratellanza Universale senza distinzioni.

Articoli del mese

Novembre - dicembre 2021

Anno LXXVII - N.11-12
cover Novembre - dicembre 2021

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza bimestrale. L'invio avviene tramite il servizio postale. In alternativa è possibile riceverla anche in formato PDF. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato per il 2021 in euro 25,00 per l’Italia e per l’Estero in euro 45,00 (formato cartaceo) o 25,00 (invio in PDF). Il versamento può essere effettuato: tramite bollettino sul conto corrente postale numero 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana - Tesoreria; tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367; oppure con PayPal: https://www.eti-edizioni.it/collane-libri-e-dvd/770-rivista-italiana-di-teosofia.html

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A. Stirati 8

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27

Pagine dalla letteratura teosofica
36

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38

Quando l’universo ti strizza l’occhio
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Segnalazioni
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Nuove vite
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Congratulazioni
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In comunione con la Vita Una

I mesi di novembre e di dicembre sono caratterizzati da due importanti eventi: il 17 novembre ricorre il 146° anniversario della fondazione della Società Teosofica e il 22 dicembre il solstizio d’inverno viene a ricordarci la simbologia (e la realtà) del “Sol Invictus”, che trascolora nell’intensità del Natale cristiano, con la sua carica di forti significati e contenuti emotivi.
Per quanto riguarda la Società Teosofica, ricordarne la fondazione ci riporta a un momento di grande speranza e di fiducia in un cambiamento atto a portare l’Umanità sul piano della Fratellanza Universale senza distinzioni. Un valore questo che conserva intatti la sua forza e il suo significato, entrambi legati alle grandi possibilità che ha l’essere umano di trovare proprio negli elementi distintivi la leva per considerare la Fratellanza come espressione compiuta della Vita Una. E tutto ciò conserva valore nel tempo, alla luce del fatto che le visioni separative e gli approcci dualistici continuano a essere di ostacolo a una più profonda presa di coscienza che ci porti oltre la separazione fra noi e gli altri e, al nostro interno, fra il piccolo e mendace io personale e il Sé consapevole.
Il solstizio d’inverno ci riporta allo stupore con cui possiamo continuare a guardare ai ritmi ciclici e ricorrenti della natura, al movimento ordinato degli astri e alla simbologia che li accompagna. Il solstizio è tempo di speranza, di affermazione positiva della luce, di unione fra il cielo e la terra.
È davvero importante che l’essere umano prenda coscienza della sua qualità di “mediatore” e della sua possibilità di trasformare il negativo in positivo, la paura in speranza, l’ignoranza in conoscenza, l’egoismo in amorevole magnanimità.
Sono queste consapevolezze che ciascuno può far fiorire nel proprio cuore se solo si rende capace di andare oltre alle identificazioni della personalità, per aprirsi alla dimensione del Bello, del Buono, del Vero.
Non risulterà inutile guardare alla simbologia cristiana e riconoscere nel Bambino il mondo delle possibilità e di un futuro più armonico e consapevole. A Natale un Bambino è affidato all’Umanità e quindi anche a ciascuno di noi ed è a noi che spetta il compito di riconoscerlo, proteggerlo, amarlo nel segno dell’eterna bontà di tutte le cose.
Mettiamo dunque sotto l’albero questa riflessione di Radha Burnier, la mai dimenticata Presidente della S.T. dal 1980 al 2013: “Vivere teosoficamente significa vivere alla luce dell’unicità e sacralità in tutti i suoi aspetti, a tutti i livelli. Di conseguenza il vivere teosoficamente non è compatibile con pregiudizi, preferenze o avversioni, misure e giudizi che portano a una graduatoria stabilita artificialmente. La Fratellanza Universale, primo scopo della S.T., implica uno sgombrare la mente da tutte le inclinazioni, le barriere, le ambizioni egoistiche e così via, e mantenerla aperta e libera per entrare in comunione a un livello profondo con tutta la vita”.

Antonio Girardi

Segnalazioni

Quote associative alla Società Teosofica Italiana e abbonamento alla “Rivista Italiana di Teosofia” per il 2022
È il momento del rinnovo delle quote associative di adesione alla Società Teosofica Italiana per l’anno 2022.
Essere socio della S.T.I. ha soprattutto un valore ideale e si collega direttamente allo scopo della Fratellanza Universale senza distinzioni.
Per il 2022 il Consiglio Generale della S.T.I. ha confermato le quote in essere e cioè: quota associativa euro 35,00 indivisibili (comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia, che è l’organo statutario di informazione istituzionale); quota associativa per residenti all’estero euro 50,00 (comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia, la differenza è dovuta alle maggiori spese postali di spedizione della RIT); quota di ingresso per i nuovi soci euro 50,00 (solo per il primo anno, comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia); quota socio sostenitore (con abbonamento) euro 100,00; quota socio benemerito vitalizio (con abbonamento) euro 2.000,00.
Abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia (per non soci) euro 25,00; abbonamento estero euro 45,00.
I Soci indipendenti e gli Abbonati potranno provvedere direttamente al versamento sul c.c.p. n. 55010367 intestato alla Società Teosofica Italiana - Tesoreria, oppure potranno inviare un bonifico bancario intestato a: Società Teosofica Italiana - Tesoreria, sul conto Bancoposta della S.T.I. codice IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.
I Soci dei Gruppi e dei Centri provvederanno invece al rinnovo contattando i Presidenti dei Gruppi o i Segretari dei Centri di appartenenza.
È possibile anche richiedere l’invio della R.I.T. in modalità elettronica, via e-mail, in formato PDF. L’opzione è alternativa a quella dell’invio cartaceo.
Le donazioni a favore della Società Teosofica Italiana e dell’Ordine Teosofico di Servizio saranno le benvenute.

FAQ su Teosofia e Società Teosofica
Società Teosofica ha l’esigenza di trovare risposte chiare alle domande che possono sorgere spontaneamente sia sul significato della Teosofia e dei suoi contenuti sia sull’attività della Società Teosofica e sulla sua organizzazione.
Per favorire un’informazione semplice, completa e doverosamente trasparente è stata inserita nel sito internet della S.T.I. una rubrica che riguarda proprio le FAQ, le domande che più frequentemente vengono poste sulla Teosofia e sulla Società Teosofica: https://www.teosofica.org/it/faq/,619
Naturalmente tutto questo non esclude la possibilità di un contatto diretto, che in ambito teosofico è sempre il benvenuto: sti@teosofica.org

Via web la 146° Convenzione Internazionale della Società Teosofica (27-30 dicembre 2021)
L’epidemia di Covid 19 ha reso impossibile anche per quest’anno organizzare in presenza, nell’incomparabile atmosfera di Adyar, la Convenzione Internazionale della Società Teosofica, giunta ormai al 146° appuntamento. La possibilità di utilizzare la piattaforma Zoom consente però di realizzare la Convenzione rendendola accessibile a un maggior numero di persone.
I lavori della Convenzione si articoleranno in quattro giornate, dal 27 al 30 dicembre. Ulteriori informazioni sono disponibili al link: https://tsconvention.com/
Per partecipare è necessario registrarsi al seguente indirizzo: https://tsconvention.com/register/
Il programma completo e ulteriori informazioni verranno pubblicate nella sezione News del sito della Società Teosofica Italiana: https://www.teosofica.org/it/
Per gran parte della Convenzione sarà disponibile anche la traduzione in italiano.

Perché monsignor Viganò si sbaglia sulla Società Teosofica e Madame Blavatsky
Un recente nuovo intervento di mons. Viganò, i cui obiettivi vanno inquadrati nella sua feroce lotta contro Papa Francesco e a favore della ricostituzione di una chiesa cattolica militante all’insegna del motto “extra ecclesiam nulla salus” (al di fuori della chiesa [cattolica] nessuna salvezza), contiene anche alcune valutazioni sulla Società Teosofica e sulla sua principale e storica rappresentante Helena Petrovna Blavatsky.
Per quanto riguarda la Società Teosofica Viganò riesuma il vecchio adagio della sua appartenenza ad una sorta di club per l’instaurazione di un nuovo e coercitivo ordine mondiale. Va da sé che l’affermazione mostra come non ci sia, da parte del monsignore, la minima conoscenza della S.T., della sua storia e dei suoi scopi.
Dal punto di vista teosofico il valore più alto è quello della Fratellanza Universale senza distinzione e dunque per la S.T. l’etnia, il ceto sociale, l’appartenenza a questa o a quella religione (o a nessuna) non sono elementi separativi ma piuttosto occasioni di incontro e di scambio fra esseri umani. La dimensione teosofica è quella dell’“essere” e di una consapevolezza che nasce da un impegno individuale volto ad un’espansione della coscienza nel segno dell’unità della vita. E, naturalmente, questo confligge totalmente con i principi portati avanti da Viganò, che uomo di potere è stato e continua ad essere.
Nella sua storia la S.T. ha sempre lavorato per la realizzazione della Fratellanza Universale senza distinzioni, per la pace, per il dialogo inter-religioso e per quello fra filosofia e scienza. Il tutto attraverso una sperimentazione concreta di Fratellanza che non guarda soltanto agli aspetti legati alla mente ma anche a quelli che si ricollegano al cuore e alla dimensione del servizio.
Nella consapevolezza che senza un cambiamento interiore e individuale, l’essere umano non potrà mai cambiare il mondo.
Per quanto attiene invece alle accuse a Helena Petrovna Blavatsky di luciferismo o peggio di satanismo, utilizzando la metodica dell’estrapolazione di frammenti di frasi da un più ampio contesto, la questione diventa in primis quella dell’interpretazione dei testi sacri delle varie religioni e quindi anche della Bibbia e dei Vangeli. Blavatsky, sicuramente critica con tutte le forme di “potere” delle organizzazioni religiose, ha sempre portato avanti la considerazione che i testi possono avere un’interpretazione exoterica e letterale e una anche esoterica e che solo uno studio attento e profondo consente di cogliere appieno il loro messaggio, svelando anche i significati reconditi.
Questa è un’impostazione che è stata portata avanti anche successivamente a Blavatsky. Si pensi, ad esempio, ad Annie Besant e al suo “Cristianesimo Esoterico”. Ma si pensi anche al ben più recente “Una visione teosofica del libro di Giobbe” di Pier Giorgio Parola.
Helena Petrovna Blavatsky, attraverso le proposizioni fondamentali de “La Dottrina Segreta” è stata colei che ha più affermato il principio dell’Unità della Vita e dell’inter-relazione dell’universo in tutte le sue parti, in un respiro fatto di espansione e di contrazione, di evoluzione ciclica e dinamica del tutto.
Naturalmente tutto questo non può piacere al monsignore, portatore di un pensiero duale e separativo e dunque sempre bisognoso di nemici da combattere e forte di una transazione mentale basata su “io sono ok e tu non sei ok, a meno che tu non mi dia ragione”.
Le tesi complottistiche ricordano molto gli Anni Venti e gli Anni Trenta, i cui esiti sono stati davvero infausti. Un futuro positivo per l’Umanità è legato al superamento del pensiero dualistico e a tutte le sue negative conseguenze.
Nel qui e ora a ciascuno la responsabilità di “essere” e di far propria la religione della gentilezza e dell’amore, testimoniando a tutto tondo che la libertà, la fratellanza, e il servizio sono valori da vivere e da condividere, senza mai dimenticare che l’essere umano non ha soltanto diritti ma anche doveri.

Dans le Noir – Charles Doudelet e il simbolismo a Livorno
30 settembre scorso è stata inaugurata, presso la Pinacoteca Comunale di Collesalvetti (LI), una nuova importante mostra che ha al centro l’opera del pittore e incisore Charles Doudelet (Lille 1861 – Gand 1983). Il titolo della mostra, curata da Francesca Cagianelli, appassionata studiosa del grande artista belga, è: “Dans le noir – Charles Doudelet e il simbolismo a Livorno”.
L’evento è promosso dal Comune di Collesalvetti, dalla Fondazione Livorno e dalla Fondazione Livorno Arte e cultura, con il patrocinio dell’Ambasciata del Belgio a Roma e la collaborazione della Società Teosofica Italiana. Doudelet, che ha soggiornato a lungo in Italia, è stato un artista di grande sensibilità spirituale, capace di declinazioni simboliche originali. Ha avuto importanti contatti con il movimento rosacrociano e con quello teosofico.
Da segnalare anche che la Collana editoriale Livorno Arte e Cultura ha dedicato l’undicesimo volume a un catalogo delle opere di Doudelet, curato da Francesca Cagianelli, con testi suoi, di Dario Matteoni e Andrea Muzzi.
La mostra, che resterà aperta fino al 22 gennaio 2022, sarà arricchita da una serie di incontri e conferenze, fra cui segnaliamo quella del Segretario Generale della Società Teosofica Italiana Antonio Girardi su: “Madame Blavatsky: la Garibaldina dell’occulto” (giovedì 18 novembre, ore 17.00).

Le Università di Berlino eliminano la carne dalle proprie mense
Cresce a livello esponenziale la richiesta dei giovani per un’alimentazione più sana e più rispettosa dell’ambiente.
Secondo un sondaggio effettuato nel 2019, per esempio, il 13,5% degli studenti universitari di Berlino si dichiarava favorevole ad una dieta vegana, mentre un ulteriore 33% optava per quella vegetariana.
Dallo scorso mese di ottobre, sull’esempio della Volkswagen che, nel marzo scorso, ha bandito la carne dalla mensa della propria sede centrale di Wolfsburg, tutte le 34 mense e caffetterie delle Università della capitale tedesca elimineranno i piatti a base di carne, riservando il 2% del piano nutrizionale al pesce.
La coscienza ecologica dei giovani, che con le loro scelte stanno influenzando anche i colossi mondiali della ristorazione, fa ben sperare in un futuro più verde e sostenibile, anche a beneficio degli animali.
E il pianeta ringrazia.
Fonte: https://www.repubblica.it/il-gusto/2021/08/31/news/le_universita_di_berlino_bandiscono_la_carne_delle_mense-316001736/

Intervento di Patrizia Calvi alla Scuola Europea di Teosofia
La European School of Theosophy, lanciata nell’ottobre 1982 in Inghilterra da Geoffrey Farthing, Ianthe Hoskins e Adam Warcup, propone approfondimenti e studi teosofici in lingua inglese, con il focus principale sulla letteratura dei primi tempi del Movimento Teosofico e su temi di diretto interesse della ricerca teosofica.
Nell’ambito di queste iniziative e programmi Erica Georgiades ha recentemente intervistato Patrizia Calvi, per un evento live trasmesso sul canale YouTube della European School of Theosophy.
L’intervista è disponibile cliccando su:https://www.youtube.com/watch?v=ML2eLrjGSwI&ab_channel=EuropeanSchoolofTheosophy

Afghanistan: realtà e simboli di una tragedia annunciata
I recenti avvenimenti in Afghanistan, con il ritorno al potere del movimento talebano e il crollo di uno stato tenuto artificialmente in vita da vent’anni di presenza degli USA e di altre potenze occidentali
(fra cui l’Italia), hanno riportato l’attenzione sulle vicende di questo martoriato Paese, lacerato dal settarismo e dalle logiche tribali.
Alcune immagini resteranno per sempre nei nostri occhi e nella nostra mente: quelle della disperazione delle donne per la perdita delle poche ma significative libertà conquistate; delle madri che lanciavano i loro piccoli nelle mani dei soldati americani, rinunciando così ai loro cari nella speranza di un futuro migliore per i loro figli; quella delle persone che, pur di lasciare il Paese, si sono aggrappate ai velivoli in partenza per poi precipitare tragicamente al suolo.
Tanto dolore e sofferenza marcano la distanza fra la realtà degli esseri umani e quella del potere o, meglio, dei poteri che pensano soltanto e con ogni mezzo al tornaconto e al trionfo delle visioni ideologiche della vita, separative per definizione e violente per abitudine.
L’Afghanistan non è qualcosa di lontano da noi ma è l’esempio vivente che la guerra non porta alla pace; che la corruzione non porta alla costruzione di un mondo migliore; che l’indifferenza e il calcolo politico ed economico portano alla disperazione; che la religione che diventa potere non ha nulla a che fare con la spiritualità.
Da tutto questo emerge l’importanza di una presa di coscienza, individuale e collettiva, che faccia perno sulla Fratellanza, lo spirito di condivisone e la dimensione del Servizio.
Limitare la libertà delle donne (non solo di quelle afghane) e togliere speranze e possibilità alle nuove generazioni rappresentano due cartine di tornasole che indicano precisi fattori di arretratezza dello stato di coscienza dell’umanità.
La Via del Cuore è l’unica che ci possa portare oltre le nebbie dell’egoismo dell’indifferenza e della separatività, per un futuro migliore.

L’universo svela via via i suoi misteri
L’essere umano è sempre stato attratto dalle stelle e dall’impulso di indagare l’universo, le sue forme e la sua realtà. I progressi della matematica, della fisica e della chimica e il parallelo sviluppo delle tecnologie, anche digitali, hanno consentito di affinare sempre più questa tipologia di ricerca e si è oggi in grado di catturare immagini ad alta definizione che evidenziano l’azione dei buchi neri e la loro distruzione di interi mondi di stelle.
L’universo svela così il ritmo di un respiro che alterna momenti costruttivi e momenti distruttivi, in un susseguirsi di manifestazione e di dissoluzione delle forme. Concetti questi molto ben evidenziati dalla letteratura teosofica di fine Ottocento e in particolare nelle opere di H.P. Blavatsky.
Recentemente sono state rese pubbliche le affascinanti immagini messe a punto come esito della ricerca di un gruppo di astrofisici che gestisce il radiotelescopio Lofar (Low Frequency Array), una rete composta da oltre settantamila antenne, distribuite in tutta Europa che, grazie all’uso di frequenze radio FM e all’elaborazione di computer di ultima generazione, sono in grado di mettere a fuoco immagini ad altissima risoluzione.
Nell’osservare la complessità del cosmo e la sua vastità, l’essere umano non può non riflettere sulla preziosità dell’esperienza terrestre e del momento presente. La vita è una sorta di miracolo: a ciascuno di noi il compito di comprendere le straordinarie opportunità che ci vengono offerte.

Ribelli – Personaggi e storie della paralimpiade
Segnaliamo il bel testo di Claudio Arrigoni “Ribelli – Personaggi e storie della paralimpiade”, instant book del “Corriere della Sera”, collana “Buone Notizie”.
Nella prefazione Elisabetta Soglio contestualizza il contenuto dell’opera e scrive: “Ci sono molti modi per essere ribelli. E ci sono molte cause che muovono la ribellione. Noi qui vogliamo raccontare donne e uomini che si ribellano ogni giorno a una malattia, a una menomazione, a un destino che solo apparentemente li condanna a una “non vita”. Donne e uomini che si ribellano agli stereotipi e ai luoghi comuni… e che attraverso lo sport sono riusciti ad affermarsi e a spingersi oltre quelli che sono considerati i loro limiti”.
Il libro di Arrigoni è una storia non solo di campioni ma di esseri umani in cammino che hanno saputo, nella difficoltà e nel dolore, intraprendere la strada della positività, della speranza e, in ultima analisi, della ricerca di se stessi.

L’onda viola della gentilezza
In un momento caratterizzato da molte note divisive assume particolare rilievo l’iniziativa favore della gentilezza partita dall’associazione “Cor et amor” di Ivrea e che si sta rapidamente diffondendo in tutta Italia, coinvolgendo educatori, allenatori, amministratori pubblici e persone di buona volontà.
Obiettivo comune è quello portare la gentilezza nella vita di ciascuno e di educare i bambini e i giovani a praticarla. Il tutto attraverso gesti semplici e immediatamente realizzabili dal singolo individuo: un saluto gentile al vicino di casa e al collega di lavoro; un ringraziamento alle persone con cui ci relazioniamo; un piccolo aiuto a una persona cara e anche a persone sconosciute. L’iniziativa di “Cor et amor” ha portato 170 Comuni italiani a dipingere di viola (eletto colore della gentilezza) una panchina quale simbolo di gentilezza.
In una scuola di Messina (l’Istituto Principe di Piemonte) un’insegnante ha realizzato con gli allievi il “Libro dei pensieri gentili”. A Gaby (Aosta) è stata varata l’iniziativa denominata “La passeggiata della gentilezza”, caratterizzata dal fatto che una o più persone adottano un pezzo di strada (o di sentiero) e lo ripuliscono.
È da augurarsi che l’onda viola della gentilezza si diffonda sempre più, aiutando il vivere di tutti.
Papa Francesco ha più volte parlato dell’importanza della gentilezza ed il Dalai Lama si è spinto ad affermare che la sua religione è quella della gentilezza.
Le neuroscienze ci insegnano che le emozioni positive e lo scambio a favore degli altri molto aiutano il nostro equilibrio, non soltanto interiore.
Essere gentili in fondo significa essere più felici.

Christian Greco relatore al 40° del Gruppo Teosofico di Vicenza
Nell’ambito delle iniziative per il 40° anniversario della fondazione, il Gruppo Teosofico di Vicenza ha avuto come ospite e relatore il dott. Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, che ha tenuto una brillante conferenza su: “I Testi Cosmografici del Nuovo Regno”.
Davvero notevole la partecipazione all’evento, svoltasi in presenza, con oltre 135 persone e una lunga lista di attesa.
Il programma dell’incontro ha visto gli interventi introduttivi del dott. Antonio Girardi, Segretario Generale della Società Teosofica Italiana e del prof. Enrico Stagni Presidente del Gruppo Teosofico “Aurora” di Vicenza.
La storia e la cultura dell’Antico Egitto continuano a suscitare un grande interesse, in un intreccio reale e simbolico che fa riferimento a una delle più importanti civiltà del passato.

Meditazione e felicità vanno insieme
La costruttiva interazione fra neuroscienziati ed eminenti esponenti del buddhismo tibetano ha consentito negli ultimi decenni di affrontare il tema della meditazione in una chiave di approfondimento comparativo fra religione, filosofia e scienza.
Ciò non solo ha portato a rilevanti risultati descritti, ad esempio, nel fondamentale testo “Emozioni distruttive”, compilato dal Dalai Lama con Daniel Goleman nel 2009, ma ha innescato una serie di sviluppi che molto hanno favorito la diffusione della mindfulness e di metodiche che capitalizzano il portato dell’Antica Saggezza e lo rendono comprensibile e praticabile all’essere umano di oggi.
Ne ha parlato anche l’inserto “D” del 28 agosto de “La Repubblica”, presentando il libro di Steven Laureys, neurologo dell’Università di Liegi, titolato “La meditazione spiegata dalla scienza” (Red Edizioni, il Castello Editore).
Quello che complessivamente emerge è che la meditazione e le sue attività che potremmo definire “collaterali” – quali l’attenzione, la compassione, la gratitudine e la cura – aiutano l’essere umano a raggiungere una maggior consapevolezza e, in ultima analisi, ad essere più felice.
Peraltro va da sé che, dal punto di vista teosofico, la felicità non deve essere un obiettivo egoistico, quanto piuttosto una modalità per favorire la gentilezza e l’azione a beneficio di tutti gli esseri.

Recensioni

Annie Besant in India
Annie Besant (1847-1933), già riformatrice sociale e fiera combattente per la giustizia in Inghilterra, dopo aver recensito “La Dottrina Segreta”, opus magnum di H.P. Blavatsky, nel maggio 1889 entrò a far parte della Società Teosofica. Qualche anno più tardi visitò l’India per la prima volta e ne fece subito la sua casa, viaggiando in lungo e in largo per tutto il Paese e attraendo con la sua grande oratoria moltissime persone, affascinate dal messaggio della Divina Saggezza.
“Annie Besant in India”, testo recentemente edito in Australia dalla Olive Tree Publishing, tratta del lavoro di Besant in India e per l’India, dei suoi traguardi come Presidente della Società Teosofica e della sua presentazione al mondo di Krishnamurti come veicolo di un nuovo insegnamento per l’umanità. Nel libro si possono trovare anche la sua visione per l’India e il suo coraggioso lavoro a favore dell’indipendenza.
Besant aveva un’intrepida determinazione, unita alla compassione per tutti coloro che soffrono. Ella considerava l’India la madre spirituale del mondo e lavorò per la sua rigenerazione spirituale, sociale e politica.
Gli autori, C.V. Agarwal e Pedro Oliveira, hanno incluso nel testo anche una serie di sentite testimonianze degli amici e collaboratori indiani di Besant.
Krishnamurti, ricordando la sua gioventù, una volta disse che tra tutti i teosofi di quel tempo la sola che era vicina alla trasformazione interiore era Annie Besant e a chi gli chiese perché rispose “Perché non sapete quanto grande fosse la sua capacità di amare”.
Il libro conta 590 pagine e si può ordinare rivolgendosi a questo indirizzo e-mail: otpublishing@bigpond.com
Pedro Oliveira, co-autore del libro, è stato ospite il 6 ottobre di uno degli appuntamenti de “I mercoledì con la Società Teosofica”. L’intervista è consultabile sul canale YouTube della S.T.I.

Krishnamurti. Tutta una vita
Segnaliamo una nuova traduzione in italiano del libro di Mary Lutyens “The Life and Death of Krishnamurti”, pubblicato nel 1990, a sua volta sintesi di tre biografie della stessa autrice: “The Years of Awakening” (Gli anni del risveglio), 1975, “The Years of Fulfilment” (Gli anni della realizzazione), 1983, e “The Open Door” (La porta aperta), 1988.
Si tratta di un importante ritratto di Jiddu Krishnamurti, scritto da una donna che lo conobbe fin da quando era bambina e che gli fu amica durante tutta la vita.
La traduzione del testo è di Monica Dematté, che ha anche curato la dettagliata cronologia e la scelta dell’apparato fotografico. Il libro è pubblicato dalle Edizioni di Maieutica.
In questa biografia Mary Lutyens si è concentrata sul ruolo e sull’importanza del percorso di Krishnamurti in quanto figura di alto rilievo spirituale. Un uomo, valorizzato ed educato nell’ambito della Società Teosofica, che con grande coerenza ha saputo essere portatore di un messaggio universale basato sul superamento dell’ego e sulla pratica dell’osservazione. Un essere per certi versi misterioso, ma che continua, ad oltre 35 anni dalla morte, a esercitare un grande fascino per i sinceri ricercatori della Vita Una e della sua essenza.
La curatrice del libro, Monica Dematté, è stata ospite dell’appuntamento de “I mercoledì con la Società Teosofica” del 20 ottobre. L’intervista è consultabile sul canale YouTube della S.T.I.
Link al libro: https://www.eti-edizioni.it/orizzonti/778-Krishnamurti-Tutta-una-vita.html

Dai gruppi

Sul sito web della S.T.I. le attività dei Gruppi e dei Centri
Le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate, giorno per giorno, su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
Aprendo la sezione “Eventi e Convegni” è possibile registrarsi accedendo così all’elenco delle riunioni e delle conferenze organizzate nelle varie località.

Riprende l’attività presso la Sede di Torino della Società Teosofica
Segnaliamo che nei mesi di novembre e dicembre il Gruppo Teosofico Torinese riprende le sue attività in presenza presso la sede della S.T. di Corso Regina Margherita, 195/C.
Sono previste quattro conferenze che vedranno come relatori Antonio Girardi, Patrizia Moschin Calvi, Marina De Grandis ed Enrico Stagni. I temi trattati riguardano rispettivamente, il rapporto fra scienza e teosofia, il nirvana, l’akasha e il simbolismo del sigillo della S.T.
È prevista la possibilità di seguire le conferenze tramite Zoom.
Sul sito della STI, all’indirizzo web www.teosofica.org, è possibile consultare i programmi di dettaglio e le modalità organizzative.
Torino è una città dalla lunga tradizione teosofica e la ripresa delle attività del Gruppo Teosofico Torinese testimonia la possibilità di un proficuo lavoro della S.T. sotto la Mole.

Gruppo Teosofico Valdostano
L’Assemblea dei Soci del Gruppo Teosofico Valdostano si è riunita il 9 luglio scorso per il rinnovo delle cariche per il triennio 2021-2024.
Paola Amail è stata riconfermata, all’unanimità, Presidente.
Vice-Presidente è stata eletta Marina Lale Murix, mentre Marilina Amorfini sarà la Segretaria.
Infine, Patrizia Aloe è stata riconfermata Tesoriera.
Al Gruppo Teosofico Valdostano e alle sue esponenti l’augurio di un buon lavoro nel segno della Fratellanza Universale senza distinzioni.

Articoli del mese