Rivista Italiana di Teosofia

Gennaio - febbraio 2024

Anno LXXX - N.01-02
COVER RIT GEN-FEB 2024

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza bimestrale. L'invio avviene tramite il servizio postale. In alternativa è possibile riceverla anche in formato PDF. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato in euro 25,00 per l’Italia e per l’Estero in euro 45,00 (formato cartaceo) o 25,00 (invio in PDF). Il versamento può essere effettuato: tramite bollettino sul conto corrente postale numero 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana APS - Tesoreria; tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana APS - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367; oppure con PayPal: https://www.eti-edizioni.it/collane-libri-e-dvd/770-rivista-italiana-di-teosofia.html

Area riservata

Relazione e comunicazione nel segno della Vita Una
A. Girardi 1

Considerazioni sulla guerra
J. Krishnamurti 2

Alcune delle lezioni che si possono imparare ad Adyar
M. Ruspoli 5

Si può eliminare il Karma?
P. Sender 13

Percezione Spirituale
R. Iyer 19

L’astrologia nell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci
R. Lindemann 28

L’Ordine Teosofico di Servizio: storia e attualità
35

Il Villaggio Verde: un luogo dell’Anima e dell’Amicizia
F. Polignano 36

Pagine dalla letteratura teosofica
37

Testi per l’intuizione [LXXVIII]
38

Convegno della S.T.I. al Festival delle Relazioni
37

Il Viaggio verso il Mondo – esplorare gli archetipi attraverso il linguaggio dei tarocchi
38

Segnalazioni
39

Recensioni
44

Dai Gruppi
45

Al di là del velo
45

Relazione e comunicazione nel segno della Vita Una

Viviamo in un mondo dove la comunicazione condiziona tutte le nostre relazioni e anche il nostro sentire interiore.
La velocità dell’interazione fra gli esseri umani continua ad aumentare e questo comporta, di converso, sempre maggiori difficoltà negli aspetti che riguardano la comunicazione stessa e soprattutto la concentrazione.
Delegare la memoria alla realtà digitale e, in ultima analisi, alle macchine, toglie alcune possibilità di riflessione consapevole e lascia l’essere umano in balia delle emozioni, che paiono essere diventate di eccessiva importanza, ignorandone almeno in parte il ruolo di componenti dei sentimenti.
Il circuito emozionale è fondamentale per la manipolazione del consenso, per aumentare le vendite e contribuisce a trasformare gli individui in consumatori.
I social e gli strumenti di comunicazione danno a ciascuno l’illusione di essere importante e di poter esprimere il proprio sentire, lasciando sullo sfondo il tema della competenza.
Logica conseguenza è il dominio della dimensione dell’avere e del piccolo io della personalità, con catastrofiche conseguenze nelle relazioni personali e familiari, nel rapporto sociale e in quello fra gli Stati, senza dimenticare la mancanza di armonia con gli altri regni della natura e con la natura stessa.
È da sottolineare che questa realtà non è totalizzante e che molti sono gli esseri umani ancora convinti che il Bello e il Buono possano caratterizzare la relazione e la visione del mondo.
Il movimento teosofico moderno e contemporaneo ha contribuito a mantenere viva la consapevolezza nel cuore degli esseri umani e lo ha fatto evidenziando alcuni aspetti della vita e alcune sue intrinseche possibilità esistenziali.
Non si tratta di un approccio di tipo dogmatico o ideologico quanto piuttosto di un qualcosa che si basa sull’osservazione, attenta e priva di preconcetti, della realtà, così come ci viene rappresentata da Jiddu Krishnamurti.
È proprio l’osservazione che ci fa capire quanto modesta sia la nostra capacità di comprensione della realtà attraverso i filtri dell’egoismo e le mappe di un sapere basato sulla dualità.
Ne emerge a tutto tondo la profonda Unità che caratterizza la vita, in tutti i suoi aspetti. Un’Unità intrinseca che porta al superamento di una visione manichea del rapporto fra spirito e materia. Questa Vita Una coinvolge tutti i regni, tutte le realtà percepite dai sensi e anche quelle che vanno oltre.
Non si tratta di un’unità statica ma di un sistema che è in “comunicazione” in tutte le sue parti e che reagisce costantemente cercando un equilibrio profondo, secondo logiche karmiche.
Questo aspetto ci porta oltre una visione lineare del tempo e dello spazio, come suggerisce la fisica quantistica e come evidenzia la realtà dei campi morfogenetici di Rupert Sheldrake. Nella nostra indagine queste osservazioni ci inducono a una doverosa umiltà, che deriva dalla presa di coscienza della nostra ignoranza, del condizionamento dalle paure e dell’illusione dell’egoismo.
L’umiltà ha necessità di silenzio interiore e di assenza di giudizi discriminanti.
Bernardino del Boca parla di “eterna bontà di tutte le cose” e di piena accettazione della vita. Helena Petrovna Blavatsky ne “La Voce del Silenzio” suggerisce di superare l’eresia della separazione e di privilegiare la via del cuore rispetto a quella della mente.
Sono queste le radici profonde della Fratellanza Universale senza distinzioni; essa insegna come la dimensione del Servizio sia di aiuto per avvicinarci alla realtà dell’essere.
Se le nostre relazioni sono malate, perché condizionate dall’egoismo, e se la comunicazione è distorta e compulsiva perché basata sul pensiero associativo e sulla moltiplicazione dell’aspetto emozionale, la nostra vita non potrà che essere infelice. Di contro, l’osservazione priva di preconcetti, la relazione senza egoismi, la consapevolezza dell’Unità della Vita ci apriranno le porte alla dimensione intuitiva e alla Voce del Silenzio.
Aderire a una visione negativa della vita e alla critica continua nei confronti degli altri ci impedirà di vivere la preziosa dimensione della religione della gentilezza e della sacralità dell’esistenza.
Rendere sacre la relazione e la comunicazione significa aprirsi alla realtà della coscienza e della consapevolezza.

Antonio Girardi

Segnalazioni

Adyar Day
Ogni anno il 17 febbraio i teosofi di tutto il mondo celebrano l’Adyar Day, ricorrenza che vuole valorizzare il legame con un luogo che è non solo la sede del Quartier Generale della Società Teosofica, ma anche uno dei maggiori simboli al mondo della Fratellanza Universale senza distinzioni.
È ad Adyar che il lavoro di H.P. Blavatsky e del Col. H.S. Olcott ha preso piena forma e consistenza. È ad Adyar che ci sono, uno vicino all’altro, i templi delle più diffuse fedi religiose.
È ad Adyar che è stato educato Jiddu Krishnamurti. È ad Adyar che Annie
Besant riuscì ad attirare persone da tutti i continenti e di tutte le religioni per lavorare insieme all’edificazione di un miglior futuro per tutta l’umanità.
È Adyar che ospita una delle maggiori biblioteche orientaliste del mondo e il primo luogo in India dove furono create scuole aperte ai bambini “fuori casta”.
Adyar, per chi lo ha visitato (ma anche per chi aspira a farlo) è, ancor oggi, un luogo ricco di fascino, di storia, di vibrazione spirituale. Proprio per ricordare l’Adyar Day questo numero della Rivista pubblica l’articolo di Margherita Ruspoli dal titolo “Alcune delle lezioni che si possono imparare ad Adyar”, apparso nel 1911 sul “Bollettino della Società Teosofica Italiana”.

Quote associative alla Società Teosofica Italiana e abbonamento alla “Rivista Italiana di Teosofia” per il 2024
È il momento del rinnovo delle quote associative di adesione alla Società Teosofica Italiana per l’anno 2024. Essere membro della S.T.I. ha soprattutto un valore ideale e si collega direttamente allo scopo della Fratellanza Universale senza distinzioni.
Per il 2024 il Consiglio Generale della S.T.I. ha confermato le quote in essere e precisamente: quota associativa euro 35,00 indivisibili (comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia, che è l’organo statutario di informazione istituzionale); quota associativa per residenti all’estero euro 50,00 (comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia, la differenza è dovuta alle maggiori spese postali di spedizione della RIT); quota di ingresso per i nuovi soci euro 50,00 (solo per il primo anno, comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia); quota socio sostenitore (con abbonamento) euro 100,00; quota socio benemerito vitalizio (con abbonamento) euro 2.000,00.
Abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia (per non soci) euro 25,00;
abbonamento estero euro 45,00. I Soci indipendenti e gli Abbonati potranno provvedere direttamente al versamento sul c.c.p. n. 55010367 intestato alla Società Teosofica Italiana - Tesoreria, oppure potranno inviare un bonifico bancario intestato a: Società Teosofica Italiana - Tesoreria, sul conto Bancoposta della S.T.I. codice IBAN: IT93 D076 0111 8000 00055010367.
I Soci dei Gruppi e dei Centri provvederanno invece al rinnovo contattando i Presidenti dei Gruppi o i Segretari dei Centri di appartenenza.
È possibile anche richiedere l’invio della R.I.T. in modalità elettronica, via e-mail, in formato PDF. L’opzione è alternativa a quella dell’invio cartaceo.
Si ricorda che la Società Teosofica Italiana è stata riconosciuta come Associazione di Promozione Sociale. I soggetti che effettuano donazioni godono quindi dei benefici fiscali previsti dalla legge, purché dette donazioni siano univocamente identificabili e tracciabili e quindi versate tramite bonifico o conto corrente postale. Dette donazioni devono essere tenute distinte dalle quote associative (che non godono degli stessi benefici).

Seminario Teosofico di Ascona - edizione 2024
La Società Teosofica Italiana e quella Svizzera organizzeranno ad Ascona, grazie al consueto impegno di Andrea e Greta Biasca Caroni, l’edizione 2024 del tradizionale Seminario Teosofico di primavera.
Le date fissate sono quelle dal 22 al 24 marzo.
Il programma di dettaglio e le note organizzative verranno successivamente portate all’attenzione attraverso i consueti canali di comunicazione.
Per ulteriori informazioni: sti@teosofica.org; tel 0444 962921.

148° Convenzione Internazionale della Società Teosofica
“Exploring and Understanding Universal Intelligence” (“Approfondire e Comprendere l’Intelligenza Universale”) è il tema caratterizzante la 148° Convenzione Internazionale della Società Teosofica (Adyar, Chennai, India, 31 dicembre - 4 gennaio 2024).
Nel prossimo numero della Rivista sarà dedicato ampio spazio ai contenuti di questo importante appuntamento annuale della vita della S.T.

Karma – la legge dell’equilibrio universale
Il concetto di karma è entrato ormai nell’uso corrente, ma spesso gli viene attribuito un significato piuttosto superficiale e talora solo in senso punitivo.
Nell’ambito dell’approccio di tipo teosofico alla vita è ancora una volta H.P. Blavatsky che si assume il compito, ne “La Chiave alla Teosofia”, di contribuire in modo significativo a definire il significato del karma, laddove afferma: “Noi lo consideriamo la Legge fondamentale dell’Universo, la sorgente, l’origine e la fonte di tutte le altre leggi della natura. Il karma è la legge infallibile che adegua l’effetto alla causa sui piani fisico, mentale e spirituale dell’essere. Dato che nessuna causa rimane senza effetto, dalla più grande alla più piccola, dalla perturbazione cosmica fino al movimento della vostra mano e dato che il simile genera il simile, il karma è quella legge invisibile e sconosciuta che conforma saggiamente, intelligentemente ed equamente l’effetto alla sua causa e lo restituisce al suo produttore. Sebbene non sia conoscibile di per sé, la sua azione è percepibile”.
Comprendere il karma significa avvicinarsi a una visione della vita basata sull’unità.

La consapevolezza vive nel presente
Ogni epoca storica è contraddistinta da problematiche particolari ma la nota dominante è spesso caratterizzata da quella che H.P. Blavatsky definisce, ne “La Voce del Silenzio”, l’eresia della separazione.
Il dualismo, l’opposizione, l’identificazione con il piccolo io della personalità portano l’essere umano lungo la strada dell’infelicità e lo distaccano, di fatto, dalla realtà delle cose, rendendolo preda delle paure, delle ansie di ciò che di negativo può accadere e proiettandolo nel contempo in un ipotetico futuro, che di fatto lo allontana dal qui e ora.
Non ci si rende così conto che un’immensa ricchezza si cela nell’attimo presente, che racchiude tutte le nostre possibilità di consapevolezza: consapevolezza di ciò che siamo, come frutto di una legge di equilibrio che ci dona la libertà di fare oggi ciò che ci è possibile, come figli non di una concatenazione meccanica di eventi ma di una libertà interiore che ci permette di fare il meglio con gli elementi che abbiamo a disposizione.
In “Alice nel paese delle meraviglie”, di Lewis Carroll, quando Alice chiede al Bianconiglio: “Per quanto tempo è per sempre?”, ottiene questa risposta: “A volte, solo un secondo”.
Ogni attimo è dunque prezioso ed è proprio vivendolo appieno nel segno della Bellezza e dell’Amore che potremo iniziare a cambiare la nostra vita.

La mente umana, grande illusionista
Tran-Thi-Kim Dieu, Vice Presidente della Federazione Teosofica Europea, ha tenuto una conferenza, tradotta dall’inglese da Daniele Urlotti, il 18 novembre scorso presso la Sede di Milano della Società Teosofica Italiana. Il tema sviluppato è stato: “La mente umana, grande illusionista”. È stata questa l’occasione per riflettere sulla dimensione mentale che caratterizza l’essere umano, oscillante fra le illusioni proposte dai sensi e la realtà suggerita dai modelli e dagli archetipi.

“Laudate Deum”: esortazione di Papa Francesco sulla crisi climatica
Segnaliamo l’esortazione apostolica “Laudate Deum”, rivolta da Papa Francesco a tutte le persone di buona volontà sulla crisi climatica.
Partendo dall’affermazione “Lodate Dio per tutte le sue creature” – invito che San Francesco d’Assisi ha fatto con la sua vita, i suoi canti, i suoi gesti – l’esortazione si sofferma innanzitutto sulla crisi climatica globale, senza trascurare i pericoli derivanti dal crescente paradigma tecnocratico.
La debolezza politica internazionale, secondo Papa Francesco, si è riflessa sull’andamento altalenante delle Conferenze sul clima, caratterizzate da progressi e fallimenti.
Per quanto riguarda l’appuntamento di Dubai della Conferenza delle Parti (COP28) l’esortazione esprime un auspicio e formula una domanda ai potenti della Terra: “Speriamo che quanti interverranno siano strateghi capaci di pensare al bene comune e al futuro dei loro figli, piuttosto che agli interessi di circostanza di qualche Paese o azienda. Possano così mostrare la nobiltà della politica e non la sua vergogna. Ai potenti oso ripetere questa domanda: ‘Perché si vuole mantenere oggi un potere che sarà ricordato per la sua incapacità di intervenire quando era urgente e necessario farlo?’”.
Papa Francesco non trascura infine le motivazioni spirituali affermando: “Ai fedeli cattolici non voglio tralasciare di rammentare le motivazioni che scaturiscono dalla loro fede. Incoraggio i fratelli e le sorelle di
altre religioni a fare lo stesso, perché sappiamo che la fede autentica non solo dà forza al cuore umano, ma trasforma la vita intera, trasfigura gli obiettivi personali, illumina il rapporto con gli altri e i legami con tutto il creato”.

Ancora sulla Pace
Le immagini della violenza e del dolore, nel sud di Israele come a Gaza, lungo le rotte nel Mediterraneo che dall’Africa portano sulle nostre coste come in Ucraina, a Roma come a Kabul, testimoniano una sostanziale infelicità, il cui peso non risparmia nessuno.
L’egoismo, l’identificazione con il piccolo “io” e con l’interesse particolare, l’affermazione del principio “mors tua vita mea” sembrano dominare la scena, ma non dobbiamo dimenticare che nell’intreccio karmico, spesso tragico, che coinvolge tutta l’umanità e l’intera manifestazione, non sono pochi gli esseri umani che testimoniano con il loro vivere i valori del Bello e del Buono, nel segno della positività e della solidarietà.
L’uomo di buona volontà – che, è bene ricordare, non giudica i carnefici ma sta sempre dalla parte delle vittime – guarda con profonda compassione tutto ciò che accade e si chiede: “Cosa posso fare io per riaffermare i valori dell’amore e della fratellanza? Quali cambiamenti posso mettere in atto per testimoniare concretamente il mio sentire etico? Come posso ribadire la forza della tolleranza e della libertà di espressione?”.
In occasione di uno dei suoi ultimi discorsi a Saanen, nel luglio del 1985, Jiddu Krishnamurti osservò: “L’egoismo divide, l’egoismo è la più grande corruzione (la parola corruzione significa spezzare e dividere) e dove c’è egoismo c’è frammentarietà, confusione, violenza – il tuo interesse opposto al mio interesse, il mio desiderio opposto al tuo desiderio, la mia ansia di salire la scala del successo opposta alla tua… quando iniziate ad essere spassionatamente consapevoli del vostro egoismo e a sopportarlo, studiandolo, imparando, osservandone tutte le complicazioni, allora potrete scoprire quando è in atto e quanto sia completamente inutile”.
Con Albert Camus ripetiamo: “La Pace è l’unica battaglia che valga la pena intraprendere”.

Ogni punto è il centro
Quando ci troviamo davanti a una cascata cogliamo col nostro sguardo il precipitare della massa d’acqua, il suo rumore, la sua forza. È la stessa acqua che scorreva più o meno placida nei pianori a monte e che scende poi a valle. Nella nostra percezione temporale, che mette le cose in una linea fatta di momenti successivi, c’è un prima e un dopo di quello che percepiamo con i sensi ma in realtà il prima, il momento e il dopo, che noi cogliamo in successione nel movimento nello spazio (che è tempo), convivono oggettivamente senza interruzione.
L’acqua a monte, quella della cascata e quella a valle rappresentano un
fluire che “è”. Così è anche la nostra vita, pur se appesantita a volte dalla difficoltà che abbiamo a comprendere le cause e a prendere coscienza delle conseguenze dei nostri atti e del nostro sentire.
L’Antica Saggezza, con quel suo donare all’essere umano la consapevolezza dell’unità della vita, ci consente di vivere il presente nella consapevolezza che passato, presente e futuro non sono elementi isolati e separati ma fanno parte di un unicum che ci pone al centro di un universo profondamente e karmicamente interconnesso. Un cosmo in cui ogni punto è il centro.
Nel suo “Diario” Jiddu Krishnamurti annotò: “La realtà, la verità, non è una parola… Non c’è né esterno né interno ma solo il tutto. Colui che fa l’esperienza è l’esperienza… Questa completezza non è una semplice parola, esiste quando la divisione esterno-interno cessa definitivamente. Colui che pensa è il pensiero”.

Ritiro silenzioso su “Familiarizzare la mente con la meditazione”
Il “Silent Retreat” della Società Teosofica Italiana, condotto da Tran-Thi-Kim Dieu, si è svolto dal 27 al 29 ottobre scorsi presso la Casa San Marco ad Abano Terme (PD), in un clima fraterno di rara intensità.
Numerosi i partecipanti, che hanno avuto modo di approfondire e di vivere insieme la meditazione e la sua dimensione silente.
Un grazie di cuore alla Sorella Tran-Thi-Kim Dieu per la conduzione del ritiro e a Daniele Urlotti per la magistrale traduzione dall’inglese.

Intelligenza collettiva
Quello dell’intelligenza collettiva è uno dei temi affrontati a Venezia, all’isola di San Servolo, dal 24 al 30 settembre 2023 in occasione di “Out Of The Box”, progetto della Fondazione Sperimentale di Cinematografia.
L’evento veneziano ha avuto fra i suoi protagonisti il botanico Stefano Mancuso e la neuroscienziata Hannah Critchlow, entrambi profondi studiosi del tema dell’intelligenza collettiva. Luca Faioli li ha intervistati per “Robinson – La Repubblica” (17 settembre 2023) e il concetto di fondo che ne è emerso è che l’intelligenza può essere umana, animale o vegetale, naturale o artificiale. Ma ogni organismo ha bisogno di quello dell’altro per funzionare meglio. Proprio come accade nel mondo delle piante e non solo.
Davvero notevoli alcuni passaggi delle interviste. Critchlow, ad esempio, descrive così il processo di sincronizzazione dei cervelli: “Le correnti elettriche che attraversano gli 86 miliardi di neuroni del nostro cervello si presentano sotto forma di onde …
In un gruppo di persone che lavora a risolvere uno stesso problema scambiandosi informazioni, le onde cerebrali finiscono per sincronizzarsi”.
Mancuso da parte sua sottolinea come quella delle piante sia proprio un’intelligenza collettiva che, anche se si trova all’interno dello stesso organismo, ha straordinarie capacità di comunicazione anche con esemplari diversi dalla propria specie. Identificando una delle meraviglie delle scienze cognitive proprio nell’intelligenza collettiva “che fluisce da un cervello all’altro, creando una mente estesa che trascende qualsiasi cervello individuale, una mente infinitamente più intelligente di noi”, Hannah Critchlow conclude sottolineando che “la precondizione fondamentale per l’intelligenza collettiva è la connessione sociale: senza contatto fra le persone, preferibilmente nel mondo reale, non può esservi pensiero unitario”.

La conoscenza negata
In un recente breve articolo sul Corriere della Sera, titolato “Noi figli dell’ignoranza Wikipedica”, Aldo Grasso sottolinea in modo incisivo una delle caratteristiche del tempo presente, quella di coltivare l’ignoranza. Lo fa ricordando il testo di Peter Burke “Ignoranza” e ricorda, non senza amarezza, come “una volta, chi non sapeva si rivolgeva a chi ne sapeva di più, magari con un po’ di umiltà; adesso, grazie ai social, vige solo la presunzione di sapere. La deriva bulimica del web produce un eccesso di informazione che crea solo pressapochismo, presunzione, intolleranza: siamo tutti di un’ignoranza wikipedica. Anneghiamo in un mare di ‘conoscenza negata’ e ci rifiutiamo di saperlo”.
Nell’informazione e nella conoscenza il superamento dell’ignoranza e della manipolazione passano attraverso la presa di coscienza socratica di “sapere di non sapere”. L’umiltà che ne deriva ci fa prendere coscienza della nostra ignoranza e ci motiva ancor più allo studio, alla riflessione, alla meditazione e al superamento delle visioni dualistiche e conflittuali, basate sulla mera identificazione del piccolo “io” della personalità.

India Oggi: una mostra a Trieste con fotografie dall’indipendenza ai nostri giorni
Il Magazzino delle Idee di Trieste accoglie, dall’11 novembre al 18 febbraio 2024, una straordinaria mostra che, per la prima volta in Europa, raccoglie e presenta settant’anni di fotografia indiana in un unico grande progetto espositivo, composto da oltre 500 opere tra fotografie, video e installazioni.
Attraverso racconti visivi, esperienze, testimonianze e indagini, “India oggi” traccia un percorso storico-sociale che muove dal Mahatma Gandhi e dal decennio immediatamente successivo all’indipendenza dall’Impero britannico nel 1947 fino ai nostri giorni. Dal passato postcoloniale all’affermazione fra le maggiori economie internazionali, la mostra testimonia la radicale trasformazione e le profonde contraddizioni di cui è protagonista il subcontinente indiano. A cogliere i molteplici aspetti di questa evoluzione, fra tradizione e cambiamento, è lo sguardo fotografico dei diciassette artisti in mostra: Kanu Gandhi, Bhupendra Karia, Pablo Bartholomew, Ketaki Sheth, Sheba Chhachhi, Raghu Rai, Sunil Gupta, Anita Khemka, Serena Chopra, Dileep Prakash, Vicky Roy, Amit Madheshiya, Senthil Kumaran Rajendran, Vinit Gupta, Ishan Tanka, Soumya Sankar Bose, Uzma Mohsin.
Autori affermati e nuovi protagonisti della fotografia indiana contemporanea, interprete sempre più attenta e profonda del presente e del prossimo futuro che contraddistinguono il subcontinente indiano. La mostra è a cura di Filippo Maggia ed è prodotta e organizzata da ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli – Venezia Giulia. https://magazzinodelleidee.it/evento/india-oggi/

Recensioni

I miei eroi
La nave di Teseo ha recentemente pubblicato “I miei eroi” di Pierluigi
Battista. Si tratta di un tributo e di un riconoscimento al valore di tre grandi intellettuali del Novecento che non si sono mai fatti catalogare conformisticamente, esercitando invece la forza del libero pensiero. Stiamo parlando di Hannah Arendt, Albert Camus e George Orwell.
Segnaliamo a proposito di questo libro il notevole articolo di Antonio Polito, pubblicato nel Corriere della Sera di domenica 10 settembre con il titolo “Gli irregolari del Novecento”.
I tre intellettuali sono stati capaci di percorrere, concretamente, la via del non allineamento in una fase storica in cui il pensiero dominante richiedeva l’adesione a questa o quella ideologia. Il libro di Battista è ricco di episodi esemplificativi e di citazioni importanti, come quella di Albert Camus che, a proposito del conflitto algerino dirà: “Voglio lottare per la giustizia. Non per la punizione degli uni e la vendetta degli altri”. Di Hannah Arendt, ebrea e profuga tedesca, viene ricordato come nel suo “Origine del totalitarismo” mise sullo stesso piano il nazismo e il comunismo. Orwell invece ebbe la forza di andare a combattere nella guerra civile spagnola da solo, senza aderire a formazioni politiche.
Gli eroi di Pierluigi Battista non sono consegnati a una sorta di agiografia ma di loro vengono anche messe in rilievo le contraddizioni e i limiti, evidenziandone così pienamente la dimensione umana.
Per l’autore “la lezione dei miei tre eroi culturali è il rispetto degli esseri umani nella loro concretezza e non come materiale da sacrificare nel nome di un fine superiore”.

Danza Odissi – Storia, memoria e presente
Lucrezia Ottoboni, danzatrice e ricercatrice, con un dottorato di ricerca in Musica e Spettacolo all’Università La Sapienza di Roma, ha pubblicato presso Bulzoni Editore in Roma un testo di notevole originalità e interesse: “Danza Odissi – Storia, memoria e presente”.
Il volume ricostruisce le tappe principali del percorso che ha portato l’antica danza dell’Orissa all’attuale danza Odissi e si concentra sulla figura femminile nella mitologia e nell’arte coreica indiana.
Dal tempio al teatro, dalla danza rituale alla danza sul palcoscenico, il libro ripercorre la storia dell’Odissi esaminandone i protagonisti principali, l’influenza esercitata dalle scelte politiche nazionali dell’India dopo l’indipendenza. Da un lato ci sono i guru, la tradizione e la devozione popolare e la dimensione sacrale originaria, dall’altro le nuove istanze del femminismo, della transculturalità e della cultura di massa.

Vivi o morti?
Questo il titolo del testo di Roberto Fantini, pubblicato in seconda edizione aggiornata e ampliata da Edizioni Efesto di Roma.
Il sottotitolo “Morte cerebrale e trapianto di organi: certezze vere e
false, dubbi e interrogativi” conduce direttamente ai contenuti, articolati in quattro parti con un’appendice. L’autore non si chiude in monologhi sui temi trattati ma conversa con donne e uomini di cultura che non rinunciano alla ricchezza del dubbio, come Paolo Becchi, Rocco Maruotti, Marco Mamone Capria, Alberto Giovanni Biuso, Luca Marini, Renate Greinert, Rita Pennarola, Salvino Leone.
Fantini affronta con grande rigore il tema del trapianto degli organi, sottolineando anche i pericoli derivanti dagli aspetti per così dire “commerciali” che ruotano attorno a questa pratica e senza mai trascurare il tema fondamentale del confine fra la vita e la morte.
Questo libro ha l’intento dichiarato di promuovere una maggior consapevolezza critica degli aspetti problematici insiti nella pratica dei trapianti, con l’obiettivo di favorire un dibattito scientifico, filosofico ed etico-religioso privo di pregiudizi e di interessi utilitaristici.

Voce dall’anima – Poesie di Isabella Cosentino
Segnaliamo il bel libro che raccoglie poesie di Isabella Cosentino, una delle pioniere del Villaggio Verde di Cavallirio (NO).
Nell’introduzione l’autrice mette in luce come “svolgendo una lettura globale di tutte le poesie vi si può cogliere un filo di continuità che si rivela essere la storia, o quasi la cronologia, di uno sviluppo interiore, di un risveglio di coscienza dapprima velato e inconsapevole, poi sempre più complesso e cosciente di sé, in una vita tesa a vedere oltre le apparenze, a riconoscere e a sentirsi unita a tutto ciò che è vivo veramente e che infinitamente si trasforma come fa ovunque la natura nell’universo e nel cosmo”. La sensibilità poetica di Cosentino ben si evidenzia in questo testo, da cui traiamo un frammento poetico del 4 agosto 1973: “Solo silenzio/ vorrei/ e quieta sera/ per ascoltare/ sempre più ferma/ la voce profonda/ del cuore/ che sale e riempie./ Mille onde leggere/ s’infrangono/ sull’arena dell’anima/ chiusa là tra le rocce:/ e un mondo nuovo/ appare,/ mondo sconosciuto/ e vago/ che porta/ un messaggio antico”.

Ricordo di Paola Amodio
Il Fratello Paolo Parini ha raccolto, in un elegante libriccino, alcuni testi scritti nel periodo delle scuole elementari dalla Sorella Paola
Amodio, la sua amata sposa passata oltre il velo della materia il 2 dicembre 2021.
Quella di Paolo è una testimonianza d’amore che svela la sensibilità e la poeticità con cui Paola vedeva dispiegarsi l’esistenza davanti ai suoi occhi, specchio di un’anima sensibile e poetica.
Proprio come riportato nel frontespizio di queste pagine preziose possiamo ripetere: “Paola: una vita retta, una mente aperta, un cuore puro”.
Questo testo racchiude in sé il valore di un ricordo che è in grado di unire il passato al presente, per proiettarsi in un futuro che è luce, d’amore.

Dai gruppi

Sul sito web della S.T.I. le attività dei Gruppi e dei Centri
Le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate, giorno per giorno, su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
Aprendo la sezione “Eventi e Convegni” è possibile registrarsi accedendo così all’elenco delle riunioni e delle conferenze organizzate nelle varie località.

Centro Studi Teosofici “Uroboro 2020” di Verona
Il 29 settembre scorso, in occasione della ripresa delle attività sociali del Centro Studi “Uroboro 2020”, i Soci riuniti in assemblea hanno approvato all’unanimità l’elezione alla carica di Segretario di Mara Chinatti, che succede a Giuliana Savelli. Alla Sorella Giuliana un grazie di cuore per aver promosso la nascita di questo Centro di Studi Teosofici, per l’opera svolta e per la disponibilità a proseguire nel lavoro teosofico. Alla Sorella Mara l’augurio di un proficuo lavoro nel segno degli Scopi della S.T.I. e del Servizio.

Loris Brizio è il nuovo Presidente del Gruppo Teosofico Torinese
Il 3 novembre scorso i Soci del Gruppo Teosofico di Torino e del Centro Studi e Documentazioni Teosofiche di Givoletto si sono riuniti, presso la Sede di Torino della S.T.I., in merito allo scioglimento del Centro e alla adesione dei suoi Soci al Gruppo.
L’Assemblea ha deliberato in merito alle cariche sociali, eleggendo il Fratello Loris Brizio alla Presidenza e la Sorella Maria Grazia Chiotti alla Vice-Presidenza. Il Fratello Daniele Spidalieri è stato eletto a completamento del Consiglio Direttivo. Esprimiamo un fraterno augurio di buon lavoro teosofico ai nuovi eletti e a tutto il Gruppo Teosofico Torinese. Un grazie fraterno e sentito va alla Presidente uscente, Patrizia Conte, per il lavoro svolto e l’impegno profuso.

Ricordo di Santa Cancellieri
La biblioteca civica “Movimente” di Chivasso, il 19 ottobre scorso, ha organizzato un momento di ricordo e commemorazione di Santa Cancellieri, Socia della S.T.I. recentemente passata oltre il velo della materia, che a lungo aveva lavorato presso questa istituzione culturale.
Santa Cancellieri è stata ricordata, con parole ricche di riconoscenza e stima dalla consigliera Cristina Varetto, rappresentante del Comune di Chivasso, davanti a Lucrezia Ottoboni, figlia di Santa e a un pubblico attento e numeroso. Nell’occasione Antonio Girardi, Presidente della S.T.I. ha tenuto una conferenza sul tema: “La relazione, i simboli e l’unità della vita”. Presenti per la S.T.I. anche Patrizia Calvi e Rita Selicati, Segretaria del Centro di Studi Teosofici di Torino “La Luce sul Sentiero”.

Visita al Museo Egizio
Alcuni rappresentanti del Gruppo Teosofico Torinese (Mariagrazia Chiotti, Pier Giorgio Parola, Enrico Miotti), del Gruppo “Ars Regia” di Milano (Pietro Cascino e Giorgio Manera) e di Cuneo Mondovì (Laura Bessone e Maria Grazia Costamagna) il 18 ottobre 2023 scorso hanno visitato il Museo Egizio di Torino. L’incontro ha dato l’opportunità di dibattere tematiche teosofiche e di vivere un momento in serenità e amicizia.

Visita a Villa Capra, detta “La Rotonda”, a Vicenza
Segnaliamo il notevole successo di un’iniziativa promossa dal Gruppo di Lavoro su “Arte e Teosofia”, coordinato dalla Vice Presidente della S.T.I. Marina De Grandis.
Il 21 ottobre scorso i Gruppi Teosofici di Vicenza, Venezia e Cervignano del Friuli hanno visitato, con la sapiente guida del fratello Massimo Priori, una dei più grandi capolavori di Andrea Palladio, Villa Capra detta “La Rotonda”. I partecipanti hanno così avuto la possibilità di apprezzarne e viverne la bellezza ma anche di comprenderne i valori simbolici ed esoterici.

Articoli del mese

Gennaio - febbraio 2024

Anno LXXX - N.01-02
COVER RIT GEN-FEB 2024

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza bimestrale. L'invio avviene tramite il servizio postale. In alternativa è possibile riceverla anche in formato PDF. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato in euro 25,00 per l’Italia e per l’Estero in euro 45,00 (formato cartaceo) o 25,00 (invio in PDF). Il versamento può essere effettuato: tramite bollettino sul conto corrente postale numero 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana APS - Tesoreria; tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana APS - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367; oppure con PayPal: https://www.eti-edizioni.it/collane-libri-e-dvd/770-rivista-italiana-di-teosofia.html

Relazione e comunicazione nel segno della Vita Una
A. Girardi 1

Considerazioni sulla guerra
J. Krishnamurti 2

Alcune delle lezioni che si possono imparare ad Adyar
M. Ruspoli 5

Si può eliminare il Karma?
P. Sender 13

Percezione Spirituale
R. Iyer 19

L’astrologia nell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci
R. Lindemann 28

L’Ordine Teosofico di Servizio: storia e attualità
35

Il Villaggio Verde: un luogo dell’Anima e dell’Amicizia
F. Polignano 36

Pagine dalla letteratura teosofica
37

Testi per l’intuizione [LXXVIII]
38

Convegno della S.T.I. al Festival delle Relazioni
37

Il Viaggio verso il Mondo – esplorare gli archetipi attraverso il linguaggio dei tarocchi
38

Segnalazioni
39

Recensioni
44

Dai Gruppi
45

Al di là del velo
45

Relazione e comunicazione nel segno della Vita Una

Viviamo in un mondo dove la comunicazione condiziona tutte le nostre relazioni e anche il nostro sentire interiore.
La velocità dell’interazione fra gli esseri umani continua ad aumentare e questo comporta, di converso, sempre maggiori difficoltà negli aspetti che riguardano la comunicazione stessa e soprattutto la concentrazione.
Delegare la memoria alla realtà digitale e, in ultima analisi, alle macchine, toglie alcune possibilità di riflessione consapevole e lascia l’essere umano in balia delle emozioni, che paiono essere diventate di eccessiva importanza, ignorandone almeno in parte il ruolo di componenti dei sentimenti.
Il circuito emozionale è fondamentale per la manipolazione del consenso, per aumentare le vendite e contribuisce a trasformare gli individui in consumatori.
I social e gli strumenti di comunicazione danno a ciascuno l’illusione di essere importante e di poter esprimere il proprio sentire, lasciando sullo sfondo il tema della competenza.
Logica conseguenza è il dominio della dimensione dell’avere e del piccolo io della personalità, con catastrofiche conseguenze nelle relazioni personali e familiari, nel rapporto sociale e in quello fra gli Stati, senza dimenticare la mancanza di armonia con gli altri regni della natura e con la natura stessa.
È da sottolineare che questa realtà non è totalizzante e che molti sono gli esseri umani ancora convinti che il Bello e il Buono possano caratterizzare la relazione e la visione del mondo.
Il movimento teosofico moderno e contemporaneo ha contribuito a mantenere viva la consapevolezza nel cuore degli esseri umani e lo ha fatto evidenziando alcuni aspetti della vita e alcune sue intrinseche possibilità esistenziali.
Non si tratta di un approccio di tipo dogmatico o ideologico quanto piuttosto di un qualcosa che si basa sull’osservazione, attenta e priva di preconcetti, della realtà, così come ci viene rappresentata da Jiddu Krishnamurti.
È proprio l’osservazione che ci fa capire quanto modesta sia la nostra capacità di comprensione della realtà attraverso i filtri dell’egoismo e le mappe di un sapere basato sulla dualità.
Ne emerge a tutto tondo la profonda Unità che caratterizza la vita, in tutti i suoi aspetti. Un’Unità intrinseca che porta al superamento di una visione manichea del rapporto fra spirito e materia. Questa Vita Una coinvolge tutti i regni, tutte le realtà percepite dai sensi e anche quelle che vanno oltre.
Non si tratta di un’unità statica ma di un sistema che è in “comunicazione” in tutte le sue parti e che reagisce costantemente cercando un equilibrio profondo, secondo logiche karmiche.
Questo aspetto ci porta oltre una visione lineare del tempo e dello spazio, come suggerisce la fisica quantistica e come evidenzia la realtà dei campi morfogenetici di Rupert Sheldrake. Nella nostra indagine queste osservazioni ci inducono a una doverosa umiltà, che deriva dalla presa di coscienza della nostra ignoranza, del condizionamento dalle paure e dell’illusione dell’egoismo.
L’umiltà ha necessità di silenzio interiore e di assenza di giudizi discriminanti.
Bernardino del Boca parla di “eterna bontà di tutte le cose” e di piena accettazione della vita. Helena Petrovna Blavatsky ne “La Voce del Silenzio” suggerisce di superare l’eresia della separazione e di privilegiare la via del cuore rispetto a quella della mente.
Sono queste le radici profonde della Fratellanza Universale senza distinzioni; essa insegna come la dimensione del Servizio sia di aiuto per avvicinarci alla realtà dell’essere.
Se le nostre relazioni sono malate, perché condizionate dall’egoismo, e se la comunicazione è distorta e compulsiva perché basata sul pensiero associativo e sulla moltiplicazione dell’aspetto emozionale, la nostra vita non potrà che essere infelice. Di contro, l’osservazione priva di preconcetti, la relazione senza egoismi, la consapevolezza dell’Unità della Vita ci apriranno le porte alla dimensione intuitiva e alla Voce del Silenzio.
Aderire a una visione negativa della vita e alla critica continua nei confronti degli altri ci impedirà di vivere la preziosa dimensione della religione della gentilezza e della sacralità dell’esistenza.
Rendere sacre la relazione e la comunicazione significa aprirsi alla realtà della coscienza e della consapevolezza.

Antonio Girardi

Segnalazioni

Adyar Day
Ogni anno il 17 febbraio i teosofi di tutto il mondo celebrano l’Adyar Day, ricorrenza che vuole valorizzare il legame con un luogo che è non solo la sede del Quartier Generale della Società Teosofica, ma anche uno dei maggiori simboli al mondo della Fratellanza Universale senza distinzioni.
È ad Adyar che il lavoro di H.P. Blavatsky e del Col. H.S. Olcott ha preso piena forma e consistenza. È ad Adyar che ci sono, uno vicino all’altro, i templi delle più diffuse fedi religiose.
È ad Adyar che è stato educato Jiddu Krishnamurti. È ad Adyar che Annie
Besant riuscì ad attirare persone da tutti i continenti e di tutte le religioni per lavorare insieme all’edificazione di un miglior futuro per tutta l’umanità.
È Adyar che ospita una delle maggiori biblioteche orientaliste del mondo e il primo luogo in India dove furono create scuole aperte ai bambini “fuori casta”.
Adyar, per chi lo ha visitato (ma anche per chi aspira a farlo) è, ancor oggi, un luogo ricco di fascino, di storia, di vibrazione spirituale. Proprio per ricordare l’Adyar Day questo numero della Rivista pubblica l’articolo di Margherita Ruspoli dal titolo “Alcune delle lezioni che si possono imparare ad Adyar”, apparso nel 1911 sul “Bollettino della Società Teosofica Italiana”.

Quote associative alla Società Teosofica Italiana e abbonamento alla “Rivista Italiana di Teosofia” per il 2024
È il momento del rinnovo delle quote associative di adesione alla Società Teosofica Italiana per l’anno 2024. Essere membro della S.T.I. ha soprattutto un valore ideale e si collega direttamente allo scopo della Fratellanza Universale senza distinzioni.
Per il 2024 il Consiglio Generale della S.T.I. ha confermato le quote in essere e precisamente: quota associativa euro 35,00 indivisibili (comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia, che è l’organo statutario di informazione istituzionale); quota associativa per residenti all’estero euro 50,00 (comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia, la differenza è dovuta alle maggiori spese postali di spedizione della RIT); quota di ingresso per i nuovi soci euro 50,00 (solo per il primo anno, comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia); quota socio sostenitore (con abbonamento) euro 100,00; quota socio benemerito vitalizio (con abbonamento) euro 2.000,00.
Abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia (per non soci) euro 25,00;
abbonamento estero euro 45,00. I Soci indipendenti e gli Abbonati potranno provvedere direttamente al versamento sul c.c.p. n. 55010367 intestato alla Società Teosofica Italiana - Tesoreria, oppure potranno inviare un bonifico bancario intestato a: Società Teosofica Italiana - Tesoreria, sul conto Bancoposta della S.T.I. codice IBAN: IT93 D076 0111 8000 00055010367.
I Soci dei Gruppi e dei Centri provvederanno invece al rinnovo contattando i Presidenti dei Gruppi o i Segretari dei Centri di appartenenza.
È possibile anche richiedere l’invio della R.I.T. in modalità elettronica, via e-mail, in formato PDF. L’opzione è alternativa a quella dell’invio cartaceo.
Si ricorda che la Società Teosofica Italiana è stata riconosciuta come Associazione di Promozione Sociale. I soggetti che effettuano donazioni godono quindi dei benefici fiscali previsti dalla legge, purché dette donazioni siano univocamente identificabili e tracciabili e quindi versate tramite bonifico o conto corrente postale. Dette donazioni devono essere tenute distinte dalle quote associative (che non godono degli stessi benefici).

Seminario Teosofico di Ascona - edizione 2024
La Società Teosofica Italiana e quella Svizzera organizzeranno ad Ascona, grazie al consueto impegno di Andrea e Greta Biasca Caroni, l’edizione 2024 del tradizionale Seminario Teosofico di primavera.
Le date fissate sono quelle dal 22 al 24 marzo.
Il programma di dettaglio e le note organizzative verranno successivamente portate all’attenzione attraverso i consueti canali di comunicazione.
Per ulteriori informazioni: sti@teosofica.org; tel 0444 962921.

148° Convenzione Internazionale della Società Teosofica
“Exploring and Understanding Universal Intelligence” (“Approfondire e Comprendere l’Intelligenza Universale”) è il tema caratterizzante la 148° Convenzione Internazionale della Società Teosofica (Adyar, Chennai, India, 31 dicembre - 4 gennaio 2024).
Nel prossimo numero della Rivista sarà dedicato ampio spazio ai contenuti di questo importante appuntamento annuale della vita della S.T.

Karma – la legge dell’equilibrio universale
Il concetto di karma è entrato ormai nell’uso corrente, ma spesso gli viene attribuito un significato piuttosto superficiale e talora solo in senso punitivo.
Nell’ambito dell’approccio di tipo teosofico alla vita è ancora una volta H.P. Blavatsky che si assume il compito, ne “La Chiave alla Teosofia”, di contribuire in modo significativo a definire il significato del karma, laddove afferma: “Noi lo consideriamo la Legge fondamentale dell’Universo, la sorgente, l’origine e la fonte di tutte le altre leggi della natura. Il karma è la legge infallibile che adegua l’effetto alla causa sui piani fisico, mentale e spirituale dell’essere. Dato che nessuna causa rimane senza effetto, dalla più grande alla più piccola, dalla perturbazione cosmica fino al movimento della vostra mano e dato che il simile genera il simile, il karma è quella legge invisibile e sconosciuta che conforma saggiamente, intelligentemente ed equamente l’effetto alla sua causa e lo restituisce al suo produttore. Sebbene non sia conoscibile di per sé, la sua azione è percepibile”.
Comprendere il karma significa avvicinarsi a una visione della vita basata sull’unità.

La consapevolezza vive nel presente
Ogni epoca storica è contraddistinta da problematiche particolari ma la nota dominante è spesso caratterizzata da quella che H.P. Blavatsky definisce, ne “La Voce del Silenzio”, l’eresia della separazione.
Il dualismo, l’opposizione, l’identificazione con il piccolo io della personalità portano l’essere umano lungo la strada dell’infelicità e lo distaccano, di fatto, dalla realtà delle cose, rendendolo preda delle paure, delle ansie di ciò che di negativo può accadere e proiettandolo nel contempo in un ipotetico futuro, che di fatto lo allontana dal qui e ora.
Non ci si rende così conto che un’immensa ricchezza si cela nell’attimo presente, che racchiude tutte le nostre possibilità di consapevolezza: consapevolezza di ciò che siamo, come frutto di una legge di equilibrio che ci dona la libertà di fare oggi ciò che ci è possibile, come figli non di una concatenazione meccanica di eventi ma di una libertà interiore che ci permette di fare il meglio con gli elementi che abbiamo a disposizione.
In “Alice nel paese delle meraviglie”, di Lewis Carroll, quando Alice chiede al Bianconiglio: “Per quanto tempo è per sempre?”, ottiene questa risposta: “A volte, solo un secondo”.
Ogni attimo è dunque prezioso ed è proprio vivendolo appieno nel segno della Bellezza e dell’Amore che potremo iniziare a cambiare la nostra vita.

La mente umana, grande illusionista
Tran-Thi-Kim Dieu, Vice Presidente della Federazione Teosofica Europea, ha tenuto una conferenza, tradotta dall’inglese da Daniele Urlotti, il 18 novembre scorso presso la Sede di Milano della Società Teosofica Italiana. Il tema sviluppato è stato: “La mente umana, grande illusionista”. È stata questa l’occasione per riflettere sulla dimensione mentale che caratterizza l’essere umano, oscillante fra le illusioni proposte dai sensi e la realtà suggerita dai modelli e dagli archetipi.

“Laudate Deum”: esortazione di Papa Francesco sulla crisi climatica
Segnaliamo l’esortazione apostolica “Laudate Deum”, rivolta da Papa Francesco a tutte le persone di buona volontà sulla crisi climatica.
Partendo dall’affermazione “Lodate Dio per tutte le sue creature” – invito che San Francesco d’Assisi ha fatto con la sua vita, i suoi canti, i suoi gesti – l’esortazione si sofferma innanzitutto sulla crisi climatica globale, senza trascurare i pericoli derivanti dal crescente paradigma tecnocratico.
La debolezza politica internazionale, secondo Papa Francesco, si è riflessa sull’andamento altalenante delle Conferenze sul clima, caratterizzate da progressi e fallimenti.
Per quanto riguarda l’appuntamento di Dubai della Conferenza delle Parti (COP28) l’esortazione esprime un auspicio e formula una domanda ai potenti della Terra: “Speriamo che quanti interverranno siano strateghi capaci di pensare al bene comune e al futuro dei loro figli, piuttosto che agli interessi di circostanza di qualche Paese o azienda. Possano così mostrare la nobiltà della politica e non la sua vergogna. Ai potenti oso ripetere questa domanda: ‘Perché si vuole mantenere oggi un potere che sarà ricordato per la sua incapacità di intervenire quando era urgente e necessario farlo?’”.
Papa Francesco non trascura infine le motivazioni spirituali affermando: “Ai fedeli cattolici non voglio tralasciare di rammentare le motivazioni che scaturiscono dalla loro fede. Incoraggio i fratelli e le sorelle di
altre religioni a fare lo stesso, perché sappiamo che la fede autentica non solo dà forza al cuore umano, ma trasforma la vita intera, trasfigura gli obiettivi personali, illumina il rapporto con gli altri e i legami con tutto il creato”.

Ancora sulla Pace
Le immagini della violenza e del dolore, nel sud di Israele come a Gaza, lungo le rotte nel Mediterraneo che dall’Africa portano sulle nostre coste come in Ucraina, a Roma come a Kabul, testimoniano una sostanziale infelicità, il cui peso non risparmia nessuno.
L’egoismo, l’identificazione con il piccolo “io” e con l’interesse particolare, l’affermazione del principio “mors tua vita mea” sembrano dominare la scena, ma non dobbiamo dimenticare che nell’intreccio karmico, spesso tragico, che coinvolge tutta l’umanità e l’intera manifestazione, non sono pochi gli esseri umani che testimoniano con il loro vivere i valori del Bello e del Buono, nel segno della positività e della solidarietà.
L’uomo di buona volontà – che, è bene ricordare, non giudica i carnefici ma sta sempre dalla parte delle vittime – guarda con profonda compassione tutto ciò che accade e si chiede: “Cosa posso fare io per riaffermare i valori dell’amore e della fratellanza? Quali cambiamenti posso mettere in atto per testimoniare concretamente il mio sentire etico? Come posso ribadire la forza della tolleranza e della libertà di espressione?”.
In occasione di uno dei suoi ultimi discorsi a Saanen, nel luglio del 1985, Jiddu Krishnamurti osservò: “L’egoismo divide, l’egoismo è la più grande corruzione (la parola corruzione significa spezzare e dividere) e dove c’è egoismo c’è frammentarietà, confusione, violenza – il tuo interesse opposto al mio interesse, il mio desiderio opposto al tuo desiderio, la mia ansia di salire la scala del successo opposta alla tua… quando iniziate ad essere spassionatamente consapevoli del vostro egoismo e a sopportarlo, studiandolo, imparando, osservandone tutte le complicazioni, allora potrete scoprire quando è in atto e quanto sia completamente inutile”.
Con Albert Camus ripetiamo: “La Pace è l’unica battaglia che valga la pena intraprendere”.

Ogni punto è il centro
Quando ci troviamo davanti a una cascata cogliamo col nostro sguardo il precipitare della massa d’acqua, il suo rumore, la sua forza. È la stessa acqua che scorreva più o meno placida nei pianori a monte e che scende poi a valle. Nella nostra percezione temporale, che mette le cose in una linea fatta di momenti successivi, c’è un prima e un dopo di quello che percepiamo con i sensi ma in realtà il prima, il momento e il dopo, che noi cogliamo in successione nel movimento nello spazio (che è tempo), convivono oggettivamente senza interruzione.
L’acqua a monte, quella della cascata e quella a valle rappresentano un
fluire che “è”. Così è anche la nostra vita, pur se appesantita a volte dalla difficoltà che abbiamo a comprendere le cause e a prendere coscienza delle conseguenze dei nostri atti e del nostro sentire.
L’Antica Saggezza, con quel suo donare all’essere umano la consapevolezza dell’unità della vita, ci consente di vivere il presente nella consapevolezza che passato, presente e futuro non sono elementi isolati e separati ma fanno parte di un unicum che ci pone al centro di un universo profondamente e karmicamente interconnesso. Un cosmo in cui ogni punto è il centro.
Nel suo “Diario” Jiddu Krishnamurti annotò: “La realtà, la verità, non è una parola… Non c’è né esterno né interno ma solo il tutto. Colui che fa l’esperienza è l’esperienza… Questa completezza non è una semplice parola, esiste quando la divisione esterno-interno cessa definitivamente. Colui che pensa è il pensiero”.

Ritiro silenzioso su “Familiarizzare la mente con la meditazione”
Il “Silent Retreat” della Società Teosofica Italiana, condotto da Tran-Thi-Kim Dieu, si è svolto dal 27 al 29 ottobre scorsi presso la Casa San Marco ad Abano Terme (PD), in un clima fraterno di rara intensità.
Numerosi i partecipanti, che hanno avuto modo di approfondire e di vivere insieme la meditazione e la sua dimensione silente.
Un grazie di cuore alla Sorella Tran-Thi-Kim Dieu per la conduzione del ritiro e a Daniele Urlotti per la magistrale traduzione dall’inglese.

Intelligenza collettiva
Quello dell’intelligenza collettiva è uno dei temi affrontati a Venezia, all’isola di San Servolo, dal 24 al 30 settembre 2023 in occasione di “Out Of The Box”, progetto della Fondazione Sperimentale di Cinematografia.
L’evento veneziano ha avuto fra i suoi protagonisti il botanico Stefano Mancuso e la neuroscienziata Hannah Critchlow, entrambi profondi studiosi del tema dell’intelligenza collettiva. Luca Faioli li ha intervistati per “Robinson – La Repubblica” (17 settembre 2023) e il concetto di fondo che ne è emerso è che l’intelligenza può essere umana, animale o vegetale, naturale o artificiale. Ma ogni organismo ha bisogno di quello dell’altro per funzionare meglio. Proprio come accade nel mondo delle piante e non solo.
Davvero notevoli alcuni passaggi delle interviste. Critchlow, ad esempio, descrive così il processo di sincronizzazione dei cervelli: “Le correnti elettriche che attraversano gli 86 miliardi di neuroni del nostro cervello si presentano sotto forma di onde …
In un gruppo di persone che lavora a risolvere uno stesso problema scambiandosi informazioni, le onde cerebrali finiscono per sincronizzarsi”.
Mancuso da parte sua sottolinea come quella delle piante sia proprio un’intelligenza collettiva che, anche se si trova all’interno dello stesso organismo, ha straordinarie capacità di comunicazione anche con esemplari diversi dalla propria specie. Identificando una delle meraviglie delle scienze cognitive proprio nell’intelligenza collettiva “che fluisce da un cervello all’altro, creando una mente estesa che trascende qualsiasi cervello individuale, una mente infinitamente più intelligente di noi”, Hannah Critchlow conclude sottolineando che “la precondizione fondamentale per l’intelligenza collettiva è la connessione sociale: senza contatto fra le persone, preferibilmente nel mondo reale, non può esservi pensiero unitario”.

La conoscenza negata
In un recente breve articolo sul Corriere della Sera, titolato “Noi figli dell’ignoranza Wikipedica”, Aldo Grasso sottolinea in modo incisivo una delle caratteristiche del tempo presente, quella di coltivare l’ignoranza. Lo fa ricordando il testo di Peter Burke “Ignoranza” e ricorda, non senza amarezza, come “una volta, chi non sapeva si rivolgeva a chi ne sapeva di più, magari con un po’ di umiltà; adesso, grazie ai social, vige solo la presunzione di sapere. La deriva bulimica del web produce un eccesso di informazione che crea solo pressapochismo, presunzione, intolleranza: siamo tutti di un’ignoranza wikipedica. Anneghiamo in un mare di ‘conoscenza negata’ e ci rifiutiamo di saperlo”.
Nell’informazione e nella conoscenza il superamento dell’ignoranza e della manipolazione passano attraverso la presa di coscienza socratica di “sapere di non sapere”. L’umiltà che ne deriva ci fa prendere coscienza della nostra ignoranza e ci motiva ancor più allo studio, alla riflessione, alla meditazione e al superamento delle visioni dualistiche e conflittuali, basate sulla mera identificazione del piccolo “io” della personalità.

India Oggi: una mostra a Trieste con fotografie dall’indipendenza ai nostri giorni
Il Magazzino delle Idee di Trieste accoglie, dall’11 novembre al 18 febbraio 2024, una straordinaria mostra che, per la prima volta in Europa, raccoglie e presenta settant’anni di fotografia indiana in un unico grande progetto espositivo, composto da oltre 500 opere tra fotografie, video e installazioni.
Attraverso racconti visivi, esperienze, testimonianze e indagini, “India oggi” traccia un percorso storico-sociale che muove dal Mahatma Gandhi e dal decennio immediatamente successivo all’indipendenza dall’Impero britannico nel 1947 fino ai nostri giorni. Dal passato postcoloniale all’affermazione fra le maggiori economie internazionali, la mostra testimonia la radicale trasformazione e le profonde contraddizioni di cui è protagonista il subcontinente indiano. A cogliere i molteplici aspetti di questa evoluzione, fra tradizione e cambiamento, è lo sguardo fotografico dei diciassette artisti in mostra: Kanu Gandhi, Bhupendra Karia, Pablo Bartholomew, Ketaki Sheth, Sheba Chhachhi, Raghu Rai, Sunil Gupta, Anita Khemka, Serena Chopra, Dileep Prakash, Vicky Roy, Amit Madheshiya, Senthil Kumaran Rajendran, Vinit Gupta, Ishan Tanka, Soumya Sankar Bose, Uzma Mohsin.
Autori affermati e nuovi protagonisti della fotografia indiana contemporanea, interprete sempre più attenta e profonda del presente e del prossimo futuro che contraddistinguono il subcontinente indiano. La mostra è a cura di Filippo Maggia ed è prodotta e organizzata da ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli – Venezia Giulia. https://magazzinodelleidee.it/evento/india-oggi/

Recensioni

I miei eroi
La nave di Teseo ha recentemente pubblicato “I miei eroi” di Pierluigi
Battista. Si tratta di un tributo e di un riconoscimento al valore di tre grandi intellettuali del Novecento che non si sono mai fatti catalogare conformisticamente, esercitando invece la forza del libero pensiero. Stiamo parlando di Hannah Arendt, Albert Camus e George Orwell.
Segnaliamo a proposito di questo libro il notevole articolo di Antonio Polito, pubblicato nel Corriere della Sera di domenica 10 settembre con il titolo “Gli irregolari del Novecento”.
I tre intellettuali sono stati capaci di percorrere, concretamente, la via del non allineamento in una fase storica in cui il pensiero dominante richiedeva l’adesione a questa o quella ideologia. Il libro di Battista è ricco di episodi esemplificativi e di citazioni importanti, come quella di Albert Camus che, a proposito del conflitto algerino dirà: “Voglio lottare per la giustizia. Non per la punizione degli uni e la vendetta degli altri”. Di Hannah Arendt, ebrea e profuga tedesca, viene ricordato come nel suo “Origine del totalitarismo” mise sullo stesso piano il nazismo e il comunismo. Orwell invece ebbe la forza di andare a combattere nella guerra civile spagnola da solo, senza aderire a formazioni politiche.
Gli eroi di Pierluigi Battista non sono consegnati a una sorta di agiografia ma di loro vengono anche messe in rilievo le contraddizioni e i limiti, evidenziandone così pienamente la dimensione umana.
Per l’autore “la lezione dei miei tre eroi culturali è il rispetto degli esseri umani nella loro concretezza e non come materiale da sacrificare nel nome di un fine superiore”.

Danza Odissi – Storia, memoria e presente
Lucrezia Ottoboni, danzatrice e ricercatrice, con un dottorato di ricerca in Musica e Spettacolo all’Università La Sapienza di Roma, ha pubblicato presso Bulzoni Editore in Roma un testo di notevole originalità e interesse: “Danza Odissi – Storia, memoria e presente”.
Il volume ricostruisce le tappe principali del percorso che ha portato l’antica danza dell’Orissa all’attuale danza Odissi e si concentra sulla figura femminile nella mitologia e nell’arte coreica indiana.
Dal tempio al teatro, dalla danza rituale alla danza sul palcoscenico, il libro ripercorre la storia dell’Odissi esaminandone i protagonisti principali, l’influenza esercitata dalle scelte politiche nazionali dell’India dopo l’indipendenza. Da un lato ci sono i guru, la tradizione e la devozione popolare e la dimensione sacrale originaria, dall’altro le nuove istanze del femminismo, della transculturalità e della cultura di massa.

Vivi o morti?
Questo il titolo del testo di Roberto Fantini, pubblicato in seconda edizione aggiornata e ampliata da Edizioni Efesto di Roma.
Il sottotitolo “Morte cerebrale e trapianto di organi: certezze vere e
false, dubbi e interrogativi” conduce direttamente ai contenuti, articolati in quattro parti con un’appendice. L’autore non si chiude in monologhi sui temi trattati ma conversa con donne e uomini di cultura che non rinunciano alla ricchezza del dubbio, come Paolo Becchi, Rocco Maruotti, Marco Mamone Capria, Alberto Giovanni Biuso, Luca Marini, Renate Greinert, Rita Pennarola, Salvino Leone.
Fantini affronta con grande rigore il tema del trapianto degli organi, sottolineando anche i pericoli derivanti dagli aspetti per così dire “commerciali” che ruotano attorno a questa pratica e senza mai trascurare il tema fondamentale del confine fra la vita e la morte.
Questo libro ha l’intento dichiarato di promuovere una maggior consapevolezza critica degli aspetti problematici insiti nella pratica dei trapianti, con l’obiettivo di favorire un dibattito scientifico, filosofico ed etico-religioso privo di pregiudizi e di interessi utilitaristici.

Voce dall’anima – Poesie di Isabella Cosentino
Segnaliamo il bel libro che raccoglie poesie di Isabella Cosentino, una delle pioniere del Villaggio Verde di Cavallirio (NO).
Nell’introduzione l’autrice mette in luce come “svolgendo una lettura globale di tutte le poesie vi si può cogliere un filo di continuità che si rivela essere la storia, o quasi la cronologia, di uno sviluppo interiore, di un risveglio di coscienza dapprima velato e inconsapevole, poi sempre più complesso e cosciente di sé, in una vita tesa a vedere oltre le apparenze, a riconoscere e a sentirsi unita a tutto ciò che è vivo veramente e che infinitamente si trasforma come fa ovunque la natura nell’universo e nel cosmo”. La sensibilità poetica di Cosentino ben si evidenzia in questo testo, da cui traiamo un frammento poetico del 4 agosto 1973: “Solo silenzio/ vorrei/ e quieta sera/ per ascoltare/ sempre più ferma/ la voce profonda/ del cuore/ che sale e riempie./ Mille onde leggere/ s’infrangono/ sull’arena dell’anima/ chiusa là tra le rocce:/ e un mondo nuovo/ appare,/ mondo sconosciuto/ e vago/ che porta/ un messaggio antico”.

Ricordo di Paola Amodio
Il Fratello Paolo Parini ha raccolto, in un elegante libriccino, alcuni testi scritti nel periodo delle scuole elementari dalla Sorella Paola
Amodio, la sua amata sposa passata oltre il velo della materia il 2 dicembre 2021.
Quella di Paolo è una testimonianza d’amore che svela la sensibilità e la poeticità con cui Paola vedeva dispiegarsi l’esistenza davanti ai suoi occhi, specchio di un’anima sensibile e poetica.
Proprio come riportato nel frontespizio di queste pagine preziose possiamo ripetere: “Paola: una vita retta, una mente aperta, un cuore puro”.
Questo testo racchiude in sé il valore di un ricordo che è in grado di unire il passato al presente, per proiettarsi in un futuro che è luce, d’amore.

Dai gruppi

Sul sito web della S.T.I. le attività dei Gruppi e dei Centri
Le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate, giorno per giorno, su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
Aprendo la sezione “Eventi e Convegni” è possibile registrarsi accedendo così all’elenco delle riunioni e delle conferenze organizzate nelle varie località.

Centro Studi Teosofici “Uroboro 2020” di Verona
Il 29 settembre scorso, in occasione della ripresa delle attività sociali del Centro Studi “Uroboro 2020”, i Soci riuniti in assemblea hanno approvato all’unanimità l’elezione alla carica di Segretario di Mara Chinatti, che succede a Giuliana Savelli. Alla Sorella Giuliana un grazie di cuore per aver promosso la nascita di questo Centro di Studi Teosofici, per l’opera svolta e per la disponibilità a proseguire nel lavoro teosofico. Alla Sorella Mara l’augurio di un proficuo lavoro nel segno degli Scopi della S.T.I. e del Servizio.

Loris Brizio è il nuovo Presidente del Gruppo Teosofico Torinese
Il 3 novembre scorso i Soci del Gruppo Teosofico di Torino e del Centro Studi e Documentazioni Teosofiche di Givoletto si sono riuniti, presso la Sede di Torino della S.T.I., in merito allo scioglimento del Centro e alla adesione dei suoi Soci al Gruppo.
L’Assemblea ha deliberato in merito alle cariche sociali, eleggendo il Fratello Loris Brizio alla Presidenza e la Sorella Maria Grazia Chiotti alla Vice-Presidenza. Il Fratello Daniele Spidalieri è stato eletto a completamento del Consiglio Direttivo. Esprimiamo un fraterno augurio di buon lavoro teosofico ai nuovi eletti e a tutto il Gruppo Teosofico Torinese. Un grazie fraterno e sentito va alla Presidente uscente, Patrizia Conte, per il lavoro svolto e l’impegno profuso.

Ricordo di Santa Cancellieri
La biblioteca civica “Movimente” di Chivasso, il 19 ottobre scorso, ha organizzato un momento di ricordo e commemorazione di Santa Cancellieri, Socia della S.T.I. recentemente passata oltre il velo della materia, che a lungo aveva lavorato presso questa istituzione culturale.
Santa Cancellieri è stata ricordata, con parole ricche di riconoscenza e stima dalla consigliera Cristina Varetto, rappresentante del Comune di Chivasso, davanti a Lucrezia Ottoboni, figlia di Santa e a un pubblico attento e numeroso. Nell’occasione Antonio Girardi, Presidente della S.T.I. ha tenuto una conferenza sul tema: “La relazione, i simboli e l’unità della vita”. Presenti per la S.T.I. anche Patrizia Calvi e Rita Selicati, Segretaria del Centro di Studi Teosofici di Torino “La Luce sul Sentiero”.

Visita al Museo Egizio
Alcuni rappresentanti del Gruppo Teosofico Torinese (Mariagrazia Chiotti, Pier Giorgio Parola, Enrico Miotti), del Gruppo “Ars Regia” di Milano (Pietro Cascino e Giorgio Manera) e di Cuneo Mondovì (Laura Bessone e Maria Grazia Costamagna) il 18 ottobre 2023 scorso hanno visitato il Museo Egizio di Torino. L’incontro ha dato l’opportunità di dibattere tematiche teosofiche e di vivere un momento in serenità e amicizia.

Visita a Villa Capra, detta “La Rotonda”, a Vicenza
Segnaliamo il notevole successo di un’iniziativa promossa dal Gruppo di Lavoro su “Arte e Teosofia”, coordinato dalla Vice Presidente della S.T.I. Marina De Grandis.
Il 21 ottobre scorso i Gruppi Teosofici di Vicenza, Venezia e Cervignano del Friuli hanno visitato, con la sapiente guida del fratello Massimo Priori, una dei più grandi capolavori di Andrea Palladio, Villa Capra detta “La Rotonda”. I partecipanti hanno così avuto la possibilità di apprezzarne e viverne la bellezza ma anche di comprenderne i valori simbolici ed esoterici.

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