Rivista Italiana di Teosofia

Febbraio 2020

Anno LXXVI - N.2
Febbraio 2020

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza mensile, con la sola eccezione del numero di agosto/settembre, che è unico. L'invio avviene tramite il servizio postale. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato per il 2019-2020 in euro 25,00 per l’Italia e in euro 40,00 per l’Estero, da versare tramite bollettino di conto corrente postale nr 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana - Tesoreria oppure tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.

Area riservata

Felicità, consapevolezza, compassione
A. Girardi 1

Libero arbitrio e compassione
T. Boyd 2

Un nuovo cantico delle creature
6

Corso di meditazione (2° parte)
8

Il bisogno di maestri di vita
G. Mollo 14

La primissima Lettera scritta dai Maestri
P. Oliveira 18

L’editore Formiggini, teosofo sconosciuto
V. Cerceo 20

Gli animali sono esseri spirituali (1° parte)
M. Haas 21

Educazione dalla nascita
M. Montessori 26

Adyar Day
27

Pagine dalla letteratura teosofica
28

Testi per l’intuizione [LII]
29

I principali progetti 2020 dell’Ordine Teosofico di Servizio
S. Sartori e S. Schiavo 30

Centenario della nascita di Bernardino del Boca
31

144° Convenzione Internazionale della Società Teosofica
32

La felicità per voi, ora. Novità editoriale E.T.I.
34

Segnalazioni
35

Recensioni
36

Dai Gruppi
37

Al di là del velo
37

Felicità, consapevolezza, compassione

La vita dell’essere umano è orientata al raggiungimento di uno stato di felicità. Sul significato del termine felicità sono nati però molti equivoci e, se da un lato è comprensibile che essa presupponga – in via non esclusiva - un adeguato stato di salute e di condizioni sociali di sopravvivenza, dall’altro, spesso e anche inconsciamente, viene identificata con il piacere. Questo genera disarmonie psicologiche e collettive, esaltando gli aspetti meccanici del vivere, che chiedono sempre più “quantità” (di danaro, di successo, di emozioni) a discapito della “qualità” dell’esistenza.
Con il numero di dicembre della Rivista Italiana di Teosofia i lettori hanno ricevuto una copia omaggio dello straordinario libriccino del teosofo Joseph Pang Wai, dedicato proprio al tema della felicità. Il testo evidenzia come essa sia legata alla comprensione della legge del karma e allo sviluppo della spiritualità.
Sono due i termini essenziali connessi a una riflessione sulla felicità: consapevolezza e compassione. Ancor oggi l’essere umano tende a ignorare di essere partecipe di una straordinaria dimensione cosmica, che vede un piccolo pianeta – la terra - all’interno di un sistema, quello solare, che si muove osservando leggi di straordinaria armonia. A loro volta, queste consentono al sistema stesso di muoversi, in modo rotante e a spirale, a grande velocità nel cosmo. A tutto ciò si pensa distrattamente solo quando qualche corpo celeste estraneo si avvicina e sfiora la terra, evocando atavici e arcaici timori. Quella che va colta invece è la straordinarietà della dimensione e dell’avventura umana. La comprensione di questo fatto; l’incanto e la bellezza del cielo stellato, che assurge a simbolo delle leggi cosmiche ma anche a testimonianza di “luce”; l’osservazione, che ci permette di armonizzarci con la natura; un sentire olisticamente inteso, che ci apre alla dimensione “una” della vita e alla sua interazione totale; sono tutti elementi che ci conducono a una dimensione di consapevolezza che è in grado di aprire le porte all’intuizione e al superamento del dualismo fra osservatore e cosa osservata.
Dalla consapevolezza dell’unità della vita e dell’illusorietà del piccolo “io” nascono la comprensione del significato della fratellanza universale senza distinzioni e la compassione. E’ quest’ultima che ci porta nel terreno della valorizzazione dell’“altro” come parte di noi e della capacità di cogliere le grandi sofferenze dell’umanità, le quali esigono azione consapevole e servizio a beneficio di tutti gli esseri.
Nella simbologia cristiana, dopo l’età del Padre (quella della comprensione della legge che è verità) e del Figlio (quella dell’amore), il momento presente appare come l’età dello Spirito Santo (che è bellezza che porta al vivere consapevole). In quella indù è tempo ora della danza di Shiva (che distrugge le vecchie forme e crea le nuove condizioni del vivere). Il futuro dell’Umanità non può essere affidato ciecamente allo sviluppo delle nuove tecnologie (“buone” o “cattive” a seconda dell’uso); esso deve far perno invece sulla consapevolezza e sulla compassione. Lo stato di concentrazione della mente risulta inoltre essenziale per una ricerca che vive nel qui e ora.
Possiamo trovare conforto in questo frammento tratto da La dottrina del cuore, un libriccino molto amato da Annie Besant: “Conservando la serenità e la calma senza passioni è certo che, giorno dopo giorno, ci si avvicina sempre più a quell’influenza spirituale che è l’essenza della vita e un giorno il discepolo constaterà con sorpresa quanto si è sviluppato meravigliosamente, senza aver conosciuto né seguito le tappe di questo sviluppo. Perché in realtà l’anima, nel suo vero sbocciare ‘cresce come il fiore, inconsciamente’, ma guadagna in soavità e bellezza, assorbendo i raggi del Sole Spirituale”.


Antonio Girardi

Segnalazioni

Quote associative alla Società Teosofica Italiana e abbonamento alla “Rivista Italiana di Teosofia” per il 2020
È il momento del rinnovo delle quote associative di adesione alla Società Teosofica Italiana per l’anno 2020.
Essere socio della S.T.I. ha soprattutto un valore ideale e si collega direttamente allo scopo della Fratellanza Universale senza distinzioni.
Per il 2020 il Consiglio Generale della S.T.I. ha fissato le seguenti quote: quota associativa euro 35,00 indivisibili (comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia, che è l’organo statutario di informazione istituzionale); quota associativa per residenti all’estero euro 50,00 (comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia, la differenza è dovuta alle maggiori spese postali di spedizione della RIT); quota di ingresso per i nuovi soci euro 50,00 (solo per il primo anno, comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia); quota socio sostenitore (con abbonamento) euro 100,00; quota socio benemerito vitalizio (con abbonamento) euro 2.000,00.
Abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia (per non soci) euro 25,00; abbonamento estero euro 45,00.
I Soci indipendenti e gli Abbonati potranno provvedere direttamente al versamento sul c.c.p. n. 55010367 intestato alla Società Teosofica Italiana - Tesoreria, oppure potranno inviare un bonifico bancario intestato a: Società Teosofica Italiana, sul conto Bancoposta della S.T.I. codice IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.
I Soci dei Gruppi e dei Centri provvederanno invece al rinnovo contattando i Presidenti dei Gruppi o i Segretari dei Centri di appartenenza.
È possibile anche richiedere l’invio della R.I.T. in modalità elettronica, via e-mail, in formato pdf. L’opzione è alternativa a quella dell’invio cartaceo.

Un alpinista vegano sulla cima più alta del mondo
Il periodico Vanityfair ha recentemente pubblicato un’interessante intervista di Alice Rosati a Kuntal Joisher, l’alpinista indiano, convinto vegano che ha conquistato vette molto prestigiose, compresa quella dell’Everest, raggiunta con attrezzatura 100 per cento "animal free". Kuntal Joisher, indiano di Mumbai, ha raggiunto la cima della montagna più alta della terra dal versante tibetano, con una tuta d’alta quota senza piuma d’oca. Un record che non era mai riuscito a nessuno. In realtà, a Kuntal non piace parlare di record: “Non mi interessano i primati che mi danno la fama, l’alpinismo è un viaggio molto personale e spirituale. Allo stesso tempo, però, sono molto importanti la pubblicità e l’attenzione che ottengo quando le persone mi chiamano il primo vegano al mondo ad aver scalare l’Everest. Mi permette di parlare di veganismo, di diffondere la mia parola e la speranza di poter rendere le persone più consapevoli delle loro scelte, e influenzarle a vivere una vita più sostenibile e senza lo sfruttamento degli animali. L’obiettivo è quello di creare un Pianeta più compassionevole e sostenibile”.

Kalu Rinpoche a Vicenza
La collaborazione fra la Segreteria Generale della Società Teosofica Italiana e il Kagyu Samye Dzong di Vicenza, guidato da Renato Mazzonetto, si è rinnovata positivamente in occasione della venuta a Vicenza di Kalu Rinpoche, che ha tenuto il 30 novembre e il 1° dicembre un evento dedicato al tema “Insegnamenti sulla meditazione – da un testo del precedente Kalu Rinpoche”.
Numerosi i partecipanti (oltre 150) provenienti da tutta Italia e anche da altri Paesi come Francia, Austria e Scozia.
Si è trattato di una piena immersione nella realtà della Compassione e della Via spirituale.
Kalu Rinpoche ha anche fatto visita alla sede teosofica vicentina.

Sa limba de su re
Segnaliamo “Sa limba de su re”, un nuovo documentario di Nicola Marongiu e Cinzia Carrus, che continuano nella loro ricerca volta a valorizzare la grande ricchezza culturale della Sardegna.
Il canto e la musica popolare, come affermano antropologi ed esoteristi, racchiudono “l’anima” dei popoli, delle genti, delle comunità. Nel “dialetto”, che è “lingua”, il linguaggio riscopre il proprio potere di sintesi e di melodia comunicativa.
La chitarra, nel canto sardo del Logudoro, gioca un ruolo delicato. È fenomeno originale del patrimonio etnofonico isolano. A scandagliarne le peculiarità si disvelano innumerevoli sfaccettature che lo rendono unico e affascinante.
In “Sa limba de su re” due esperti (Andrea Deplono e Tore Matzon) ne parlano dal di dentro in un viaggio fra analisi storica e didattica: traiettorie di vissuto personale e definizione di stili, di moduli, di voci e di accordi, fra narrazione e canto.
Il documentario è prodotto da Über Pictures (www.uberpictures.com).

Attualità di Albert Camus
A sessant’anni dalla sua morte Albert Camus (1913-1960), premio Nobel per la Letteratura nel 1957, non cessa di suscitare un vasto interesse, che deriva certo dalla sua grandezza di scrittore (come non ricordare i suoi romanzi “Lo straniero” e “La Peste”), ma anche dalla sua rigorosa etica solidale e laica che ha indicato la via a tanti intellettuali e a tante persone insofferenti ai condizionamenti ideologici e pseudo-religiosi.
Il 28 dicembre scorso l’edizione online di “Repubblica” ha pubblicato un’intervista di Anais Ginori alla figlia di Camus, Catherine, che ha ricordato i tratti umani e le intuizioni del padre.
Alla domanda: “Qual è il libro di Camus che preferisce?” Catherine ha risposto: “‘La caduta’ e, anche se non è un’opera letteraria, il discorso pronunciato a Stoccolma per il Nobel, quando spiega per esempio: ‘Sono ricco dei miei dubbi’. Oggi tutti hanno opinioni nette, definitive. Ma non sono giudizi, è una posa”.
E alla domanda finale dell’intervistatrice: “Le capita di chiedersi cosa direbbe suo padre oggi, davanti al grande disordine mondiale?”, la risposta di Catherine è stata pronta: “Basta rileggere le sue opere. Diceva che lo slogan aveva sostituito il dialogo. Ci siamo. È stato profetico sotto molti punti di vista”.

Recensioni

Sirio. Tre seminari sulla cosmologia arcaica
La casa editrice Adelphi ripropone con il titolo: “Sirio. Tre seminari sulla cosmologia arcaica” i saggi dello storico della scienza Giorgio de Santillana e di Hertha von Dechend.
Il testo è curato da Svevo D’Onofrio e da Mauro Sellitto, che ne cura anche la postfazione.
Se oggi Sirio è considerata una normale stella binaria della costellazione del Cane Maggiore va detto che nei millenni una stella così lucente assunse un’importanza particolare e ricca di simbolismi e di suggestioni poetiche e mitiche. Nelle culture egizia, mesopotamica, greca, indiana, cinese ma anche di alcune popolazioni africane e dell’Oceania Sirio ha avuto un ruolo speciale, che spesso la poneva al centro dell’universo osservato.
La tesi di De Santillana e von Dechend – ben sintetizzata da Ada Bizzi nell’articolo pubblicato nell’inserto “La Lettura” del Corriere della Sera del 12 gennaio scorso (“Il giro del cielo in 1460 anni. Sirio: mito e scienza”) è che “dietro la maggior parte dei miti si nasconde in realtà una cosmologia complessa e non “le solite favole di animali”: i “cani di Persefone” dei greci sono in realtà i pianeti; nelle leggende siberiane la freccia scagliata contro Orione era proprio Sirio; e tra gli egizi Sirius o Sothis era la “Regina dei Decani”, entità che sostengono, per così dire, il circolo dell’universo e che “non sono soggette alle cose che toccano le altre stelle” (poiché per 3000 anni Sirio sembrò sfuggire alla precessione degli equinozi che regolava le altre stelle).
In Sirio il tema del rapporto fra scienza, mito e filosofia assume un carattere emblematico, che porta con sé elementi non soltanto conoscitivi, ma anche intuitivi, a beneficio di una comprensione del Cosmo che non sia solamente razionale e descrittiva ma apra le porte alla ragione dell’anima.

La Rosa di Paracelso
Segnaliamo l’uscita di un nuovo numero de “La Rosa di Paracelso” (Mimesis Edizioni), dedicato al tema: “Ricerca della gnosi – conoscenza superiore ed evoluzione del pensiero gnostico nell’esoterismo occidentale”.
La rivista è curata da Claudio Bonvecchio, Christian Giudice e Michele Olzi che, nel suo editoriale, ricorda l’incipit del testo di Ernesto Buonaiuti (1881-1946) “Lo gnosticismo – storie di antiche lotte religiose”, laddove l’autore osserva: “Oggi, anche, lo gnosticismo è diventato molto di moda. Esso non solo rivive in tutta l’efflorescenza teosofica che si è diffusa in Europa e in America, ma strappa inni convinti di entusiasmo e trova storici compiacenti che ne tessono il panegirico. Il Mead ‘anela il giorno in cui le anime dei gloriosi gnostici perfezioneranno tra gli uomini la loro esperienza’, e afferma che lo studio dello gnosticismo ‘offre un interesse profondamente umano, e non ha una semplice importanza accademica’”.

Il tempo della bellezza
Paola Giovetti, giornalista e scrittrice di grande sensibilità e talento, ha pubblicato presso Edizioni Studio Tesi di Roma un libro di notevole interesse, “Il tempo della bellezza”.
Si tratta, come indica il sottotitolo di “un viaggio attraverso il bello fuori e dentro di noi”. Il testo, corredato da 54 fotografie a colori, percorre spazi e tempi della storia e del vivere umano sulla base del presupposto che il mondo è bellezza e che meravigliosi sono il cosmo e gli spazi infiniti dell’universo. Bello è il volto umano anche quando manca di bellezza estetica, perché la luce interiore, la bontà, il coraggio possono renderlo rivelatore dell’anima.
Ma non solo di tale sterminato patrimonio di bellezza parla questo libro: esso parla dell’importanza del concetto di bellezza e di come essa abbia avuto un ruolo nell’evoluzione delle specie; parla della nascita dell’idea di bellezza, dei Greci che ne furono i codificatori, della bellezza che avvicina a Dio, della necessità di imparare a vedere la bellezza e del dovere di proteggerla e custodirla. Parla di bellezza interiore, di quei momenti di forza e bellezza ai quali dobbiamo nuovi pensieri e nuove creazioni; di quando lo straordinario sembra irrompere nella vita degli esseri umani facendoli andare al di là di se stessi; parla delle “esperienze di vetta” che sembrano mettere in contatto con una dimensione superiore.
Un lungo viaggio nel mondo della bellezza, che porta lontano nello spazio e nel tempo.

Cavalcare il Kali Yuga
Om Edizioni di Quarto Inferiore (BO) ha dato alle stampe l’opera di Martino Nicoletti “Cavalcare il Kali Yuga”. I sottotitoli “Cavalcare il Kali Yuga” e “Una guida per gli uomini alla ricerca della loro virilità sacra” indicano chiaramente gli obiettivi didascalici dell’autore. Il testo parte da una considerazione importante che è quella che vede anche nei cicli storici per così dire negativi (come il presente Kali Yuga) un’occasione per l’essere umano di crescita interiore. La via rappresentata e suggerita è quella di “un’arte eroica di vivere la vita totalmente, con apertura, autenticità, energia e animo risoluto… Imparando a trasmutare “il veleno in nettare”, “i demoni in angeli protettori” e “gli ostacoli in porte”.
In aperura l’autore cita il frammento 18 del canto IV della Bhagavad Gita: “Colui che sa vedere nell’agire il non agire e nel non agire l’azione, questi fra tutti gli uomini possiede la vigilanza della mente, questi è unificato nello yoga, quegli assolve tutti i suoi compiti”.

Dai gruppi

Sul sito web della S.T.I. le attività dei Gruppi e dei Centri
Le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate, giorno per giorno, su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
Aprendo la sezione “Eventi e Convegni” è possibile registrarsi accedendo così all’elenco delle riunioni e delle conferenze organizzate nelle varie località.

Gruppo teosofico J. Krishnamurti
Il Centro di Grottaferrata (RM) si è costituito in Gruppo Teosofico il 17 novembre 2019. I Soci hanno eletto Presidente Flavia Polignano, Vicepresidente Nicoletta Boriello e Segretario Andrea Colagrossi. A tutti i Fratelli e Sorelle il nostro più caloroso augurio di un buon lavoro teosofico.

Elezioni al Gruppo di Bologna
Il Gruppo “A. Boris” di Bologna si è riunito in assemblea il 2 novembre scorso, per il rinnovo delle cariche sociali. Il Fratello Matteo Ferrara, Presidente uscente, è stato rieletto anche per il prossimo triennio ed ha nominato, quale sua Vicepresidente, la Sorella Ermelinda Capasso e il Fratello Natale Locorotondo come Segretario.

Febbraio 2020

Anno LXXVI - N.2
Febbraio 2020

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza mensile, con la sola eccezione del numero di agosto/settembre, che è unico. L'invio avviene tramite il servizio postale. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato per il 2019-2020 in euro 25,00 per l’Italia e in euro 40,00 per l’Estero, da versare tramite bollettino di conto corrente postale nr 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana - Tesoreria oppure tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.

Felicità, consapevolezza, compassione
A. Girardi 1

Libero arbitrio e compassione
T. Boyd 2

Un nuovo cantico delle creature
6

Corso di meditazione (2° parte)
8

Il bisogno di maestri di vita
G. Mollo 14

La primissima Lettera scritta dai Maestri
P. Oliveira 18

L’editore Formiggini, teosofo sconosciuto
V. Cerceo 20

Gli animali sono esseri spirituali (1° parte)
M. Haas 21

Educazione dalla nascita
M. Montessori 26

Adyar Day
27

Pagine dalla letteratura teosofica
28

Testi per l’intuizione [LII]
29

I principali progetti 2020 dell’Ordine Teosofico di Servizio
S. Sartori e S. Schiavo 30

Centenario della nascita di Bernardino del Boca
31

144° Convenzione Internazionale della Società Teosofica
32

La felicità per voi, ora. Novità editoriale E.T.I.
34

Segnalazioni
35

Recensioni
36

Dai Gruppi
37

Al di là del velo
37

Felicità, consapevolezza, compassione

La vita dell’essere umano è orientata al raggiungimento di uno stato di felicità. Sul significato del termine felicità sono nati però molti equivoci e, se da un lato è comprensibile che essa presupponga – in via non esclusiva - un adeguato stato di salute e di condizioni sociali di sopravvivenza, dall’altro, spesso e anche inconsciamente, viene identificata con il piacere. Questo genera disarmonie psicologiche e collettive, esaltando gli aspetti meccanici del vivere, che chiedono sempre più “quantità” (di danaro, di successo, di emozioni) a discapito della “qualità” dell’esistenza.
Con il numero di dicembre della Rivista Italiana di Teosofia i lettori hanno ricevuto una copia omaggio dello straordinario libriccino del teosofo Joseph Pang Wai, dedicato proprio al tema della felicità. Il testo evidenzia come essa sia legata alla comprensione della legge del karma e allo sviluppo della spiritualità.
Sono due i termini essenziali connessi a una riflessione sulla felicità: consapevolezza e compassione. Ancor oggi l’essere umano tende a ignorare di essere partecipe di una straordinaria dimensione cosmica, che vede un piccolo pianeta – la terra - all’interno di un sistema, quello solare, che si muove osservando leggi di straordinaria armonia. A loro volta, queste consentono al sistema stesso di muoversi, in modo rotante e a spirale, a grande velocità nel cosmo. A tutto ciò si pensa distrattamente solo quando qualche corpo celeste estraneo si avvicina e sfiora la terra, evocando atavici e arcaici timori. Quella che va colta invece è la straordinarietà della dimensione e dell’avventura umana. La comprensione di questo fatto; l’incanto e la bellezza del cielo stellato, che assurge a simbolo delle leggi cosmiche ma anche a testimonianza di “luce”; l’osservazione, che ci permette di armonizzarci con la natura; un sentire olisticamente inteso, che ci apre alla dimensione “una” della vita e alla sua interazione totale; sono tutti elementi che ci conducono a una dimensione di consapevolezza che è in grado di aprire le porte all’intuizione e al superamento del dualismo fra osservatore e cosa osservata.
Dalla consapevolezza dell’unità della vita e dell’illusorietà del piccolo “io” nascono la comprensione del significato della fratellanza universale senza distinzioni e la compassione. E’ quest’ultima che ci porta nel terreno della valorizzazione dell’“altro” come parte di noi e della capacità di cogliere le grandi sofferenze dell’umanità, le quali esigono azione consapevole e servizio a beneficio di tutti gli esseri.
Nella simbologia cristiana, dopo l’età del Padre (quella della comprensione della legge che è verità) e del Figlio (quella dell’amore), il momento presente appare come l’età dello Spirito Santo (che è bellezza che porta al vivere consapevole). In quella indù è tempo ora della danza di Shiva (che distrugge le vecchie forme e crea le nuove condizioni del vivere). Il futuro dell’Umanità non può essere affidato ciecamente allo sviluppo delle nuove tecnologie (“buone” o “cattive” a seconda dell’uso); esso deve far perno invece sulla consapevolezza e sulla compassione. Lo stato di concentrazione della mente risulta inoltre essenziale per una ricerca che vive nel qui e ora.
Possiamo trovare conforto in questo frammento tratto da La dottrina del cuore, un libriccino molto amato da Annie Besant: “Conservando la serenità e la calma senza passioni è certo che, giorno dopo giorno, ci si avvicina sempre più a quell’influenza spirituale che è l’essenza della vita e un giorno il discepolo constaterà con sorpresa quanto si è sviluppato meravigliosamente, senza aver conosciuto né seguito le tappe di questo sviluppo. Perché in realtà l’anima, nel suo vero sbocciare ‘cresce come il fiore, inconsciamente’, ma guadagna in soavità e bellezza, assorbendo i raggi del Sole Spirituale”.


Antonio Girardi

Segnalazioni

Quote associative alla Società Teosofica Italiana e abbonamento alla “Rivista Italiana di Teosofia” per il 2020
È il momento del rinnovo delle quote associative di adesione alla Società Teosofica Italiana per l’anno 2020.
Essere socio della S.T.I. ha soprattutto un valore ideale e si collega direttamente allo scopo della Fratellanza Universale senza distinzioni.
Per il 2020 il Consiglio Generale della S.T.I. ha fissato le seguenti quote: quota associativa euro 35,00 indivisibili (comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia, che è l’organo statutario di informazione istituzionale); quota associativa per residenti all’estero euro 50,00 (comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia, la differenza è dovuta alle maggiori spese postali di spedizione della RIT); quota di ingresso per i nuovi soci euro 50,00 (solo per il primo anno, comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia); quota socio sostenitore (con abbonamento) euro 100,00; quota socio benemerito vitalizio (con abbonamento) euro 2.000,00.
Abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia (per non soci) euro 25,00; abbonamento estero euro 45,00.
I Soci indipendenti e gli Abbonati potranno provvedere direttamente al versamento sul c.c.p. n. 55010367 intestato alla Società Teosofica Italiana - Tesoreria, oppure potranno inviare un bonifico bancario intestato a: Società Teosofica Italiana, sul conto Bancoposta della S.T.I. codice IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.
I Soci dei Gruppi e dei Centri provvederanno invece al rinnovo contattando i Presidenti dei Gruppi o i Segretari dei Centri di appartenenza.
È possibile anche richiedere l’invio della R.I.T. in modalità elettronica, via e-mail, in formato pdf. L’opzione è alternativa a quella dell’invio cartaceo.

Un alpinista vegano sulla cima più alta del mondo
Il periodico Vanityfair ha recentemente pubblicato un’interessante intervista di Alice Rosati a Kuntal Joisher, l’alpinista indiano, convinto vegano che ha conquistato vette molto prestigiose, compresa quella dell’Everest, raggiunta con attrezzatura 100 per cento "animal free". Kuntal Joisher, indiano di Mumbai, ha raggiunto la cima della montagna più alta della terra dal versante tibetano, con una tuta d’alta quota senza piuma d’oca. Un record che non era mai riuscito a nessuno. In realtà, a Kuntal non piace parlare di record: “Non mi interessano i primati che mi danno la fama, l’alpinismo è un viaggio molto personale e spirituale. Allo stesso tempo, però, sono molto importanti la pubblicità e l’attenzione che ottengo quando le persone mi chiamano il primo vegano al mondo ad aver scalare l’Everest. Mi permette di parlare di veganismo, di diffondere la mia parola e la speranza di poter rendere le persone più consapevoli delle loro scelte, e influenzarle a vivere una vita più sostenibile e senza lo sfruttamento degli animali. L’obiettivo è quello di creare un Pianeta più compassionevole e sostenibile”.

Kalu Rinpoche a Vicenza
La collaborazione fra la Segreteria Generale della Società Teosofica Italiana e il Kagyu Samye Dzong di Vicenza, guidato da Renato Mazzonetto, si è rinnovata positivamente in occasione della venuta a Vicenza di Kalu Rinpoche, che ha tenuto il 30 novembre e il 1° dicembre un evento dedicato al tema “Insegnamenti sulla meditazione – da un testo del precedente Kalu Rinpoche”.
Numerosi i partecipanti (oltre 150) provenienti da tutta Italia e anche da altri Paesi come Francia, Austria e Scozia.
Si è trattato di una piena immersione nella realtà della Compassione e della Via spirituale.
Kalu Rinpoche ha anche fatto visita alla sede teosofica vicentina.

Sa limba de su re
Segnaliamo “Sa limba de su re”, un nuovo documentario di Nicola Marongiu e Cinzia Carrus, che continuano nella loro ricerca volta a valorizzare la grande ricchezza culturale della Sardegna.
Il canto e la musica popolare, come affermano antropologi ed esoteristi, racchiudono “l’anima” dei popoli, delle genti, delle comunità. Nel “dialetto”, che è “lingua”, il linguaggio riscopre il proprio potere di sintesi e di melodia comunicativa.
La chitarra, nel canto sardo del Logudoro, gioca un ruolo delicato. È fenomeno originale del patrimonio etnofonico isolano. A scandagliarne le peculiarità si disvelano innumerevoli sfaccettature che lo rendono unico e affascinante.
In “Sa limba de su re” due esperti (Andrea Deplono e Tore Matzon) ne parlano dal di dentro in un viaggio fra analisi storica e didattica: traiettorie di vissuto personale e definizione di stili, di moduli, di voci e di accordi, fra narrazione e canto.
Il documentario è prodotto da Über Pictures (www.uberpictures.com).

Attualità di Albert Camus
A sessant’anni dalla sua morte Albert Camus (1913-1960), premio Nobel per la Letteratura nel 1957, non cessa di suscitare un vasto interesse, che deriva certo dalla sua grandezza di scrittore (come non ricordare i suoi romanzi “Lo straniero” e “La Peste”), ma anche dalla sua rigorosa etica solidale e laica che ha indicato la via a tanti intellettuali e a tante persone insofferenti ai condizionamenti ideologici e pseudo-religiosi.
Il 28 dicembre scorso l’edizione online di “Repubblica” ha pubblicato un’intervista di Anais Ginori alla figlia di Camus, Catherine, che ha ricordato i tratti umani e le intuizioni del padre.
Alla domanda: “Qual è il libro di Camus che preferisce?” Catherine ha risposto: “‘La caduta’ e, anche se non è un’opera letteraria, il discorso pronunciato a Stoccolma per il Nobel, quando spiega per esempio: ‘Sono ricco dei miei dubbi’. Oggi tutti hanno opinioni nette, definitive. Ma non sono giudizi, è una posa”.
E alla domanda finale dell’intervistatrice: “Le capita di chiedersi cosa direbbe suo padre oggi, davanti al grande disordine mondiale?”, la risposta di Catherine è stata pronta: “Basta rileggere le sue opere. Diceva che lo slogan aveva sostituito il dialogo. Ci siamo. È stato profetico sotto molti punti di vista”.

Recensioni

Sirio. Tre seminari sulla cosmologia arcaica
La casa editrice Adelphi ripropone con il titolo: “Sirio. Tre seminari sulla cosmologia arcaica” i saggi dello storico della scienza Giorgio de Santillana e di Hertha von Dechend.
Il testo è curato da Svevo D’Onofrio e da Mauro Sellitto, che ne cura anche la postfazione.
Se oggi Sirio è considerata una normale stella binaria della costellazione del Cane Maggiore va detto che nei millenni una stella così lucente assunse un’importanza particolare e ricca di simbolismi e di suggestioni poetiche e mitiche. Nelle culture egizia, mesopotamica, greca, indiana, cinese ma anche di alcune popolazioni africane e dell’Oceania Sirio ha avuto un ruolo speciale, che spesso la poneva al centro dell’universo osservato.
La tesi di De Santillana e von Dechend – ben sintetizzata da Ada Bizzi nell’articolo pubblicato nell’inserto “La Lettura” del Corriere della Sera del 12 gennaio scorso (“Il giro del cielo in 1460 anni. Sirio: mito e scienza”) è che “dietro la maggior parte dei miti si nasconde in realtà una cosmologia complessa e non “le solite favole di animali”: i “cani di Persefone” dei greci sono in realtà i pianeti; nelle leggende siberiane la freccia scagliata contro Orione era proprio Sirio; e tra gli egizi Sirius o Sothis era la “Regina dei Decani”, entità che sostengono, per così dire, il circolo dell’universo e che “non sono soggette alle cose che toccano le altre stelle” (poiché per 3000 anni Sirio sembrò sfuggire alla precessione degli equinozi che regolava le altre stelle).
In Sirio il tema del rapporto fra scienza, mito e filosofia assume un carattere emblematico, che porta con sé elementi non soltanto conoscitivi, ma anche intuitivi, a beneficio di una comprensione del Cosmo che non sia solamente razionale e descrittiva ma apra le porte alla ragione dell’anima.

La Rosa di Paracelso
Segnaliamo l’uscita di un nuovo numero de “La Rosa di Paracelso” (Mimesis Edizioni), dedicato al tema: “Ricerca della gnosi – conoscenza superiore ed evoluzione del pensiero gnostico nell’esoterismo occidentale”.
La rivista è curata da Claudio Bonvecchio, Christian Giudice e Michele Olzi che, nel suo editoriale, ricorda l’incipit del testo di Ernesto Buonaiuti (1881-1946) “Lo gnosticismo – storie di antiche lotte religiose”, laddove l’autore osserva: “Oggi, anche, lo gnosticismo è diventato molto di moda. Esso non solo rivive in tutta l’efflorescenza teosofica che si è diffusa in Europa e in America, ma strappa inni convinti di entusiasmo e trova storici compiacenti che ne tessono il panegirico. Il Mead ‘anela il giorno in cui le anime dei gloriosi gnostici perfezioneranno tra gli uomini la loro esperienza’, e afferma che lo studio dello gnosticismo ‘offre un interesse profondamente umano, e non ha una semplice importanza accademica’”.

Il tempo della bellezza
Paola Giovetti, giornalista e scrittrice di grande sensibilità e talento, ha pubblicato presso Edizioni Studio Tesi di Roma un libro di notevole interesse, “Il tempo della bellezza”.
Si tratta, come indica il sottotitolo di “un viaggio attraverso il bello fuori e dentro di noi”. Il testo, corredato da 54 fotografie a colori, percorre spazi e tempi della storia e del vivere umano sulla base del presupposto che il mondo è bellezza e che meravigliosi sono il cosmo e gli spazi infiniti dell’universo. Bello è il volto umano anche quando manca di bellezza estetica, perché la luce interiore, la bontà, il coraggio possono renderlo rivelatore dell’anima.
Ma non solo di tale sterminato patrimonio di bellezza parla questo libro: esso parla dell’importanza del concetto di bellezza e di come essa abbia avuto un ruolo nell’evoluzione delle specie; parla della nascita dell’idea di bellezza, dei Greci che ne furono i codificatori, della bellezza che avvicina a Dio, della necessità di imparare a vedere la bellezza e del dovere di proteggerla e custodirla. Parla di bellezza interiore, di quei momenti di forza e bellezza ai quali dobbiamo nuovi pensieri e nuove creazioni; di quando lo straordinario sembra irrompere nella vita degli esseri umani facendoli andare al di là di se stessi; parla delle “esperienze di vetta” che sembrano mettere in contatto con una dimensione superiore.
Un lungo viaggio nel mondo della bellezza, che porta lontano nello spazio e nel tempo.

Cavalcare il Kali Yuga
Om Edizioni di Quarto Inferiore (BO) ha dato alle stampe l’opera di Martino Nicoletti “Cavalcare il Kali Yuga”. I sottotitoli “Cavalcare il Kali Yuga” e “Una guida per gli uomini alla ricerca della loro virilità sacra” indicano chiaramente gli obiettivi didascalici dell’autore. Il testo parte da una considerazione importante che è quella che vede anche nei cicli storici per così dire negativi (come il presente Kali Yuga) un’occasione per l’essere umano di crescita interiore. La via rappresentata e suggerita è quella di “un’arte eroica di vivere la vita totalmente, con apertura, autenticità, energia e animo risoluto… Imparando a trasmutare “il veleno in nettare”, “i demoni in angeli protettori” e “gli ostacoli in porte”.
In aperura l’autore cita il frammento 18 del canto IV della Bhagavad Gita: “Colui che sa vedere nell’agire il non agire e nel non agire l’azione, questi fra tutti gli uomini possiede la vigilanza della mente, questi è unificato nello yoga, quegli assolve tutti i suoi compiti”.

Dai gruppi

Sul sito web della S.T.I. le attività dei Gruppi e dei Centri
Le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate, giorno per giorno, su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
Aprendo la sezione “Eventi e Convegni” è possibile registrarsi accedendo così all’elenco delle riunioni e delle conferenze organizzate nelle varie località.

Gruppo teosofico J. Krishnamurti
Il Centro di Grottaferrata (RM) si è costituito in Gruppo Teosofico il 17 novembre 2019. I Soci hanno eletto Presidente Flavia Polignano, Vicepresidente Nicoletta Boriello e Segretario Andrea Colagrossi. A tutti i Fratelli e Sorelle il nostro più caloroso augurio di un buon lavoro teosofico.

Elezioni al Gruppo di Bologna
Il Gruppo “A. Boris” di Bologna si è riunito in assemblea il 2 novembre scorso, per il rinnovo delle cariche sociali. Il Fratello Matteo Ferrara, Presidente uscente, è stato rieletto anche per il prossimo triennio ed ha nominato, quale sua Vicepresidente, la Sorella Ermelinda Capasso e il Fratello Natale Locorotondo come Segretario.