Glossario
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YIN
(Cina) - Nel Trigramma di Fo-hi rappresenta il binario, in contrapposizione a Yang che è l'Unità.
YIN
-HSIN (Cina) - Termine cinese usato per indicare la Forza Unica, ossia la Forma Unica dell'Esistenza.
YIN e YANG (Cina)
Denominazione delle due categorie che dominano tutta la filosofia cinese. La tradizione fa risalire questi due concetti ai primi astronomi, mentre altri li considerano frutto dell'arte divinatoria. Esse sono due energie primarie in opposizione: - Yin è l'energia femminile, tenebrosa, umida, negativa, ecc. - Yang è l'energia maschile, luminosa, secca, positiva, ecc. Tutte le sostanze, tutti gli oggetti, lo stesso ritmo dell'universo sono dominati da questa alternanza di polarità; l'ordine ciclico del mondo nasce da queste due manifestazioni opposte e complementari la cui congiunzione, o sintesi, sfocia nel Tao. Nella simbologia, Yin è disegnata come una linea spezzata (due trattini) mentre Yang è un segmento intero; i due principi sono disegnati simbolicamente con un cerchio diviso in due metà simmetriche da una linea curva: un semicerchio è nero l'altro è bianco. Le combinazioni di Yin e Yang danno luogo a 64 configurazioni diverse, a ciascuna delle quali è assegnato un preciso significato.
YJ
(Cina) - Nella mitologia cinese è il nome dell'arciere prodigioso, protagonista di imprese di ordinamento cosmico: egli abbatte nove dei dieci soli primordiali, impedendo così l'incendio del mondo. Uccide il mostro divoratore Ya-yu, che custodiva la voragine situata nella profondità della terra, in esatta corrispondenza del pozzo centrale dell'abitazione cinese arcaica; per tale motivo, Yj divenne il nume tutelare del centro della casa. Appare come sposo della Dea lunare Heng-ngo.
YLIASTER
(Occ.) - Termine usato da Paracelso per indicare il Magnus Limbus, il vecchio Padre-Madre che sta dentro di noi. Si tratta della matrice universale del Cosmo, che genera l'Universo nel Macrocosmo e l'interiorità nel Microcosmo. L'Yliaster, come Magnus Limbus, è la semente da cui provengono tutti gli esseri, mentre, come Piccolo Limbus, è lo sperma che permette la riproduzione del singolo essere nella sua forma. Ogni elemento ha il proprio yliaster, perchè ogni attività della materia, in tutte le forme, è solo l'effluvio della stessa sorgente.
YMIR
(Sca.) - Divinità originaria primigenia nel mito scandinavo; dallo scontro fra il Niflheim ed il Muspellheim, nacque il primo essere vivente; dalla fermentazione delle gocce si ebbe Ymir che, con il sudore della sua mano sinistra produsse un uomo ed una donna, mentre dai piedi generò una serie di figli che, a loro volta, diedero origine ai Giganti del Gelo. Ma Ymir doveva nutrirsi ed allora ecco che dalle gocce che si solidificavano nasce Audhumla, la giovenca che si nutriva leccando le rupi. Ad un tratto, una delle rupi prese la forma di un essere vivente e divenne Buri, che generò Bor il quale si unì a Bestla, la figlia del gigante, e generò Odino, Vili e Vè. I figli di Bor mossero guerra ai giganti, mentre Odino, dopo aver spodestato Tyr, divenne Dio supremo. Assieme ai fratelli, Odino uccide Ymir e con il suo corpo formano il mondo: con il corpo creano la terra, con il sangue il mare e con le ossa le montagne. Gli Esseri nani, anche essi nati dal corpo di Ymir, ricevono dagli Dei il dono dell'intelligenza e quattro di essi ricevono il compito di reggere i quattro angoli del cielo. La leggenda è molto complessa ed in Ymir, creato assieme alla Terra da Elivagar, possiamo vedere la corrente determinatasi dalla caduta delle Acque del Caos, la materia personificata del nostro globo in una condizione di fermento. Questa allegoria mostra le tre forze principali della natura - separazione, formazione e crescita (o evoluzione) - che conquistano la materia "gigantesca", sregolata e violenta, e la obbligano a diventare un mondo, o un globo abitato. È curioso che un antico popolo pagano, primitivo e ignorante, così filosoficamente e scientificamente corretto nel suo punto di vista sulla origine e sulla formazione della terra, debba aver accettato, per essere considerato civile, il dogma che il mondo fu creato dal nulla.
YNGLINGAR
(Sca.) - Nella mitologia nordica, con questo nome si designano gli ipotetici discendenti di Frey.
YO
-YA-HOO (???) - Antico libro esoterico, scritto con una scrittura simbolica, fatto con materiale flessibile ed indistruttibile. La sua origine, in qualche modo, ricorda il Libro di Dzyan, il Genesi di Mosè, il Libro dei Numeri, il Libro di Ermete, tutti libri fatti con materiali speciali ed incisioni di tipo sconosciuto.
YOD
(Ebr.) - La decima lettera dell'alfabeto, la prima nel quadruplice simbolo del nome Jah-hovah (Jehovah) o Jah-Eve, la forza ermafrodita e l'esistenza nella natura. Senza l'ultima vocale, la parola Jehovah si scrive IHVH (la lettera Yod sta per tutte le tre lettere inglesi "y,i,j", a seconda del caso), ed è maschio-femmina. La lettera Yod è il simbolo del lingham, l'organo maschile, nella sua triplice forma, come mostra la Kabalah. La seconda lettera He, ha per simbolo lo yoni, la vagina o "apertura di finestra", come indica la Kabalah; il simbolo della terza lettera, il vau, è un bastone ricurvo o un artiglio (da esso ha origine il bastone ricurvo del vescovo) un'altra lettera maschile, e la quarta è uguale alla seconda - l'intero significato di "essere" o "esistere" sotto una di queste forme o entrambe. Così la parola, o il nome, è preminentemente fallica. È quella del dio combattente degli Ebrei, "il Signore degli Eserciti"; dell'"aggressivo Yod" o Zodh, Caino (per permutazione) che uccise il suo fratello femmina, Abele, e versò il sangue di lui (di lei). Questo nome, scelto da molti dei primi scrittori Cristiani, era un nome sfortunato per la loro religione, per via delle sue associazioni e del suo significato originale; è "il numero migliore", in realtà un organo. Questa lettera Yod è diventata poi, in altre lingue, Got e Gott.
YOGA
-SIDDHA (San.) - Il santo potere dello Yoga, il fabbricatore dell'"arma di fuoco", il magico Agneyastra, padre di Vishvakarman. Yoga-siddhi sono i poteri eccezionali che l'asceta consegue attraverso la prassi yogica; quanti si accontentano di questi poteri si fermano ad esercitarli, perdendo di vista la via verso il samadhi. Ciò facendo, lo yogin abdica al suo compito e si degrada fino a diventare un fachiro.
