Glossario
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UNKULUNKULU
(Afr.) - Presso la popolazione Zulù è la Divinità Suprema, artefice del creato e preposta alla vita ed alla morte.
UNO
(Eso.) - Dal latino unus, dal greco oinos, dal gotico ainas, ecc., rappresenta il principio della quantità numerica, ma anche il principio di ogni cosa quando viene identificato con la Causa perpetua, il Tat sanscrito. "Ciò che è sempre Uno, che fu sempre Uno, che sempre diverrà Uno" è lo Spazio. È un cerchio senza centro e senza circonferenza, un piano illimitato che ha un diametro solo durante il Manvantara, è il Punto indivisibile che non si trova in alcun luogo, è il Soffio Eterno, la Luce nelle Tenebre e le Tenebre nella Luce, è ciò che si espande all'infinito e si contrae fino all'adimensione. L'Uno è lo Spirito di Vita che feconda lo Zero, la Madre, per dare origine all'Universo. Nella scienza troviamo due Uno: il primo è Assoluto, e su di esso non è possibile alcuna speculazione; il secondo è quello posto sul piano dell'Emanazione, che è oggetto di studio. Esso è l'aggregato della totalità dei principali Creatori, o Architetti, dell'Universo visibile. È il Logos, Ishvara, il riflesso dell'Uno Assoluto. Per il cabalista Gebirol, l'Uno è "il principio di tutti i numeri, il fondamento di tutti gli edifici, ciò in cui gli uomini più saggi si perdono, esiste in sè stesso prima del tempo e dello spazio, impenetrabile, immortale, nessuno può violare il suo segreto". Nell'antico sistema Indù, Akasha è il primogenito dell'Uno (il Dio Padre) ed ha una sola qualità : il Suono (il Logos, il Verbo, il Figlio). L'Uno non è Spirito nè Materia, è la Causa eterna di entrambi. Tutto ha origine dall'Uno, procede dall'Uno e ritorna all'Uno. L'Uno primo, o primordiale, è il diametro verticale del cerchio (che è lo zero). Il primo Potere dopo l'Uno, il Grande Soffio, è costituito dal Logos e dallo Spirito. L'Uno supremo nella Natura è rappresentato dalle Dinastie Divine. Per gli Iniziati alessandrini l'Uno significava un corpo eretto, un uomo vivo, in piedi, l'unico animale che adotta in permanenza questa posizione. Con l'aggiunta di una testa diventava la lettera P e con l'aggiunta di un'asta obliqua diveniva la lettera R, l'uomo che cammina. Per i Pitagorici solo l'Uno era buono ed armonioso; era il Principio unico universale, che, benché sempre considerato Uno, essendo l'Unico Uno, non entra mai nei calcoli. L'Uno Assoluto è astrazione infinita ed universale, al di fuori di ogni Potere, sia noumenico che fenomenico. Da esso emana la Tetrade, prima unità manifestata : il Tre nell'Uno. Anche la Entità umana emana dall'Uno, sotto forma di Raggio settuplo. Theon di Smirne così definiva l'Uno: "Primo e principale elemento dei numeri che permane stabile e fisso, laddove invece la molteplicità può essere sminuita con la sottrazione ed in sè privata di ogni numero". Il Rev. Oliver, nel suo "Triangolo Pitagorico", assimila l'Uno alla Monade e lo considera Trono della Divinità Onnipotente, che tutto ha creato e tutto preserva. È il punto al centro del cerchio o del triangolo equilatero; è all'origine di tutto il sistema numerico come Dio è all'origine di ogni cosa. Presso i Greci, la Monade (l'Uno) era il simbolo della divinità ermafrodita, la funzione dei due sessi, dal momento che partecipava di entrambe le due nature. Brahma nasce "unico" dallo Uovo dorato ed assomiglia a Zeus, origine degli Dei, dei numeri e degli uomini. E la Monade è anche il Chaos, il padre della Vita, la causa della Verità, della ragione, il ricettacolo di tutte le cose. L'Uno è alla base dell'Unione e dell'Unità, ma non si identifica nè con l'una nè con l'altra. Scrive Eliphas Levi : "L'Unità è il principio e la sintesi dei numeri, è l'idea di Dio e dell'Uomo, è l'alleanza della ragione e della fede". Nella Cabala, Kether è l'Uno e nasce dopo una triplice trasformazione di Ain (Ain Soph, Ain Soph Aour, Tsim Tsum) che si concentra nel punto adimensionale; e Kether è la Monade impenetrabile, l'origine di ogni cosa. Ed Uno è anche la Aleph, prima lettera madre dell'alfabeto ebraico; essa è il prototipo delle Lettere Sacre, la sintesi dell'Unità di Dio, lo Spirito di Dio vivente, lo Spirito universale, l'Essere universale, l'Indivisibile Unità. Nel Tarocchi è il Bagatto, la sintesi di Terra e Cielo, l'Uomo umano come occultamento dell'Uomo cosmico, l'Uomo beato sicuro della sua vita integra, investito di luce divina, con la spada per combattere ed il bastone per comandare. Nello Zohar, il passaggio dal Punto adimensionale a quello dimensionale è descritto come il passaggio dal Nulla all'Essere, il dispiegamento del Tutto che era in potenza nel Nulla. È lo Initium, la scaturigine dell'Essere, la prima emanazione immanente dell'En Soph. Da esso irruppe la Luce, scaturì la Fiamma che si espanse diffondendo splendenti colori. Si potrebbe continuare ancora a lungo, ma servirebbe a poco: il necessario è stato già detto. Per gli scettici aggiungiamo tre brevi considerazioni: (a) l'origine delle cose è inspiegabile nei termini della nostra filosofia, (b) i simboli sono per la mente ciò che gli attrezzi sono per la mano, (c) la mente non può afferrare maggiormente la filosofia trascendentale di quanto l'occhio possa vedere la musica. (Dion Fortune : La Cabala Mistica).
UNO MANIFESTATO
(Eso.) - Il Numero dei Numeri e dei Numerati non eterno nella sua presenza ed esistenza ma eterno nell'essenza. È il Numero emerso dal Non-Numero, il Principio Unico Eterno, l'Uno che poi diviene Due.
UNTAMO
(Sca.) - Nella mitologia nordica, è il nome del Dio del sonno, detto anche il dormiente nelle viscere della terra.
UNTO
(Rel.) - Secondo la teologia cristiana, il nome "Christos" dev'essere considerato come derivato dal greco "chriso" che significa "unto con unguenti profumati oppure con olio". Ma nei Vangeli non si trova traccia di una unzione di Gesù, nè come re nè come prete, mentre si talvolta il termine Christos adoperato con il significato di "buono, gentile, misericordioso". Si ritiene che nell'uso dei termini "chrestos" e "christos" vi sia una certa confusione che, solo con molta benevolenza può essere attribuita ad un errore fatto in buona fede. Chrestos, infatti, significa un viaggiatore solitario che viaggia per raggiungere il traguardo finale percorrendo il "sentiero"; Christos è il traguardo finale, lo Spirito glorificato della Verità che rende l'anima (il Figlio) UNA con lo Spirito (il Padre). Ed allora sarebbe più corretto parlare di Gesù Cresto e di Crestiani, come effettivamente avveniva nell'antichità. Le presenti note sono tratte dal Quaderno Teosofico N. 5 dell'anno VI. Chi volesse saperne di più, vi legga l'articolo "Il carattere esoterico dei Vangeli" di H.P. Blavatsky.
UOMINI CELESTI
(Eso.) - Detti anche Uomini Divini, sono i Pitara, i Pitri, i Padri, i Progenitori, gli Antenati degli uomini. Da non confondere con gli Esseri Divini, che sono i Re e gli Istruttori della Terza Razza. Gli Uomini Celesti sono i Creatori delle Prime Razze umane e provenivano da altri mondi; sotto questo nome vengono inclusi anche i Dhyan Chohan.
UOMINI OMBRA
(Esc.) - Secondo la vecchia mitologia degli Eschimesi, gli Uomini Ombra erano esseri invisibili agli uomini; la loro presenza veniva rivelata dalle ombre che essi proiettavano sul terreno.
UOMO
(Eso.) - Il termine deriva dal sanscrito bhumi (terra), che diventa bhuman (creatura), poi trasforma l'aspirata bh in h e diventa human; anche bhumi diventa humi e poi humus. È il prodotto della terra, che alla terra ritorna, anche se in esso vive, quasi sempre non percepita, una parte che della terra non è, e che della componente terrestre si avvale per operare in questo mondo. È un animale (Vertebrati, mammiferi, primati), che si distingue dagli altri animali principalmente per la sua stazione eretta, poi per il fatto di essere dotato di ragione e di autocoscienza, facoltà che non sempre adopera, o adopera in modo corretto, di avere un linguaggio articolato e di saper comunicare. Per definizione, l'uomo è un essere cosciente e responsabile dei suoi atti, capace di distaccarsi dal mondo organico oggettivandolo e strumentalizzandolo, soggetto di atti non immediatamente riducibili alle leggi che regolano il restante mondo fisico. L'uomo nasce come forma eterea, prodotta da Esseri divini superiori, poi come Nato dal Sudore, quindi Androgino. Solo verso la fine della Terza Razza avviene la separazione dei sessi e la umanità diventa bisessuata. Nelle prime tre Ronde, l'uomo fu dapprima una pietra, poi una pianta, quindi un animale, diventando veramente uomo solo nella Prima Razza di questa umanità. La scienza ha dimostrato che nel feto, la filogenesi ripete questi stadi durante i primi mesi di gravidanza. Attraverso le reincarnazioni, l'uomo svolge la sua evoluzione nel mondo manifestato partendo dallo stadio minerale, passando poi al vegetale e quindi all'animale: al termine esso accede allo stadio intellettuale, a quello psichico e, infine, a quello spirituale. Per questo motivo si dice che l'uomo contiene la totalità dei regni della Natura. Secondo la Scienza Occulta, l'uomo compare prima dei mammiferi, per cui la sua derivazione dalla scimmia è impossibile. Quando allo stadio iniziale l'uomo era etereo, il suo rapporto con il divino era diretto; quando il suo vestito di carne si indurì, tale rapporto cessò: l'Uomo Interno non fu più in grado di dialogare con i suoi Istruttori celesti. La Saggezza Divina rimase in mano solo a pochi Adepti che custodirono i Sacri Misteri. Il peccato originale e la maledizione andrebbero letti in un modo diverso da quanto viene presentato dalla chiesa cattolica. La cosiddetta "trasgressione" è l'avvento dell'autocoscienza, senza la quale l'essere umana non avrebbe potuto fare alcuna evoluzione; la transizione da "uomo che crea" ad "uomo che genera" consiste nell'uso del corpo per la procreazione ed è il prezzo pagato per trasferire la Sapienza dal Cielo alla Terra. La corruzione della purezza fisica è il punto di inizio per raggiungere la purezza spirituale. Il terzo occhio, che all'origine serviva all'uomo per la visione diretta, senza passare attraverso il senso della vista, non più adoperato dopo l'indurimento del corpo, si è ritirato allo interno della testa, diventando quella che oggi viene chiamata la ghiandola pineale. Razze, sottorazze, etnie, ecc., nascono, crescono e muoiono come la singola persona umana. L'uomo odierno è il frutto di una serie infinita di incroci, attraverso un indeterminato numero di razze. Caratteristica di ogni fenomeno che riguarda l'uomo è il numero Sette. L'uomo ha sette principi e per questo viene rappresentato talvolta con una croce (lo sviluppo del cubo: quattro quadrati verticali che rappresentano il maschile e tre quadrati orizzontali che rappresentano il femminile), oppure da un triangolo sopra un quadrato. L'uomo è il capolavoro della creazione, Dio in Terra (secondo Eliphas Levi), mentre Dio è l'Uomo in Cielo. Nell'uomo si riflette interamente il mondo fenomenico (per questo viene chiamato microcosmo in rapporto al macrocosmo), è l'Alfa e l'Omega della creazione oggettiva. È ovvio che, esotericamente, per uomo non si intende il corpo fisico visibile, bensì la Divina Monade che vi si nasconde. Che cosa sia la vita dell'uomo è impresa tentata da quasi tutti i filosofi, ma da tutti mancata. Al di là delle enfasi e della retorica, tanto cara soprattutto ai teologi, riportiamo il parere di un grande filosofo che, forse più degli altri, si avvicina alla verità. Egli scrive: "È in una buia notte caotica, così ciecamente chiamata vita, la notte in cui lotta, fatica e combatte incessantemente l'uomo, senza uno scopo razionale, procedendo a tentoni, impegnati nei compiti più svariati. È una schiavitù materiale che, creata dagli stessi uomini, lega l'uomo alle circostanze, al suo corpo, a prove di ogni genere, vincolandolo alle cose che più disprezza ed odia. Solo quando la sofferenza insegna all'uomo il vero senso della vita, cessa la continua proiezione esteriore dell'oscurità che acceca la sua anima, le devastazioni cominciano a placarsi, le tenebre cominciano a dissolversi. Allora, come diceva il Buddha, la sofferenza libera dalla sofferenza. Dopo l'informe, il vuoto, le tenebre, vi è la Luce, una luce che arde senza stoppino e senza combustibile".
UOMO ASTRALE
(Eso.) - L'Anima, il prototipo astrale sul quale comincia a modellarsi la prima forma umana. L'anima, l'Uomo interno, è la prima a scendere sulla Terra; successivamente si forma l'astrale psichico sul quale si costruisce lentamente l'uomo psichico. Quando l'impalcatura fisica è cresciuta e si è sviluppata, allora è il momento delle facoltà morali ed intellettuali, ovvero dello Spirito.
UOMO CELESTE
(Eso.) - Detto anche Uomo angelico, è il Logos il Figlio che si è incarnato nell'umanità, quello che i cabalisti chiamano Dyuknah (fantasma divino). È l'Adamo superiore androgino, combinazione eterea di Neshamah, la più alta Anima o Spirito, ed anche Adam Kadmon, lo insieme dei Sephirot (Kether escluso), il Secondo Logos dei Platonici. Ed ancora: il Tetragrammaton, la Tetractide, il Demiurgo, il Purusha del Rig Veda, il Microprosopo, il Triangolo nel quadrato.
