Glossario
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SOMA
(San.) - La luna ed anche il succo della pianta con lo stesso nome, usato nei templi per procurare la trance; una bevanda sacra. Soma, la luna, è il simbolo della Saggezza Segreta. Nelle Upanishad questo termine è usato per indicare la materia grossolana (mista a vapore), capace di produrre vita sotto la azione del calore. (Vedi "Soma-bevanda"). Il Re Soma degli antichi Indù era l'equivalente del Dio Sin caldeo, con un significato spesso fallico e legato al Sole. La Luna, come Soma, era il risultato dello sbattimento dell'Oceano di Vita (lo Spazio) fatto dagli Dei. Soma è Iside, ma anche il quarto globo della Catena Planetaria della Terra, nato dalla Luna. E sempre come Soma, la Luna è la Regina delle piante, la sovrana del mondo vegetale. Soma è il frutto dell'Albero della Conoscenza e chi partecipa ad esso si trova attaccato al suo corpo esterno, lontano da esso, nella sua forma spirituale. Liberandosi da tale corpo esterno, l'uomo si libra verso le regioni eteree superiori, diventando virtualmente "come uno degli Dei", conservando tuttavia nel suo cervello fisico la memoria di ciò che vede e prova. Soma è il padre della Sapienza esoterica. La bevanda Soma è ricavata da una rara pianta di montagna dagli Iniziati Brahmani. Questa sacra bevanda Indù corrisponde alla ambrosia o nettare dei Greci, tracannate dagli dei dello Olimpo. Una coppa di Kykeon era bevuta anche dai Mystes all'Iniziazione di Eleusi. Chi la beve raggiunge facilmente Bradhna, o il luogo dello splendore (Cielo). La bevanda di Soma conosciuta dagli Europei non è quella genuina, bensì il suo surrogato; soltanto i Sacerdoti iniziati possono gustare il vero Soma; perfino i re ed i Raja, quando sacrificano, ne ricevono un surrogato. Haug, per sua stessa ammissione, rivela nel suo Aitareya Brahmana, che non era il Soma quello che bevve e trovò disgustoso, ma il succo delle radici del Nyagradha, una pianta o arbusto che cresce sulle colline di Poona. Siamo stati concretamente informati che la maggior parte dei Sacerdoti sacrificanti del Dekkan hanno perduto il segreto del vero Soma. Esso non può essere rintracciato nei libri rituali e nemmeno per informazione orale. I veri seguaci della primitiva religione Vedica sono pochissimi; questi sono gli asseriti discendenti dei Rishi, i veri Agnihotri, gli iniziati dei grandi Misteri. La bevanda Soma è anche ricordata nel Pantheon Indù, poiché è chiamata Re-Soma. Colui che la beve partecipa del re celeste; diventa pieno della sua essenza, come gli apostoli Cristiani e quelli da loro convertiti erano pieni dello Spirito Santo, e purificati dei propri peccati. Il Soma fa dello iniziato un uomo nuovo; egli rinasce ed è trasformato, e la sua natura spirituale sovrasta quella fisica; conferisce il potere divino della ispirazione e sviluppa al massimo la facoltà della chiaroveggenza. Secondo la spiegazione exoterica, il Soma è una pianta ma, al tempo stesso un angelo. È strettamente connesso con lo "spirito interiore" e più elevato dell'uomo, il quale spirito è un angelo come il Soma mistico con la sua "anima irrazionale", o corpo astrale, e così uniti dal potere della magica bevanda essi si librano insieme al di sopra della natura fisica e, durante la vita, partecipano alla beatitudine ed alla gloria ineffabile del Cielo. Così il Soma Indù è misticamente, ed in tutti i dettagli, identico a ciò che la cena Eucaristica è per i Cristiani. La idea è simile. Per mezzo delle preghiere sacrificali - i mantra - questo liquore si suppone sia immediatamente trasformato nel vero Soma, o angelo, e persino nello stesso Brahma. Alcuni missionari hanno manifestato grande sdegno nei riguardi di questa cerimonia, e ancor di più, vedendo che i Brahmani usano generalmente un tipo di liquore molto alcoolico come sostituto. Ma i Cristiani credono forse con meno fervore nella transustansazione del vino della comunione nel sangue di Cristo, perchè questo vino è più o meno alcoolico ? L'idea del simbolo ad esso inerente non è la stessa cosa ? Ma i missionari dicono che il momento in cui si beve il Soma è il momento d'oro di Satana, che si cela sul fondo della coppa sacrificale Indù. (Iside Svelata). La preparazione del Soma e la sua libazione al fuoco sacro formano gran parte della liturgia vedica. Il Soma è identificato al Dio-Luna ed è concepito come il simbolo percepibile della vita universale, nelle sue funzioni di sperma, respiro e supporto mentale al manas. Le meditazioni e le speculazioni esoteriche sul significato del Soma, nonché la sua manipolazione rituale, costituisce buona parte delle Upanishad antiche. Il Soma è generalmente identificato con l'ambrosia e con il miele, il suo potere inebriante e stimolante è ritenuto aver aiutato Indra nella lotta contro i Demoni. Un mito risalente alla antichità indoeuropea colloca la sede originaria del Soma sulle montagne, da dove sarebbe stato rapito da un'aquila ai Gandharva e recato agli Dei, in particolare ad Indra. La sua connessione con la Luna deriva dal fatto che, come questa ha le sue fasi ascendenti e discendenti, così gli asceti hanno i loro digiuni rituali che a quelle fasi sono legati.
SOMA
-LOKA (San.) - Una specie di dimora lunare dove risiede il dio Soma, il reggente della Luna. La dimora dei Pitri lunari, o Pitriloka.
SOMA
-SAVANA (Eso.) - Letteralmente significa "uno che ha spremuto il soma", ed è il nome del fico sacro nel ciclo di Brahma.
SOMAPA
(San.) - Una classe di Pitri Lunari. (Vedi "Trisuparna").
SOMMONA
-CODOM (Siam) - Sommo legislatore, nato, secondo la leggende, da un fiore, eletto a divinità per le sue virtù. Lottò strenuamente contro il fratello usurpatore Thevathat e dopo una vita spesa a diffondere la sua dottrina, andò a vivere nel paradiso di felicità, il Myruppaam, luogo di supreme dolcezze. In Asia è onorato sotto diversi nomi; talvolta è identificato con il nono Buddha, altra con Xaca o Checkia (un Saggio giapponese), altra ancora con il cinese Foè. Nel Tibet è chiamato Là, Buddha Tachor, Paouti-Ziat; i Calmucchi lo chiamano Chak-Chimuna, i Peguana lo venerano come Samana Kentama, mentre i Birmani e gli abitanti di Ceylon lo dicono Gaudma o Goutomou. Secondo la leggende, Sommona sarebbe vissuto più di duecento secoli fa, teneva un piede sul continente e l'altro sull'isola di Ceylon, dove sono ancora visibili le impronte, che rappresentano oggetto di venerazione.
SOMNIUM SCIPIONIS
(Lat.) - Una parte del Libro VI del De Repubblica di Cicerone, considerata come indipendente da tutto il resto. In essa, Scipione Emiliano racconta un suo sogno fatto nella reggia di Massinissa, nel quale è praticamente esposta la dottrina dell'immortalità dell'anima, con un mistico finale sulla beatitudine riservata ai benemeriti della patria.
SON
-KHA-PA (Tib.) - Si scrive anche Tsong-kha-pa. Un famoso riformatore Tibetano del XIV secolo, che introdusse nel suo paese un Buddhismo purificato. Era un grande Adepto che, incapace di assistere ancora alla dissacrazione della filosofia Buddhista da parte dei falsi sacerdoti che ne avevano fatto mercanzia, pose un deciso stop con una tempestiva rivoluzione e con l'esilio dal paese di 40.000 Lama e monaci indegni. È considerato come un Avatar di Buddha, ed è il fondatore della setta dei Gelupka ("berretti gialli") e della mistica Fratellanza con i suoi capi. "L'Albero dalle 10.000 immagini" (khoom-boom) si dice sia sorto dalla lunga capigliatura di questo asceta che, lasciandola dietro di sè, disparve per sempre dalla vista dei profani.
SONGINYU
(Ori.) - Nome di una grande figura divina dei Rengma Naga (Birmania settentrionale), che significa "spirito" ed ha il rango di Spirito Supremo, con tratti uranici. Spesso associato con Songperinyu, forma la coppia creatrice maschio-femmina, che è anche datrice di prosperità nella prole e nei raccolti. In genere, è difficile quale dei due sia maschio e quale femmina.
SONNAMBULISMO
(Psi.) - Letteralmente, "passeggiare addormentato", o muoversi, agire, scrivere, leggere, svolgere ogni funzione della vita di veglia, durante il sonno, con il successivo oblio del fatto al momento del risveglio. È uno dei grandi fenomeni psico-fisici, il meno conosciuto ed il più sconcertante, per il quale solo l'Occultismo possiede la chiave. Si tratta di una attività automatico-motoria, che si svolge durante il sonno, al di fuori di un'efficace controllo della coscienza, secondo schemi abbastanza complessi e coordinati. Questa attività può essere naturale (o spontanea), oppure artificiale (indotta a mezzo di ipnosi).
SONNO
(Fis.) - Stato e periodo di riposo psico-fisico caratterizzato dalla sospensione, parziale o totale, della coscienza e della volontà. Durante questo stato, l'integrazione dell'individuo con l'ambiente circostante, è sospesa. Lo stato di sonno è accompagnato da sensibili modificazioni funzionali, sia a livello fisico (metabolismo, tono muscolare, ecc.) sia a livello psichico. Gli Egizi vedevano nel sonno una morte temporanea e ristoratrice, fonte di vita. I Greci lo consideravano fratello della morte, ma non gli davano gran peso. Anche i Romani non ebbero molta considerazione del sonno, ed i cristiani lo ignorano completamente. Eppure l'alternanza sonno-veglia assomiglia molto a quella morte-vita, notte-giorno, tenebre-luce, ecc. Il sonno, nella mitologia, è figlio di Erebo e della Notte e risiede in un palazzo eretto in luogo deserto e sconosciuto dove non entrano mai i raggi del sole. L'ingresso del palazzo è ornato di papaveri (oppio=oblio), mentre tutto attorno scorre il fiume Oblio che rompe appena il silenzio con il mormorio delle sue acque. Il Sonno dorme su un letto d'ebano e di piume, coperto da panni neri. Attorno al Sonno sono sdraiati i Sogni, mentre Morfeo vigila affinchè non sia fatto alcun rumore. Questo Dio riposa sempre e tiene nella mano destra un corno (simbolo dei sogni veri che mostrano le cose così come sono) e nella sinistra un dente di elefante (simbolo dei sogni falsi). Uno dei suoi ministri è Fobetore che fa apparire in sogno le bestie, l'altro è Fantaso che fa vedere gli oggetti inanimati. Il simbolo del sonno è la fiaccola capovolta, ed anche la lingua. Gli antichi, sembra, prima di andare a dormire, bruciavano lingue a Mercurio (Dio della parola) e bevevano del vino per fare in modo che durante il sonno la lingua riposasse.
