Glossario
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KUMARA (San.)
Un adolescente vergine, un giovane celibe. I primi Kumara erano i sette figli di Brahma, nati dalle membra del dio durante la cosiddetta nona creazione. Si afferma che quel nome fu ad essi dato in seguito al loro formale rifiuto di "procreare la propria specie", per cui , come vuole la leggenda, "restarono Yogi". Ma non è tutto così semplice, essendo i Kumara una delle figure più occulte, complesse, velate, di tutta la filosofia indù. Innanzitutto il nome. Qualcuno vuole che derivi da Kama (amore), uno dei primi Dei indù, l'equivalente del Logos, essendo nati per suo merito da Brahma. Altri, più letteralmente, lo fanno derivare da ku, difficile, e mara, mortale, ovvero "mortali con difficoltà", con evidente allusione alla più alta monade umana (uomo lunare). Poi il loro numero : quattro, sette, dieci, dodici. I Quattro sono : Sanaka, Sananda(na), Sanata(na), Sanat Kumara. Quando diventano i Sette Saggi Mistici, Divinità solari, ai Quattro si aggiungono Panchashikta, Kapila (Jata) e Ribhu (Vodhu o Borhu). Il loro misterioso capo, Kumara anche lui, è Karttikeya, il Capo delle Legioni Celesti, il Dio della guerra, equivalente del cristiano Michele. Ma allora i Kumara sono otto; potrebbero ridiventare sette se si tien conto del fatto che Kapila non dovrebbe essere un Kumara, ma il nome generico dei Kumara, o forse il capo dei Kumara segreti (che sono tre, e sommati ai sette in qualche modo palesati, portano i nostri vergini a dieci !). Anche la loro descrizione è tanto complicata da far pensare che si sia cercato in tutti i modi di sviare l'attenzione del ricercatore. I Kumara sono Dhyani, derivati immediatamente dal Principio Supremo, che ricompaiono nel periodo del Vaivasvata Manu, per il progresso dell'umanità. I primi quattro sono i Figli di Brahma, nati dalla sua mente, e sono exoterici. Gli altri tre sono segreti, esoterici, ma non si sà se precedono o seguono i quattro citati. La suddivisione tre-quattro-tre riporta inevitabilmente alla figura cabalistica dell'Albero dei Sephiroti, ma forse l'accostamento è troppo ardito. Essi sono degli adolescenti, puri ed innocenti, e tali sono rimasti per sempre. Nello Shaiva Purana vengono detti Yogi, senza desiderio e senza passione, ispirati da santa saggezza. D'altra parte, inizialmente si rifiutarono di creare e solo più tardi furono costretti a completare l'uomo divino, incarnandosi. E qui corre obbligo di paragonarli agli Angeli Ribelli dei cristiani, cui appartengono Michele e Gabriele, che si rifiutarono di creare l'uomo senza senno. Ci sembra che da tutto questo emerga un certo contrasto, ma tant'è! Poiché si dice abbiano contribuito a lavorare sugli uomini per farne esseri intellettuali, spiritualmente autocoscienti, qualcuno ha tentato un parallelo fra i Kumara exoterici, le divinità di Samotracia, ed i Cabiri Greci : Sanat Kumara = Axiero (il più vecchio) = Demetra Sananda = Axiocersa (femmina) = Persefone Sanaka = Axiocerso (il più giovane) = Pluto (o Ade) Sanata = Casmiol (il figlio) = Ermes (Cadmilo, Kasmiles, Kadmoa) Ma si possono fare paralleli anche con Dioscuri, Coribanti, Anacti, ecc. La creazione Kumara è la nona di Brahma, dalla quale essi emergono con gli Asura, i Rudra, i Pitri, come Forze e Fuochi correlativi. Essi nascono in tutte le epoche, ovvero si reincarnano ad ogni Manvantara. Sembra quasi un'operazione di filogenesi della creazione. Come tutti i Rudra, cui i Kumara appartengono, essi sono i più alti Deva in relazione all'intelletto. Sono quei Deva che, avendo acquisito con l'autosviluppo la natura quintupla, sono divenuti indipendenti dai puri Arupa Deva. E dai Kumara, o da un loro aspetto, o da un loro sviluppo, derivano i Marut. Ma ai Kumara si fa allusione anche come Razze umane; ed allora i primi quattro sono exoterici (già andati), il quinto è in atto (la nostra razza), gli altri due sono da venire e, quindi sono segreti, o esoterici. Il cambiar di colore dei Kumara alluderebbe al diverso colore degli esseri appartenenti alle varie Razze Radice. E non è finita. Secondo una certa versione, all'epoca della Lemuria, i Nati dall'Uovo erano i sette Dhyan Chohan (Agnishvatta Kumara) che si incarnarono nel Sette Eletti della Terza Razza. E sono anche in rapporto con i segni dello Zodiaco, in particolare esiste una relazione mistica con Makara. Ancora un collegamento strano, quello con Narada che, mentre rifiutava di procreare, conduceva gli uomini ad essere Dei (si allude al peccato originale ?). Nei Purana, i Kumara vengono continuamente confusi, sia sul piano astronomico che su quello fisiologico e mistico, con numerosi personaggi ed eventi. A questo punto non rimane che chiedersi : chi sono i Kumara ?
KUMARA GUHA
(San.) - Letteralmente, "il misterioso giovane vergine". Un appellativo dato a Karttikeya in considerazione della sua sorprendente origine.
KUMARABUDHI
(San.) - Un appellativo dato all'"Ego" umano.
KUMARBI
(Ori.) - Divinità Urrita ed Ittita che, nel pantheon di questi popoli, ha la posizione di Padre degli Dei. Ad esso fa capo un ciclo epico diviso in due parti : - Il Regno nel Cielo, dove si narra come la sovranità celeste passi da Alalu ad Anu e quindi a Kumarbi, che evira Anu a morsi. Questi suscitò in lui il dio della tempesta Teshup, che lo privò del regno ( Urano e Crono, Saturno e Giove, ecc.); - Il Canto di Ullikummi, dove si racconta come Kumarbi, per riconquistare il trono, creò il mostro Ullikummi, che venne sconfitto da Ea.
KUMB
-MELA (Ind.) - È la Festa del Calice, o Festa dell'Immortalità, che si celebra in India ogni dodici anni, al solstizio d'inverno, alla congiunzione del Gange col fiume Iamuna. Ha la durata di quattro giorni, durante i quali rappresentanti di tutte le caste, compresi gli intoccabili, si radunano in uno sterminato accampamento. Sono stati stimati anche più di quindici milioni di persone ! Durante la festa vengono iniziati i nuovi santoni, mentre si provvede ad adorare come santi i vecchi santoni, i quali vengono esposti come esseri eccezionali; la festa si conclude con il bagno comune : l'immersione nelle acque come momento supremo della ricerca della verità, nascosta nell'elemento primordiale.
KUMBHA
(San.) - Il nome dell'undicesimo segno dello Zodiaco indù equivalente all'Acquario, l'Uomo delle Acque.
KUMBHAKA
(San.) - La ritenzione del respiro, secondo le regole dell'Hatha Yoga.
KUMBHAKARNA
(San.) - Il fratello del Re Ravana di Lanka, il rapitore della moglie di Rama, Sita. Come descritto nel Ramayana, Kumbhakarna, per una maledizione di Brahma, dormì per sei mesi, poi, prima di addormentarsi di nuovo, rimase sveglio un giorno intero; e così di seguito, per diverse centinaia di anni. Fu risvegliato per farlo partecipare alla lotta fra Rama e Ravana, il demone catturato da Hanuman, ma alla fine anch'egli fu ucciso.
KUMUDA PATI
(San.) - Kumuda = ninfea bianca che si dice si apra al sorgere della luna, pati = signore. È il Signore del Loto, la Luna, la madre della Terra, nella sua regione di Soma loka.
KUNDALINI
(San.) - Letteralmente significa "forza circolare" ed è chiamata così perchè agisce all'interno del corpo umano a forma di spirale. È definita come un potere elettrico, ardente, occulto, Fohatico. Esistono tre centri di kundalini nei quali questa pura forza divina può agire : la testa, il cuore, il bacino; questi centri, nell'uomo normale, sono totalmente impregnati dalla sfera astrale terrestre. La testa è sotto l'influsso della luce astrale, il bacino è sotto l'influsso del karma, il cuore oscilla fra gli impulsi della testa e quelli animali provenienti dal bacino. Per uscire da una tale situazione vi è solo una via : far risalire la corrente di kundalini, attraverso il serpente di fuoco, fino alla testa. Questa via è sconosciuta ai più, ed esistono diversi sistemi yoga, ed anche exoterici, che spiegano metodi più o meno percorribili. Al termine di questo processo, si stabilizza una certa frequenza nell'essere umano ed appare la coscienza dei domini superiori della sfera, cosiddetta, riflettrice con le sue legioni di Dei e Maestri. Sarebbe molto facile fare dell'ironia e rendersi ridicoli, ma non è questo il nostro scopo. Nel profondo di una simile spiegazione esiste una verità assoluta, ma non è dato sapere quanti la raggiungono poiché vale la regola di sempre : chi arriva tace ! Esiste anche una scuola che parte dal cuore, attivando l'atomo-scintilla dello Spirito per portarlo nel santuario della testa. L'unità testa-cuore, allora, diventa la Luce della Gnosi e purifica i vari chakra, annientando il passato karmico.
