Glossario
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GATTO
(Occ.) - Animale sacro in quasi tutte le religioni, detestato solo dal Cristianesimo che nel medioevo lo associò alla stregoneria e ne provocò una strage. Gli Egiziani lo usavano per rappresentare la Luna, poiché esso vede nell'oscurità, le sue pupille si possono allargare fino alla circolarità e brillano nel buio della notte. Come la Luna è la veggente notturna in Cielo, così il gatto lo è sulla Terra. Il gatto era l'emblema naturale e l'ideogramma vivente del globo lunare. Il suo nome era mau, che significa "veggente", e deriva dal verbo mau=vedere. La luna, come gatto, era l'occhio del sole poiché ne riflette la luce, come l'occhio riflette nel suo specchio l'immagine. Gli Egiziani sembra immaginassero un grande gatto dietro al sole che del gatto era la pupilla. Sotto la forma della dea Pasht, il gatto veglia per il sole, tenendo sotto la zampa, fino a schiacciarla, la testa del serpente delle tenebre, suo eterno nemico. Come simbolo lunare, il gatto era consacrato ad Iside che, in un certo senso, era la luna. In Egitto il gatto era sacro anche a Sokhit. Il gatto era tenuto in grande considerazione nella città di Bubasti, che si metteva a lutto quando morivano i gatti sacri. In quella città, infatti, veniva adorata Iside in quanto Luna. Nella mitologia greca troviamo Diana che, per sfuggire allo inseguimento di Tifone, si nasconde nella Luna sotto forma di gatto. Gli occhi del gatto sembrano seguire le fasi lunari sia nella loro crescenza che nel loro declinare, e risplendono nel buio della notte, come le stelle. In occultismo, la posizione arrotolata del gatto che dorme è usata per scopi occulti e magnetici. Serve anche per regolare il fluido vitale. Exotericamente si dice che il gatto ha nove vite e, per il suo modo di comportarsi, è simbolo della falsità, della ladroneria, della litigiosità. Sono luoghi comuni che chiunque abbia avuto un gatto e si sia sforzato di capirlo, è in grado di smontare con relativa facilità. Il nome del gatto deriva dal latino cattus, che deriva dal greco kattos. In Irlanda è cat, in Svezia kat, in Siria gato, nell'antica Armenia catu. Felino sicuramente antichissimo, giunse in Europa forse al tempo dei Romani, proveniente dall'Egitto dove era molto venerato.
GAUB
(Ori.) - Presso i Boscimani è ritenuta una divinità malefica.
GAUDRY Albert
(Fr.) - St.Germain en Laye 1827, Parigi 1908. Paleontologo francese, preparato da lunghi viaggi ed esplorazioni nell'Europa orientale, in Egitto, in Siria, studiò a fondo gli animali fossili dei giacimenti di Pikermi, in Grecia, presso Maratona. Descrisse anche i fossili del Monte Luberon, in Provenza.
GAUNAB
(Ori.) - Presso gli Ottentotti era il Dio dei Morti. La leggenda narra che fu fratello e rivale di Tsui-Goab.
GAURAMUKHA
(San.) - "Faccia Bianca", il Purohita, o cappellano di famiglia, di Ugrasena, re di Mathura.
GAUTAMA
(San.) - Il principe di Kapilavastu, figlio di Sudhodana, re di un piccolo regno ai confini del Nepal, nato nel VII secolo a.C., ora chiamato il "Salvatore del Mondo". Gautama o Gotama era il nome sacerdotale della famiglia Sakya, e Siddharta era il nome di Buddha prima che diventasse un Buddha. Sakya Muni significa il Santo della famiglia Sakya. Nato come semplice mortale, si elevò allo stato Buddhico per merito personale e senza aiuto. Un uomo, in verità, più grande di qualsiasi dio!
GAUTEIVAN
(Col.) - Presso un'antica popolazione della Colombia questa dea era venerata quale progenitrice del mondo e del sole.
GAUTIER Armando
(Fr.) - Narbona 1837, Cannes 1920. Chimico francese, successore di Wurtz alla facoltà di medicina di Parigi fece ricerche assai importanti sugli albuminoidi, i tannini, diverse sostanze coloranti naturali, la fissazione dell'azoto nel terreno e la sua assunzione da parte delle piante. Insieme a Selmi è considerato uno dei pionieri nello studio delle Ptomaine.
GAYA
(San.) - Un'antica città di Magadha, un pò a nord-ovest della moderna Gayah. È qui che Sakyamuni raggiunse il suo stato Buddhici, sotto il famoso albero Bodhi, Bodhidruma.
GAYATRI
(San.) - Anche Savitri. È un verso molto sacro del Rig-Veda che i Brahmani debbono ripetere mentalmente ogni mattina ed ogni sera durante le loro devozioni.
