Glossario
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IGNORANZA
(Mit.) - È ritenuta da tutte le religioni la condizione umana peggiore. Viene personificata in una figura con un dado di piombo in testa. Nella Bibbia si adopera il pipistrello, perchè lo si ritiene privo di ogni lume, in quanto non sopporta la luce e vive di notte. Ma anche la benda viene usata come simbolo di ignoranza, perchè copre gli occhi, ed il fumo, come caligine che copre la luce del sapere.
IETTATURA
(Occ.) - Influsso malefico che la superstizione popolare crede possa essere esercitato da persone o cose. La credenza nel potere nefasto degli occhi è largamente diffusa fra i popoli; talvolta si crede di riconoscere gli occhi nocivi da qualche loro anormalità. Per prevenire la iettatura, quanti vi credono ricorrono a scongiuri o ad amuleti. È importante sottolineare il fatto che questo influsso maligno non è necessariamente frutto di una volontà malefica, ma viene esercitato dalle persone portatrici con la loro sola presenza.
MISTERI
- I teletai greci, o compimenti, celebrazioni della iniziazione, o Misteri. Erano riti, generalmente tenuti segreti al profano ed al non iniziato, durante i quali venivano insegnati, con rappresentazioni drammatiche ed altri metodi, l'origine delle cose, la natura dello spirito umano, la sua relazione con il corpo, il metodo della sua purificazione e della sua reintegrazione alla vita superiore. La scienza fisica, la medicina, le leggi della musica, della divinazione, erano tutte insegnate alla stessa maniera. Il giuramento di Ippocrate altro non era che un obbligo mistico. Ippocrate era un sacerdote di Asclepio, di cui modificò alcuni scritti onde poterli rendere pubblici. Gli Asclepiadi erano iniziati al culto del serpente Esculapio come le Baccanti lo erano a quello di Dioniso; alla fine, entrambi i riti vennero incorporati nei Misteri di Eleusi. I Misteri Sacri erano rappresentati negli antichi Templi dagli Ierofanti iniziati per il profitto e l'istruzione dei candidati. I Misteri più solenni ed occulti erano certamente quelli che venivano rappresentati in Egitto dalla "banda dei guardiani segreti", come Mr. Bonwick chiama gli Ierofanti. Maurice descrive la loro natura con poche righe molto incisive. Parlando dei Misteri rappresentati a Philae (l'isola del Nilo), dice che "era in queste oscure caverne che i grandi e mistici arcani della dea (Iside) venivano svelati allo aspirante in adorazione, mentre il solenne inno dell'Iniziazione risuonava attraverso la grande estensione di questi recessi di pietra". La parola "misteri" è derivata dal greco muo, "chiudere la bocca", ed ogni simbolo connesso con essi aveva un significato nascosto. Come affermano Platone e molti altri saggi dell'antichità, i Misteri erano altamente religiosi, morali e benefici in quanto erano una scuola di etica. I misteri Greci, quelli di Cerere e di Bacco, erano solo imitazioni di quelli Egiziani; e lo autore di Egyptian Belief and Modern Thought ci informa che la nostra "parola cappella o chapel deriva da Caph-El, o il collegio di El, la divinità Solare". I ben noti Kabiri sono collegati ai Misteri. In breve, in ogni paese i Misteri erano una serie di rappresentazioni drammatiche, nelle quali i segreti della cosmogonia e della natura, in generale, erano personificati dai sacerdoti e dai neofiti che rappresentavano la parte dei vari dei e dee, ripetendo scene immaginarie (allegoriche) delle loro rispettive vite. Queste erano spiegate al candidato all'iniziazione nel loro significato nascosto, ed incorporate nelle dottrine filosofiche. I misteri erano formazioni religiose particolari, diverse dalla religione pubblica, sia come partecipazione che come culto. Il loro patrimonio sacrale era destinato alla fruizione del singolo individuo. Se ne conoscono moltissimi, per la maggior parte con aree etniche ben delimitate. Ne citiamo alcuni : gli Eleusini di Demetra e Cora, dei Cabiri a Samotracia, di Agre in Attica, di Andania in Messenia, di Licosura in Arcadia, di Zeus Ideo a Creta di Ecate ad Egina, di Dioniso in varie località della Grecia, sfociati poi nell'Orfismo, di Attis in Frigia, di Mitra in Persia di Iside ed Osiride in Egitto, e molti altri minori. Fra i vari misteri si possono ritrovare interessanti analogie. Innanzitutto il segreto iniziatico che vincola l'iniziato al silenzio, la cui trasgressione poteva portare anche a morte. Le fasi preliminari di purificazione cui l'iniziando doveva sottostare prima della cerimonia vera e propria. L'iniziazione per gradi, con accesso allo stadio superiore solo dopo aver superato quello precedente. Il riferimento costante all'agricoltura, con il parallelismo con le vicende naturali di morte e rinnovamento. L'impiego di un pronunciato simbolismo sessuale, l'uso di maschere e travestimenti, l'esecuzione di danze e pantomine. Nel quadro d'insieme, i culti misterici del mondo antico, soprattutto in età ellenistico-romana, si presentano come formazioni soteriologiche ispirate da un concetto di "salvezza" analogo a quello proprio delle grandi religioni e della mistica tradizionale, sia orientale che occidentale; essi avevano la tendenza a trovare il contatto con l'assoluto, al di fuori ed al di sopra della realtà mondana e naturale. Nella teologia cattolica, il mistero è una verità soprannaturale che non può essere conosciuta mediante le forze della intelligenza umana o creata, la cui esistenza è tuttavia comunicata all'uomo per mezzo della rivelazione divina e proposta da credersi come oggetto di fede. La credibilità del mistero si fonda sull'autorità di Dio rivelante. Cosa dice la Teosofia sui Misteri ? Lasciamo la parola ad H.P.B. che, nel VII volume della Dottrina Segreta (Edizione della Società Teosofica Italiana), dedica ad essi la Sezione XXVIII. I Misteri furono impartiti agli Eletti della Quarta Razza Radice. Nelle Opere Segrete, la loro istituzione è attribuita ai Re iniziati delle dinastie divine. Quando l'umanità cadde nelle esagerazioni e nelle superstizioni, fu necessario limitare "coloro che sapevano", ed allora nacque l'Iniziazione. Ogni paese provvide ad un sistema religioso proprio, secondo la sua illuminazione e le sue necessità. Furono creati dei veli attorno alle verità in modo da proteggerle da sguardi indiscreti, e ciò condusse ai Misteri. A protezione della ristretta cerchia degli iniziati che operava all'interno dei santuari, si permetteva che al di fuori crescesse e proliferasse una marea di culti exoterici. L'osservazione logica e scientifica della Natura era la sola che poteva portare l'uomo alla conoscenza delle verità eterne, poiché le meraviglie dello Spirito di Verità, Divinità sempre celata ed inaccessibile, possono essere decifrate ed assimilate solo attraverso le sue manifestazioni, condotte dagli Dei secondari, le sue Forze Agenti. La molteplice azione della Causa Una può essere scorta solo attraverso i suoi effetti nella Natura. Quando sacerdoti senza scrupolo pretesero di sfruttare la credulità delle masse, la conoscenza delle verità primordiali rimase interamente nelle mani degli Iniziati. Più tardi gli Iniziati trasmisero la loro conoscenza ai Re umani, che erano in grado non solo di amministrare i loro sudditi ma anche di assisterli, guarirli, aiutarli. La medicina fu uno dei primi aspetti visibili dei poteri di questi Iniziati e pervenne all'Occidente attraverso i Re di Egitto mediante i geroglifici, registrazioni permanenti per conservare e commemorare i loro segreti. L'Iniziazione era la Scienza delle Scienze : esteriormente era una scuola nella quale si insegnavano tutte le arti mentre all'interno si davano le prove pratiche che permettevano di catturare i segreti dei fenomeni cosmici. Questi nobili precetti si trasmisero poi dappertutto, sempre in un ambito limitato riservato a possenti geni, i cui nomi sono ancor oggi ritenuti vanto dell'intera umanità. Il resto è storia molto vicina a noi anche se ancora quasi del tutto sconosciuta. Negli antichi Misteri non si andava per apprendere, ma per raggiungere, attraverso una impressione profonda, una esperienza sacra. Gli antichi, nel loro Kiriale, avevano sette Dei principali dei Misteri, il cui capo era exotericamente il Sole visibile, l'ottavo Dio, mentre esotericamente era il Secondo Logos. Questi Dei erano i Reggenti dei sette pianeti principali ed erano collegati con i segni zodiacali. Nel Rig Veda, Soma è il Dio dei Misteri e presiede alla natura mistica ed occulta sia dell'uomo che dell'universo. Nel Libro dei Morti egizio, i due occhi che si trovano al di sopra del serpente sono gli occhi di Ammon, il celato "dio del mistero". I Misteri, durante le loro procedure, usavano un linguaggio simbolico.
MEDEA
(Gr.) - Famosa maga che Esiodo dice figlia di Eeta e di Idiia. Con i suoi incantesimi aiutò Giasone a rapire il vello d'oro e con lui ritornò in Occidente. Inseguiti dai soldati inviati da Eeta, Medea li fermò gettando i brandelli del fratello che aveva portato con sè ed ucciso. Giunti in Tessaglia ringiovanì Esone, padre di Giasone, e con un inganno fece uccidere Pelia dalle figlie. Il popolo si ribellò e costrinse Giasone e Medea a fuggire a Corinto, da Creonte. Dopo dieci anni di quieta convivenza, Giasone si innamorò di Glauce, figlia di Creonte, e ripudiò la moglie. Medea, prima di fuggire ad Atene, uccise i due figli di Giasone sotto i suoi occhi. La fuga avvenne su un carro alato tirato da due draghi.
MAGNETISMO Animale
- Fluido che si sprigiona dagli organismi animali, uomo compreso, che si può dirigere con le mani e che avrebbe virtù terapeutiche. Mentre la scienza ufficiale lo chiama un agente "ipotetico" e respinge totalmente la sua esistenza, un numero infinito di nazioni Asiatiche antiche e moderne, Occultisti, Teosofi, Spiritualisti e Mistici di ogni genere e tipo, affermano che il magnetismo è un fatto assolutamente accertato. Il magnetismo animale è un fluido, una emanazione. Alcune persone possono emetterlo per scopi curativi attraverso gli occhi e le punte delle dita, mentre tutto il resto delle creature, uomini, animali e qualsiasi oggetto inanimato, lo emanano sia come aura sia come luce variabile, e questo avviene consapevoli o no che lo siano. Quando agisce su un paziente mediante contatto o per mezzo della volontà di un operatore, si chiama "Mesmerismo".
LUCIFERO
(Lat.) - Il Primo Arcangelo, sorto dalla profondità del Caos, colui che portava la luce, fu chiamato Lux-fero, il Luminoso Figlio del Mattino (dell'Universo), l'Aurora Manvantarica. Molto tempo dopo apparve Jehovah che, però, fu assunto dalla Chiesa come superiore a Lucifero; pertanto bisognava degradare quest'ultimo, e lo fece diventare Satana. E l'operazione continua ancor oggi, quando lo si identifica in senso spregiativo con Venere, interpretando in modo errato il più luminoso dei pianeti, il precursore dell'alba e del crepuscolo. Pitagora chiama Venere "l'altro Sole", mentre i Cabalisti pongono Lucifero-Venere come terzo dei Sette Palazzi del Sole. E siccome Venere viene associata all'egizia Iside, che ha le corna (o meglio, il crescente di luna), anche Lucifero-Venere ha le corna. Non solo si copia, ma si copia anche male ! Lucifero ' l'indù Ushanas, che a sua volta è anche Venere. Esso è la stella del mattino, l'Angelo della Luce, il Portatore di Luce e di Vita. È lo Spirito dell'Illuminazione intellettuale e della libertà di pensiero. L'allegoria del fuoco di Prometeo è un'altra versione della ribellione dell'orgoglioso Lucifero, precipitato nell'abisso senza fondo, ovvero mandato ad incarnarsi sulla Terra. Il suo equivalente indù, Mahasura, capeggiò gli Asura contro Brahma e per questo Shiva lo precipitò nel Patala, che poi è l'America. Il Diavolo è un peccatore che si pente ed attraverso la devozione dell'adeptato torna al suo Dio. Solo la Chiesa Cattolica poteva metterlo nell'eterna dannazione ! Jehovah aveva creato un uomo ebete, automa senza mente; fu Lucifero ad aprirgli gli occhi sussurrandogli : "il giorno che ne mangerete sarete come gli Elohim e conoscerete il bene ed il male". È lui il vero salvatore dell'uomo, che altrimenti dormirebbe ancora il suo sonno eterno, ed è anche il giusto avversario di un Jeohvah sicuramente cattivo (basta leggere le sue imprecazioni nella Bibbia). Lucifero è il messaggero sempre amante l'Angelo, il Serafino, il Cherubino che sapeva bene ed amava meglio, colui che ha conferito all'uomo l'Immortalità spirituale al posto di quella fisica (che è una immortalità statica). Lucifero è l'Energia attiva dell'universo, il fuoco, la luce, la lotta, lo sforzo, il pensiero, la coscienza, il progresso, la civiltà, la libertà, l'indipendenza. È dolore come reazione al piacere dell'azione, è morte come rivoluzione di vita. Egli è il Sole, la Fonte di vita del nostro Sistema, in cui gli esseri si disintegrano e resuscitano, si purificano in una catarsi attiva, invece di rimanere congelati in statue di ghiaccio. E troviamo Lucifero anche nella mitologia scandinava; esso è Loki, o Loke, o Logi, dio della luce e del fuoco, ovvero di ciò che dà la vita e la distrugge. Ma Loki è un dio benefico, generoso e potente, principe degli Dei, e non del male, come è stato costruito il Satana cristiano. Lucifero è la Luce Astrale, la forza del creato, la luce che vivifica ed uccide. È luce divina e terrestre, Spirito Santo e Satana, Causa ed Effetto della Vita e della Morte universali. Verbo e Lucifero sono la stessa cosa e sotto il loro aspetto doppio sono ciò che S.Paolo chiama il Principe dell'Aria, non un Dio di questo periodo, ma un principio eterno. Si legga Apocalisse (XXII, 16) : "Io Gesù, ho mandato il mio angelo a rendervi testimonianza di queste cose per le congregazioni. Io sono la radice e la progenie di Davide, la luminosa stella del mattino". Questo nome dette fastidio ad uno dei primi Papi di Roma; e nel quarto secolo ci fu anche una setta Cristiana che fu chiamata Luciferiana. Ma tutto nasce dal fatto che ci voleva un diavolo per giustificare la presenza di un salvatore e per ottenere ciò non si è badato a nulla. È stato un vero "peccato" !
GHOCHA
(San.) - Letteralmente, "la Voce miracolosa". Il nome di un grande Arhat, l'autore dell'Abhidharmamrita Shastra, che ridette la vista ad un uomo cieco, ungendo i suoi occhi con le lagrime dell'uditorio commosso dalla sua (di Ghocha) eloquenza soprannaturale.
MULUK
-TAOOS (Ar.) - Da Maluh, "Legislatore". Una forma più recente di Moloch, Melek, Malayak e Malachim, "messaggeri", angeli. È la divinità adorata dagli Yezidi, una setta Persiana, chiamata gentilmente dalla teologia Cristiana "adoratori del diavolo" sotto forma di pavone. Il Signore "Pavone" non è Satana, nè il diavolo; è semplicemente il simbolo della Saggezza dai cento occhi; è l'uccello di Saraswati, dea della Saggezza, di Karttikeya, il Kumara, Vergine celibe dei Misteri di Giunone e di tutti gli altri dei e dee connessi con la conoscenza esoterica.
LUCIA
(Rel.) - È la santa vergine e martire cui furono strappati gli occhi, motivo per cui è considerata la protettrice della vista. Ma il nome deriva certamente dal latino "lux", con evidente significato di "luminosa, splendente". Molto bella la dissertazione su questo nome fatta da Hargrave Jennings nella sua opera "I Rosacroce". Nel capitolo VIII, egli esamina l'origine del Fiordaliso, un famoso simbolo araldico francese, e lo collega con Luces, Lucies, Lucifera : tutti termini che, oltre a derivare dal latino "lux", sono fortemente correlati con la luminosità, anche sotto il profilo spirituale. Lux, Lucy, Lucia è la derivazione più semplice; ma "lilies" significa anche "scarabs", ed allora ecco un collegamento con un animale che era sacro per gli Egizi, lo scarabeo. Ed il fiordaliso ha anche qualche affinità con il Loto, la rosa d'acqua. E Lucis vale 666, il numero della Bestia dell'Apocalisse. Basta ! Si va troppo lontano.
LARVA
(Lat.) - L'anima animale. Le larve sono le ombre degli uomini che hanno vissuto e sono morti. Le Larvae erano spiriti errabondi dei morti, che in vita erano stati malvagi e che erano stati colpiti da morte improvvisa, quale un'esecuzione. Apuleio le considera una categoria particolare di Lemuri. Esse emergono improvvisamente a terrorizzare i viventi, indipendentemente da qualsiasi regola festivo-religiosa. Le loro vittime subiscono gravi danni psichici, fino alla follia. Talvolta, con questo termine, si indica uno spettro, un fantasma, un'ombra. Svetonio racconta che Caligola, assassinato, errò per lungo tempo sotto forma di larva nel suo palazzo. Per placare questi spiriti malevoli si richiedevano libazioni e sacrifici espiatori. Le Larve venivano rappresentate sotto forma di scheletri o di vecchi con lunga barba, capelli rasi, occhi incavati e qualche volta con un gufo in mano. Presso alcuni popoli antichi era consuetudine introdurre nei loro banchetti uno scheletro artificiale che chiamavano Larva. Esso serviva a ricordare l'incertezza e la brevità della vita ed era quindi un invito a ricavare dall'ora presente il massimo godimento. Tale uso era certamente presente fra gli Egiziani, i Greci ed i Romani.
