Glossario
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KARANA
(San.) - La Prima Causa (metafisicamente), La Causa Eterna, il Movimento cosmico incessante ed eterno, la Forza che agisce incessantemente. Causa senza causa di tutte le cause. È un termine che deriva dalla radice kri che significa "fare, agire"; da quì il significato di azione, causa. Viene usata molto spesso in composizione con altre parole. In casi particolari può acquistare il significato di organo delle facoltà sensibili.
ISOLA BIANCA
(Occ.) - Le isole dell'Atlantide che, dopo il peccato, divennero nere. È un nome simboliche che si riferisce all Shveta-dvipa della teogonia, oppure a Shaka-dvipa (Atlantide) dei primi tempi, o ad Atala. Ma Shveta-dvipa è la dimora di Vishnu, mentre Atala è un inferno (a parere di Wilford), il che dimostra la grande difficoltà che si incontra quando si cerca di interpretare gli scritti indù. I Purana vanno letti non solo geograficamente, ma anche, o soprattutto, metafisicamente. L'isola bianca è l'unica località che sfugge al fato generale delle altre Dvipa (isole); essa non può essere distrutta nè dal fuoco, nè dall'acqua, perchè è la "Terra Eterna".
PRIMO PUNTO
- Metafisicamente è il primo punto della manifestazione, il germe della primordiale differenziazione, o il punto all'interno del Cerchio, "il cui centro è ovunque e la circonferenza in nessun luogo". Il Punto è il Logos.
PURUSHOTTAMA
(San.) - Letteralmente, "il meglio dell'uomo"; metafisicamente, comunque, è lo spirito, l'Anima Suprema dello universo; un appellativo di Vishnu. Kapila, lo Spirito Infinito.
SOLE
(Eso.) - La stella più vicina alla Terra, attorno al quale ruota un sistema di pianeti e satelliti detto Sistema Solare, che dal Sole riceve l'Energia e, quindi la Vita. Cominciamo con le notizie che ci vengono fornite dalla scienza ufficiale. Il Sole è una stella di classe spettrale G2, giace sul piano equatoriale della Via Lattea, è distante 32.600 anni luce dal nucleo della galassia, ed ha la stessa composizione chimica e le stesse proprietà cinematiche delle stelle che fanno parte della galassia stessa. La sua età è stimata in 5-10 miliardi di anni solari, ha un diametro di 1.394.000 chilometri (109 volte quello della Terra), ha un volume mille volte maggiore di quello del nostro pianeta, una massa centomila volte superiore, una gravità 28 volte maggiore, un debole campo magnetico. Dista dalla Terra circa 150 milioni di chilometri e la sua luce impiega otto minuti per giungere a noi. La temperatura superficiale del Sole è stimata in quasi 6000 gradi Celsius. La struttura del Sole, secondo gli scienziati, è costituita da un nucleo molto brillante e bianco, una zona intermedia che tende al giallo, una zona convettiva seguita dalla fotosfera (i cui gas assorbono gran parte delle radiazioni provenienti dallo interno, poi la cromosfera (regione dinamica di transizione, molto sottile) ed, infine, la corona (trasparente in luce bianca, opaca in corrispondenza delle linee spettrali), che si estende per milioni di chilometri oltre il globo solare, al di là della quale si proiettano le macchie solari, enormi eruzioni di energia talvolta visibili ad occhio nudo. Il Sole irradia energia sotto forma di radiazioni elettromagnetiche e corpuscolari. La radioemissione solare copre tutta la gamma delle frequenze, anche se solo quelle più elevate riescono a sfuggire ai gas solari della fotosfera. L'energia del Sole deriverebbe dalla trasformazione nucleare di idrogeno in elio. Si tratta di un processo di fusione nucleare che provoca una grande spinta di gas verso l'esterno; ma la forza di gravità li attira verso l'interno, per cui si crea una specie di equilibrio che conferisce al Sole la sua stabilità. Il Sole è animato da un moto di rotazione, il cui periodo è di 26 giorni all'equatore e di 37 giorni ai poli; il periodo osservato dalla Terra è di 27 giorni all'equatore e 41 giorni ai poli. Nella misura astronomica del tempo, allo scopo di ottenere un "moto regolare" del Sole sull'eclittica, si definisce il "Sole fittizio" ed il "Sole medio". Il primo è un Sole ideale che, partendo dal perigeo assieme al Sole vero, descrive l'eclittica con velocità angolare costante e ritorna al perigeo assieme al Sole vero (anno anomalistico); il secondo è un Sole ideale che, partendo dal punto equinoziale di primavera, insieme al Sole fittizio, descrive lo equatore celeste con moto uniforme, ritornando allo stesso punto equinoziale assieme al Sole fittizio (anno tropico). Il Sole è stato oggetto di culto e di studio fin dalla più remota antichità. I Cinesi erano in grado di prevedere le eclissi già quattromila anni fa; Caldei e Babilonesi conoscevano molti aspetti del moto e della periodicità solare; Talete previde con grande esattezza un eclisse nel 585 a.C.; Anassagora, nel 434 a.C., fece i primi calcoli per stabilire la distanza del Sole dalla Terra e la dimensione del globo solare: i suoi dati non si discostano molto da quelli ottenuti oggi mediante sofisticati strumenti; per non parlare delle conoscenze indù di cui poco o nulla sappiamo, ma che è certamente vasta anche per il grande periodo di tempo coperto dalle loro osservazioni (oltre 70.000 anni). Secondo Max Muller e la sua scuola di mitologia comparata, tutte le divinità più importanti delle religioni antiche, sotto le loro apparenze antropomorfe e teriomorfe, altro non sono che il Sole; i miti di queste religioni, poi, rispecchiano le vicende giornaliere ed annuali del sole. Contro l'unilateralità di questa interpretazione, vi sono tendenze che contrappongono la mitologia lunare, la cui periodicità nulla ha da invidiare a quella solare, anzi è più dettagliata e più vicina ad una lettura di tipo terrestre. Nelle religioni, il Sole non è l'astro visibile o non solo esso, bensì le esperienze legate alla sua luminosità, calore, periodicità, ecc. che tanto strettamente sono legate alla vita, alla fecondità, alla sopravvivenza di tutte le forme. Sol, Helios, Surya, Shamash, Ra, sono l'occhio del cielo, l'organo visivo del Dio supremo, onniveggente ed onnisciente, che in tal modo controlla il comportamento umano e ne punisce le trasgressioni. Ogni Dio solare è onnisciente per eccellenza ed occupa un posto centrale in tutte le cosmogonie, spesso rappresentando un fattor comune alla base di diverse religiosità. La posizione dominatrice e l'unicità del Sole si prestano a modella della sovranità umana; Il Soe appare spesso come primo Re, oppure è il re che si carica di aspetti solari, quando non ne prende direttamente il nome. Il Sole non è per tutti maschile e non lo è stato sempre nel tempo; in Giappone, ad esempio, la dea Amaterasu, che rappresenta il Sole, è una divinità femminile. Le grandi religioni monoteistiche non danno molto risalto al sole; la cristianità, ad esempio, vede in Cristo un aspetto solare, lo fa nascere nel solstizio d'inverno, ma non esalta particolarmente questa similitudine. Dante colloca il cielo del Sole nel quarto ciclo del sistema Tolemaico, e vi incontra gli spiriti sapienti. Molte "manzie" adoperano il sole per le loro procedure. E passiamo ora a ciò che il Sole rappresenta in campo esoterico; essendo i dati estratti da opere diverse, la loro citazione risulterà non organica. Volutamente lasciamo al lettore il suo riordino: sarà un buona occasione per riflettere su di essi. "Otto figli nacquero dal corpo di Aditi, che si avvicinò con sette e respinse l'ottavo", così recita un testo indù. I sette accettati sono i pianeti sacri, quelli che all'epoca erano conosciuti dicono gli esperti di oggi, mentre l'ottavo è Martana o il Sole. Esso è l'Uno respinto dal sistema, ossia verso il quale agiscono le due forze di attrazione e di repulsione (centrifuga e centripeta), la stella centrale che, rispetto ai pianeti, è immota, gira solo sul proprio asse e regola il tempo e la misura. Surya è il figlio reietto, il riflesso del Sole spirituale centrale. Nei Veda è chiamato "Oka Chaksnuh", l'Occhio del Mondo, il cui carro è trascinato da sette cavalli, o da un cavallo con sette teste. Sempre considerando il solo sistema solare, possiamo dire che la prima condensazione della materia ebbe luogo certamente attorno al nucleo centrale, il Sole; allorché la massa rotante si contrasse, il Sole fu il primo a staccarsi, divenendo così il più luminoso degli otto, il fratello maggiore e non il padre. Per gli Egizi Osiride era il Sole, i Parsi lo adoravano come un Dio, i cristiani adombrarono una identità Cristo-Sole, che oggi sembra del tutto dimenticata. Il Sole è il datore di Vita, il fecondatore della Terra, il figlio di una Dea lunare, vergine madre dal duplice aspetto: divino ed infernale. Le lingue di fuoco dello Spirito Santo sono l'alito di Padre-Sole (padre della umanità) che discende su Mara, Maria, il mare. Secondo il Commentario di Manu, il Sole è il cuore del mondo (o Sistema) solare ed il suo cervello è nascosto dietro il sole visibile. Questi è il riflesso del Sole reale, una "finestra tagliata nel reale" palazzo del Sole vero. Il Sole è per il sistema solare quello che il cuore è per il corpo umano, le sue pulsazioni sono periodiche e ben note a tutti gli astronomi. Lo Universo, infatti, come il corpo umano, ha un respiro, un battito cardiaco, un'intelligenza. Il respiro del nostro pianeta è descritto molto bene da Wachsmuth nella sua opera sulle Forze plasmatrici eteriche. Contrariamente a quanto viene insegnato dalla cultura ufficiale, il Sole non è solido, nè incandescente, ed anche se è splendente tuttavia non è ardente. Gli effetti che noi avvertiamo sulla Terra non sono caratteristiche solari, ma solo trasformazioni della sua attività che permettono la vita sul nostro pianeta; l'azione diretta del sole, infatti, cancellerebbe ogni forma di vita. Per avere un'idea di come il Sole possa essere freddo ed emettere radiazioni che diventano calde, basta pensare alle radiazioni che provengono dai corpi naturalmente radioattivi. L'uomo mortale è colpito dal più basso dei sette raggi di Padre-Sole e quando quest'uomo, attraverso uno sforzo di volontà verso la purificazione tende all'unità con il Sè divino, questo raggio si spezza e l'entità umana viene illuminata da raggio successivo che, spiritualmente, è più elevato. L'entità umana, attratta sempre più verso l'alto, spezza il nuovo raggio e passa nel successivo e così via finchè l'Uomo interiore si eleva al Raggio Supremo, il settimo, oltre al quale si raggiunge la sede della Divinità Invisibile. Il Sole visibile, exotericamente, è il Capo dei Sette Misteri principali degli antichi iniziati; esotericamente è il Demiurgo, il Messia, il Christos, l'Unto dal Grande Respiro. Bisogna, quindi, stare molto attenti a non confondere il Sole visibile, che agisce nel sistema solare, con il Sole invisibile, che è il Sole spirituale, e dà la Vita a tutto il Cosmo. Il Sole ed i sette pianeti principali (ricordiamo che due di essi, Sole e Luna stanno per altri due pianeti segreti) sono la potenza visibile ed attiva equivalente al Logos invisibile ed alle sue sette gerarchie. L'Occhio di Osiride degli Egizi era il Primo Nato, il Logos la Luce manifestata al mondo, la Mente e l'Intelletto dell'occulto. È solo mediante il settuplice raggio di questa luce che lo uomo può diventare conscio del Logos attraverso il Demiurgo, secondo il processo di evoluzione spirituale prima descritto. Per tale motivo gli Indù dicono che Vishnu supera le sette regioni dell'Universo in tre passi, diventando il Sole, simbolo visibile della Divinità impersonale. Per i Greci, il Sole era Apollo, simbolo del Fuoco della Vita, mentre i gemelli Castore e Polluce erano la Luna ed il Sole, dal momento che quando uno tramonta l'altro sorge e viceversa. Quando Polluce tramonta e scende sottoterra, Castore viene alla vita e dura tutta la notte; all'alba i ruoli si invertono di nuovo. Polluce è il Sole, Castore la Luna, il sole più debole, che vive per merito di Polluce. Vediamo in questo esempio uno dei tanti miti di gemelli antagonisti, di eroi culturali, di parallelismi di vario tipo o di contrapposizioni tipo morte-rinascita, che, in modo evidente, sono collegati ad eventi cosmici: i cicli del Sole e della Luna. Per gli Gnostici, Sophia (la Sapienza) ha sette figli; sono i sette figli di Aditi (la Sapienza universale degli Indù). Per gli Indù l'ottavo è Martanda, per gli Gnostici è Agathodaemon, l'Angelo Buono, il Christos, il Sole. Secondo Mizra Murad Ali Beg il Sole è la fonte di vita del nostro sistema solare e, come Origine del Principio attivo della nostra Terra è, insieme, la Dimora e la Sorgente del Satana terrestre. Il Sole è l'indù Agni, Dio del Fuoco, lo gnostico Michele, l'Angelo del Fuoco, il greco Apollo, dio solare, detto Helios (il Sole), Phoibos, (la Luce della Vita e del Mondo), che sorge dalla coppa dalle ali d'oro (Il Sole). Set che uccide Osiride è la notte che copre il giorno, le tenebre che prendono il posto della luce. Vishnu incarnato diventa il Sole, Krishna, un dio solare; Mitra era il Sole, chiamato anche Sabasio in qualche monumento antico. Bacco era il Dioniso solare, il Salvatore dell'uomo; a Babilonia, Merodach era il Dio Sole. Per gli Gnostici, Chnoumis era il Sole dell'Universo, il 700, l'unico che può risolvere il mistero di Gesù, il cui numero è 888; questo era il mistero dell'Agathodaemon. Il più potente e grandioso ciclo nel cielo del nostro sistema solare è quello del Sole, sulla Terra è la reincarnazione dell'uomo. La leggenda che vuole Fetonte aver fatto deviare il corso del Sole per imparare le verità nascoste e Giosuè fermare il corso del Sole, trova spiegazione nella mitologia nordica che spiega come ci sia stata un'epoca in cui il Sole sorgeva a Sud e la zona glaciale era ad Est. I novanta gradi di spostamento si spiegano con la diversa inclinazione dell'asse terrestre che ha modificato il clima più volte sul nostro pianeta. Un'allegoria nordica, dal significato sia cosmico che astronomico, fa riferimento ad un Dio iperboreo, che è il Sole personificato, il quale durante l'anno siderale (25.868 anni solari) modifica più volte il clima sulla superficie terrestre, facendo fredde le regioni tropicale a calde quelle polari. L'eccidio dei figli di Niobe ad opera di Apollo e Diana (il Sole e la Luna), è un cambiamento dell'asse della Terra, con conseguenti diluvi e cataclismi vari. Le lagrime incessanti di Niobe formano le acque che sommergono Atlantide. Gli Indù consideravano il sorgere del Sole come l'Anima degli Dei mandata ogni giorno a manifestarsi agli uomini; siccome il coccodrillo usciva dall'acqua al primo raggio di sole, gli Egizi lo consideravano un devoto del fuoco solare e, come tale, la personificazione del Fuoco. E da ciò deriva il fatto che, quando Osiride entra nell'Amenti (il Sole al tramonto), i Coccodrilli sacri si immergono nell'abisso delle Acque primordiali (gli animali si gettano nel fiume Nilo). Osiride ed Iside sono metafisicamente il Fuoco e l'Acqua, fisicamente il Sole ed il Nilo. Il nome latino del Sole deriva da "solus", l'uno solo, lo unico Dio, quello che Paolo chiama "lo sconosciuto". Ovidio, dopo aver descritto la casa del Sole, dice: "Il Sole vestito e velato di porpora siede su un seggio di smeraldi, sui cui lati sono rappresentate le stagioni, ed attorno ai quali stanno gli Anni, i Mesi, i Giorni, le Ore. Il suo carro è tirato da quattro cavalli: il rosso Piroo (l'aurora), il bianco Eoos (il sole già sorto) l'arancione Etone (il sole a mezzogiorno), lo scuro Flegone (il sole al tramonto); le sua quattro ruote sono le stagioni. Il poeta africano Martiano, dopo aver fatto una bella descrizione del Sole dice: "Porta in mano una lira a sette corde", con allusione ai sette pianeti, ed anche ai sette raggi mistici. Astrologicamente, il Sole è il maestro del Leone ed è rappresentato da un cerchio con un punto al centro. Esso significa parecchie cose: il caos (disordine) che si trasforma in cosmo (ordine), il limite che separa il finito dall'infinito, la capacità del punto di espandersi in un cerchio, la possibilità di raggiungere la circonferenza dal centro attraverso infiniti raggi, ecc. Il Sole, fratello di Selene (la Luna), è figlio di Iperione e di Teia, è padrone dell'isola di Rodi dove, con la ninfa Roda genera numerosissimi figli. Nella mitologia nordica, il gigante Mundilfari ha due figli, Suuna (il Sole), femmina, e Mani (la Luna), maschio. Il padre, orgoglioso, li paragona agli Dei e questi, adirati glieli sottraggono e li pongono in cielo. Da allora i due si inseguono senza posa! Il Sole illumina l'uomo fisicamente e spiritualmente; chi acquista l'illuminazione, secondo i Veda, ha per occhio il Sole.
TRE PASSI
(Ind.) - Dizione allegorica del movimento dall'immanifestato al manifestato, attribuiti a Vishnu nella filosofia indù. Metafisicamente essi sono: 1)
EPISTEMOLOGIA
(Fil.) - Dal greco episteme (scienza) e logos (discorso), indica quella branca della teoria generale della conoscenza che si occupa di problemi quali i fondamenti, la natura, i limiti e le condizioni di validità del sapere scientifico, tanto delle scienze cosiddette esatte che di quelle empiriche. L'epistemologia è lo studio dei criteri generali che permettono di distinguere i giudizi di tipo scientifico da quelli di opinione, tipici delle costruzioni metafisiche e religiose, delle valutazioni etiche, ecc. In tal senso l'epistemologia è considerata parte essenziale della filosofia della scienza.
MANAVA DHARMA SHASTRA
(San.) - Antica opera indù chiamata Legge di Manu. In essa è contenuto il codice morale e tutte le dottrine metafisiche.
MANAS TAIJASI
(San.) - Letteralmente, il Manas "radiante"; uno stato dell'Ego Superiore, che solo i più alti metafisici sono capaci di realizzare e di comprendere.
MAGIA
- All'origine era la dottrina e la pratica dei Magi persiani; poi divenne la "grande scienza" che presume di dominare le forze della natura; infine, in forma più popolare, è stata intesa come l'insieme di pratiche occulte (fatture, incantesimo, ecc.). La sua definizione, tuttavia, è ancor oggi molto controversa. Tylor la definì un tentativo primitivo, e come tale inadeguato, per determinare rapporti causali; in altre parole, l'uomo primitivo avrebbe creato una pseudo-scienza per controllare le forze della natura. In seguito si tentò di stabilire un parallelo fra magia e religione, avendo notato che tutte le religioni contengono elementi magici. Lehmann liquida la magia come insieme di pratiche fondate sulla superstizione, ovvero su credenze che nulla hanno a che fare con la cultura. Maret definisce la magia come particolare genere di atteggiamenti diretti ad ottenere per via di tecniche non profane, fini concreti ed immediati, per lo più limitati. L'atteggiamento piuttosto sprezzante della cultura ufficiale nei confronti della magia, però, ha finito per ottenere il risultato contrario. Credere nella magia e praticarla è aspirazione insita nella natura medesima dell'essere umano, tanto è vero che la magia la ritroviamo in tutte le epoche e presso tutti i popoli. L'antica India vedica lascia le vestigia della sua magia regale sia nel Rig Veda che nell'Atharva Veda, soprattutto. Nello antico Egitto la magia era largamente praticata ed il Libro dei Morti ne è testimonianza certa. L'antica religione babilonese affidava le pratiche magiche all'esperta categoria dei sacerdoti pubblici. L'antica civiltà greca riserva alla magia un posto privilegiato nel culto ufficiale; la Grecia classica mette un pò la sordina alla magia, ma il periodo Ellenistico la riporta in auge con quel grande complesse di opere ordinate sotto il nome di Ermete Trismegisto. Con un salto di un millennio, troviamo la magia nel Medioevo e poi nel Rinascimento, con il coinvolgimento di nomi famosi : Pietro d'Abano, Ruggero Bacone, Arnaldo di Villanova, Raimondo Lullo. È appena il caso di dire che una parte notevole della magia è costituita dall'alchimia, fondamento certo ed assoluto della chimica. Venendo a tempi più recenti, troviamo legati alla magia nomi famosi : Cornelio Agrippa, Paracelso, Tommaso Campanella, Giordano Bruno. Troveranno l'accanita ostilità della chiesa cattolica, ma daranno un contributo immenso all'evoluzione del pensiero rinascimentale. La chiesa di Roma vede nella magia l'arte del diavolo, ma è pronta a riconoscere la mano di Dio nelle stesse opere compiute da Gesù o dai suoi discepoli. Secondo Deveria ed altri Orientalisti, "la magia era considerata come una scienza sacra inseparabile dalla religione" dalle più antiche, più civilizzate e più colte nazioni. Gli Egiziani, per esempio, furono uno dei paesi più sinceramente religiosi, come lo furono ed ancor oggi lo sono gli Indù. "La magia è costituita ed acquisita attraverso il culto degli dei", disse Platone. Ed allora, è possibile che un paese, che sulla base dell'inconfutabile testimonianza delle iscrizioni e dei papiri è provato abbia creduto fermamente alla magia per migliaia di anni, possa essere stato ingannato per così lungo tempo ? Ed è verosimile che generazioni e generazioni di una gerarchia saggia e pia, molte delle quali condussero una vita di auto-sacrificio, di santità e di ascetismo, abbiano perseverato nell'ingannare se stessi ed il popolo ( o anche solo quest'ultimo), per il puro piacere di perpetuare la credenza nei "miracoli" ? I fanatici, ci dicono, farebbero qualsiasi cosa per rafforzare la credenza nel loro dio e negli idoli. Noi replichiamo : In tal caso, i Brahmani ed i Rekhgetamens Egiziani - o Ierofanti - non avrebbero divulgato la credenza nel potere dell'uomo attraverso le pratiche magiche per avere il controllo dei servigi degli dei che, in verità, non sono che i poteri occulti o le forza della Natura, personificati dagli stessi sapienti sacerdoti che riverivano in essi solo gli attributi del Principio unico sconosciuto e senza nome. Ecco come Proclo, l'abile seguace di Platone, descrive ciò : "Gli antichi sacerdoti, quando compresero che c'era una certa alleanza ed una reciproca simpatia fra le cose naturali, fra le cose manifestate ed i poteri occulti, e scoprirono che tutte le cose sussistono in tutto, elaborarono una scienza sacra su questa reciproca simpatia e similarità ... ed applicarono per scopi occulti sia le nature celesti che quelle terrene, per mezzo delle quali essi dedussero, attraverso una indubbia analogia, che le virtù divine soffrono nella dimora inferiore". La Magia è la scienza di comunicare con le Potenze superne e sovrumane e di dirigerle, come pure di comandare quelle delle sfere inferiori; è una conoscenza pratica dei misteri nascosti della natura, conosciuti solo da pochi, perchè è difficile acquisirli senza cadere nel peccato contro la natura. Gli antichi ed i mistici medioevali dividevano la magia in tre classi - la Teurgia, la Goetia, la Magia naturale. "La Teurgia - dice Kenneth Mackenzie - è stata allocata come la sfera naturale dei teosofi e dei metafisici". La Goetia è magia nera, e la "magia naturale" (o bianca) è sorta per riportare sotto le sue ali l'impiego orgoglioso di uno studio esatto e progressivo". I commenti aggiunti dal nostro dotto Fratello sono notevoli : "I desideri realistici dei tempi moderni hanno contribuito a trascinare la Magia nel discredito e nel ridicolo ... La fede (nello unico proprio Sè) è in magia un elemento essenziale, ed esisteva molto tempo prima di altre idee che si presumono preesistenti. Si dice che questa fede porta l'uomo saggio alla follia, e che le idee di un uomo debbono essere esaltate fino alla pazzia, cioè, la sensibilità del suo cervello dev'essere incrementata ben oltre l'infimo misero stato della moderna civiltà, prima che egli possa diventare un vero mago; anche perchè il conseguimento di tale scienza implica una certa misura di isolamento, ed una abnegazione del Sè. Un isolamento totale, certamente, il cui conseguimento costituisce un fenomeno di per sè meraviglioso, un miracolo. Inoltre, la Magia non è qualcosa di soprannaturale. Come spiegato da Giamblico : "essi, attraverso la teurgia sacerdotale, rivelano di essere capaci di ascendere alle Essenza più elevate ed universali, ed a coloro che si sono stabilizzati al di là del fato, cioè al dio ed al demiurgo: non adoperando la materia, nè assumono qualsiasi altra cosa, tranne l'osservazione di un momento percettibile". Già alcuni hanno cominciato a riconoscere l'esistenza di poteri sottili e di influenze sulla natura di cui finora nulla conoscevano. Ma, come rileva in verità il Dr. Carter Blake, "il diciannovesimo secolo non è quello che ha registrato la genesi di nuovi metodi di pensiero, nè ha rilevato la complessità di quelli antichi"; Mr. Bonwick aggiunge che : " se gli antichi conoscevano poco del nostro modo di investigare i segreti della natura, noi conosciamo ancor meno il loro". Per Eliphas Levi, la Magia è la divinità dell'uomo conquistata dalla scienza in unione con la fede; i veri Maghi sono Uomini-Dei, in virtù della loro intima unione col principio divino. Non si deve confondere Magia (quale forza occulta), con Magismo (dottrina che trasforma la Magia in un potere). Leggere in proposito "Paradossi della Scienza Suprema", pag. 94 e segg. Frazier, nel suo Ramo d'Oro, dedica alcuni capitoli iniziali (pag. 32 e segg.) alla Magia, dividendola in Teoretica (Magia come pseudo-scienza) e Pratica (Magia come pseudo-arte). La Pratica egli divide ulteriormente in Magia positiva (sortilegio) e Magia negativa (tabù), definendo la prima come "produzione di un evento desiderato" e la seconda come "evitare un evento indesiderato". Egli considera la Magia antecedente alla religione, e poiché la religione è uno sforzo che l'uomo compie per propiziarsi o conciliarsi potenze superiori, questa nasce dalla Magia. Ed ancora più sorprendente è il parallelo che egli stabilisce fra magia e scienza. La magia, afferma Frazier, nella sua forma più pura e genuina, parte dal presupposto che in natura ad un evento ne segue necessariamente ed invariabilmente un altro, senza alcun intervento soprannaturale o individuale. La scienza, da parte sua presuppone una successione perfettamente regolare e certa degli eventi, determinata da leggi immutabili, la cui azione è prevedibile e calcolabile con precisione. Esiste, quindi, una stretta analogia fra le concezioni magiche e quelle scientifiche del mondo. Esistono varii tipi di Magia; i più noti sono : Magia naturale = Arte di conoscere l'avvenire e di produrre effetti meravigliosi con mezzi naturali, però al di sopra della normale intelligenza; Magia artificiale = Affascinamento degli occhi o destrezza delle mani per produrre negli uomini stupore. Talvolta vengono usati anche giochi di fisica; Magia analogica = Operazioni imitative, simpatetiche od omeopatiche dove il simile agisce sul simile; Magia contagiosa = Trasmissione di forze o di qualità per contatto. Della magia positiva e negativa abbiamo detto sopra, della magia bianca e nera diremo in voci a parte. Esistono anche altre forme di magia : profilattica, apotropaica, curativa, ecc. Una leggenda vuole che sia stato Cam ad inventare la magia e che Dio abbia mandato il diluvio per purificare la terra dagli stregoni che la insozzavano. È un buon esercizio dei demonografi ! La Magia è uno di quei termini sui quali si è scritto di più in tutto il mondo ed in tutte le epoche : spesso a sproposito, almeno per quanto concerne i libri di successo, altre volte con cognizione di causa, e si tratta di libri per addetti ai lavori. Chi vuole approfondire l'argomento, ha solo l'imbarazzo della scelta.
