Glossario
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CADUCEO
(Gr.) - Dal latino caduceum, derivato dal greco kerukeion, significa "oggetto appartenente ad un eroe". All'origine sembra fosse un ramo di lauro o di olivo guarnito di due strisce o nastri di lana. Divenne poi una verga che reca in alto due serpenti, simmetricamente intrecciati, terminante con due ali spiegate, introdotte da Mercurio, secondo la leggenda. In tempi più antichi terminava con due cerchi, uno chiuso l'altro aperto nella parte superiore. Era simbolo di prosperità e di pace; era raffigurato in mano ad Ermete, il messaggero di Zeus, per cui, successivamente, diventerà il simbolo dell'araldo e degli ambasciatori. Presso i Romani era raffigurato come un bastone d'olivo, ornato di ghirlande. Il simbolo originale era formato da tre teste di serpente che sovrastavano i loro corpi avvolti simmetricamente. In seguito fu trasformato in una bacchetta con un pomo al centro e le due teste di serpente, separate, più in basso. Equivale alla bacchetta di Asclepio ed al Serpente di bronzo di Mosè. I due serpenti attorcigliati attorno alla verga sono simboli fallici di Giove e di altri dei che si trasformavano in serpenti per sedurre delle dee. Simbolizza anche l'Ogdoade. I poeti greci ed i mitologisti presero la idea del Caduceo di Mercurio dagli Egiziani. Il Caduceo, raffigurato come due serpenti attorcigliati attorno ad una bacchetta, è stato trovato nei monumenti Egiziani ancor prima di Osiride. I Greci lo alterarono. Lo ritroviamo nelle mani di Esculapio ed assume una forma differente sulla bacchetta di Mercurio, o Hermes. È un simbolo cosmico, siderale o astronomico, nonché un simbolo spirituale e perfino fisiologico; esso cambia il suo significato a seconda delle sue applicazioni. Metafisicamente, il Caduceo rappresenta la caduta della materia primitiva primordiale nella grossolana materia terrestre, dove la Realtà Una diventa Illusione. (Vedi Dottrina Segreta, vol.I, pag.550). Astronomicamente, la testa e la coda rappresentano i punti dell'eclittica dove i pianeti, e perfino il sole e la luna, si riuniscono in un forte abbraccio. Fisiologicamente, è il simbolo della restaurazione dell'equilibrio perduto fra la Vita come unità, e le correnti di vita che compiono varie funzioni nel corpo umano.
ELEMENTI
(Eso.) - Titolo che i matematici greci solevano dare alle loro esposizioni sistematiche e razionali delle scienze matematiche, nelle quali si parte da proposizioni evidenti per dimostrare teoremi via via più complessi. Elementi per antonomasia sono quelli di Euclide che formarono il primo libro di testo per lo studio della geometria e della aritmetica. Oggi, in senso più ampio, si dicono "elementi" le sostanze semplici di cui sono formati i corpi. Gli antichi ne conoscevano cinque : etere, fuoco, aria, acqua e terra. Poi si scoprirono il carbonio,, lo zolfo, l'oro e l'argento. Gli Egiziani scoprirono il rame, cui fecero seguito ferro, piombo, stagno, ecc. Si deve agli alchimisti la scoperta dell'arsenico, del bismuto, dello zinco, del bario e del fosforo. Nel XVIII secolo inizia la chimica vera e propria, seguita dalla spettroscopia, poi dalla radioattività ed infine dagli elementi artificiali. Gli Elementi sono i "figli della necessità", termine con il quale Paolo chiama gli Esseri Cosmici invisibili. Gli elementi primari sono sette; fino ad oggi ne sono apparsi solo cinque, quelli già conosciuti dagli antichi, altri due appariranno nelle prossime due Razze. Essi sono gli Dei immortali che danno la nascita e la vita a tutto. Metafisicamente ed esotericamente, in Natura vi è un solo elemento, alla cui radice è la Divinità. Gli Elementi Primari sono il velo della Divinità. Da essi derivano gli altri sub-elementi, individuati dalla fisica e dalla chimica. In Occultismo, Elemento significa rudimento. Quando è usato in senso metafisico significa Uomo divino, contrapposto al mortale. In senso fisico significa la Materia incoata nella sua prima condizione indifferenziata, o stato Laya. Gli Elementi del Creato sono di sette qualità : cosmico, terreno, minerale, vegetale, animale, acqueo, umano; ognuno di essi ha un aspetto fisico, uno psichico ed uno spirituale. Simbolicamente, i quattro elementi più noti vengono presentati sui bracci di una croce. Dal punto di vista astrologico, a ciascuno dei quattro elementi primordiali sono associati tre segni dello Zodiaco : Fuoco = Ariete, Leone, Sagittario Aria = Gemelli, Bilancia, Acquario Acqua = Cancro, Scorpione, Pesci Terra = Toro, Vergine, Capricorno. Simbolicamente, i quattro elementi sono rappresentati da un triangolo equilatero in posizione diversa : Fuoco = Triangolo equilatero con il vertice verso l'alto Acqua = Triangolo equilatero con ilo vertice verso il basso Aria = Come il Fuoco, annullato da una barretta trasversale Terra = Come l'Acqua , annullato da una barretta trasversale L'unione dei quattro elementi si rappresenta con il cosiddetto Sigillo di Salomone, o Stella di Davide. Secondo Omero, gli elementi sono rappresentati da Giunone attaccata al cielo con una catena che fa capo ad una mano che esce da una nuvola, e delle pietre attaccate ai piedi in modo che un piede dia più in basso dell'altro : Giunone simboleggia l'aria, la catena il fuoco, la pietra appesa al piede più alto simboleggia l'acqua, il piede più basso la terra. La mano che sostiene Giunone è Giove da cui, quale signore del cielo, dipendono e sono governati gli elementi.
FOHAT
(Tib.) - Un termine usato per raffigurare la potenza attiva (maschile) della Sakti (il potere riproduttivo femminile) nella natura. L'essenza dell'elettricità cosmica. Un termine occulto Tibetano per Daiviprakriti, la luce primordiale: e nello universo della manifestazione, l'energia elettrica sempre presente, nonché l'incessante potere creativo e distruttivo. Esotericamente è la stessa cosa, essendo Fohat l'universale Forza Vitale propellente e, nello stesso tempo, il propulsore ed il risultante. Dalle Tenebre Eterne emerse la Luce periodica che proiettò un raggio, Fohat (lo Spirito Santo dei Cristiani), il quale penetrò e fecondò la Materia cosmica indifferenziata, Mulaprakriti. Questa, allora, cominciò ad aggregare e separare gli atomi per procreare suo figlio : l'Universo. Fohat è l'energia dinamica dell'Ideazione Cosmica, il mezzo intelligente, il potere che guida ogni manifestazione, il Pensiero Divino, trasmesso e reso manifesto dai Dhyan Chohan, gli Architetti del Mondo Visibile. Egli è il misterioso legame fra la Mente e la Materia, il principio animatore che elettrizza ogni atomo, dandogli vita. È il ponte per mezzo del quale le "idee" esistenti nel Pensiero Divino vengono impresse nella Sostanza Cosmica come "Leggi di natura". Fohat è il messaggero di Manu (o Dhyan Chohan) e provoca l'espansione dei prototipi ideali dall'interno verso l'esterno, cioè il graduale passaggio discendente di tutti i piani, dal più alto noumenale al più basso fenomenico, per sbocciare infine in quest'ultimo, in piena oggettività, che è il massimo dell'illusione, o materia allo stato più denso. Fohat è il veicolo dei Sette Primordiali, il Messaggero della loro Volontà, l'Igneo Turbine. Nel Cosmo non manifestato è una Forza creativa potenziale. Ma quando il Figlio divino "emerge", diventa Forza propulsiva, potere attivo, che è la causa per cui uno diventa due, poi tre, ecc. Nel Mondo Cosmico diventa un potere occulto, elettrico e vitale, che sotto la Volontà del Logos Creatore, unisce e raggruppa tutte le forme. Esso è il potere elettrico vitale personificato, l'unità trascendente che unisce tutte le energie cosmiche sia sui piani invisibili che su quelli manifestati. Sul Piano Cosmico è presente sia nel potere costruttivo che nella formazione delle cose. Sul piano terrestre è la forza magnetica ed attiva. Metafisicamente, Fohat è il Pensiero degli Dei oggettivato, il "Verbo fatto carne", la forza attiva della Vita Universale. Nel suo aspetto secondario è l'Energia Solare, il fluido elettrico vitale, il Quarto Principio preservatore, l'Anima animale della Natura, l'Elettricità celata e rivelata, la Vita. Fohat è il Costruttore dei Costruttori, Uno e Sette, lo Spirito dell'Elettricità che è la Vita dell'Universo. Ogni Mondo ha il suo Fohat, onnipresente nella sua sfera d'azione. Vi sono tanti Fohat quanti sono i mondi, e ciascuno di essi varia in grado e potere di manifestazione. I Fohat individuali formano un Fohat universale collettivo, aspetto-entità dell'unica assoluta Non-Entità che è Sat, l'Assoluta Essenza. Vi sono molti Fohat, ovvero molte Forze coscienti ed intelligenti. Fohat guida il passaggio dei principi da un pianeta ad un altro, da una stella ad un'altra. Esso è la Saggezza Assoluta che si riflette nella sua Ideazione, diventando Energia Cosmica. Vibrando in seno alla Sostanza inerte, Fohat la sospinge all'attività e dirige le sue differenziazioni primarie su tutti e sette i piani della Coscienza Cosmica. Esso è l'Intelligenza che vitalizza e dirige il Fluido elettrico, o vitale, dell'Universo. La Sostanza, o Materia, è il principio femminile passivo, Fohat è il secondo principio, Prana, maschile ed attivo. I sette fratelli, o figli, di Fohat sono le sette forze primarie della elettricità. Esso è la Luce Divina che emana dal Logos, la sintesi di tutte le Forze manifestate. In occultismo è la chiave che apre e spiega gli enigmi dei simboli e delle allegorie multiformi che si ritrovano nella mitologia di ogni nazione. Per gli Egiziani è Toom, nell'Avesta si chiama Apam-Napat e sta fra gli Azata del Fuoco e quelli dell'Acqua. Egli è il Figlio delle Acque, dove Acque sta per Etere, le Acque ardenti dello Spazio. E, quindi, è Akasha, padre-madre dei Sette Primordiali È Fohat che attraversa il cerchio con una linea verticale, poi una orizzontale, ed infine lo mette in moto. La croce in movimento, la svastica, è l'emblema dell'attività di Fohat, della continua rivoluzione delle "ruote", e dei Quattro Elementi, i Sacri Quattro, nel loro significato mistico e cosmico. L'Entità umana è il Raggio Settuplo emesso dall'Uno, ovvero i Sette Centri di Energia evoluti, o resi oggettivi, dall'azione di Fohat sull'Elemento Unico. Questo concetto rappresenta uno dei punti cardine per la comprensione della cosmogonia e lo si ritrova, sotto altri nomi e sotto altre forme, in tutte le religioni.
MERU
(San.) - Nel culto vedico è il nome di un monte che si asserisce essere al centro (nell'"ombelico") della terra dove si trova Swarga, l'Olimpo degli Indù, simile a quello greco. È anche il centro dell'universo ed è inaccessibile agli uomini. Contiene le "città" degli dei più importanti e le dimore di vari Deva. A volerlo accettare geograficamente, si tratterebbe di un monte sconosciuto a Nord dell'Himalaya, dal lato dove tramonta il sole. Ma qui sono collocate solo le sue radici che si congiungono con il centro della Terra; la sua vetta si trova dove il giorno dei mortali dura sei mesi e la notte altri sei. Nella tradizione, Meru era la "Terra della Beatitudine" delle più remote epoche Vediche. Viene chiamato anche Hemadri, "la montagna d'oro", Ratnasanu, "cima gioiello", Karni-kachala, "montagna loto", Amaradri e Deva-parvata, "la montagna degli dei". Gli insegnamenti Occulti collocano il Monte Meru proprio al centro del Polo Nord, indicandolo come il luogo del primo continente della nostra terra, dopo la solidificazione del globo. Ma la dimora degli Dei è in un luogo senza latitudine, non è sorvolata dal sole, se non agli equinozi, e si trova al centro di due stelle polari, sempre visibili all'orizzonte. Gli antichi indù dividevano la superficie del globo in sette zone dette Climi, Isole, Cieli, Inferni, ecc. La settima divisione è il Polo Nord, il paese di Meru, che corrisponde al settimo principio dei calcoli occulti (metafisicamente è il quarto). È la regione di Atma, la pura spiritualità, quella dell'Oceano di latte, sempre innevata. La regione attorno a Meru ha la forma di un arco ( il rapido decrescere della latitudine), costituisce il prolungamento di Jambu-Dvipa (il dominio di Vishnu) ed è abitata da esseri vecchi di almeno 10.000 anni, esenti da malattie ed imperfezioni, senza vizi nè virtù, senza caste e senza leggi. L'opposto di Meru è Patala, la Regione Inferiore, e poiché nella filosofia esoterica ogni simbolo ha sette chiavi, Meru e Patala sono gli opposti di sette cose diverse.
KAMARUPA
(San.) - Il quarto principio umano, partendo dal basso, il corpo del desiderio e delle passioni, la forma astrale del corpo umano. Esso brucia violentemente durante la Vita nella Materia, finendo con la sazietà; è inseparabile dall'esistenza animale. Corrisponde all'egizio Seb, l'anima atavica. Esso è una forma soggettiva che la persona crea da sè mediante i pensieri ed i desideri. Questo corpo creato istante dopo istante nel corso della vita, al momento della morte si proietta nel mondo astrale. Metafisicamente e nella nostra filosofia esoterica, è la forma soggettiva creata dalla mente, dai desideri fisici e dai pensieri in connessione, per tutti gli esseri senzienti, con gli oggetti della materia; una forma che sopravvive alla morte dei loro corpi. Dopo questa morte, tre dei sette "principi" - o, come noi diciamo, dei piani dei sensi e della coscienza sui quali agiscono di volta in volta gli istinti umani e l'ideazione umana - ovvero il corpo, il suo prototipo astrale e la vitalità fisica - che ora non hanno più alcuna utilità, rimangono sulla terra; i tre principi superiori, raggruppati in uno solo, vengono assorbiti nello stato di Devachan, stato nel quale l'Ego Superiore rimarrà fino al momento in cui sopraggiunge una nuova incarnazione; l'eidolon dell'ex Personalità è lasciato solo nel suo nuovo soggiorno. Qui la pallida copia dell'uomo che fu vegeta per un periodo di tempo la cui durata è variabile secondo l'elemento di materialità che è in essa, e che è determinata dalla vita passata del defunto. Privata com'è della sua mente superiore, dello spirito e dei sensi fisici, essa è lasciata interamente sola ai propri insensati espedienti; gradualmente sbiadisce e si disintegra. Se, però, viene trascinata violentemente allo indietro, sulla sfera terrestre, dai desideri passionali, o dalle invocazioni degli amici sopravvissuti, o dalle regolari pratiche di negromanzia - di cui la medianità è la più perniciosa - il "fantasma" può prolungare la sua esistenza al di là del periodo di vita naturale del suo involucro. Una volta che il Kamarupa ha imparato la via che lo riconduce verso i corpi umani viventi, dove si nutre della vitalità di coloro che sono tanto desiderosi della sua compagnia, esso diventa un vampiro. In India questi eidolon sono chiamati Pisacha e sono molto temuti, come è stato già spiegato altrove.
IDROGENO
(Eso.) - Nei Veda e nei Purana si parla di "Madre" manifestata, di "Padre,Figlio,Sposo", di "Figlio". Si tratta, metafisicamente, di Aditi, Daksha e ______. Da un punto di vista materiale, essi possono essere associati ad elementi chimici, quali : Idrogeno, Ossigeno, Azoto. La scienza sembra ammettere l'esistenza di un elemento primario indifferenziato, un elemento nato per primo, simile al protile, che per molto tempo sarebbe stato la sola forma di materia esistente. Potrebbe trattarsi dell'Idrogeno, il Fuoco Spirituale, che sul piano terrestre si presenta come un gas. Esso è il padre ed il generatore della trinità alchemica: fuoco, aria ed acqua. Non è nessuno dei tre, ma li forma tutti e tre. Nel corpo umano corrisponde al Kama Rupa, il principio del desiderio animale, che brucia nella Vita della Materia fino alla sazietà.
KARMA
(San.) - Fisicamente significa l'azione, metafisicamente è la LEGGE DI RETRIBUZIONE, la Legge della causa e dello effetto, o della Causalità Etica. Quando è Karma cattivo si può parlare di Nemesi. È l'undicesimo Nidana (le 12 cause dell'esistenza ) nella concatenazione delle cause e degli effetti del Buddhismo ortodosso; è il potere che controlla tutte le cose, il risultato dell'azione morale, il Samskara metafisico o l'effetto morale di un atto compiuto per ottenere qualcosa che soddisfi un desiderio personale. Esiste il Karma di merito ed il Karma di demerito. Karma non punisce nè ricompensa, esso è semplicemente la LEGGE universale unica che guida infallibilmente e, per così dire, ciecamente, tutte le altre leggi che producono certi effetti lungo i solchi delle loro rispettive causalità. Quando il Buddhismo insegna che "Karma è quel solo nocciolo centrale morale (di ogni essere) che sopravvive alla morte e che continua nella trasmigrazione", o reincarnazione, esso vuole semplicemente dire che dopo ogni Personalità non rimane nulla, eccetto le cause che essa ha prodotte; cause che non muoiono, che non possono essere eliminate dall'Universo, fino a quando non sono rimpiazzate dai loro effetti giusti e, per così dire, da essi cancellati. Tali cause - a meno che non siano state compensate durante la vita di colui che le ha prodotte mediante effetti proporzionati - seguiranno l'Ego reincarnante e lo raggiungeranno nelle incarnazioni seguenti fino a quando non è pienamente ristabilita un'armonia fra gli effetti e le cause. Nessuna "personalità" - un semplice cumulo di atomi materiali e di caratteristiche istintive e mentali - può naturalmente, come tale, continuare nel mondo del puro Spirito. Solo ciò che nella sua natura è immortale o divino in essenza, cioè l'Ego, può esistere per sempre. E siccome è quest'Ego che, dopo ogni Devachan, sceglie la personalità che animerà e che, tramite quella personalità, riceverà gli effetti della cause Karmiche prodotte, è dunque lui, quest'Ego, il sè che è il "nocciolo morale" a cui si riferisce il Buddhismo e che incorpora il karma, "il solo che sopravvive alla morte". Il termine sanscrito karman è composto da due monosillabi: kri (fare) e ma (un suffisso), da cui il significato "facendo", ovvero "azione". Il Karma, quindi, non è una Legge, nè un Dio, bensì la veste della natura, universale ed eterna, inveterata e primordiale, che opera sotto l'aspetto della necessità, come reazione della Natura in cui viviamo. Si applica su tutti i piani di esistenza e viene anche chiamato "legge della causalità etica" o "legge delle cause e degli effetti". In altre parole, quando viene compiuto un atto da parte di una coscienza incorporata, esso crea una immediata catena di cause che agiscono su tutti i piani che la catena raggiunge, ossia tutti i piani sui quali le forze vanno ad agire. Il karma di un uomo nasce con l'uomo stesso; è l'uomo a generarlo ed è l'uomo a pagarne le conseguenze. Il suo intervento equilibratore gli ka meritato il nome di Grande Aggiustatore. Al karma sono legati i Lipika, gli Esseri divini che hanno la funzione di Archivisti; essi imprimono sulle tavolette della Luce Astrale le azioni ed i pensieri di ogni uomo. La Vita Una è in stretta relazione con l'unica legge che governa il Mondo dello Essere : il Karma, una legge non-legge. Ogni uomo, dalla nascita alla morte, tesse attorno a sè il suo destino, come il ragno la sua tela; il destino è guidato dal Prototipo invisibile che è fuori dell'uomo, ed anche del corpo astrale che è nell'uomo. Questi riflessi agiscono sull'uomo esteriore in modo conflittuale e le linee di questa battaglia senza fine vengono seguite dalla Legge di Compensazione. Quando la guerra finisce, l'ultimo filo è stato tessuto, e l'uomo è avvolto nelle sue azioni, che lo sballottano in modo apparentemente insensato : ciò è il karma, dai Greci chiamato Nemesi, governatore di uomini, famiglie, società, popoli, razze. Karma-Nemesi, di cui la Natura è serva, accomoda tutto nel modo più armonioso. Ed è serva anche l'Eredità, dal momento che karma governa le incarnazioni umane, sia individuali che razziali. Le vie del karma non sarebbero imperscrutabili se gli uomini fossero uniti in armonia, anziché divisi ed in discordia. L'uomo è il proprio salvatore o il proprio distruttore : una tale presa di coscienza eliminerebbe il male dal mondo e con esso anche il karma cattivo. Nell'esoterismo indù, Narada è l'unico confidente ed esecutore dei decreti universali del karma. Karma è una parola con diversi significati ed ha un termine speciale per ognuno dei suoi aspetti. Come sinonimo di peccato, ad esempio, esso significa il compimento di qualche azione per ottenere un oggetto di desiderio materiale, cioè egoista, che non può mancare di arrecare danno a qualcuno. Karma è una tale azione, ma Karma è anche la conseguenza dell'atto egoistico, la compensazione che ne deriva in base alla "Legge della Causa Etica", l'effetto della Legge di Armonia. Karma-Nemesi non ha predestinato nulla e nessuno; esiste dall'Eternità, è nell'Eternità è l'Eternità. Esso è azione a pareggio : non crea, aggiusta. Il karma non distrugge la libertà individuale ed intellettuale; esso è Legge assoluta nel Mondo della manifestazione, ed è Uno con l'Inconoscibile. Al karma è legata in modo indissolubile la Reincarnazione della stessa Individualità spirituale, in una lunga, quasi interminabile, serie di Personalità. La sua silenziosa ed infallibile influenza spinge verso una sempre maggiore perfezione, sottolineando i cambiamenti con la sofferenza. Sotto la legge del karma, il Bene è servitore del Male, e viceversa. Esso è Moira, non solo Dea del Fato, ma Fato. È una legge misteriosa che non guarda in faccia nessuno e che, combinandosi con la legge di evoluzione, opera su sette sfere d'azione di forze combinate : superspirituale (o noumenica), spirituale, psichica, astro-eterea, sub-astrale, vitale e fisica. Il karma, come peccato, non si applica agli esseri non dotati di mente, quali sono i componenti del regno minerale, vegetale ed animale. Anche gli uomini della prima e della seconda razza non avevano e non creavano karma poiché erano senza mente e non potevano peccare. Karma e peccato sorgono con la terza razza e con la Conoscenza, altrimenti detta Peccato Originale. A conclusione, possiamo dire che il karma è il frutto delle azioni compiute da ogni essere; esso andrà a determinare una diversa rinascita nella scala degli esseri, e gioia o dolore nel corso della susseguente vita. Quando lo si intende come "destino" esso non è una forza arcana e misteriosa, ma un complesso di azioni-effetto a fronte di un complesso di azioni-causa. Karma è qualunque atto, sentimento, parola, pensiero compiuto dall'uomo che, per un tramite "non visto", magicamente fruttifica in un evento cui l'uomo soggiace, essendone il responsabile.
PADRE
(Eso.) - Deriva dal sanscrito "pita" o "pitar" che significa "proteggere". Il Padre per antonomasia è Dio, il Pensiero del Maestro, la Testa dell'evoluzione della vita, l'Eterno ed Incessante Alito del Tutto, il Settimo Principio, il più alto, sia nell'uomo che nel cosmo. Il Padre dell'uomo fisico primitivo, o del suo corpo, è il Principio Elettrico Vitale, che risiede nel Sole. Il sole, infatti, in quasi tutte le antiche religioni, è il padre degli uomini e nella filosofia orientale viene chiamato anche "Fratello Maggiore". Nei vari pantheon esiste sempre un Dio padre, progenitore di tutti gli altri Dei. Esso è il Creatore, il Preservatore, il Dio al di sopra di ogni cosa. Per gli Gnostici, il Padre è colui che contiene in sè gli Eoni, prima di tutte le creazioni. Metafisicamente, il Padre è la Mente universale, mentre il Figlio è lo Universo periodico. Nella Tetrade, il Padre è Ain Suf, il Senza Essere, l'Inconcepibile. Esso diventa poi il Figlio della Madre e, come tale, nell'evoluzione della vita viene al terzo posto. Viene anche individuato come la Nebbia fredda che esisteva al principio. Gli Egiziani rappresentavano il Padre con uno scarafaggio, simbolo della virtù ed ufficio del maschio perchè, secondo loro, esso veniva generato senza concorso di femmina ma per emanazione diretta del Principio. Similmente, essi raffiguravano il sesso femminile con l'avvoltoio, uccello che ritenevano generato senza il concorso del maschio. I cattolici raffigurano il Padre eterno (prima persona della Trinità) come un vecchio canuto, vestito di azzurro. Porta la corona (emblema di onnipotenza), il globo (quale creatore del mondo), lo scettro (perchè è il Re dei Re) ed un libro sul quale sono scolpiti l'Alfa e l'Omega (principio e fine del mondo).
POLO NORD
(Geo.) - Fino a poco tempo fa si sosteneva che l'Artico era da sempre sede di ghiacci perenni. Recenti scoperte hanno portato i paleobotanici ad affermare che all'epoca della scomparsa dei dinosauri, circa 60 milioni di anni fa, l'Artico aveva un clima umido e temperato ed era ricoperto da vaste e lussureggianti foreste, con alberi il cui tronco superava un metro di diametro. Esotericamente è il Continente Iperboreo, il Cielo dei Progenitori, il paese di Meru, dove si trova la sede degli Dei. Gli antichi chiamavano il Polo Nord "Dragone", o Serpente. L'Artico è considerato il primo continente del pianeta, la regione di Atma, la settima divisione della Terra, a partire dal basso. È anche il Settimo Principio (metafisicamente il Quarto) dei calcoli occulti. Per gli Indù, l'Artico è Pushkara, la settima dvipa, che circonda l'oceano Kshira, od Oceano di Latte ( la regione sempre gelata). Al Polo Nord è associato il Capricorno e spesso, in senso astronomico e metaforico, esso viene chiamato Polo Celeste.
THRAETAONA
(Maz.) - Il Michele Persiano che combattè contro Zohak o Azhi-Dahaka, il Serpente distruttore, la Guerra in Cielo. Nell'Avesta, Azhi-Dahaka è un mostro a tre teste, una delle quali è una testa umana e le altre due sono Ofidiane. Dahaka, che nelle Scritture Zoroastriane si fa provenire da Babilonia, sta come simbolo allegorico della dinastia Assira del Re Dahaka (Az-Dahaka) che governò l'Asia con pugno di ferro, i cui stendardi portavano il segno rosso del dragone, purpureum signum draconis. Metafisicamente, tuttavia, la testa umana indica l'uomo fisico, mentre le due teste di serpente sono i principi manasici duali - poiché entrambi, il dragone ed il serpente, sono simboli della saggezza e dei poteri occulti.
