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LOGOS

 
(Gr.) - Termine greco il cui significato letterale è "parola, discorso, ragione". Per i Greci era la ragione determinante il mondo e la legge in cui essa si esprime. Per lo stoicismo è la divina ragione che, completando di sè il mondo, lo anima e dirige secondo il suo perfetto destino. Per gli Ebrei è un mediatore fra Dio ed il Mondo, è la Sapienza, artefice di tutte le cose. Per Filone è l'ipostasi della parola di Dio, colui che colma l'abisso fra Dio e il Mondo. È l'archetipo del mondo sensibile, la forza vitale che regge gli elementi, la via che permette all'uomo di elevarsi alla contemplazione di Dio. Ora persona, ora forza cosmica, è verità, luce e vita. Nel cristianesimo lo troviamo all'inizio del IV Vangelo, quello di Giovanni, con riferimento a Cristo. Inizialmente il fatto non ebbe grande rilevanza, poiché Gesù era considerato uno dei tanti intermediari fra Dio e gli uomini, con funzione cosmologica e non redentrice. Il successivo concetto di incarnazione di Dio, di consustanzialità, di "unigenito non creato", complicò notevolmente le cose, provocando scissioni in serie ed uno stato confusionale tuttoggi non risolto. Platone dava del Logos tre accezioni : (1) manifestazione del pensiero attraverso i suoni articolati di una lingua; (2) il render conto di una cosa enumerandone gli elementi; (3) l'enunciazione della differenza, ovvero del segno distintivo che individua una cosa. Come è evidente, si tratta di accezioni che si riferiscono al termine filosofico, con espresso riferimento al discorso. Fu Eraclito a parlare di Logos come di una legge universale, attribuendo ad esso l'origine di tutte le cose (lo aveva già fatto Leucippo), di cui gli uomini restano inconsapevoli. Cleante identifica il Logos di Eraclito con il logos spermatikos della dottrina stoica, ossia con la ragione seminale, o principio attivo, del cosmo. Nell'Inno a Zeus egli dice : " il logos attraversa tutte le cose mescolandosi al grande come ai piccoli astri luminosi". È il Logos a garantire l'unità e la simpatia del cosmo ed in quanto legge naturale è il fondamento dell'etica stoica del "vivere secondo natura". Come principio fisico è identificato con il fuoco. Entrando nel campo della Teosofia, la trattazione del Logos si amplia enormemente assumendo una collocazione spazio-temporale che è tanto più facile da capire quanto maggiore è la capacità di immaginazione, o di astrazione, del lettore. Il Logos è la prima figura, per così dire, che appare all'inizio della Creazione. Ma la sua apparizione non è istantanea e definitiva, bensì progressiva e dinamica. Il Primo Logos è il punto al centro del cerchio; non è un punto fisico, ma il famoso punto matematico, adimensionale. Esso rappresenta l'Ideazione Cosmica, la Causa Prima che deriva direttamente dalla Causa senza Causa. Non è manifestato, ma porta in sè le "idee" di tutto ciò che si manifesterà. Viene detto anche Atman, Brahman, Pradhana, ma questi termini non sono esattamente sinonimi, anche se per certi aspetti sono identici. Il Secondo Logos è il diametro che attraversa orizzontalmente il cerchio, la natura passiva, Prakriti, la Vita latente. Esso è parzialmente manifestato, le Acque dell'Abisso sulle quali non vola ancora il Soffio. Il Terzo Logos è la linea verticale che interseca il diametro del cerchio, lo Spirito che feconda la materia, Mahat, l'Intelligenza, l'Anima Universale del Mondo, il Noumeno cosmico della Materia. È detto anche il Demiurgo poiché è il fattore di tutte le cose, e lavora sul mondo manifesto per mezzo di Fohat, la Forza in tutte le sue infinite differenziazioni. In tutte le cosmogonie, il Logos è una figura androgina, che possiede un aspetto maschile ed uno femminile. Ad esempio: Adamo Kadmon e Sephira, Osiride ed Iside, Adamo ed Eva, Brahma e Vach, ecc. Come aspetto maschile dell'Anima Mundi, il Logos è Alaya, il Soffio cristallizzato del Verbo settuplice di cui l'uomo sul piano terrestre è l'immagine. L'appellativo di Demiurgo lo ha in qualità di Costruttore collettivo dell'Universo; egli non fa nulla in prima persona, ma fornisce il progetto, prelevato dall'Ideazione Cosmica, e sorveglia i lavori dei Dhyani esecutori. Esso, infatti, non è una divinità personale, ma l'aggregato dei Dhyan Chohan e delle Forze ad essi aggregate. Il Logos procede dalla Mente, esso sta presso Dio, ma non è Dio, bensì il secondo Dio. In ebraico, il Logos è D(a)B(a)Rm ma diventa D(a)B(a)R(i)M quando assume la veste di Legione di Angeli, o Sephirot, pur rimanendo Uno. Per indicare il Logos, lo Ierofante tracciava un cerchio, o un triangolo equilatero, ed al centro della figura segnava un punto: quello era il Logos. Nella filosofia indù, Mulaprakriti (l'area del cerchio, il velo di Parabrahman, che è la parte esterna al cerchio), è considerata madre e figlia del Logos, che a sua volta è generatore generato, sua causa secondaria. Il Logos è la prima manifestazione di Parabrahman, il primo Ego che appare nel Cosmo, ed anche il fine ultimo di tutta l'evoluzione. Il Logos emette "la luce che dà energia", da cui nasce il quaternario, e questa luce è l'energia cosciente di Mulaprakriti, il suo Potere, la sua materia-forza, la radice unica del Sè. Nel cattolicesimo troviamo il Logos nella figura dell'Angelo della Faccia, in ebraico chiamato Michele, il simile a Dio, la sua rappresentazione manifestata. Il Logos è la "Luce che splende nelle Tenebre", l'Architetto dei Mondi; la sua qualità è il suono, la cui caratteristica è settenaria. Il Logos è il punto più alto della scala settenaria della Vita Una invisibile, eterna ed assoluta, mentre il punto più basso di questa scala è costituito dai Vidyadhara, i Pitri inferiori. È la Monade divina che, puro Adi-Buddhi, si manifesta come Buddhi universale, o Maha Buddhi, o Mahat, radice spirituale onnisciente ed onnipotente, Intelligenza divina, Suprema Anima Mundi, ovvero il Logos. Nel Genesi, il Dio del 1^ capitolo è il Logos, il Signore Iddio del 2^ capitolo sono gli Elohim, ossia i Poteri inferiori. Nel Buddhismo esoterico, il Logos è il raggio brillante dello UNO, che squarcia le Tenebre; il Primo, Vajradhara, il Buddha supremo che i Tibetani chiamano Dorjechang (rdo.rje.hdsin = portatore di fulmini). Come Signore di tutti i Misteri, egli non può manifestarsi, ed allora invia Vajrasattva (cuore di diamante), il Secondo Logos, che è chiamato Dorjesempa (rdi.rje.sems.dpah = essenza o principio di diamante). Da questi emanano i cinque Dhyani Buddha detti Anupadaka. Ishvara è il Logos, lo Spirito, l'Unità composta di spiriti viventi manifestati, il genitore originario, sorgente delle Monadi terrestri e del loro Riflesso divino, che da esso emanano e ad esso ritornano. Nel Zoroastrismo troviamo gli Amshaspend, che sono sei, ed Ormadz, il settimo, che è il loro capo. Ebbene, Ormadz è il Logos, il capo e gli Amshaspend nello stesso tempo. Ed è così anche nel Sistema solare. Dal punto di vista esoterico abbiamo i sette pianeti, uno dei quali è il Sole. Ma esso è il Capo dei Misteri principali, assieme ai pianeti rappresenta la potenza visibile ed attiva, mentre il Logos invisibile e le sue Gerarchie rappresentano la Potenza Assoluta. Nel triangolo di Pitagora, la Tetractis, il vertice è il Logos, lo specchio che riflette la Mente divina, mentre l'Universo è lo specchio in cui si riflette il Logos. E come il Logos riflette tutto nell'Universo di Pleroma, così l'Uomo riflette in sè stesso tutto ciò che vede e trova nel suo Universo. Il Tantrismo, parlando dell'uomo, dice : "tutto ciò che è qui è ovunque, ciò che non è quì non è in alcun luogo". Gli Egizi chiamavano il Sole "Occhio di Osiride" e lo concepivano come il Logos, il Primo nato, la Luce manifestata del mondo. Attraverso il settuplice raggio di questa luce noi possiamo diventare consci del Logos attraverso il Demiurgo. E come il Logos è settuplo nei suoi Logoi, così l'uomo ha sette piani di coscienza, sette stati di materia, sette forme di Forza; tutto ciò che riguarda la Terra è settuplo. Lucifero, nel suo aspetto più elevato, è il Logos, in quello più basso è l'Avversario, in entrambi i casi è il riflesso del nostro Ego : questa è la dicotomia del nostro mondo. Per Lattanzio, il Logos è il fratello primogenito di Satana, e la prima di tutte le creature. E se il Logos riflette nell'Universo la Mente divina, e l'Universo manifestato si riflette nella Monade, allora ogni Monade deve, nel ciclo delle sue incarnazioni riflettere in sè ogni forma di base di ogni regno dell'universo. Da qui il famoso assioma ermetico "Pietra, pianta, animale, uomo, spirito, Dio". Il Logos è la Sapienza passiva in cielo e la Sapienza attiva, cosciente, sulla Terra; è l'Uomo Celeste, il Figlio. Durante il riposo cosmico, il Logos dorme nel grembo di Quello che non dorme mai e non è mai sveglio, perchè è SAT, non un Essere, ma l'Essenza. Da CIÒ (SAT) nasce il Logos invisibile, da cui gli altri Logoi, il Manu primordiale, i Manu, l'Universo e tutto ciò che contiene. Nella filosofia indù troviamo Krishna, il Logos, ed i sette grandi Rishi, i Logoi. Il Logos è il "nato da sè", l'Aja degli Indù; l'Ego è l'immagine del Logos riflessa nel Karana Sharira. Esso, come sintesi delle Legioni e presidente dei Geni, fu il primo Pastore e Conduttore degli uomini. Fohat è la luce del Logos, mentre Vach, simbolo del potere generatore, è il Logos femminile; sono a lei simili Iside e Venere, la madre del prolifico Dio dell'amore. Ed è questo il motivo per cui in India la vacca è sacra : essa è il simbolo della natura creatrice. Il Logos Demiurgo è il Dio nello Spazio, Adamo Kadmon, l'Uomo Celeste, il Suono, l'Abisso e il Silenzio eterno degli Gnostici. Il Logos di Dio è il rivelatore dell'uomo ed il Logos dell'uomo è il rivelatore di Dio. Concludendo, possiamo dire che presso tutte le nazioni e tutti i popoli, il Logos è la divinità manifestata, l'espressione esteriore o l'effetto della causa che è sempre celata. Così, la parola è il Logos del pensiero; per cui "Logos" è opportunamente tradotto con "Verbo" e "Parola" nei loro significati metafisici.

ZUMYAD YASHT

 
(Zend) - O Zamyad Yasht, come qualcuno lo pronuncia. Uno dei frammenti mazdei conservati. Tratta di questioni ed esseri metafisici, specialmente degli Amshaspend, o gli Amesha Spenta - i Dhyan-Choan dei libri Avesta.

AIN SOPH AUR

 
(Eb.) - La Luce senza Limiti che converge nel Primo e più alto Sephira o Kether, la Corona. L'Infinito, l'Uno metafisico, il Non-Essere in quanto puro e inqualificato Essere, l'Assoluto, l'Uno senza secondo).

ANELLI E RONDE

 
- Termini impiegati dai Teosofi per spiegare la Cosmogonia Orientale. Essi sono usati per indicare i vari cicli evolutivi nei Regni Elementale, Minerale, ecc., attraverso ai quali la Monade passa su qualunque globo; il termine Ronda è usato solo per indicare il passaggio ciclico della Monade intorno alla catena completa dei sette globi. Parlando genericamente, i Teosofi usano il termine anello come sinonimo di ciclo: cosmico, geologico, metafisico, e di ogni altro tipo.

CICLO

 
- Dal greco kuklos. Gli antichi divisero il tempo in cicli infiniti, ruote dentro ruote, poiché tutti questi periodi erano di durata diversa, e ognuno segnava l'inizio o la fine di qualche evento sia cosmico che terrestre, fisico o metafisico. Vi erano cicli di solo pochi anni e cicli di durata immensa; il grande ciclo di Orfeo, che si riferisce al cambiamento astrologico delle razze, durava 120.000 anni; il ciclo di Cassandra durò 136.000 anni e portò ad un cambiamento completo nelle influenze planetarie e nelle correlazioni fra uomini e dei. Gli astrologhi moderni hanno perso di vista completamente questo fatto.

EVOLUZIONISMO

 
(Fil.) - Nome assunto nel XIX secolo dalla dottrina filosofica e naturalistica, principalmente elaborata e difesa da Spencer. Essa mirava ad escludere ogni creazionismo religioso e, in genere, ogni intervento metafisico nel processo di formazione e di sviluppo dell'universo, concependo questo processo come un continuo passaggio della materia da stati di maggiore omogeneità a stati di sempre maggiore eterogeneità e definitezza. In tal modo dalla nebulosa primitiva si sarebbero successivamente generate tutte le forme della realtà, prima inorganica e poi organica.

OSIRIDE

 
(Eg.) - Il più grande Dio dell'Egitto, il Figlio di Seb (Saturno), il fuoco celeste, e di Neith, la materia primordiale e lo spazio infinito. Forse originario di Busiri, è fratello di Iside, di Nefti e di Seth. La versione ellenistica lo da buon re di Egitto, ucciso e fatto a pezzi dal fratello Seth. Iside ne rintraccia i pezzi, ricostituisce il corpo e lo riporta in vita. Da lui ha il figlio Oro, cui compete il compito di vendicare il padre. Osiride diventa alla fine Signore del Regno dei Morti. Il suo santuario più importante era ad Abido. Rivale di Osiride era Ra, divinità aristocratica, che nella concezione eliopolitana, era anche lui Dio dei morti. Il mito di Osiride era celebrato annualmente con liturgie in forma di rappresentazione sacra, che prendevano a soggetto le vicende della sua vita. Egli era un dio funerario, ma anche un dio agrario, raffigurato con aspetto umano, flagello e pastorale, in piedi o assiso su un trono, con il capo coperto da una complicata corona, con corna e piume. Le caratteristiche dei genitori lo presentano come il dio autoesistente ed autocreato, la prima divinità manifestata (il terzo Logos esoterico), identico ad Ahura Mazda e ad altre "Cause Prime". Come Ahura Mazda è uno con gli Amshaspendi, o è la loro sintesi, così Osiride, l'unità collettiva, quando è differenziata e personificata, diventa Tifone, suo fratello, Isis e Nephtis, sue sorelle, Horus suo figlio ed i suoi altri aspetti. L'allegoria narra che egli nacque sul Monte Sinai, il Nyssa del Vecchio Testamento (Vedi Esodo, XVII, 15) e fu sepolto ad Abydos, dopo essere stato ucciso da Tifone, alla giovane età di vent'anni. Secondo Euripide egli è simile a Giove e a Dionisio o Dio-Nysos "il dio di Nysa", poiché egli dice che Osiride sarebbe stato allevato a Nysa, "la felice", in Arabia. Domanda: In quale misura questa tradizione influenzò, o ebbe qualcosa in comune, con l'affermazione fatta nella Bibbia che "Mosè costruì un altare e chiamava il nome di Jehovah Nissi", o Cabalisticamente, "Dio-Iao-Nyssi" ?. I Quattro aspetti principali di Osiride erano: Osiride-Phtah (Luce) l'aspetto spirituale; Osiride-Horus (Mente), l'aspetto intellettuale manasico; Osiride-Lunus, l'aspetto "Lunare" o psichico, astrale; Osiride-Typhon, l'aspetto Demoniaco o fisico, materiale e quindi passionale, turbolento. In questi quattro aspetti egli simboleggia l'EGO duale, il divino e l'umano, il cosmico-spirituale ed il terrestre. Dei molti dii supremi, questa concezione Egiziana è la più suggestiva e la più grandiosa, poiché abbraccia tutta la sfera del pensiero fisico e metafisico. Come divinità solare ha dodici dei minori sotto di lui - i dodici segni dello Zodiaco. Sebbene il suo nome sia "Ineffabile", i suoi 42 attributi incidono su ognuno dei suoi nomi ed i suoi 7 aspetti duali completano i 49, 7x7; questi ultimi sono simboleggiati dalle 14 membra del suo corpo, o due volte sette. Così il dio è mescolato nell'uomo, e l'uomo è deificato entro un dio. Ci si rivolgeva a lui come ad Osiride-Eloh. Mr. Dunbar T. Heath parla di una iscrizione fenicia che, una volta decifrata, proclama la seguente iscrizione tombale in onore della mummia: "Sia benedetta Ta-Bai, figlia di Ta-Hapi, sacerdote di Osiride-Eloh. Non fece niente contro qualcuno per ira. Non disse mai falsità contro qualcuno. Giustificata davanti ad Osiride, benedetta sia tu davanti ad Osiride! Pace a te". E poi aggiunge la seguente osservazione: "L'autore di questa iscrizione dovrebbe essere chiamato, suppongo, un pagano, poiché la giustificazione davanti ad Osiride è l'oggetto delle sue aspirazioni religiose. Troviamo, inoltre, che dà ad Osiride l'appellativo di Eloh. Ed Eloh è il nome usato dalle Dieci Tribù di Israele per l'Elohim delle altre Due Tribù. Jehovah Eloh (Gen., III, 21) nella versione usata da Ephraim, in quella usata da Giuda e da noi stessi, corrisponde a Jehovah Elohim. Stando così le cose, è certo che sarà posta una domanda alla quale si dovrebbe rispondere con umiltà - Quali erano i significati che si volevano rispettivamente trasmettere con le due frasi Osiride-Eloh e Jehovah-Eloh ? Da parte mia non posso immaginare che una sola risposta cioè che Osiride era il Dio nazionale dell'Egitto, Jeho-vah era quello di Israele, ed Eloh equivaleva a Deus, Gott o Dieu". In quanto al suo avvenimento umano, egli è, come afferma l'autore di Egyptian Belief, "... Uno dei Salvatori o Liberatori dell'umanità ... Come tale nacque nel mondo. Venne come un benefattore ad alleviare l'uomo dal dolore ... Nei suoi sforzi per fare il bene ha incontrato il male ... ed è stato temporaneamente vinto. Egli è ucciso, Osiride è sepolto. La sua tomba fu meta di pellegrinaggio per migliaia di anni. Ma egli non rimase nella sua tomba. Al termine di tre giorni, o di quaranta, risorse e salì in Cielo. Questa è la storia della sua Umanità" (Egyptyan Belief). E Mariette Bey ci dice, parlando della Sesta Dinastia, che "il nome Osiride ... comincia ora ad essere usato di più. Con lui si incontra la formula del Giustificato"; e aggiunge: "Questo prova che il suo nome (di Giustificato o Makheru) non era dato solo al morto". E ciò dimostra anche che la leggenda di Cristo era definita in quasi tutti i suoi dettagli migliaia di anni prima dell'era Cristiana, e che i Padri della Chiesa non fecero altro che applicarla semplicemente, senza grandi difficoltà, ad un nuovo personaggio. Osiride è il Logos egizio, nato attraverso una madre, ma non da una madre, e senza padre, poiché la divinità astratta è asessuata. Amministra la giustizia nell'Amenti, il regno dei morti, ma rappresenta anche l'Aether, la prima emanazione della Divinità suprema, Amen, la sorgente primordiale della Luce. È nato da un uovo, come Brahma, e nel suo carattere di Dio primitivo, creatore del cielo e degli esseri, è conosciuto come Toom. Dominio di Osiride è Aanroo, un campo diviso in 14 sezioni, circondato da un recinto di ferro, entro il quale cresce il grano della vita, alto sette cubiti. Il Sole era chiamato dagli Egizi "Occhio di Osiride", nome che deriva da Aish ed Asr, il cui significato è "incantatore del fuoco". La ripopolazione della Terra è legata al numero sette ed Osiride, quando entra nel Battello Solare, prende con sè sette raggi. Ed anche la spartizione del suo corpo, da parte di Tifone, in quattordici parti è un doppio sette: serve ad impedirgli di popolare il mondo creando la miseria. La croce ansata è il simbolo di Iside-Osiride, Femmina-Maschio, il principio germinale in tutte le sue forme. Osiride è un grande Dio, ma allo stesso tempo è un "Principe della Terra", che riappare in Thoth-Ermete. Esiste una teoria che vede in Iside-Osiride un Cabiro androgino, vissuto in Egitto molti secoli fa, il quale insegnò agli Egizi la produzione del grano e dell'avena. Divenne re di Egitto e regnò per molti secoli; l'epoca è stimata in 70.000 anni or sono, e questo rende non credibile l'identificazione di Osiride con Manes, cosa proposta da Bunsen. Tifone ed Osiride sono la stessa cosa: il primo è il lato oscuro del Dio, l'altro il lato luminoso; si tratta dell'ormai consueto concetto delle divinità doppie, spesso dette fratelli, ma in realtà duplice aspetto dello stesso Dio. Tifone è l'oscurità della notte, Osiride la luminosità del giorno, il Sole. È simile a Dioniso, a Krishna, a Buddha, al Cristo, ecc., nella sua figura di salvatore dell'umanità. Con Iside e Thoth, Osiride formava la più antica trinità egizia. Quando Osiride scende nell'Amenti come "Sole defunto", i Coccodrilli sacri si immergono nell'abisso delle acque primordiali; quando risorge come "Sole di vita", essi riemergono dal fiume sacro. Osiride era il Sole, il Nilo, l'anno solare di 365 giorni, e sotto l'aspetto di Horus è colui che abbatte Apap, il Serpente del Male, lo lega e lo incatena al Tau, o Tat. Secondo alcuni, fu Deucalione ad introdurre in Fenicia il culto di Adone e di Osiride, ossia il culto del Sole, perduto prima, ritrovato poi, nel suo significato astronomico.

PANCHA KOSHA

 
(San.) - Le cinque "guaine". Secondo la filosofia Vedantica, Vijnanamaya Kosha, la quarta guaina, è composta da Buddhi, o è Buddhi. Si dice che le cinque guaine appartengano ai due principi superiori - Jivatma e Sakshi che rappresentano l'Upahita e l'Anupahita, rispettivamente lo spirito divino. Nell'insegnamento esoterico la divisione è diversa, poiché esso divide l'aspetto fisico-metafisico dell'uomo in sette principi.

PANTELISMO

 
(Fil.) - Ogni dottrina che consideri tutto il mondo come corrispondente a fini. Ogni concezione della volontà come fondamento metafisico delle cose. Volontarismo assoluto.

SAGGI

 
(Fil.) - Con questo termine vengono spesso designati i Rishi, i Dhyan Chohan ed altre divinità che impersonano la saggezza. I Sette Saggi sono i Sette Raggi di Saggezza che tracciarono i Sette Sentieri (le Razze), ma anche le vie che conducono alla sapienza. Sono i sette Principi in senso metafisico e le sette Razze in senso fisico. Saggi sono anche i Rishi della razza Ariana, i Prachetasa. I Saggi mistici sono i Kumara.
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