Glossario

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PATRIARCHI

 
(Ebr.) - Per antonomasia, sono i primi capi famiglia, o di tribù, del popolo ebreo, vissuti prima e dopo il diluvio, predecessori di Mosè. Sono dodici e sono stati associati ai segni dello Zodiaco. Alcuni orientalisti sostengono che i Patriarchi ebrei altro non sono che la trasformazione degli Dei di Babilonia e d'Egitto. Per gli Indù, i Patriarchi sono le Razze umane puramente spirituali, i Prajapati, mentre per i Cabalisti sono i Sefiroti. Nella Bibbia, talvolta, Angeli e Patriarchi sono sinonimi. Più probabilmente, i Patriarchi sono simboli e segni siderali, cosmici e numerici. Gli anni dei Patriarchi, ad esempio, possono essere letti come periodi storici, con valore sia simbolico che allegorico. Nella Bibbia, Angeli, nomi di Dio, Patriarchi, ed altro, hanno valore matematico e geometrico, con riferimento alla natura manifesta.

PATRISTICA

 
(Rel.) - Studio della dottrina di quei pensatori che la chiesa cattolica considera Padri, ma anche di tutti gli scrittori cristiani vissuti nello stesso periodo (II-VIII sec.).

PAUAHTUNS

 
(Maya) - Altro nome con cui venivano chiamate le quattro divinità Bacab (divinità preposte ai punti cardinali, figli di Itzamnà).

PAULICIANI

 
(Rel.) - Setta dualistica diffusa nell'impero bizantino fra il secolo VII ed il XII, risalente a Costantino di Manamali. Perseguitati dall'imperatore Costantino Pogonato, si rifugiarono sulle rive del Mar Nero dove furono tollerati e godettero di relativa tranquillità. Costantino Copronimo concesso loro libertà di predicazione e di diffusione in Tracia. In seguito, i pauliciani si divisero fra i bogomili e l'Islam. Riconoscevano esclusivamente il Nuovo Testamento, con particolare venerazione per le lettere di Paolo, e contestazione per quelle di Pietro. Interpretavano la scrittura in modo dualistico, opponendo nettamente spirito a materia, il principio malvagio (signore di questo mondo) al principio buono (signore del mondo futuro). Riconoscevano a Gesù natura angelica, me negavano l'incarnazione di Cristo e rifiutavano i sacramenti perchè fatti con elementi materiali.

PAUSANIA

 
(Gr.) - Nacque a ??? nel 515-510 a.C. e morì a Sparta nel 472. Figlio di Cleombroto, dopo la morte del padre e quella di Leonida, re di Sparta, fu reggente per il di lui figlio Plistarco. Nel 479, dopo Salamina, condusse in Beozia un esercito che, sconfitti i Persiani a Platea, diresse poi contro Tebe. Nel 478 guidò la flotta contro Bisanzio, a Cipro. Processato per invidia, fu rimosso dalle sue cariche. Si recò in Asia, dai Persiani, e ciò gli procurò di nuovo l'accusa di tradimento da parte dei suoi concittadini. Tornato a Sparta, non si sa bene perchè, sul nascere della ribellione degli Iloti, venne posto di nuovo sotto accusa, ma sfuggì allo arresto rifugiandosi nel Tempio di Atena. Gli Efori fecero murare gli ingressi e Pausania morì di fame. Lasciò un'opera molto importante per la ricostruzione di usi e costumi dell'epoca: Hellados Perriegesis (Itinerari Greci).

PAVAKA

 
(San.) - Una delle tre personificazioni del fuoco - il figlio più vecchio di Abhimanim, o Agni - che aveva quarantacinque figli; questi, con il figlio originale di Brahma, il loro padre Agni, ed i suoi tre discendenti, costituiscono i 49 fuochi mistici. Da Pavaka e da Shuchi derivano i fuochi elettro-animali e quelli solari, che servono a creare gli animali. Pavaka è il Fuoco elettrico, detto anche Vaidyuta. È padre di Kavyavahana, il Fuoco dei Pitri.

PAVAMANA

 
(San.) - Uno dei tre fuochi, il fuoco prodotto da frizione, il cui nome è anche Nirmathya. Figlio anch'esso di Agni, è padre di Saharaksha, il Fuoco degli Asura.

PAVAMANA

 
-PAVAKA-SUCI (San.) - "Purificante-Purificatore-Puro", altri nomi dei fuochi garhapatya, dakshina ed ahavanya, simboleggianti le tre regioni: bhur, bhuvah, svar.

PAVANA

 
(San.) - Il dio del vento; il supposto padre del dio-scimmia Hanuman (Vedi "Ramayana").

PAVONE

 
(Occ.) - Uccello domestico dalle piume belle e variopinte, pennacchio sulla testa e grande coda a ventaglio coperta di cerchi che sembrano occhi. Dall'India, attraverso i Fenici, giunse in Europa. Fin dall'antichità molto ammirato per le sue splendide piume, fu messo nell'Olimpo dai Greci. Si riteneva che il pavone facesse la "ruota" (apertura totale della coda) per mettersi in mostra e riscuotere ammirazione (da cui: pavoneggiarsi). Se gli astanti non gli facevano i complimenti, correva a nascondersi. Uccello della Sapienza e della Conoscenza Occulta, versione indù della Fenice, era cavalcato da Karttikeya, quando questi si muoveva per ragioni occulte. La sua coda rappresenta i cicli siderali, mentre i segni dello Zodiaco sono nascosti nel suo corpo. Sulle sopracciglia porta una stella a sei punti (doppio triangolo), una svastika ed una corona a sei o sette punti. Era sacro a Giunone che nella coda del pavone aveva posto i cento occhi di Argo; secondo il Boccaccio, il pavone si comporta come i ricchi, si pavoneggia delle sue bellezze, grida più forte degli altri, sale sui punti più alti per essere preminente; per i Romani, il pavone simboleggiava l'Impero ed anche la consacrazione; il pavone con la coda abbassata rappresenta il giorno, quello con la coda dispiegata rappresenta la notte, piena di astri luminosi; il pavone, infine, è simbolo di orgoglio e di vanità.
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