22 gennaio 2020

Testi per l’intuizione [L]

Testi per l’intuizione [L]
Ci sono brani di poesie, di libri, di memoriali, atti a suscitare l’intuizione del lettore. Il loro significato va oltre le parole e le immagini evocate. È così per questo brano tratto da "La Vita Liberata" di Jiddu Krishnamurti, opuscolo edito dalla sede di Genova della Società Teosofica Italiana negli Anni Settanta, su iniziativa di Bruno Giolo, pagg. 7-11: "Un giorno, a Benares, scendevo in barca il sacro Gange, osservando gli uomini sulle rive del fiume, mentre adoravano Dio nella ricerca della felicità, nella ricerca della loro meta e del modo per giungervi. Vidi un uomo assorto in meditazione profonda, dimentico d’ogni cosa intorno a sé, fissa la mente in un pensiero solo – scoprire la meta e raggiungerla. Ne vidi un altro compiere i riti prescritti dal suo sistema di yoga. Ne vidi un altro ripetere canti sacri, perduto al mondo e a se stesso. Come la barca sul fiume viene trascinata dalla corrente, così l’uomo è trascinato dai propri desideri, passioni, aspirazioni, poiché non ha stabilito né trovato il proprio scopo. La meta non è stata individuata, il sentiero che vi conduce non è stato trovato, vi sono confusione e caos, domande e dubbi nella mente. Finché perdura il dubbio nella mente, non vi sarà pace, né certezza, né estasi di proposito. Queste condizioni esistono in tutto il mondo, ovunque vi siano cuori che palpitano e menti riflessive. Ovunque l’uomo incoscientemente cerca la via per liberarsi dalle sue limitazioni e meschinità. L’esito di questo sforzo è la liberazione e la felicità eterna. L’uomo compie le proprie esperienze lungo molti sentieri e ogni sentiero conduce a complicazioni. Di vita in vita, egli erra, di tempio in tempio, da un credo all’altro – raccogliendo esperienza, accettando, rifiutando, accettando di nuovo – così egli avanza verso quella meta che attende lui e tutta l’umanità. Nel processo di accumulazione e di scarto egli non sa da che parte volgersi per trovare conforto e, quando cerca questo sostegno in qualche direzione particolare, ne è subito avvinghiato e impigliato. Poiché vi sono molti interpreti della verità, poiché esistono molti sentieri, molte credenze e religioni in conflitto, l’uomo si perde nelle loro complessità. Come la farfalla lotta per uscire all’aria aperta e al libero cielo battendo contro i vetri della finestra, così lottano gli uomini che non hanno ancora avuto la visione della meta - eppure non è difficile stabilirla. La meta sembra loro così lontana poiché essi vivono nelle tenebre.
Come il vasaio plasma l’argilla per la gioia della sua immaginazione, così l’uomo può plasmare la propria vita secondo il desiderio del suo cuore. Come i vasi d’argilla vengono foggiati in forme belle o brutte, così la vita può essere resa bella o brutta, a seconda dello scopo che vi siete prefissi. Vorrei aiutarvi nel cammino verso quella meta che cercate e che desiderate raggiungere – la meta che attende tutte le creature della terra, indipendentemente dalle esperienze, i pensieri o i sentimenti. Allora sarete capaci di dirigervi attraverso l’oscurità del mondo, come un uomo si orienta con le stelle in una notte buia. Una volta prefissata una simile meta – la quale è felicità e quindi libertà – la vita diviene semplice. Non vi è più confusione e il tempo e le complicazioni spariscono. Se non avete stabilito la vostra meta, il presente è come la montagna dopo il tramonto del sole – la luce manca e l’oscurità del monte adombra la vallata. Il tempo non fa che condizionare la vita ma, appena siete liberi, siete al di là del tempo. Allora potrete guidarvi da soli, senza dipendere da alcuna autorità. Allora il timore sparirà. Allora per voi non esisterà più il conflitto tra il bene e il male. Quando avrete liberato la vita, troverete la felicità, che è la sola meta, la sola assoluta verità”.

Articolo tratto dal numero di dicembre 2019 della Rivista Italiana di Teosofia.