Libertà e osservazione
“La libertà è per gli uomini ciò che la terra è per gli alberi”. Queste parole del poeta senegalese Leopold Sedar Senghor ci riconducono al tema della libertà, che a sua volta passa anche attraverso una relazione consapevole con la realtà.
Le neuroscienze e anche la statistica ci dimostrano come le percezioni che i singoli hanno sugli aspetti misurabili della realtà quotidiana e su quella sociale divergono spesso da ciò che “è”. Si formano così i luoghi comuni e le cristallizzazioni mentali, che alimentano opinioni e forme-pensiero le quali poco hanno a che fare con i fatti. Questo aspetto è ampiamento dimostrato dalle indagini periodiche condotte a livello internazionale sulla reale conoscenza che i cittadini hanno delle problematiche relative a temi quali popolazione, lavoro, criminalità, immigrati e salute.
Quello della divergenza fra la percezione e il reale è il terreno elitario del consumismo, della faziosità politica e di tutto ciò che ha a che fare con la manipolazione. Si arriva persino a “costruire” false informazioni che poi il sistema della “rete” e dei social amplifica a dismisura.
Anche in una situazione di questo tipo, coloro che anelano alla comprensione della vita e della sua unità hanno a disposizione uno straordinario strumento di consapevolezza: quello dell’osservazione.
Un’osservazione non condizionata da pregiudizi, attenta a cogliere il significato profondo delle cose, umile nel suo restare lontana dalle identificazioni, forte nel percepire la Legge dell’Amore che governa l’universo.
Un’osservazione che non è condizionata dall’identificazione con la personalità e con il piccolo “io”, che non mira alla manipolazione e che non produce livelli di accumulazione.
Un’osservazione che porta ad un “vuoto” e non a un “pieno” e che crea un filo potente di collegamento fra la mente e il cuore e che si rispecchia in quanto affermato da Jiddu Krishnamurti quando, rispondendo ad una domanda che gli era stata rivolta, ebbe a dire: “Ci sono queste due cose: l’amore e la mente vuota di pensieri. Se avete veramente finito, se avete veramente sbattuto la porta su tutte quelle scempiaggini che gli uomini hanno messo assieme nella loro ricerca di qualcosa, se avete veramente finito con tutto ciò, allora restano queste due cose – l’amore e la mente vuota- … se vi è comunicazione con queste due cose allora ogni azione scaturirà da esse”.
Le neuroscienze e anche la statistica ci dimostrano come le percezioni che i singoli hanno sugli aspetti misurabili della realtà quotidiana e su quella sociale divergono spesso da ciò che “è”. Si formano così i luoghi comuni e le cristallizzazioni mentali, che alimentano opinioni e forme-pensiero le quali poco hanno a che fare con i fatti. Questo aspetto è ampiamento dimostrato dalle indagini periodiche condotte a livello internazionale sulla reale conoscenza che i cittadini hanno delle problematiche relative a temi quali popolazione, lavoro, criminalità, immigrati e salute.
Quello della divergenza fra la percezione e il reale è il terreno elitario del consumismo, della faziosità politica e di tutto ciò che ha a che fare con la manipolazione. Si arriva persino a “costruire” false informazioni che poi il sistema della “rete” e dei social amplifica a dismisura.
Anche in una situazione di questo tipo, coloro che anelano alla comprensione della vita e della sua unità hanno a disposizione uno straordinario strumento di consapevolezza: quello dell’osservazione.
Un’osservazione non condizionata da pregiudizi, attenta a cogliere il significato profondo delle cose, umile nel suo restare lontana dalle identificazioni, forte nel percepire la Legge dell’Amore che governa l’universo.
Un’osservazione che non è condizionata dall’identificazione con la personalità e con il piccolo “io”, che non mira alla manipolazione e che non produce livelli di accumulazione.
Un’osservazione che porta ad un “vuoto” e non a un “pieno” e che crea un filo potente di collegamento fra la mente e il cuore e che si rispecchia in quanto affermato da Jiddu Krishnamurti quando, rispondendo ad una domanda che gli era stata rivolta, ebbe a dire: “Ci sono queste due cose: l’amore e la mente vuota di pensieri. Se avete veramente finito, se avete veramente sbattuto la porta su tutte quelle scempiaggini che gli uomini hanno messo assieme nella loro ricerca di qualcosa, se avete veramente finito con tutto ciò, allora restano queste due cose – l’amore e la mente vuota- … se vi è comunicazione con queste due cose allora ogni azione scaturirà da esse”.
Foto di Maarten van den Heuvel su Unsplash

