Arte e Teosofia – il caso Schlatter a Firenze

Arte e Teosofia – il caso Schlatter a Firenze
Fino al 22 febbraio 2026, presso le Sale Fabiani di Palazzo Medici Riccardi a Firenze, è visitabile la mostra “Carlo Adolfo Schlatter - artista dello spirito”, un percorso espositivo dedicato a una delle figure più singolari del panorama artistico fiorentino del primo Novecento.
Nell’ambito delle iniziative collegate a questa esposizione, lo scorso 23 gennaio, presso la Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi a Firenze, si è svolto un incontro sul tema: “Arte e Teosofia – il caso Schlatter”.
Organizzato in collaborazione tra Società Teosofica Italiana, Fondazione MUS.E e Città Metropolitana di Firenze, il simposio ha visto quale principale relatore il professor Massimo Introvigne, sociologo, saggista e tra i massimi esperti del rapporto tra arte e Teosofia.
La Presidente della Società Teosofica Italiana, Patrizia Calvi, ha introdotto i lavori che hanno visto anche la partecipazione di Alessandra Schlatter (Presidente Associazione Casa-Museo Schlatter) e Valentina Zucchi (referente scientifico Muse). Ha concluso l’evento una tavola rotonda cui hanno partecipato la prof. Anna Mazzanti, il dott. Andrea Muzzi e la dott.ssa Federica Franci.
È stata questa l’occasione per approfondire il rapporto tra arte e Teosofia, duraturo e fecondo; Madame Blavatsky stessa era versata nel disegno, nella pittura, suonava magistralmente il pianoforte, era poetessa scrittrice e filosofa, quella che Paul Weinzweig definì “una donna acculturata secondo l’ideale rinascimentale”.
E gli artisti, con la loro sensibilità particolare, sono stati attratti da idee come quella dell’armonia universale, dell’aura, delle forme pensiero, la costituzione settenaria dell’uomo.
Tutto ciò ispirò ed ebbe come risultato un nuovo linguaggio simbolico che potesse dare contezza di ciò che è invisibile e di cui gli artisti sono diventati gli araldi, i messaggeri, una volta superato il particolare per attingere all’universale.