Marzo-aprile 2026
Anno LXXXII - N.03-04
La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza bimestrale. L'invio avviene tramite il servizio postale. In alternativa è possibile riceverla anche in formato PDF. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato in euro 30,00 per l’Italia e per l’Estero in euro 50,00 (formato cartaceo) o 30,00 (invio in PDF). Il versamento può essere effettuato: tramite bollettino sul conto corrente postale numero 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana APS - Tesoreria; tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana APS - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367; oppure con PayPal: https://www.eti-edizioni.it/collane-libri-e-dvd/770-rivista-italiana-di-teosofia.html
Area riservata
P. Moschin Calvi 1
Sanare l’errore
T. Boyd 2
Saggi dall’Oriente: il mito della gerarchia degli Adepti
S.A. Hoeller 6
Un Inno al Signore Buddha
J. Krishnamurti 12
Il Mistero dell’Ego
R. Iyer 15
Come dentro così fuori: cambiare se stessi, cambiare il mondo
S. Calvi 22
Intelligenza Artificiale: oltre i timori, verso un futuro umano-centrico
R. Gambella 26
Benessere e Spiritualità – un cammino di integrazione e consapevolezza
C. Zozzi 29
Le religioni e i loro simbolismi
31
Dal diario di Henry Steel Olcott
40
In armonia con la Terra, in armonia con l’Infinito
42
Ordine Teosofico di Servizio – lega di guarigione
44
150° Convenzione Internazionale della Società Teosofica
45
Segnalazioni
46
Recensioni
50
Dai gruppi
51
Al di là del velo
51
Il sacrificio è un atto d’amore
Tutte le grandi fedi del mondo sono concordi nell’affermare che l’universo ha avuto inizio con un atto di sacrificio e ne hanno incorporato l’idea nei loro riti più solenni.
A questo proposito troviamo nel Cristianesimo esoterico di Annie Besant parole piene di ispirazione: “Era giunto il tempo per una di quelle manifestazioni divine che avvengono di età in età, per aiutare il genere umano, quando è necessario un nuovo impulso per vivificare l’evoluzione spirituale dell’umanità, quando l’alba di una nuova civiltà sta per sorgere […]”.
“Un potente ‘Figlio di Dio’ doveva incarnarsi sulla terra, un Maestro supremo ‘pieno di grazia e di verità’. Un Essere in cui la sapienza divina dimorava in piena misura, che era veramente ‘la Parola’ fatta carne, la Luce e la Vita in traboccante ricchezza, la fonte stessa delle acque della vita. Signore di Compassione e di Sapienza, tale era il suo nome e dalla sua dimora nei luoghi segreti venne a manifestarsi nel mondo degli uomini. Era necessario un tabernacolo terrestre, una forma umana, il corpo di un uomo. […] L’uomo Gesù cedette se stesso in sacrificio volontario, si offrì senza macchia al Signore d’Amore che prese per tabernacolo quella forma pura e dimorò in essa per tre anni di vita mortale”, realizzando così la dimensione cristica.
La Legge del Sacrificio è alla base del nostro e di tutti i sistemi; su di essa sono costruiti tutti gli universi. L’induismo afferma che per mezzo del sacrificio avviene l’alba della manifestazione e che non ci può essere formazione di un mondo fino a che la divinità non ha compiuto un atto di sacrificio, limitando se stessa.
Possiamo dunque considerare questa Legge come la legge dell’esistenza, dell’essere, nella quale l’Assoluto ci dona la possibilità di condividere la sua beatitudine. Un sacrificio volontario, sacro, nato da un gesto d’amore, che diviene la fonte da cui fluisce l’energia spirituale e che, “in molteplici forme e per molte vie, eleva tutti gli esseri e li conduce a Dio”.
Buona Resurrezione a tutti!
Patrizia Moschin Calvi
Segnalazioni
Il 112° Congresso Nazionale della Società Teosofica Italiana si terrà, dal 28 al 31 maggio prossimi, presso l’Hotel Casa del Pellegrino di Padova, vicino alla basilica di Sant’Antonio.
Le giornate congressuali, incentrate sul tema “Le forme-pensiero”, saranno ricche di relazioni, interviste, simposi, panel e momenti di condivisione.
In allegato alla rivista il programma di massima e le note organizzative. Per ulteriori informazioni: sti@teosofica.org; tel 0444 962921.
Convocazione Assemblea Ordinaria della S.T.I
È indetta, ai sensi dello Statuto, l’Assemblea Ordinaria dell’Ente, in prima convocazione per sabato 18 aprile 2026 alle ore 7:00 e in seconda convocazione per sabato 18 aprile 2026 alle ore 10:30. Si prevede che l’Assemblea si svolgerà in seconda convocazione.
Così come stabilito dall’art. 11, comma 9 dello Statuto, la riunione avverrà in forma mista: in presenza, presso la Sede Legale dell’Ente, in Viale Quintino Sella 83/E a Vicenza e, contemporaneamente, online.
L’Assemblea è chiamata a deliberare sui seguenti argomenti:
1. Comunicazioni della Presidente;
2. Relazione della Presidente della S.T.I. sull’attività maggio 2025 – aprile 2026;
3. Bilancio Consuntivo anno 2025;
4. Bilancio di Previsione anno 2026;
5. Variazione della Composizione del Consiglio Generale;
6. Decadenza di Soci per morosità prolungata;
7. Varie ed Eventuali.
In merito verrà inviata ai Soci anche una lettera di convocazione per l’Assemblea, contenente il link per il collegamento alla riunione via Zoom.
La Segreteria Generale è a disposizione per ogni ulteriore informazione
che si rendesse necessaria: tel. 0444 962921 e-mail sti@teosofica.org
Quote associative 2026
I Soci della S.T.I. sono chiamati a rinnovare la quota associativa per l’anno 2026. Il Consiglio Generale, su proposta del Consiglio Direttivo, ha deliberato di confermare per il 2026 le quote associative dell’anno precedente e anche l’ammontare degli abbonamenti alla Rivista Italiana di Teosofia, secondo il seguente schema:
1. Quota associativa alla Società Teosofica Italiana (comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia): euro 50,00. Nei casi di co-residenza le quote oltre la prima sono ridotte ad euro 35,00;
2. Quota associativa per l’estero (comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia):euro 65,00;
3. Quota di ingresso per i nuovi soci (solo per il primo anno, comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia): euro 65,00;
4. Quota Socio Sostenitore (con abbonamento) euro100;
5. Quota Socio Benemerito Vitalizio (con abbonamento): euro 2.000;
6. Abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia (per non soci) euro 30,00;
7. Abbonamento estero alla Rivista Italiana di Teosofia (per non soci): euro 50,00.
I Soci Indipendenti e gli Abbonati potranno provvedere al versamento utilizzando il c.c.p. nr. 55010367 intestato alla Società Teosofica Italiana-Tesoreria oppure effettuando un bonifico bancario intestato a: Società Teosofica Italiana - Tesoreria, sul conto Bancoposta della S.T.I. codice IBAN: IT93 D076 0111 80000005 5010 367.
I Soci dei Gruppi e dei Centri provvederanno invece al rinnovo contattando i Presidenti dei Gruppi e i Segretari dei Centri di appartenenza.
La Rivista Italiana di Teosofia potrà essere richiesta, in alternativa alla copia cartacea, in modalità elettronica, via e-mail, in formato PDF.
La scadenza per il versamento delle quote, che garantiscono l’esercizio dei diritti sociali, è quella del 31 gennaio 2026.
150° Convenzione Internazionale della Società Teosofica
Tra dicembre 2025 e gennaio 2026, Adyar (India) ha ospitato la 150° Convenzione della Società Teosofica e il raduno dei Giovani Teosofi.
Una delegazione italiana, composta da Nicoletta Boriello, Tobia Buscaglione e Sara Gencarelli con i figli Leon e Leia, Elena Bessie Camplone e Luca Marini, ha partecipato attivamente ai lavori. Il raduno giovanile, guidato da Tran-Thi-Kim-Dieu e Simon O’Rourke, si è focalizzato su studio, meditazione e servizio. La Convention, intitolata “Un Mondo, Una Vita”, ha celebrato il 150° anniversario della fondazione con circa ottocento delegati. Il Presidente Tim Boyd ha aperto i lavori sottolineando gli elementi chiave dello spirito teosofico: la ricerca della verità e la fratellanza universale. Numerosi interventi hanno collegato l’antica saggezza alle sfide contemporanee, dalla tecnologia ai cambiamenti globali.
Tra gli eventi di rilievo, si segnalano la meditazione di Shikhar Agnihotri e Catalina Isaza-Cantor e il documentario “One Fire”. Particolarmente suggestiva è stata la Cerimonia dell’Acqua presso il Tempio Buddhista, rito volto a celebrare l’interconnessione di ogni forma di vita. Il discorso conclusivo di Boyd ha ribadito il ruolo della Teosofia come impulso vivo nel mondo attuale e nel futuro. La playlist completa dei lavori della Convenzione è ora disponile al link: https://www.youtube.com/playlist?list=PLUiu6C_LsrOZf71BPDzsFRFisMVHNYqTV
Arte e Teosofia – il caso Schlatter a Firenze
Il 22 febbraio si è chiusa la mostra “Carlo Adolfo Schlatter - artista dello spirito”, un percorso espositivo dedicato a una delle figure più singolari del panorama artistico fiorentino del primo Novecento, ospitate nelle sale di Palazzo Medici-Riccardi a Firenze.
Nell’ambito delle iniziative collegate a questa esposizione, lo scorso 23 gennaio, presso la Sala Pistelli di Palazzo Medici-Riccardi si è svolto un incontro sul tema: “Arte e Teosofia – il caso Schlatter”.
Organizzato in collaborazione tra Società Teosofica Italiana, Fondazione MUS.E e Città Metropolitana di Firenze, il simposio ha visto quale principale relatore il professor Massimo Introvigne, sociologo, saggista e tra i massimi esperti del rapporto tra arte e Teosofia.
La Presidente della Società Teosofica Italiana, Patrizia Calvi, ha introdotto i lavori che hanno visto anche la partecipazione di Alessandra Schlatter (Presidente Associazione Casa-Museo Schlatter) e Valentina Zucchi (referente scientifico Muse). Ha concluso l’evento una tavola rotonda cui hanno partecipato la prof. Anna Mazzanti, il dott. Andrea Muzzi e la dott.ssa Federica Franci.
È stata questa l’occasione per approfondire il rapporto tra arte e Teosofia, duraturo e fecondo; Madame Blavatsky stessa era versata nel disegno, nella pittura, suonava magistralmente il pianoforte, era poetessa scrittrice e filosofa, quella che Paul Weinzweig definì “una donna acculturata secondo l’ideale rinascimentale”.
E gli artisti, con la loro sensibilità particolare, sono stati attratti da idee come quella dell’armonia universale, dell’aura, delle forme pensiero, la costituzione settenaria dell’uomo. Tutto ciò ispirò ed ebbe come risultato un nuovo linguaggio simbolico che potesse dare contezza di ciò che è invisibile e di cui gli artisti sono diventati gli araldi, i messaggeri, una volta superato il particolare per attingere all’universale.
Taimni e la via per l’illuminazione: Seminario ad Ascona
La Società Teosofica Italiana e quella Svizzera continuano la loro collaborazione anche in occasione dell’edizione 2026 del tradizionale Seminario Teosofico di Ascona, dedicato quest’anno al tema: “Taimni e la via per l’illuminazione”.
Il Seminario, in presenza, sarà ospitato nel bel contesto dell’Hotel Ascona, nella ridente omonima località del Canton Ticino (Svizzera), alle pendici del Monte Verità, che fra fine Ottocento e inizio Novecento ospitò una delle più significative esperienze culturali e umane nel segno dell’Utopia e della costruzione di un mondo migliore.
Il Seminario si svolgerà dal pomeriggio di venerdì 20 marzo a domenica 22 (con conclusione per le ore 12:00). Sono previste relazioni specifiche, approfondimenti e una sessione di domande e risposte.
Le informazioni di dettaglio e la scheda d’iscrizione sono disponibili al link: https://www.teosofica.org/it/news/congressi-e-seminari/edizione-2026-del-seminario-di-ascona,3,2766 e nella sezione “Congressi e Seminari” del sito S.T.I.
La luce della solidarietà
Uno dei progetti di frontiera dell’Ordine Teosofico di Servizio è quello che si sviluppa in un Campo Sinti della provincia di Vicenza, dove l’azione costante e generosa delle Sorelle Stefania Schiavo e Sandra Sartori fa sì che vi sia un’autentica azione per la crescita dei minori e per il sostegno di tutti i bisognosi di attenzione e di aiuto. Le immagini che riportiamo si riferiscono alla consegna natalizia di beni di prima necessità e di doni per i bambini.
La Teosofia ci insegna che qualsiasi azione connotata da altruismo e retta intenzione concorre al bene dell’Umanità intera e consente di andare oltre agli inganni dell’indifferenza.
Letture teosofiche presso la Sede della S.T.I. a Vicenza
La Società Teosofica Italiana APS partecipa al “Patto per la Lettura”, progetto promosso dal Comune di Vicenza e dalla Biblioteca Civica Bertoliana.
Nel mese di gennaio, in sinergia anche con le iniziative del Giorno della Memoria, è stato illustrato, anche con la lettura di brani, il libro dell’avvocato Gaetano De Martino (1899-1966), illustre e benemerito teosofo operante a Milano, “Dal carcere di San Vittore ai lager tedeschi”. Questo testo si segnala per lo spirito di compassione e di sensibilità umana che lo pervade e per l’assenza di qualsiasi sentimento di odio nei confronti dei carnefici.
Le lotte di Annie Besant per i diritti delle donne
Segnaliamo l’importante iniziativa della Società Teosofica Francese, con il seminario di Muriel Pécastaing-Boissière, docente di Civiltà Britannica alla Sorbona, sulle lotte di Annie Besant per i diritti delle donne.
Questo aspetto della vita di colei che fu Presidente della Società Teosofica fra il 1907 e il 1933 e madrina spirituale di Jiddu Krishnamurti, viene spesso trascurato perché c’è la tendenza a ricomprenderlo in aspetti più ampi, come il libero pensiero, il socialismo, la Teosofia e la lotta per l’indipendenza indiana.
Muriel Pécastaing-Boissière spiega come Besant abbia dovuto affrontare i vincoli morali, religiosi e legali imposti alle donne vittoriane. Mostra il suo impegno per la libertà di espressione in materia di contraccezione, per l’accesso delle donne all’istruzione superiore, per i diritti delle operaie nelle fabbriche di fiammiferi e per il suffragio femminile. Illustra anche come la Teosofia sia diventata un rifugio spirituale per le donne e quale impatto abbia avuto Annie Besant sulla Massoneria mista e sui diritti delle donne in India.
Questo il video del seminario, in lingua francese: https://www.youtube.com/watch?v=U_XlfiDGseM.
Sul tema, Muriel Pécastaing-Boissière ha tenuto una video-conferenza anche per il Gruppo “Aurora” di Vicenza, che è possibile consultare sul canale YouTube del Gruppo: https://www.youtube.com/@societateosoficavicenza329
L’alchimia della vita
Come ci insegna l’alchimia, trasformare il piombo in oro non è soltanto una questione legata alla “conoscenza” di un processo ma anche un quid che deriva dalla consapevolezza che solo la dimensione dell’essere può dare. Così il piombo della nostra personalità (il nostro piccolo io) si può trasformare nell’oro di ciò che “è” e che non può essere descritto in termini di linguaggio. È la Voce del Silenzio di cui parla H.P. Blavatsky nell’omonimo testo (https://www.etiedizioni.it/devozione/479-la-vocedel-silenzio.html).
E “quando vi è silenzio, quando vi è quella tranquillità mentale che non è un risultato, allora constateremo in tale quiete un’attività straordinaria, una straordinaria azione, che una mente agitata dal pensiero non potrà mai conoscere. In tale quiete non si formula nulla, non si hanno idee, non c’è memoria; tale quiete è una condizione creativa che può sperimentarsi soltanto quando vi sia intendimento completo dell’intero processo dell’‘io’.
Altrimenti, la quiete non ha significato. Soltanto in tale quiete, che non è un risultato, si scopre l’eterno, ciò che è al di là del tempo” (Jiddu Krishnamurti).
Ikigai e Shimei: la cultura giapponese del vivere
La tradizione giapponese è ricca di suggestioni e di saggezza che, con un grande potere di sintesi, vengono spesso riassunte in un’unica parola.
E questo il caso di Ikigai (valore del vivere o ragione per vivere) e di Shimei (scopo della vita).
Ikigai rappresenta prima di tutto l’equilibrio fra le quattro dimensioni presenti nella vita: la passione (ciò che amiamo e ci dona gioia), il talento, la missione (ciò di cui il mondo ha bisogno) e la professione che facciamo per vivere. È dunque un punto di equilibrio fra le esigenze personali e i doveri sociali. È fonte di armonia interiore e nelle relazioni. È un’alchimia in cui si mescolano armonicamente desiderio, talento, utilità e sostenibilità. È un modo autentico per la crescita individuale e della comunità.
Shimei invece, che letteralmente significa “missione” o “scopo di vita”, rappresenta il compito profondo cui ogni individuo è chiamato. Non è una destinazione immutabile, ma un patto con se stessi che si rinnova giorno dopo giorno. Afferma in proposito Daniel Lumera: “È il ‘perché profondo’ che risuona oltre le ambizioni condizionate, a beneficio del prossimo: offrire agli altri uno spazio di cura e presenza, dare voce a chi non ce l’ha, ricordare alle persone la bellezza sacra della vita, avvicinare gli esseri umani alla natura… Ognuno di noi risuona con un senso di missione unico, che ha a che fare con i propri talenti e che, se unito a quello degli altri, diventa una sinfonia meravigliosa.
Quando un gruppo di persone agisce in accordo a un particolare Shimei, accadono sempre cose straordinarie e si muovono forze profondissime”.
Rispondere alla domanda di quale spazio abbiano nella nostra vita Ikigai e Shimei ci apre alla dimensione di un orizzonte ispirato dalla bellezza e dalla solidarietà, fonti autentiche di benessere interiore.
Grand Egyptian Museum
Lo scorso 1° novembre è stato inaugurato, nell’area metropolitana del Cairo, a poco meno di due chilometri dalla piramide di Giza, il GEM (Grand Egyptian Museum). I lavori di allestimento, su progetto di un team guidato dallo studio Heneghan Peng Architects (con sedi a Dublino e a Berlino) sono durati vent’anni. Le collezioni esposte sono imponenti, con oltre centomila oggetti e reperti e una superficie espositiva di cinquecentomila metri quadrati. Una galleria del museo, di oltre settemila metri quadrati, è dedicata al corredo aureo della tomba di Tutankhamon, il Faraone bambino (1341-1323 a.C.), scoperta nel 1922 dall’archeologo inglese Howard Carter.
Intervistato da Stefano Bucci per l’inserto “La Lettura” de Il Corriere della Sera del 14 dicembre, Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, ha sottolineato: “Credo che l’aspetto più affascinante della civiltà dei faraoni sia il fatto che i suoi resti sembrano trascendere il tempo, sconfiggere la morte, mirare all’eternità: tutti desideri che condividiamo come esseri umani. Questo è certamente dovuto alla sopravvivenza di numerosi grandi monumenti, ma anche all’importanza che gli egizi attribuivamo al concetto di memoria”.
Memoria, Consapevolezza e Sorriso alla Vita
La realtà è complessa e misteriosa e, per una sua vera comprensione, è fondamentale un approccio di ascolto e osservazione ampia e neutrale.
Gran parte del nostro vissuto influenza la vita a livello inconscio (memoria silente), condizionando l’essere umano.
È importante che il nostro atteggiamento nei confronti della vita sia umile e volto all’ampliamento della coscienza, tramite l’accettazione del passato, la presenza attiva nel presente e la capacità di “sognare” il futuro nel segno del Bello, Buono e Vero.
Secondo la Teosofia (e non solo), l’essere umano è un “apparecchio radio” in grado di captare diverse frequenze; la sua libertà risiede nella scelta di sintonizzazione che influenza l’interazione con il karma e i piani superiori (modelli e archetipi).
L’intuizione non razionale, che unisce cuore e mente, è cruciale per accedere a questa consapevolezza. Comprendere la dimensione spirituale permette di vivere l’eterno nell’attimo presente, trasformando la memoria in insegnamento e non in mera registrazione.
Questa comprensione svela il valore dei “fili” che legano al tutto, portando, oltre la precarietà e il dolore, alla realtà dell’Amore e della Consapevolezza.
Come suggerito da Giordano Bruno e da Pessoa, tutte le cose sono unite in perfetta armonia, e l’essere umano racchiude tutti i sogni del mondo.
Per tutte queste ragioni, la vita merita un sorriso.
Libertà e osservazione
“La libertà è per gli uomini ciò che la terra è per gli alberi”. Queste parole del poeta senegalese Leopold Sedar Senghor ci riconducono al tema della libertà, che a sua volta passa anche attraverso una relazione consapevole con la realtà.
Le neuroscienze e anche la statistica ci dimostrano che le percezioni che i singoli hanno sugli aspetti misurabili della realtà quotidiana e su quella sociale divergono spesso da ciò che “è”. Si formano così i luoghi comuni e le cristallizzazioni mentali, i quali alimentano opinioni e forme pensiero che poco hanno in comune con i fatti. Questo aspetto è ampiamente dimostrato dalle indagini periodiche condotte a livello internazionale sulla reale conoscenza che i cittadini hanno sulle problematiche relative a temi quali popolazione, lavoro, criminalità, immigrati e salute. I risultati dimostrano costantemente la grande cesura esistente fra i fatti e la loro percezione.
Quello della divergenza fra la percezione e il reale è il terreno elitario del consumismo, della faziosità politica e di tutto ciò che ha a che fare con la manipolazione. Si arriva persino a “costruire” false informazioni che poi il sistema della “rete” e dei social amplifica a dismisura.
Ma pur in una situazione di questo tipo, coloro che anelano alla comprensione della vita e della sua unità hanno a disposizione uno straordinario strumento di consapevolezza: quello dell’osservazione.
Un’osservazione non condizionata da pregiudizi, attenta a cogliere il significato profondo delle cose, umile nel suo restare lontana dalle identificazioni, forte nel percepire la Legge dell’Amore che governa l’universo.
Un’osservazione che non è condizionata dall’identificazione con la personalità e con il piccolo “io”, che non mira alla manipolazione e che non produce livelli di accumulazione.
Un’osservazione che porta a un “vuoto” e non a un “pieno” e che crea un filo potente di collegamento fra la mente e il cuore e che si rispecchia in quanto affermato da Jiddu Krishnamurti, in risposta a domanda che gli era stata rivolta: “Ci sono queste due cose: l’amore e la mente vuota di pensieri. Se avete veramente finito, se avete veramente sbattuto la porta su tutte quelle scempiaggini che gli uomini hanno messo assieme nella loro ricerca di qualcosa, se avete veramente finito con tutto ciò, allora restano queste due cose – l’amore e la mente vuota – … se vi è comunicazione con queste due cose allora ogni azione scaturirà da esse”.
La coscienza è il fondamento dell’universo
Una teoria radicale viene oggi portata all’attenzione della comunità scientifica, grazie a Maria Stromme, docente dell’Università di Upsala, che l’ha esposta in un articolo pubblicato su AIP Advances.
Secondo Stromme la coscienza è il fondamento dell’universo e dunque non è un prodotto del cervello, ma il campo fondamentale da cui emergono spazio, tempo e materia. Invece di partire da atomi e particelle che si organizzano e specializzano fino a formare cervelli in grado di pensare, il modello della scienziata svedese inverte la prospettiva, trattando l’universo come una manifestazione strutturata di una consapevolezza primordiale. La teoria offre una struttura matematica per testare l’esistenza di una mente universale, fattore che porterebbe alla realtà di una coscienza come campo presente in ogni luogo e in ogni istante, con gli aspetti fisici materiali che ne rappresenterebbero una manifestazione organizzata.
La mente individuale finisce così per essere la configurazione e il terminale di un campo universale, un’onda localizzata in un oceano infinito.
Curiosamente, nel suo recente romanzo “L’ultimo Segreto” Dan Brown, scrittore sempre molto aggiornato nel campo della ricerca scientifica, immerge i protagonisti in una visione del mondo non lontana dall’ipotesi di Maria Stromme.
Ma il pensiero di un ricercatore attento non può, nell’occasione, non andare al pensiero e all’opera di Helena Petrovna Blavatsky, che nella sua “La Dottrina Segreta” evidenzia (siamo nel 1888!) come la coscienza non sia un prodotto del cervello ma una realtà fondamentale e universale.
Per Blavatsky e per la Teosofia la coscienza non è generata dalla materia ma è l’essenza stessa della realtà. In questa visione esiste una Vita Una, eterna e illimitata, da cui tutto deriva e lo spirito e la materia finiscono per essere solo due aspetti della stessa sostanza cosmica. Il cervello umano, dunque, è solo un canale o un veicolo attraverso cui la coscienza si esprime sul piano fisico. E quindi ogni essere è una manifestazione temporanea della stessa coscienza universale. Le visioni del mondo di H.P. Blavatsky, che tanti problemi le suscitarono in vita, riemergono oggi in tutta la loro forza e valore e a questa donna straordinaria non può che andare il pensiero riconoscente di ogni appassionato indagatore della realtà.
Seguire la propria via
Nella tradizione indiana il termine Svadharma (“il proprio dharma”, “la propria via”) sta a indicare l’azione che scaturisce dal contatto con la propria natura autentica e dall’equilibrio di quest’ultima con il contesto karmico in cui siamo inseriti.
L’azione che ne deriva vive di un equilibrio che trae forza dalla rinuncia ai frutti dell’azione e ai protocolli esterni che non sono aderenti alla propria natura intima.
Svadharma favorisce la dimensione dell’ascolto sia interiore sia nei confronti con gli altri e ci porta a un sentire e a un agire più autentici e sempre in grado di aggiungere valore alla nostra vita e a quella degli altri.
Seguire lo Svadharma significa dunque agire in armonia con la propria natura, i propri talenti e le proprie inclinazioni, portandoci così a una vita più autentica e, in ultima analisi, felice.
Valore etico della pratica vegetariana
In un momento in cui la pratica vegetariana si sta diffondendo sempre più, anche nel mondo giovanile, un pensiero riconoscente va rivolto a quelli che furono in Italia i pionieri del vegetarismo in epoca contemporanea, come ad esempio il dottor Ferdinando Delor che divenne, alla morte di Aldo Capitini, presidente dell’Associazione Vegetariana Italiana (costituita dallo stesso Capitini a Perugia il 12 settembre 1952 con il nome di Società Vegetariana) e mantenne lo stesso indirizzo non violento del suo predecessore, con una rafforzata inclinazione per la ricerca scientifica.
Fu Delor a fondare la rivista ufficiale dell’Associazione, l’“Idea Vegetariana” (1963-2009), ed è a lui che si devono le prime indagini sugli effetti positivi del vegetarismo da un punto di vista medico. “Essere vegetariano non è una stravaganza, non è un’eccentricità, non è una moda: è un modo di vivere che giova alla salute, sconosciuto ai più, eppure antico quanto l’umanità. Esso significa tornare il più possibile alla natura, ai cibi sani e genuini, a quei vegetali che danno vigore e sicurezza, resistenza e serenità; non per nulla ‘vegeto’ e ‘vegetale’ derivano da una comune radice latina”.
Delor non si stancava di sottolineare anche che la pratica vegetariana si basa su un assunto di tipo etico dato che “se la positività della dieta vegetariana fosse racchiusa soltanto nei vantaggi, pur sempre apprezzabili, del corpo fisico, potrebbe benissimo essere relegata nel novero dei numerosi regimi dietetici esistenti, anche se fra i migliori e raccomandabili.
Trova invece il suo vero significato se considerata come tangibile manifestazione di un atteggiamento fondato sull’inequivocabile principio morale di non uccidere”.
Il vegetarismo, dunque, si collega direttamente a una visione ecologica e spirituale, che si basa sul rispetto della vita e su quello per tutti gli esseri.
I bambini sono il nostro futuro
Segnaliamo le iniziative dell’Associazione Culturale Focus on A.P.S. di Vallefiorita (CZ), che si stanno sviluppando anche a livello nazionale in una rete di Istituti Comprensivi sul tema Tecnologie, Genitori e Minori dove i genitori, incominciando dalla scuola dell’infanzia, sono supportati nel comprendere quali possano essere i rischi di un uso non adeguato delle tecnologie con i bambini.
Nell’ambito del Progetto Azione Genitori Solidali l’Associazione, con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Vallefiorita, ha recentemente organizzato con un gruppo di 28 bambini delle classi quarte e quinte della
scuola elementare di Vallefiorita, insieme a 4 volontari e a 12 genitori volontari occasionali, una visita al parco archeologico Scolacium di Roccelletta di Borgia (CZ).
Nell’occasione il prof Luigi Antonio Macrì, presidente dell’Associazione Focus on A.P.S. e Presidente del Gruppo Teosofico di Catanzaro ha sottolineato la sua soddisfazione evidenziando che “le attività culturali e le visite guidate con bimbi della scuola elementare sono semi che si lanciano in un terreno fertile in quanto concimato dalla sensibilità e dalla bellezza che hanno i bambini in questi primi anni della loro vita”. Il prof. Macrì continua affermando con forza che “i bambini sono il nostro futuro. Rinforzare l’azione educativa e formativa dei minori, con iniziative culturali e sportive, che poi rientrano in un’azione ormai indispensabile e necessaria di digital detox per noi tutti e in particolar modo per bambini e adolescenti, significa da una parte prevenire e combattere il disagio mentale che cresce sempre di più negli adolescenti e dall’altra evidenziare il concetto che senza conoscere le nostre radici, senza cooperare e stare insieme, non possiamo avere una società composta da persone equilibrate e consapevoli”. Complimenti al Fratello Macrì per questa sua azione sul piano del Servizio.
https://www.associazionefocuson.it/index.php/eventi.html
Fata Morgana: memorie dall’invisibile
Si è conclusa a Milano il 4 gennaio scorso la mostra “Fata Morgana: memorie dall’invisibile”.
L’esposizione, che ha tratto ispirazione anche dal poema Fata Morgana, scritto da André Breton nel 1940, è stata ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi con la curatela di Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum e Marta Papini.
“Fata Morgana: memorie dell’invisibile” è stata dedicata a pratiche artistiche ispirate all’invisibile, all’automazione psichica e alla trance come modalità di creazione e ha intrecciato storia, arte e misticismo in un viaggio attraverso visioni, estasi, apparizioni e immaginari alternativi per esplorare il rapporto tra arte, occulto e dimensioni interiori.
Al centro della mostra ha avuto un posto di rilievo il prezioso nucleo di sedici opere di Hilma af Klint (1862-1944), leggendaria pittrice svedese che, agli inizi del ‘900, sviluppò un linguaggio astratto del tutto originale, precorrendo pionieri come Wassily Kandinsky e Piet Mondrian.
Da segnalare che nella parte inziale dell’esposizione erano presenti le celebri tavole illustrative de Le forme-pensiero, il testo di Annie Besant e Charles Webster Leadbeater, pubblicato nel 1905, che tanto ha influenzato l’arte moderna. Purtroppo né la parte illustrativa né il catalogo rendano merito a chi collaborò con i due autori e preparò materialmente le tavole seguendo le loro indicazioni, cioè il pittore John Varley Jr. – nipote del più noto acquarellista John Varley (amico di William Blake) – il signor Prince (artista che frequentava i circoli teosofici) e la signorina Macfarlane, artista di talento.
Tra le altre opere esposte segnaliamo in particolare quelle di Emma Kunz (1892-1963), di Emma Jung (1882-1955), di Olga Frobe-Kapteyn (1881-1962) e di Judy Chicago (n. 1939), con la sua straordinaria serie denominata “Fiori di carne”.
“Fata Morgana: memorie dell’invisibile” ha saputo evidenziare come, in diversi momenti storici, pratiche considerate eccentriche abbiano scardinato convenzioni artistiche e sociali, mettendo in discussione gerarchie di genere, autorità scientifiche e limiti del pensiero razionale.
Una mostra quindi con alcuni elementi di sicuro interesse ma anche con un allestimento molto medianico e a tratti funereo. E con un catalogo che trascura, purtroppo, le immagini di molte opere importanti.
Recensioni
La casa editrice Mediterranee ha pubblicato, con il titolo “Carl Gustav Jung – il grande sciamano”, la biografia dello psichiatra e pensatore svizzero, a opera della giornalista e scrittrice Paola Giovetti.
Jung (1875-1961) è stato un grande medico dell’anima e la sua fama è cresciuta nel tempo perché le sue scoperte e le sue intuizioni nel campo della psiche fanno ormai parte della conoscenza comune.
Grazie all’incisiva penna di Paola Giovetti e alla sua capacità di ricerca e di valorizzazione degli aspetti meno noti delle grandi personalità, questo libro porta a una comprensione di Jung a tutto tondo, coinvolgendo la sua vita affettiva e la sua passione per le tematiche legate all’esoterismo e al paranormale.
Viene così scandagliato l’interesse del grande psicanalista per i sogni, i miti, le leggende, i simboli, le visioni, la reincarnazione, il karma, la vita dopo la morte.
Vissuto in un’epoca difficile e connotata dalle tragedie di due guerre mondiali, Jung riteneva di avere anche un incarico di alto valore etico: quello favorire un capovolgimento spirituale grazie alle possibilità offerte dall’espansione della coscienza del singolo.
Per Paola Giovetti “come un antico sciamano, Jung compì il pericoloso viaggio nelle profondità dell’inconscio e fece suoi i due compiti essenziali dell’antico uomo-medicina: prendersi cura della salute del suo prossimo e indicargli la dimensione trascendente”.
Il Maestro Veneziano: un romanzo su Assagioli
Sergio Guarino, Presidente dell’Istituto di Psicosintesi, ha voluto ricordare Roberto Assagioli (1888-1974), fondatore dell’Istituto, a 50 anni dalla morte.
Lo ha fatto pubblicando presso Balzano Editore il romanzo “Il Maestro Veneziano – il romanzo della vita del fondatore della Psicosintesi”.
Assagioli è stato un grande psicoterapeuta italiano, teosofo e umanista, persona poliglotta e dai molteplici interessi; fu amico di Jung e di Papini e in stretto rapporto epistolare con filosofi e scienziati quali Einstein, Buber e Keyserling, solo per citarne alcuni.
Guarino in questo libro intreccia la narrazione della vita di Assagioli al racconto della ricerca di una biografia scomparsa, che lo psichiatra veneziano aveva iniziato a dettare a un medico americano.
Ne è nato un romanzo che sa alternare riflessioni filosofiche a episodi avventurosi, il lavoro interiore di autosservazione a incontri con personaggi straordinari, il tutto nella cornice del racconto della vita di Assagioli, una esistenza vissuta all’insegna dell’impegno e dell’ispirazione e dedicata al bene dell’uomo.
A proposito di Assagioli ricordiamo che la Società Teosofica Italiana ha pubblicato il volume “Il Mondo Interiore”, che contiene tutti gli scritti teosofici del fondatore della Psicosintesi: https://www.etiedizioni.it/orizzonti/503-il-mondointeriore.html
Nuova luce sui fiori di Bach
Segnaliamo questo libro di Cinzia Zozzi, che vuole portare nuova luce sui Fiori di Bach, con l’obiettivo di aiutare tutti coloro che soffrono e di far meglio comprendere la portata del lavoro del dottor Bach. I fiori sono qui rivisti come un concentrato di conoscenza delle leggi universali, veri archetipi capaci di svelare il cammino e le prove che l’anima si trova ad affrontare. Ogni fiore è visto come una frequenza che risuona come una purificazione psichica, energetica e fisica, stimolando una vera e propria trasformazione spirituale.
Chakra e meridiani della medicina cinese
Nel volume “I Chakra applicati ai punti dei meridiani della medicina cinese” Ludovica Fabiani illustra un metodo per migliorare le capacità di due potenti e antiche medicine energetiche attraverso un percorso di autoconoscenza e di guarigione sia di se stessi che degli altri.
Nell’introduzione l’autrice sottolinea l’importanza che ha avuto nel suo lavoro la lettura e lo studio del testo del teosofo C.W. Leadbeater Chakras, che descrive questi ultimi in termini energetici, associandoli a colori, vibrazioni e funzioni psicologiche.
Amiche. Undici storie di legami e sorellanza
È uscito il libro “Amiche. Undici storie di legami e sorellanza”, un testo collettivo curato dal gruppo Controparola e pubblicato da Il Mulino. Il volume raccoglie undici capitoli dedicati a coppie di amiche che hanno intrecciato le loro vite e la loro opera nel corso dell’ultimo secolo di storia italiana, esplorando come l’amicizia tra donne possa diventare spazio di libertà, verità e trasformazione sociale. Le storie, partendo dal 1926 fino ai giorni nostri, attraversano campi molto diversi: cultura, politica, scienza, arte, letteratura, spettacolo, educazione e impegno civile.
L’introduzione del libro è firmata da Dacia Maraini, che individua un “filo rosso” che unisce tutte queste storie: non solo il genere, ma la potenza della relazione femminile come un legame spesso complesso, talvolta doloroso, ma sempre vivo e significativo.
Tra le storie segnaliamo quella dedicata all’amicizia tra Maria Montessori e Annie Besant, narrata nel racconto “Due affluenti, un solo fiume, verso l’oceano”, scritta da Stefania Porrino. In questa storia emerge non solo un rapporto di affetto e stima reciproca, ma anche una connessione spirituale e intellettuale: due figure di donne il cui impegno educativo e sociale ha saputo guardare oltre i confini delle rispettive discipline, toccando temi di emancipazione, crescita umana e fratellanza universale.
Sabato 24 gennaio Stefania Porrino ed Elisa Dossi, due delle autrici, sono state ospiti della sede teosofica di Roma di Corso Trieste 88/90, per la presentazione del libro.
Ordine Teosofico di Servizio
Dai gruppi
Le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate, giorno per giorno, su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
Aprendo la sezione “Eventi e Convegni” è possibile registrarsi accedendo così all’elenco delle riunioni e delle conferenze organizzate nelle varie località.
Meditazione del Solstizio presso la sede di Roma
I Gruppi Teosofici Romani si sono riuniti per la Meditazione dedicata al Solstizio d’inverno, che è stata organizzata, a livello nazionale, su zoom dalla S.T.I. lo scorso 21 dicembre.
Centro di Studi “Amore e Psiche” di Alcamo (TP)
Emanuela Spera è, dalla fine del mese di ottobre, la nuova Segretaria del Centro di Alcamo e succede a Nicolò Mirto, che rimane come tesoriere, bibliotecario e responsabile O.T.S.
Gruppo “R. Assagioli” di Roma
Il 22 novembre 2025 l’Assemblea dei Soci del Gruppo Teosofico “Roberto Assagioli” di Roma ha eletto Nicoletta Boriello quale nuova Presidente, che succede ad Adriana Simeeoni nominata dall’Assemblea Presidente onorario. Boriello è anche Tesoriere del Gruppo; Vicepresidente è Laura Verdone, mentre Patrizia Marino ricoprirà i ruoli di Segretaria e Responsabile OTS del Gruppo; infine, Laura Ceccarelli sarà la Bibliotecaria.
Gruppo “Lumen H.P.B.” di Roma
Anche il Gruppo “Lumen H.P.B.” di Roma ha proceduto con il rinnovo delle cariche, confermando Lucia Cristofaro quale Presidente e Matteo Catizone come vice.; Sonia Heusch segretaria, Cinzia Carrus e Nicola Marongiu componenti del direttivo.
Il Centro “Besant-Arundale” cambia denominazione
Il Segretario del Centro di Studi Teosofici di Trecate Giorgio Pisani ha comunicato il cambio della denominazione del Centro da “Besant-Arundale” a “Upasika”.
Gruppo “Humanitas” di Napoli
Raffaele Fusco Regina ci ha informati che, in data 28 novembre 2025, il Gruppo Teosofico “Humanitas” di Napoli ha chiuso le sue attività.
A tutti coloro che si sono resi disponibili a continuare a Servire la S.T.I. anche con questi incarichi va uno speciale ringraziamento e la gratitudine per il loro lavoro.
Articoli del mese
Saggi dall’Oriente: il mito della Gerarchia degli Adepti
Jiddu Krishnamurti
Un Inno al Signore Buddha
La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza bimestrale. L'invio avviene tramite il servizio postale. In alternativa è possibile riceverla anche in formato PDF. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato in euro 30,00 per l’Italia e per l’Estero in euro 50,00 (formato cartaceo) o 30,00 (invio in PDF). Il versamento può essere effettuato: tramite bollettino sul conto corrente postale numero 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana APS - Tesoreria; tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana APS - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367; oppure con PayPal: https://www.eti-edizioni.it/collane-libri-e-dvd/770-rivista-italiana-di-teosofia.html
P. Moschin Calvi 1
Sanare l’errore
T. Boyd 2
Saggi dall’Oriente: il mito della gerarchia degli Adepti
S.A. Hoeller 6
Un Inno al Signore Buddha
J. Krishnamurti 12
Il Mistero dell’Ego
R. Iyer 15
Come dentro così fuori: cambiare se stessi, cambiare il mondo
S. Calvi 22
Intelligenza Artificiale: oltre i timori, verso un futuro umano-centrico
R. Gambella 26
Benessere e Spiritualità – un cammino di integrazione e consapevolezza
C. Zozzi 29
Le religioni e i loro simbolismi
31
Dal diario di Henry Steel Olcott
40
In armonia con la Terra, in armonia con l’Infinito
42
Ordine Teosofico di Servizio – lega di guarigione
44
150° Convenzione Internazionale della Società Teosofica
45
Segnalazioni
46
Recensioni
50
Dai gruppi
51
Al di là del velo
51
Il sacrificio è un atto d’amore
Tutte le grandi fedi del mondo sono concordi nell’affermare che l’universo ha avuto inizio con un atto di sacrificio e ne hanno incorporato l’idea nei loro riti più solenni.
A questo proposito troviamo nel Cristianesimo esoterico di Annie Besant parole piene di ispirazione: “Era giunto il tempo per una di quelle manifestazioni divine che avvengono di età in età, per aiutare il genere umano, quando è necessario un nuovo impulso per vivificare l’evoluzione spirituale dell’umanità, quando l’alba di una nuova civiltà sta per sorgere […]”.
“Un potente ‘Figlio di Dio’ doveva incarnarsi sulla terra, un Maestro supremo ‘pieno di grazia e di verità’. Un Essere in cui la sapienza divina dimorava in piena misura, che era veramente ‘la Parola’ fatta carne, la Luce e la Vita in traboccante ricchezza, la fonte stessa delle acque della vita. Signore di Compassione e di Sapienza, tale era il suo nome e dalla sua dimora nei luoghi segreti venne a manifestarsi nel mondo degli uomini. Era necessario un tabernacolo terrestre, una forma umana, il corpo di un uomo. […] L’uomo Gesù cedette se stesso in sacrificio volontario, si offrì senza macchia al Signore d’Amore che prese per tabernacolo quella forma pura e dimorò in essa per tre anni di vita mortale”, realizzando così la dimensione cristica.
La Legge del Sacrificio è alla base del nostro e di tutti i sistemi; su di essa sono costruiti tutti gli universi. L’induismo afferma che per mezzo del sacrificio avviene l’alba della manifestazione e che non ci può essere formazione di un mondo fino a che la divinità non ha compiuto un atto di sacrificio, limitando se stessa.
Possiamo dunque considerare questa Legge come la legge dell’esistenza, dell’essere, nella quale l’Assoluto ci dona la possibilità di condividere la sua beatitudine. Un sacrificio volontario, sacro, nato da un gesto d’amore, che diviene la fonte da cui fluisce l’energia spirituale e che, “in molteplici forme e per molte vie, eleva tutti gli esseri e li conduce a Dio”.
Buona Resurrezione a tutti!
Patrizia Moschin Calvi
Segnalazioni
Il 112° Congresso Nazionale della Società Teosofica Italiana si terrà, dal 28 al 31 maggio prossimi, presso l’Hotel Casa del Pellegrino di Padova, vicino alla basilica di Sant’Antonio.
Le giornate congressuali, incentrate sul tema “Le forme-pensiero”, saranno ricche di relazioni, interviste, simposi, panel e momenti di condivisione.
In allegato alla rivista il programma di massima e le note organizzative. Per ulteriori informazioni: sti@teosofica.org; tel 0444 962921.
Convocazione Assemblea Ordinaria della S.T.I
È indetta, ai sensi dello Statuto, l’Assemblea Ordinaria dell’Ente, in prima convocazione per sabato 18 aprile 2026 alle ore 7:00 e in seconda convocazione per sabato 18 aprile 2026 alle ore 10:30. Si prevede che l’Assemblea si svolgerà in seconda convocazione.
Così come stabilito dall’art. 11, comma 9 dello Statuto, la riunione avverrà in forma mista: in presenza, presso la Sede Legale dell’Ente, in Viale Quintino Sella 83/E a Vicenza e, contemporaneamente, online.
L’Assemblea è chiamata a deliberare sui seguenti argomenti:
1. Comunicazioni della Presidente;
2. Relazione della Presidente della S.T.I. sull’attività maggio 2025 – aprile 2026;
3. Bilancio Consuntivo anno 2025;
4. Bilancio di Previsione anno 2026;
5. Variazione della Composizione del Consiglio Generale;
6. Decadenza di Soci per morosità prolungata;
7. Varie ed Eventuali.
In merito verrà inviata ai Soci anche una lettera di convocazione per l’Assemblea, contenente il link per il collegamento alla riunione via Zoom.
La Segreteria Generale è a disposizione per ogni ulteriore informazione
che si rendesse necessaria: tel. 0444 962921 e-mail sti@teosofica.org
Quote associative 2026
I Soci della S.T.I. sono chiamati a rinnovare la quota associativa per l’anno 2026. Il Consiglio Generale, su proposta del Consiglio Direttivo, ha deliberato di confermare per il 2026 le quote associative dell’anno precedente e anche l’ammontare degli abbonamenti alla Rivista Italiana di Teosofia, secondo il seguente schema:
1. Quota associativa alla Società Teosofica Italiana (comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia): euro 50,00. Nei casi di co-residenza le quote oltre la prima sono ridotte ad euro 35,00;
2. Quota associativa per l’estero (comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia):euro 65,00;
3. Quota di ingresso per i nuovi soci (solo per il primo anno, comprende anche l’abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia): euro 65,00;
4. Quota Socio Sostenitore (con abbonamento) euro100;
5. Quota Socio Benemerito Vitalizio (con abbonamento): euro 2.000;
6. Abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia (per non soci) euro 30,00;
7. Abbonamento estero alla Rivista Italiana di Teosofia (per non soci): euro 50,00.
I Soci Indipendenti e gli Abbonati potranno provvedere al versamento utilizzando il c.c.p. nr. 55010367 intestato alla Società Teosofica Italiana-Tesoreria oppure effettuando un bonifico bancario intestato a: Società Teosofica Italiana - Tesoreria, sul conto Bancoposta della S.T.I. codice IBAN: IT93 D076 0111 80000005 5010 367.
I Soci dei Gruppi e dei Centri provvederanno invece al rinnovo contattando i Presidenti dei Gruppi e i Segretari dei Centri di appartenenza.
La Rivista Italiana di Teosofia potrà essere richiesta, in alternativa alla copia cartacea, in modalità elettronica, via e-mail, in formato PDF.
La scadenza per il versamento delle quote, che garantiscono l’esercizio dei diritti sociali, è quella del 31 gennaio 2026.
150° Convenzione Internazionale della Società Teosofica
Tra dicembre 2025 e gennaio 2026, Adyar (India) ha ospitato la 150° Convenzione della Società Teosofica e il raduno dei Giovani Teosofi.
Una delegazione italiana, composta da Nicoletta Boriello, Tobia Buscaglione e Sara Gencarelli con i figli Leon e Leia, Elena Bessie Camplone e Luca Marini, ha partecipato attivamente ai lavori. Il raduno giovanile, guidato da Tran-Thi-Kim-Dieu e Simon O’Rourke, si è focalizzato su studio, meditazione e servizio. La Convention, intitolata “Un Mondo, Una Vita”, ha celebrato il 150° anniversario della fondazione con circa ottocento delegati. Il Presidente Tim Boyd ha aperto i lavori sottolineando gli elementi chiave dello spirito teosofico: la ricerca della verità e la fratellanza universale. Numerosi interventi hanno collegato l’antica saggezza alle sfide contemporanee, dalla tecnologia ai cambiamenti globali.
Tra gli eventi di rilievo, si segnalano la meditazione di Shikhar Agnihotri e Catalina Isaza-Cantor e il documentario “One Fire”. Particolarmente suggestiva è stata la Cerimonia dell’Acqua presso il Tempio Buddhista, rito volto a celebrare l’interconnessione di ogni forma di vita. Il discorso conclusivo di Boyd ha ribadito il ruolo della Teosofia come impulso vivo nel mondo attuale e nel futuro. La playlist completa dei lavori della Convenzione è ora disponile al link: https://www.youtube.com/playlist?list=PLUiu6C_LsrOZf71BPDzsFRFisMVHNYqTV
Arte e Teosofia – il caso Schlatter a Firenze
Il 22 febbraio si è chiusa la mostra “Carlo Adolfo Schlatter - artista dello spirito”, un percorso espositivo dedicato a una delle figure più singolari del panorama artistico fiorentino del primo Novecento, ospitate nelle sale di Palazzo Medici-Riccardi a Firenze.
Nell’ambito delle iniziative collegate a questa esposizione, lo scorso 23 gennaio, presso la Sala Pistelli di Palazzo Medici-Riccardi si è svolto un incontro sul tema: “Arte e Teosofia – il caso Schlatter”.
Organizzato in collaborazione tra Società Teosofica Italiana, Fondazione MUS.E e Città Metropolitana di Firenze, il simposio ha visto quale principale relatore il professor Massimo Introvigne, sociologo, saggista e tra i massimi esperti del rapporto tra arte e Teosofia.
La Presidente della Società Teosofica Italiana, Patrizia Calvi, ha introdotto i lavori che hanno visto anche la partecipazione di Alessandra Schlatter (Presidente Associazione Casa-Museo Schlatter) e Valentina Zucchi (referente scientifico Muse). Ha concluso l’evento una tavola rotonda cui hanno partecipato la prof. Anna Mazzanti, il dott. Andrea Muzzi e la dott.ssa Federica Franci.
È stata questa l’occasione per approfondire il rapporto tra arte e Teosofia, duraturo e fecondo; Madame Blavatsky stessa era versata nel disegno, nella pittura, suonava magistralmente il pianoforte, era poetessa scrittrice e filosofa, quella che Paul Weinzweig definì “una donna acculturata secondo l’ideale rinascimentale”.
E gli artisti, con la loro sensibilità particolare, sono stati attratti da idee come quella dell’armonia universale, dell’aura, delle forme pensiero, la costituzione settenaria dell’uomo. Tutto ciò ispirò ed ebbe come risultato un nuovo linguaggio simbolico che potesse dare contezza di ciò che è invisibile e di cui gli artisti sono diventati gli araldi, i messaggeri, una volta superato il particolare per attingere all’universale.
Taimni e la via per l’illuminazione: Seminario ad Ascona
La Società Teosofica Italiana e quella Svizzera continuano la loro collaborazione anche in occasione dell’edizione 2026 del tradizionale Seminario Teosofico di Ascona, dedicato quest’anno al tema: “Taimni e la via per l’illuminazione”.
Il Seminario, in presenza, sarà ospitato nel bel contesto dell’Hotel Ascona, nella ridente omonima località del Canton Ticino (Svizzera), alle pendici del Monte Verità, che fra fine Ottocento e inizio Novecento ospitò una delle più significative esperienze culturali e umane nel segno dell’Utopia e della costruzione di un mondo migliore.
Il Seminario si svolgerà dal pomeriggio di venerdì 20 marzo a domenica 22 (con conclusione per le ore 12:00). Sono previste relazioni specifiche, approfondimenti e una sessione di domande e risposte.
Le informazioni di dettaglio e la scheda d’iscrizione sono disponibili al link: https://www.teosofica.org/it/news/congressi-e-seminari/edizione-2026-del-seminario-di-ascona,3,2766 e nella sezione “Congressi e Seminari” del sito S.T.I.
La luce della solidarietà
Uno dei progetti di frontiera dell’Ordine Teosofico di Servizio è quello che si sviluppa in un Campo Sinti della provincia di Vicenza, dove l’azione costante e generosa delle Sorelle Stefania Schiavo e Sandra Sartori fa sì che vi sia un’autentica azione per la crescita dei minori e per il sostegno di tutti i bisognosi di attenzione e di aiuto. Le immagini che riportiamo si riferiscono alla consegna natalizia di beni di prima necessità e di doni per i bambini.
La Teosofia ci insegna che qualsiasi azione connotata da altruismo e retta intenzione concorre al bene dell’Umanità intera e consente di andare oltre agli inganni dell’indifferenza.
Letture teosofiche presso la Sede della S.T.I. a Vicenza
La Società Teosofica Italiana APS partecipa al “Patto per la Lettura”, progetto promosso dal Comune di Vicenza e dalla Biblioteca Civica Bertoliana.
Nel mese di gennaio, in sinergia anche con le iniziative del Giorno della Memoria, è stato illustrato, anche con la lettura di brani, il libro dell’avvocato Gaetano De Martino (1899-1966), illustre e benemerito teosofo operante a Milano, “Dal carcere di San Vittore ai lager tedeschi”. Questo testo si segnala per lo spirito di compassione e di sensibilità umana che lo pervade e per l’assenza di qualsiasi sentimento di odio nei confronti dei carnefici.
Le lotte di Annie Besant per i diritti delle donne
Segnaliamo l’importante iniziativa della Società Teosofica Francese, con il seminario di Muriel Pécastaing-Boissière, docente di Civiltà Britannica alla Sorbona, sulle lotte di Annie Besant per i diritti delle donne.
Questo aspetto della vita di colei che fu Presidente della Società Teosofica fra il 1907 e il 1933 e madrina spirituale di Jiddu Krishnamurti, viene spesso trascurato perché c’è la tendenza a ricomprenderlo in aspetti più ampi, come il libero pensiero, il socialismo, la Teosofia e la lotta per l’indipendenza indiana.
Muriel Pécastaing-Boissière spiega come Besant abbia dovuto affrontare i vincoli morali, religiosi e legali imposti alle donne vittoriane. Mostra il suo impegno per la libertà di espressione in materia di contraccezione, per l’accesso delle donne all’istruzione superiore, per i diritti delle operaie nelle fabbriche di fiammiferi e per il suffragio femminile. Illustra anche come la Teosofia sia diventata un rifugio spirituale per le donne e quale impatto abbia avuto Annie Besant sulla Massoneria mista e sui diritti delle donne in India.
Questo il video del seminario, in lingua francese: https://www.youtube.com/watch?v=U_XlfiDGseM.
Sul tema, Muriel Pécastaing-Boissière ha tenuto una video-conferenza anche per il Gruppo “Aurora” di Vicenza, che è possibile consultare sul canale YouTube del Gruppo: https://www.youtube.com/@societateosoficavicenza329
L’alchimia della vita
Come ci insegna l’alchimia, trasformare il piombo in oro non è soltanto una questione legata alla “conoscenza” di un processo ma anche un quid che deriva dalla consapevolezza che solo la dimensione dell’essere può dare. Così il piombo della nostra personalità (il nostro piccolo io) si può trasformare nell’oro di ciò che “è” e che non può essere descritto in termini di linguaggio. È la Voce del Silenzio di cui parla H.P. Blavatsky nell’omonimo testo (https://www.etiedizioni.it/devozione/479-la-vocedel-silenzio.html).
E “quando vi è silenzio, quando vi è quella tranquillità mentale che non è un risultato, allora constateremo in tale quiete un’attività straordinaria, una straordinaria azione, che una mente agitata dal pensiero non potrà mai conoscere. In tale quiete non si formula nulla, non si hanno idee, non c’è memoria; tale quiete è una condizione creativa che può sperimentarsi soltanto quando vi sia intendimento completo dell’intero processo dell’‘io’.
Altrimenti, la quiete non ha significato. Soltanto in tale quiete, che non è un risultato, si scopre l’eterno, ciò che è al di là del tempo” (Jiddu Krishnamurti).
Ikigai e Shimei: la cultura giapponese del vivere
La tradizione giapponese è ricca di suggestioni e di saggezza che, con un grande potere di sintesi, vengono spesso riassunte in un’unica parola.
E questo il caso di Ikigai (valore del vivere o ragione per vivere) e di Shimei (scopo della vita).
Ikigai rappresenta prima di tutto l’equilibrio fra le quattro dimensioni presenti nella vita: la passione (ciò che amiamo e ci dona gioia), il talento, la missione (ciò di cui il mondo ha bisogno) e la professione che facciamo per vivere. È dunque un punto di equilibrio fra le esigenze personali e i doveri sociali. È fonte di armonia interiore e nelle relazioni. È un’alchimia in cui si mescolano armonicamente desiderio, talento, utilità e sostenibilità. È un modo autentico per la crescita individuale e della comunità.
Shimei invece, che letteralmente significa “missione” o “scopo di vita”, rappresenta il compito profondo cui ogni individuo è chiamato. Non è una destinazione immutabile, ma un patto con se stessi che si rinnova giorno dopo giorno. Afferma in proposito Daniel Lumera: “È il ‘perché profondo’ che risuona oltre le ambizioni condizionate, a beneficio del prossimo: offrire agli altri uno spazio di cura e presenza, dare voce a chi non ce l’ha, ricordare alle persone la bellezza sacra della vita, avvicinare gli esseri umani alla natura… Ognuno di noi risuona con un senso di missione unico, che ha a che fare con i propri talenti e che, se unito a quello degli altri, diventa una sinfonia meravigliosa.
Quando un gruppo di persone agisce in accordo a un particolare Shimei, accadono sempre cose straordinarie e si muovono forze profondissime”.
Rispondere alla domanda di quale spazio abbiano nella nostra vita Ikigai e Shimei ci apre alla dimensione di un orizzonte ispirato dalla bellezza e dalla solidarietà, fonti autentiche di benessere interiore.
Grand Egyptian Museum
Lo scorso 1° novembre è stato inaugurato, nell’area metropolitana del Cairo, a poco meno di due chilometri dalla piramide di Giza, il GEM (Grand Egyptian Museum). I lavori di allestimento, su progetto di un team guidato dallo studio Heneghan Peng Architects (con sedi a Dublino e a Berlino) sono durati vent’anni. Le collezioni esposte sono imponenti, con oltre centomila oggetti e reperti e una superficie espositiva di cinquecentomila metri quadrati. Una galleria del museo, di oltre settemila metri quadrati, è dedicata al corredo aureo della tomba di Tutankhamon, il Faraone bambino (1341-1323 a.C.), scoperta nel 1922 dall’archeologo inglese Howard Carter.
Intervistato da Stefano Bucci per l’inserto “La Lettura” de Il Corriere della Sera del 14 dicembre, Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, ha sottolineato: “Credo che l’aspetto più affascinante della civiltà dei faraoni sia il fatto che i suoi resti sembrano trascendere il tempo, sconfiggere la morte, mirare all’eternità: tutti desideri che condividiamo come esseri umani. Questo è certamente dovuto alla sopravvivenza di numerosi grandi monumenti, ma anche all’importanza che gli egizi attribuivamo al concetto di memoria”.
Memoria, Consapevolezza e Sorriso alla Vita
La realtà è complessa e misteriosa e, per una sua vera comprensione, è fondamentale un approccio di ascolto e osservazione ampia e neutrale.
Gran parte del nostro vissuto influenza la vita a livello inconscio (memoria silente), condizionando l’essere umano.
È importante che il nostro atteggiamento nei confronti della vita sia umile e volto all’ampliamento della coscienza, tramite l’accettazione del passato, la presenza attiva nel presente e la capacità di “sognare” il futuro nel segno del Bello, Buono e Vero.
Secondo la Teosofia (e non solo), l’essere umano è un “apparecchio radio” in grado di captare diverse frequenze; la sua libertà risiede nella scelta di sintonizzazione che influenza l’interazione con il karma e i piani superiori (modelli e archetipi).
L’intuizione non razionale, che unisce cuore e mente, è cruciale per accedere a questa consapevolezza. Comprendere la dimensione spirituale permette di vivere l’eterno nell’attimo presente, trasformando la memoria in insegnamento e non in mera registrazione.
Questa comprensione svela il valore dei “fili” che legano al tutto, portando, oltre la precarietà e il dolore, alla realtà dell’Amore e della Consapevolezza.
Come suggerito da Giordano Bruno e da Pessoa, tutte le cose sono unite in perfetta armonia, e l’essere umano racchiude tutti i sogni del mondo.
Per tutte queste ragioni, la vita merita un sorriso.
Libertà e osservazione
“La libertà è per gli uomini ciò che la terra è per gli alberi”. Queste parole del poeta senegalese Leopold Sedar Senghor ci riconducono al tema della libertà, che a sua volta passa anche attraverso una relazione consapevole con la realtà.
Le neuroscienze e anche la statistica ci dimostrano che le percezioni che i singoli hanno sugli aspetti misurabili della realtà quotidiana e su quella sociale divergono spesso da ciò che “è”. Si formano così i luoghi comuni e le cristallizzazioni mentali, i quali alimentano opinioni e forme pensiero che poco hanno in comune con i fatti. Questo aspetto è ampiamente dimostrato dalle indagini periodiche condotte a livello internazionale sulla reale conoscenza che i cittadini hanno sulle problematiche relative a temi quali popolazione, lavoro, criminalità, immigrati e salute. I risultati dimostrano costantemente la grande cesura esistente fra i fatti e la loro percezione.
Quello della divergenza fra la percezione e il reale è il terreno elitario del consumismo, della faziosità politica e di tutto ciò che ha a che fare con la manipolazione. Si arriva persino a “costruire” false informazioni che poi il sistema della “rete” e dei social amplifica a dismisura.
Ma pur in una situazione di questo tipo, coloro che anelano alla comprensione della vita e della sua unità hanno a disposizione uno straordinario strumento di consapevolezza: quello dell’osservazione.
Un’osservazione non condizionata da pregiudizi, attenta a cogliere il significato profondo delle cose, umile nel suo restare lontana dalle identificazioni, forte nel percepire la Legge dell’Amore che governa l’universo.
Un’osservazione che non è condizionata dall’identificazione con la personalità e con il piccolo “io”, che non mira alla manipolazione e che non produce livelli di accumulazione.
Un’osservazione che porta a un “vuoto” e non a un “pieno” e che crea un filo potente di collegamento fra la mente e il cuore e che si rispecchia in quanto affermato da Jiddu Krishnamurti, in risposta a domanda che gli era stata rivolta: “Ci sono queste due cose: l’amore e la mente vuota di pensieri. Se avete veramente finito, se avete veramente sbattuto la porta su tutte quelle scempiaggini che gli uomini hanno messo assieme nella loro ricerca di qualcosa, se avete veramente finito con tutto ciò, allora restano queste due cose – l’amore e la mente vuota – … se vi è comunicazione con queste due cose allora ogni azione scaturirà da esse”.
La coscienza è il fondamento dell’universo
Una teoria radicale viene oggi portata all’attenzione della comunità scientifica, grazie a Maria Stromme, docente dell’Università di Upsala, che l’ha esposta in un articolo pubblicato su AIP Advances.
Secondo Stromme la coscienza è il fondamento dell’universo e dunque non è un prodotto del cervello, ma il campo fondamentale da cui emergono spazio, tempo e materia. Invece di partire da atomi e particelle che si organizzano e specializzano fino a formare cervelli in grado di pensare, il modello della scienziata svedese inverte la prospettiva, trattando l’universo come una manifestazione strutturata di una consapevolezza primordiale. La teoria offre una struttura matematica per testare l’esistenza di una mente universale, fattore che porterebbe alla realtà di una coscienza come campo presente in ogni luogo e in ogni istante, con gli aspetti fisici materiali che ne rappresenterebbero una manifestazione organizzata.
La mente individuale finisce così per essere la configurazione e il terminale di un campo universale, un’onda localizzata in un oceano infinito.
Curiosamente, nel suo recente romanzo “L’ultimo Segreto” Dan Brown, scrittore sempre molto aggiornato nel campo della ricerca scientifica, immerge i protagonisti in una visione del mondo non lontana dall’ipotesi di Maria Stromme.
Ma il pensiero di un ricercatore attento non può, nell’occasione, non andare al pensiero e all’opera di Helena Petrovna Blavatsky, che nella sua “La Dottrina Segreta” evidenzia (siamo nel 1888!) come la coscienza non sia un prodotto del cervello ma una realtà fondamentale e universale.
Per Blavatsky e per la Teosofia la coscienza non è generata dalla materia ma è l’essenza stessa della realtà. In questa visione esiste una Vita Una, eterna e illimitata, da cui tutto deriva e lo spirito e la materia finiscono per essere solo due aspetti della stessa sostanza cosmica. Il cervello umano, dunque, è solo un canale o un veicolo attraverso cui la coscienza si esprime sul piano fisico. E quindi ogni essere è una manifestazione temporanea della stessa coscienza universale. Le visioni del mondo di H.P. Blavatsky, che tanti problemi le suscitarono in vita, riemergono oggi in tutta la loro forza e valore e a questa donna straordinaria non può che andare il pensiero riconoscente di ogni appassionato indagatore della realtà.
Seguire la propria via
Nella tradizione indiana il termine Svadharma (“il proprio dharma”, “la propria via”) sta a indicare l’azione che scaturisce dal contatto con la propria natura autentica e dall’equilibrio di quest’ultima con il contesto karmico in cui siamo inseriti.
L’azione che ne deriva vive di un equilibrio che trae forza dalla rinuncia ai frutti dell’azione e ai protocolli esterni che non sono aderenti alla propria natura intima.
Svadharma favorisce la dimensione dell’ascolto sia interiore sia nei confronti con gli altri e ci porta a un sentire e a un agire più autentici e sempre in grado di aggiungere valore alla nostra vita e a quella degli altri.
Seguire lo Svadharma significa dunque agire in armonia con la propria natura, i propri talenti e le proprie inclinazioni, portandoci così a una vita più autentica e, in ultima analisi, felice.
Valore etico della pratica vegetariana
In un momento in cui la pratica vegetariana si sta diffondendo sempre più, anche nel mondo giovanile, un pensiero riconoscente va rivolto a quelli che furono in Italia i pionieri del vegetarismo in epoca contemporanea, come ad esempio il dottor Ferdinando Delor che divenne, alla morte di Aldo Capitini, presidente dell’Associazione Vegetariana Italiana (costituita dallo stesso Capitini a Perugia il 12 settembre 1952 con il nome di Società Vegetariana) e mantenne lo stesso indirizzo non violento del suo predecessore, con una rafforzata inclinazione per la ricerca scientifica.
Fu Delor a fondare la rivista ufficiale dell’Associazione, l’“Idea Vegetariana” (1963-2009), ed è a lui che si devono le prime indagini sugli effetti positivi del vegetarismo da un punto di vista medico. “Essere vegetariano non è una stravaganza, non è un’eccentricità, non è una moda: è un modo di vivere che giova alla salute, sconosciuto ai più, eppure antico quanto l’umanità. Esso significa tornare il più possibile alla natura, ai cibi sani e genuini, a quei vegetali che danno vigore e sicurezza, resistenza e serenità; non per nulla ‘vegeto’ e ‘vegetale’ derivano da una comune radice latina”.
Delor non si stancava di sottolineare anche che la pratica vegetariana si basa su un assunto di tipo etico dato che “se la positività della dieta vegetariana fosse racchiusa soltanto nei vantaggi, pur sempre apprezzabili, del corpo fisico, potrebbe benissimo essere relegata nel novero dei numerosi regimi dietetici esistenti, anche se fra i migliori e raccomandabili.
Trova invece il suo vero significato se considerata come tangibile manifestazione di un atteggiamento fondato sull’inequivocabile principio morale di non uccidere”.
Il vegetarismo, dunque, si collega direttamente a una visione ecologica e spirituale, che si basa sul rispetto della vita e su quello per tutti gli esseri.
I bambini sono il nostro futuro
Segnaliamo le iniziative dell’Associazione Culturale Focus on A.P.S. di Vallefiorita (CZ), che si stanno sviluppando anche a livello nazionale in una rete di Istituti Comprensivi sul tema Tecnologie, Genitori e Minori dove i genitori, incominciando dalla scuola dell’infanzia, sono supportati nel comprendere quali possano essere i rischi di un uso non adeguato delle tecnologie con i bambini.
Nell’ambito del Progetto Azione Genitori Solidali l’Associazione, con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Vallefiorita, ha recentemente organizzato con un gruppo di 28 bambini delle classi quarte e quinte della
scuola elementare di Vallefiorita, insieme a 4 volontari e a 12 genitori volontari occasionali, una visita al parco archeologico Scolacium di Roccelletta di Borgia (CZ).
Nell’occasione il prof Luigi Antonio Macrì, presidente dell’Associazione Focus on A.P.S. e Presidente del Gruppo Teosofico di Catanzaro ha sottolineato la sua soddisfazione evidenziando che “le attività culturali e le visite guidate con bimbi della scuola elementare sono semi che si lanciano in un terreno fertile in quanto concimato dalla sensibilità e dalla bellezza che hanno i bambini in questi primi anni della loro vita”. Il prof. Macrì continua affermando con forza che “i bambini sono il nostro futuro. Rinforzare l’azione educativa e formativa dei minori, con iniziative culturali e sportive, che poi rientrano in un’azione ormai indispensabile e necessaria di digital detox per noi tutti e in particolar modo per bambini e adolescenti, significa da una parte prevenire e combattere il disagio mentale che cresce sempre di più negli adolescenti e dall’altra evidenziare il concetto che senza conoscere le nostre radici, senza cooperare e stare insieme, non possiamo avere una società composta da persone equilibrate e consapevoli”. Complimenti al Fratello Macrì per questa sua azione sul piano del Servizio.
https://www.associazionefocuson.it/index.php/eventi.html
Fata Morgana: memorie dall’invisibile
Si è conclusa a Milano il 4 gennaio scorso la mostra “Fata Morgana: memorie dall’invisibile”.
L’esposizione, che ha tratto ispirazione anche dal poema Fata Morgana, scritto da André Breton nel 1940, è stata ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi con la curatela di Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum e Marta Papini.
“Fata Morgana: memorie dell’invisibile” è stata dedicata a pratiche artistiche ispirate all’invisibile, all’automazione psichica e alla trance come modalità di creazione e ha intrecciato storia, arte e misticismo in un viaggio attraverso visioni, estasi, apparizioni e immaginari alternativi per esplorare il rapporto tra arte, occulto e dimensioni interiori.
Al centro della mostra ha avuto un posto di rilievo il prezioso nucleo di sedici opere di Hilma af Klint (1862-1944), leggendaria pittrice svedese che, agli inizi del ‘900, sviluppò un linguaggio astratto del tutto originale, precorrendo pionieri come Wassily Kandinsky e Piet Mondrian.
Da segnalare che nella parte inziale dell’esposizione erano presenti le celebri tavole illustrative de Le forme-pensiero, il testo di Annie Besant e Charles Webster Leadbeater, pubblicato nel 1905, che tanto ha influenzato l’arte moderna. Purtroppo né la parte illustrativa né il catalogo rendano merito a chi collaborò con i due autori e preparò materialmente le tavole seguendo le loro indicazioni, cioè il pittore John Varley Jr. – nipote del più noto acquarellista John Varley (amico di William Blake) – il signor Prince (artista che frequentava i circoli teosofici) e la signorina Macfarlane, artista di talento.
Tra le altre opere esposte segnaliamo in particolare quelle di Emma Kunz (1892-1963), di Emma Jung (1882-1955), di Olga Frobe-Kapteyn (1881-1962) e di Judy Chicago (n. 1939), con la sua straordinaria serie denominata “Fiori di carne”.
“Fata Morgana: memorie dell’invisibile” ha saputo evidenziare come, in diversi momenti storici, pratiche considerate eccentriche abbiano scardinato convenzioni artistiche e sociali, mettendo in discussione gerarchie di genere, autorità scientifiche e limiti del pensiero razionale.
Una mostra quindi con alcuni elementi di sicuro interesse ma anche con un allestimento molto medianico e a tratti funereo. E con un catalogo che trascura, purtroppo, le immagini di molte opere importanti.
Recensioni
La casa editrice Mediterranee ha pubblicato, con il titolo “Carl Gustav Jung – il grande sciamano”, la biografia dello psichiatra e pensatore svizzero, a opera della giornalista e scrittrice Paola Giovetti.
Jung (1875-1961) è stato un grande medico dell’anima e la sua fama è cresciuta nel tempo perché le sue scoperte e le sue intuizioni nel campo della psiche fanno ormai parte della conoscenza comune.
Grazie all’incisiva penna di Paola Giovetti e alla sua capacità di ricerca e di valorizzazione degli aspetti meno noti delle grandi personalità, questo libro porta a una comprensione di Jung a tutto tondo, coinvolgendo la sua vita affettiva e la sua passione per le tematiche legate all’esoterismo e al paranormale.
Viene così scandagliato l’interesse del grande psicanalista per i sogni, i miti, le leggende, i simboli, le visioni, la reincarnazione, il karma, la vita dopo la morte.
Vissuto in un’epoca difficile e connotata dalle tragedie di due guerre mondiali, Jung riteneva di avere anche un incarico di alto valore etico: quello favorire un capovolgimento spirituale grazie alle possibilità offerte dall’espansione della coscienza del singolo.
Per Paola Giovetti “come un antico sciamano, Jung compì il pericoloso viaggio nelle profondità dell’inconscio e fece suoi i due compiti essenziali dell’antico uomo-medicina: prendersi cura della salute del suo prossimo e indicargli la dimensione trascendente”.
Il Maestro Veneziano: un romanzo su Assagioli
Sergio Guarino, Presidente dell’Istituto di Psicosintesi, ha voluto ricordare Roberto Assagioli (1888-1974), fondatore dell’Istituto, a 50 anni dalla morte.
Lo ha fatto pubblicando presso Balzano Editore il romanzo “Il Maestro Veneziano – il romanzo della vita del fondatore della Psicosintesi”.
Assagioli è stato un grande psicoterapeuta italiano, teosofo e umanista, persona poliglotta e dai molteplici interessi; fu amico di Jung e di Papini e in stretto rapporto epistolare con filosofi e scienziati quali Einstein, Buber e Keyserling, solo per citarne alcuni.
Guarino in questo libro intreccia la narrazione della vita di Assagioli al racconto della ricerca di una biografia scomparsa, che lo psichiatra veneziano aveva iniziato a dettare a un medico americano.
Ne è nato un romanzo che sa alternare riflessioni filosofiche a episodi avventurosi, il lavoro interiore di autosservazione a incontri con personaggi straordinari, il tutto nella cornice del racconto della vita di Assagioli, una esistenza vissuta all’insegna dell’impegno e dell’ispirazione e dedicata al bene dell’uomo.
A proposito di Assagioli ricordiamo che la Società Teosofica Italiana ha pubblicato il volume “Il Mondo Interiore”, che contiene tutti gli scritti teosofici del fondatore della Psicosintesi: https://www.etiedizioni.it/orizzonti/503-il-mondointeriore.html
Nuova luce sui fiori di Bach
Segnaliamo questo libro di Cinzia Zozzi, che vuole portare nuova luce sui Fiori di Bach, con l’obiettivo di aiutare tutti coloro che soffrono e di far meglio comprendere la portata del lavoro del dottor Bach. I fiori sono qui rivisti come un concentrato di conoscenza delle leggi universali, veri archetipi capaci di svelare il cammino e le prove che l’anima si trova ad affrontare. Ogni fiore è visto come una frequenza che risuona come una purificazione psichica, energetica e fisica, stimolando una vera e propria trasformazione spirituale.
Chakra e meridiani della medicina cinese
Nel volume “I Chakra applicati ai punti dei meridiani della medicina cinese” Ludovica Fabiani illustra un metodo per migliorare le capacità di due potenti e antiche medicine energetiche attraverso un percorso di autoconoscenza e di guarigione sia di se stessi che degli altri.
Nell’introduzione l’autrice sottolinea l’importanza che ha avuto nel suo lavoro la lettura e lo studio del testo del teosofo C.W. Leadbeater Chakras, che descrive questi ultimi in termini energetici, associandoli a colori, vibrazioni e funzioni psicologiche.
Amiche. Undici storie di legami e sorellanza
È uscito il libro “Amiche. Undici storie di legami e sorellanza”, un testo collettivo curato dal gruppo Controparola e pubblicato da Il Mulino. Il volume raccoglie undici capitoli dedicati a coppie di amiche che hanno intrecciato le loro vite e la loro opera nel corso dell’ultimo secolo di storia italiana, esplorando come l’amicizia tra donne possa diventare spazio di libertà, verità e trasformazione sociale. Le storie, partendo dal 1926 fino ai giorni nostri, attraversano campi molto diversi: cultura, politica, scienza, arte, letteratura, spettacolo, educazione e impegno civile.
L’introduzione del libro è firmata da Dacia Maraini, che individua un “filo rosso” che unisce tutte queste storie: non solo il genere, ma la potenza della relazione femminile come un legame spesso complesso, talvolta doloroso, ma sempre vivo e significativo.
Tra le storie segnaliamo quella dedicata all’amicizia tra Maria Montessori e Annie Besant, narrata nel racconto “Due affluenti, un solo fiume, verso l’oceano”, scritta da Stefania Porrino. In questa storia emerge non solo un rapporto di affetto e stima reciproca, ma anche una connessione spirituale e intellettuale: due figure di donne il cui impegno educativo e sociale ha saputo guardare oltre i confini delle rispettive discipline, toccando temi di emancipazione, crescita umana e fratellanza universale.
Sabato 24 gennaio Stefania Porrino ed Elisa Dossi, due delle autrici, sono state ospiti della sede teosofica di Roma di Corso Trieste 88/90, per la presentazione del libro.
Ordine Teosofico di Servizio
Dai gruppi
Le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate, giorno per giorno, su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
Aprendo la sezione “Eventi e Convegni” è possibile registrarsi accedendo così all’elenco delle riunioni e delle conferenze organizzate nelle varie località.
Meditazione del Solstizio presso la sede di Roma
I Gruppi Teosofici Romani si sono riuniti per la Meditazione dedicata al Solstizio d’inverno, che è stata organizzata, a livello nazionale, su zoom dalla S.T.I. lo scorso 21 dicembre.
Centro di Studi “Amore e Psiche” di Alcamo (TP)
Emanuela Spera è, dalla fine del mese di ottobre, la nuova Segretaria del Centro di Alcamo e succede a Nicolò Mirto, che rimane come tesoriere, bibliotecario e responsabile O.T.S.
Gruppo “R. Assagioli” di Roma
Il 22 novembre 2025 l’Assemblea dei Soci del Gruppo Teosofico “Roberto Assagioli” di Roma ha eletto Nicoletta Boriello quale nuova Presidente, che succede ad Adriana Simeeoni nominata dall’Assemblea Presidente onorario. Boriello è anche Tesoriere del Gruppo; Vicepresidente è Laura Verdone, mentre Patrizia Marino ricoprirà i ruoli di Segretaria e Responsabile OTS del Gruppo; infine, Laura Ceccarelli sarà la Bibliotecaria.
Gruppo “Lumen H.P.B.” di Roma
Anche il Gruppo “Lumen H.P.B.” di Roma ha proceduto con il rinnovo delle cariche, confermando Lucia Cristofaro quale Presidente e Matteo Catizone come vice.; Sonia Heusch segretaria, Cinzia Carrus e Nicola Marongiu componenti del direttivo.
Il Centro “Besant-Arundale” cambia denominazione
Il Segretario del Centro di Studi Teosofici di Trecate Giorgio Pisani ha comunicato il cambio della denominazione del Centro da “Besant-Arundale” a “Upasika”.
Gruppo “Humanitas” di Napoli
Raffaele Fusco Regina ci ha informati che, in data 28 novembre 2025, il Gruppo Teosofico “Humanitas” di Napoli ha chiuso le sue attività.
A tutti coloro che si sono resi disponibili a continuare a Servire la S.T.I. anche con questi incarichi va uno speciale ringraziamento e la gratitudine per il loro lavoro.
Articoli del mese
Saggi dall’Oriente: il mito della Gerarchia degli Adepti
Jiddu Krishnamurti
Un Inno al Signore Buddha

