Valore etico della pratica vegetariana
In un momento in cui la pratica vegetariana si sta diffondendo sempre più, anche nel mondo giovanile, un pensiero riconoscente va rivolto a quelli che furono in Italia i pionieri del vegetarismo in epoca contemporanea, come ad esempio il dottor Ferdinando Delor che divenne, alla morte di Aldo Capitini, presidente dell'Associazione Vegetariana Italiana (costituita dallo stesso Capitini a Perugia il 12 settembre 1952 con il nome di Società Vegetariana) e mantenne lo stesso indirizzo non violento del suo predecessore, con una rafforzata inclinazione per la ricerca scientifica. Fu Delor a fondare la rivista ufficiale dell’Associazione, l’“Idea Vegetariana” (1963-2009), ed è a lui che si devono le prime indagini sugli effetti positivi del vegetarismo da un punto di vista medico. “Essere vegetariano non è una stravaganza, non è un’eccentricità, non è una moda: è un modo di vivere che giova alla salute, sconosciuto ai più, eppure antico quanto l’umanità. Esso significa tornare il più possibile alla natura, ai cibi sani e genuini, a quei vegetali che danno vigore e sicurezza, resistenza e serenità; non per nulla 'vegeto' e 'vegetale' derivano da una comune radice latina”.
Delor non si stancava di sottolineare anche che la pratica vegetariana si basa su un assunto di tipo etico dato che “se la positività della dieta vegetariana fosse racchiusa soltanto nei vantaggi, pur sempre apprezzabili, del corpo fisico, potrebbe benissimo essere relegata nel novero dei numerosi regimi dietetici esistenti, anche se fra i migliori e raccomandabili. Trova invece il suo vero significato se considerata come tangibile manifestazione di un atteggiamento fondato sull’inequivocabile principio morale di non uccidere”.
Il vegetarismo, dunque, si collega direttamente a una visione ecologica e spirituale, che si basa sul rispetto della vita e su quello per tutti gli esseri.
Delor non si stancava di sottolineare anche che la pratica vegetariana si basa su un assunto di tipo etico dato che “se la positività della dieta vegetariana fosse racchiusa soltanto nei vantaggi, pur sempre apprezzabili, del corpo fisico, potrebbe benissimo essere relegata nel novero dei numerosi regimi dietetici esistenti, anche se fra i migliori e raccomandabili. Trova invece il suo vero significato se considerata come tangibile manifestazione di un atteggiamento fondato sull’inequivocabile principio morale di non uccidere”.
Il vegetarismo, dunque, si collega direttamente a una visione ecologica e spirituale, che si basa sul rispetto della vita e su quello per tutti gli esseri.

