Seguire la propria via
Nella tradizione indiana il termine Svadharma (“il proprio dharma”, “la propria via”) sta a indicare l’azione che scaturisce dal contatto con la propria natura autentica e dall’equilibrio di quest’ultima con il contesto karmico in cui siamo inseriti.
L’azione che ne deriva vive di un equilibrio che trae forza dalla rinuncia ai frutti dell’azione e ai protocolli esterni che non sono aderenti alla propria natura intima.
Svadharma favorisce la dimensione dell’ascolto sia interiore che nei confronti con gli altri e ci porta ad un sentire e ad un agire più autentici e sempre in grado di aggiungere valore alla nostra vita ed a quella degli altri.
Seguire lo Svadharma significa dunque agire in armonia con la propria natura, i propri talenti e le proprie inclinazioni, portandoci così a una vita più autentica e, in ultima analisi, felice.
L’azione che ne deriva vive di un equilibrio che trae forza dalla rinuncia ai frutti dell’azione e ai protocolli esterni che non sono aderenti alla propria natura intima.
Svadharma favorisce la dimensione dell’ascolto sia interiore che nei confronti con gli altri e ci porta ad un sentire e ad un agire più autentici e sempre in grado di aggiungere valore alla nostra vita ed a quella degli altri.
Seguire lo Svadharma significa dunque agire in armonia con la propria natura, i propri talenti e le proprie inclinazioni, portandoci così a una vita più autentica e, in ultima analisi, felice.
Nell'immagine: il dharmacakra situato in cima al Tempio Jokang, a Lhasa in Tibet. Le gazzelle poste ai lati della Ruota del Dharma sono a ricordo del luogo, il Parco delle Gazzelle, in cui il Buddha Sakyamuni predicò per la prima volta la dottrina buddista (da wikipedia).
