Rivista Italiana di Teosofia (settembre-ottobre 2026)
È uscito il numero di settembre-ottobre 2026 della Rivista Italiana di Teosofia.
Nell’editoriale la direttrice responsabile, Patrizia Moschin Calvi, ricorda e rende omaggio ad Annie Wood Besant (1847–1933), figura straordinaria del movimento teosofico, attivista sociale, saggista e Presidente della Società Teosofica dal 1907 al 1933.
L'autrice si sofferma su una consuetudine particolarmente cara ad Annie Besant: la formulazione di un proposito personale per il proprio compleanno (Birthday Resolution). L'obiettivo era quello di prendere un impegno volto al miglioramento di se stessa per influenzare positivamente il mondo circostante. Questa abitudine a porsi mete spirituali ha rappresentato un catalizzatore per la sua resilienza e la sua crescita, sostenendola nel raggiungimento di obiettivi a lungo termine.
Patrizia Moschin Calvi conclude l’editoriale con un invito rivolto a tutti i lettori: trasformare questi insegnamenti di Annie Besant in una "rivoluzione interiore". Attraverso scelte di vita quotidiane e consapevoli, orientate al bene comune, ciascuno è chiamato a realizzare l'unità essenziale con il tutto e a “sentirsi uno con tutti gli altri”.
La Rivista contiene, fra gli altri, gli articoli “L’essenza di Annie Besant” di Tim Boyd e “Il mulino e la gora” di Ravi Ravindra.
Anche il Presidente Internazionale della Società Teosofica Tim Boyd commemora l’anniversario dalla nascita di Annie Besant, teosofa e attivista globale, la cui memoria continua a essere viva e incisiva, non solo ne movimento teosofico ma anche in India.
L’autore ricorda come Besant, figlia di un medico di origini irlandesi proveniente da una famiglia agiata, abbia consolidato la propria grandezza attraverso il superamento di immense sfide personali e sociali. Definita un'autentica "guerriera" da George Arundale, la sua lotta si è mossa sempre sul piano degli alti ideali e della ricerca della Verità, senza alcuno scopo personale . In Inghilterra si è spesa per la libertà di parola e i diritti dei lavoratori e dei minori; in India ha promosso concretamente l'emancipazione femminile fondando la Women’s Indian Association (1917) e la formazione dei futuri leader della nazione con la Young Men’s Indian Association, anticipando le basi per l'indipendenza dello Stato indiano.
L'articolo individua il cuore pulsante dell'opera di Besant nella sua visione universale dell'umanità, sublimata nella celebre invocazione "Oh Vita celata". Quest'ultima sintetizza il suo messaggio finale: la percezione della vita, della luce e dell'amore celati in ogni creatura porta al superamento di ogni barriera e divisione, traducendosi nel fondamentale impegno a "sentirsi uno con tutti gli altri".
Nel secondo articolo Ravi Ravindra regala un affresco straordinario e umano dei suoi vent’anni di frequentazione e dialogo con Jiddu Krishnamurti, mettendo in luce sia la statura spirituale di J.K. sia le sue sfaccettature umane: la timidezza, l’arguzia, l’amore spontaneo per la natura e un’incrollabile rettitudine.
La metafora che dà il titolo al testo — il mulino e la gora — sintetizza brillantemente il contrasto e la complementarità tra la mente speculativa dello studioso e la trasparente serenità di Krishnamurti, la cui mente rimane imperturbabile di fronte a qualsiasi fluttuazione.
Con uno stile fluido, poetico e rigoroso al tempo stesso, l'autore fa un ritratto indimenticabile, in cui la grandezza di J.K. non risiede in un'autorità dogmatica o gerarchica, ma nella sua radicale innocenza e nella capacità di essere un maestro d'interiorità che esorta a rischiare e a guardare la realtà con il cuore.
Ricordiamo che questi articoli sono disponibili nella sezione "Spunti di riflessione" del sito (https://www.teosofica.org/it/materiale-di-studio/spunti-di-riflessione/,6)
La parte finale della Rivista è, come di consueto, ricca di testimonianze, informazioni, recensioni.
Link alla Rivista: https://www.teosofica.org/it/materiale-di-studio/rivista-italiana-di-teosofia/,446
Per abbonarsi: https://www.eti-edizioni.it/collane-libri-e-dvd/770-rivista-italiana-di-teosofia.html
Nell’editoriale la direttrice responsabile, Patrizia Moschin Calvi, ricorda e rende omaggio ad Annie Wood Besant (1847–1933), figura straordinaria del movimento teosofico, attivista sociale, saggista e Presidente della Società Teosofica dal 1907 al 1933.
L'autrice si sofferma su una consuetudine particolarmente cara ad Annie Besant: la formulazione di un proposito personale per il proprio compleanno (Birthday Resolution). L'obiettivo era quello di prendere un impegno volto al miglioramento di se stessa per influenzare positivamente il mondo circostante. Questa abitudine a porsi mete spirituali ha rappresentato un catalizzatore per la sua resilienza e la sua crescita, sostenendola nel raggiungimento di obiettivi a lungo termine.
Patrizia Moschin Calvi conclude l’editoriale con un invito rivolto a tutti i lettori: trasformare questi insegnamenti di Annie Besant in una "rivoluzione interiore". Attraverso scelte di vita quotidiane e consapevoli, orientate al bene comune, ciascuno è chiamato a realizzare l'unità essenziale con il tutto e a “sentirsi uno con tutti gli altri”.
La Rivista contiene, fra gli altri, gli articoli “L’essenza di Annie Besant” di Tim Boyd e “Il mulino e la gora” di Ravi Ravindra.
Anche il Presidente Internazionale della Società Teosofica Tim Boyd commemora l’anniversario dalla nascita di Annie Besant, teosofa e attivista globale, la cui memoria continua a essere viva e incisiva, non solo ne movimento teosofico ma anche in India.
L’autore ricorda come Besant, figlia di un medico di origini irlandesi proveniente da una famiglia agiata, abbia consolidato la propria grandezza attraverso il superamento di immense sfide personali e sociali. Definita un'autentica "guerriera" da George Arundale, la sua lotta si è mossa sempre sul piano degli alti ideali e della ricerca della Verità, senza alcuno scopo personale . In Inghilterra si è spesa per la libertà di parola e i diritti dei lavoratori e dei minori; in India ha promosso concretamente l'emancipazione femminile fondando la Women’s Indian Association (1917) e la formazione dei futuri leader della nazione con la Young Men’s Indian Association, anticipando le basi per l'indipendenza dello Stato indiano.
L'articolo individua il cuore pulsante dell'opera di Besant nella sua visione universale dell'umanità, sublimata nella celebre invocazione "Oh Vita celata". Quest'ultima sintetizza il suo messaggio finale: la percezione della vita, della luce e dell'amore celati in ogni creatura porta al superamento di ogni barriera e divisione, traducendosi nel fondamentale impegno a "sentirsi uno con tutti gli altri".
Nel secondo articolo Ravi Ravindra regala un affresco straordinario e umano dei suoi vent’anni di frequentazione e dialogo con Jiddu Krishnamurti, mettendo in luce sia la statura spirituale di J.K. sia le sue sfaccettature umane: la timidezza, l’arguzia, l’amore spontaneo per la natura e un’incrollabile rettitudine.
La metafora che dà il titolo al testo — il mulino e la gora — sintetizza brillantemente il contrasto e la complementarità tra la mente speculativa dello studioso e la trasparente serenità di Krishnamurti, la cui mente rimane imperturbabile di fronte a qualsiasi fluttuazione.
Con uno stile fluido, poetico e rigoroso al tempo stesso, l'autore fa un ritratto indimenticabile, in cui la grandezza di J.K. non risiede in un'autorità dogmatica o gerarchica, ma nella sua radicale innocenza e nella capacità di essere un maestro d'interiorità che esorta a rischiare e a guardare la realtà con il cuore.
Ricordiamo che questi articoli sono disponibili nella sezione "Spunti di riflessione" del sito (https://www.teosofica.org/it/materiale-di-studio/spunti-di-riflessione/,6)
La parte finale della Rivista è, come di consueto, ricca di testimonianze, informazioni, recensioni.
Link alla Rivista: https://www.teosofica.org/it/materiale-di-studio/rivista-italiana-di-teosofia/,446
Per abbonarsi: https://www.eti-edizioni.it/collane-libri-e-dvd/770-rivista-italiana-di-teosofia.html

