Ricordo di Padre Anthony Elenjimittam
Nella notte fra il 3 e il 4 ottobre di quindici anni fa passava oltre il velo della materia Padre Anthony Elenjimittam (1915-2011), sacerdote domenicano indiano che si formò a Roma, Cambridge e Oxford.
Approfondì le filosofie orientali, l'Advaita Vedanta e il Buddhismo, creando un vero e proprio ponte fra queste e la tradizione cristiana.
Fondò a Bombay la St. Catherine of Siena School per aiutare e istruire bambini orfani e indigenti.
Trascorse gran parte della vita in Italia (Assisi e Torino), diffondendo un pensiero caratterizzato da una visione basata sull’unità della vita e sulla fratellanza universale.
Il suo concetto di “Ecumenismo Cosmico” propone un'unione spirituale che va oltre il semplice dialogo interreligioso e il dogmatismo formale delle Chiese.
Fonde la teologia tomista con l'Advaita Vedanta, vedendo le religioni come canali diversi per accedere all'unica Verità. Considera l'ecumenismo un'esperienza interiore, raggiungibile con la meditazione e l'esperienza diretta del Divino. Associa alla ricerca mistica il dovere dell'azione sociale in favore dei bisognosi e il rispetto per il creato.
Padre Anthony Elenjimittam ha tradotto e commentato opere cardine della tradizione indiana, come la “Bhagavad Gita” e i “Sutra” di Patanjali.
Mantenne una profonda e continua sintonia con la Società Teosofica Italiana (S.T.I.), basata sulla ricerca della Verità. Ispirato al motto teosofico “non c'è religione superiore alla Verità”, tenne conferenze e interventi presso vari Gruppi e Centri italiani.
Divulgò i suoi testi e articoli sul dialogo interreligioso attraverso la Rivista Teosofica Italiana e pubblicazioni collegate.
Trovò nella S.T.I. un ambiente intellettuale aperto, libero da vincoli confessionali e in grado di favorire la comune ricerca e lo scambio fraterno.
(Nell'immagine: padre Anthony Elenjimittam riceve dall’allora Segretario Generale della S.T.I. Antonio Girardi il distintivo della Società Teosofica Italiana - Assisi, giugno 2011).
Approfondì le filosofie orientali, l'Advaita Vedanta e il Buddhismo, creando un vero e proprio ponte fra queste e la tradizione cristiana.
Fondò a Bombay la St. Catherine of Siena School per aiutare e istruire bambini orfani e indigenti.
Trascorse gran parte della vita in Italia (Assisi e Torino), diffondendo un pensiero caratterizzato da una visione basata sull’unità della vita e sulla fratellanza universale.
Il suo concetto di “Ecumenismo Cosmico” propone un'unione spirituale che va oltre il semplice dialogo interreligioso e il dogmatismo formale delle Chiese.
Fonde la teologia tomista con l'Advaita Vedanta, vedendo le religioni come canali diversi per accedere all'unica Verità. Considera l'ecumenismo un'esperienza interiore, raggiungibile con la meditazione e l'esperienza diretta del Divino. Associa alla ricerca mistica il dovere dell'azione sociale in favore dei bisognosi e il rispetto per il creato.
Padre Anthony Elenjimittam ha tradotto e commentato opere cardine della tradizione indiana, come la “Bhagavad Gita” e i “Sutra” di Patanjali.
Mantenne una profonda e continua sintonia con la Società Teosofica Italiana (S.T.I.), basata sulla ricerca della Verità. Ispirato al motto teosofico “non c'è religione superiore alla Verità”, tenne conferenze e interventi presso vari Gruppi e Centri italiani.
Divulgò i suoi testi e articoli sul dialogo interreligioso attraverso la Rivista Teosofica Italiana e pubblicazioni collegate.
Trovò nella S.T.I. un ambiente intellettuale aperto, libero da vincoli confessionali e in grado di favorire la comune ricerca e lo scambio fraterno.
(Nell'immagine: padre Anthony Elenjimittam riceve dall’allora Segretario Generale della S.T.I. Antonio Girardi il distintivo della Società Teosofica Italiana - Assisi, giugno 2011).

