Le Elegie di Ferruccio Busoni
Il 15 maggio prossimo la Biblioteca Centrale di Firenze organizza, nell’ambito degli eventi musicali del 2026, una conferenza del prof. Alessandro Bistarelli dal titolo: “Le Elegie Ferruccio Busoni. Analisi estetica e linguistica di un capolavoro”.
La figura di Ferruccio Busoni (1866-1924), musicista italo-tedesco, è ancora poco conosciuta e valorizzata nella sua problematica complessità. Grandissimo pianista, compositore, teorico della musica e delle arti, ricercava nella creazione artistica una dimensione di spiritualità e di trascendenza.
Busoni considerava la musica un mezzo per avvicinarsi all'essenza dell'universo, descrivendola spesso come assoluta, libera dai vincoli tradizionali e basata su toni e ritmi vibranti. Si interessò anche a studi mistici e occulti, incluso il pensiero di Emanuel Swedenborg.
Il capolavoro di Busoni, il “Doktor Faust”, è considerato l'esempio più alto della sua visione simbolista e antiverista, in cui la ricerca teologica si fonde con tematiche esoteriche. La sua visione artistica si colloca in un contesto culturale in cui il misticismo teosofico (inclusi i richiami all'Oriente e le idee di un logos creatore) era molto presente, influenzando anche altri artisti contemporanei.
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Busoni considerava la musica un mezzo per avvicinarsi all'essenza dell'universo, descrivendola spesso come assoluta, libera dai vincoli tradizionali e basata su toni e ritmi vibranti. Si interessò anche a studi mistici e occulti, incluso il pensiero di Emanuel Swedenborg.
Il capolavoro di Busoni, il “Doktor Faust”, è considerato l'esempio più alto della sua visione simbolista e antiverista, in cui la ricerca teologica si fonde con tematiche esoteriche. La sua visione artistica si colloca in un contesto culturale in cui il misticismo teosofico (inclusi i richiami all'Oriente e le idee di un logos creatore) era molto presente, influenzando anche altri artisti contemporanei.
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