La Croce Rossa ha incontrato in Myanmar Aung San Suu Kyi

Aung San Suu Kyi
È giunta notizia che Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace ed ex Primo Ministro del Myanmar, sia stata visitata, dopo il suo trasferimento agli arresti domiciliari avvenuto nell’aprile scorso, da un delegato della Croce Rossa. Condannata a 27 anni di carcere dagli autori del colpo di stato che l’ha deposta nel febbraio 2021, Aung San Suu Kyi era ritornata dietro le sbarre dove aveva già passato un lungo periodo della sua vita, per essersi sempre opposta al famigerato regime militare che aveva dominato il Paese. A nulla era servito il trionfo sancito dalle libere elezioni che si erano svolte nel Myanmar, pur in presenza di campagne di discredito nei suoi confronti, orchestrate dai suoi rivali sulla base di false accuse.
In questi ultimi anni una terribile guerra civile si è scatenata nella nazione per effetto delle inaudite violenze perpetrate dal regime militare ora al potere - sostenuto dalla Cina - e dalla pressoché totale indifferenza del mondo occidentale.
Proprio per questo il Paese merita la simpatia e il sostegno degli esseri umani che credono nella Pace e nella Fratellanza fra i popoli e le nazioni.
Ci sono stati e ci sono fili importanti che collegano questo paese all’Italia.
Basti pensare al napoletano Salvatore Cioffi (1877-1966) che divenne capo della Sanga buddhista birmana con il nome di Venerabile Lokanatha. E, più recentemente, all’antropologo e teosofo prof. Bernardino del Boca (1919-2001), autore dell’indimenticabile testo: “Birmania – Una Paese da Amare” (https://www.eti-edizioni.it/orizzonti/735-birmania-un-paese-da-amare.html)