In mostra a Roma 70 opere di Kandinsky
Palazzo Bonaparte a Roma ospita, fino al 14 febbraio 2027, la grande mostra “Kandinsky: il colore delle emozioni”, dedicata a uno dei padri dell’Astrattismo. L’evento riveste un’importanza straordinaria poiché segna il ritorno del celebre artista nella Capitale a più di 25 anni di distanza dall’ultima grande esposizione a lui dedicata. Curato da Angela Lampe con la consulenza scientifica di Francesca Villanti, il percorso espositivo riunisce settanta opere di eccezionale valore artistico. Molti dei capolavori in mostra provengono direttamente dal Centre Pompidou, che custodisce il nucleo più importante della produzione dell'artista grazie al lascito della moglie Nina Kandinsky. Questa prestigiosa collaborazione internazionale offre al pubblico italiano un'occasione unica e irripetibile per ammirare opere raramente concesse in prestito.
La mostra non si limita a celebrare l’astrattismo più celebre, ma ripercorre l’intera evoluzione stilistica di Kandinsky attraverso cinque sezioni cronologiche. Dagli esordi figurativi e l'esperienza del Der Blaue Reiter fino agli anni teorici al Bauhaus e alla maturità parigina, l'esposizione evidenzia come la rivoluzione visiva del maestro non sia stata una rottura improvvisa. Al contrario, il percorso mette in luce il frutto di una lunga e profonda ricerca interiore, in cui il colore e la forma si trasformano nel veicolo supremo delle emozioni e di una spiritualità fortemente influenzata dal pensiero teosofico e dalla sua concezione del colore come vibrazione.
La mostra non si limita a celebrare l’astrattismo più celebre, ma ripercorre l’intera evoluzione stilistica di Kandinsky attraverso cinque sezioni cronologiche. Dagli esordi figurativi e l'esperienza del Der Blaue Reiter fino agli anni teorici al Bauhaus e alla maturità parigina, l'esposizione evidenzia come la rivoluzione visiva del maestro non sia stata una rottura improvvisa. Al contrario, il percorso mette in luce il frutto di una lunga e profonda ricerca interiore, in cui il colore e la forma si trasformano nel veicolo supremo delle emozioni e di una spiritualità fortemente influenzata dal pensiero teosofico e dalla sua concezione del colore come vibrazione.

