Esposizione di opere di Giacomo Balla al MART di Rovereto
Il MART di Rovereto (TN) ospita, fino al 18 ottobre prossimo, un’esposizione di opere di Giacomo Balla. La mostra, curata da Beatrice Avanzi e Fabio Benzi, raccoglie le opere dell’artista presenti nelle collezioni Biagiotti Cigna.
Esattamente 40 anni fa, nel 1986, la stilista e imprenditrice Laura Biagiotti visitò una mostra alla Galleria Chimera di Roma che presentava opere di Giacomo Balla e delle figlie Elica e Luce. Da quel momento, fino alla scomparsa nel 2017, Biagiotti acquisì e valorizzò con continuità e passione le opere di Giacomo Balla, divenendo, insieme al marito Gianni Cigna, la sua maggiore collezionista privata.
L’intuizione della stilista ha permesso di raccogliere il nucleo più consistente di opere di Giacomo Balla, dagli esordi divisionisti fino all’astrattismo, dai bozzetti agli arredi, passando per le grandi tele e i disegni. Laura Biagiotti fu anche la prima a riconoscere il valore delle opere figurative realizzate da Balla negli Anni ‘30, fino ad allora poco valorizzate. Appassionata studiosa dell’artista, molto attenta al suo processo creativo e rispettosa delle sue idee, Biagiotti colse in Balla la coerente e costante attenzione alla moda e al suo ruolo nella cultura di massa e nei linguaggi della comunicazione.
Nel 1915, insieme all’amico Depero, Balla teorizzò la celebre “Ricostruzione futurista dell’universo”, mentre il suo Vestito antineutrale è dell’anno precedente. Vero e proprio manifesto della moda futurista, il manoscritto originale fu acquistato da Laura Biagiotti ed è oggi presente in mostra insieme al manifesto della Ricostruzione, appartenente ai fondi del Mart. Entrambi questi pilastri teorici segnano il passaggio del movimento futurista da semplice corrente artistica a vero e proprio stile di vita, alla ricerca dell’arte totale.
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L’intuizione della stilista ha permesso di raccogliere il nucleo più consistente di opere di Giacomo Balla, dagli esordi divisionisti fino all’astrattismo, dai bozzetti agli arredi, passando per le grandi tele e i disegni. Laura Biagiotti fu anche la prima a riconoscere il valore delle opere figurative realizzate da Balla negli Anni ‘30, fino ad allora poco valorizzate. Appassionata studiosa dell’artista, molto attenta al suo processo creativo e rispettosa delle sue idee, Biagiotti colse in Balla la coerente e costante attenzione alla moda e al suo ruolo nella cultura di massa e nei linguaggi della comunicazione.
Nel 1915, insieme all’amico Depero, Balla teorizzò la celebre “Ricostruzione futurista dell’universo”, mentre il suo Vestito antineutrale è dell’anno precedente. Vero e proprio manifesto della moda futurista, il manoscritto originale fu acquistato da Laura Biagiotti ed è oggi presente in mostra insieme al manifesto della Ricostruzione, appartenente ai fondi del Mart. Entrambi questi pilastri teorici segnano il passaggio del movimento futurista da semplice corrente artistica a vero e proprio stile di vita, alla ricerca dell’arte totale.
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