23 febbraio 2018

Pagine dalla Letteratura Teosofica

kundalini esperienza occulta
Tratto da Kundalini - un’esperienza occulta di G.S. Arundale, pagg. 80-82
(Edizioni Teosofiche Italiane), pubblicato nella Rivista Italiana di Teosofia di gennaio 2018.

“Negli stadi più alti della coscienza cessiamo di parlare di veicoli, giacché il posto di questi è preso dalle radiazioni; quando Kundalini è ancor più sviluppata, la coscienza, che nel corpo fisico trova delle localizzazioni e che nei corpi superiori è coestensiva con le loro frontiere, nelle regioni superiori, sarà concentrata in un centro da cui vengono emessi raggi in tutte le direzioni.
L’evoluzione consiste nel procedere nella globalità della vita manifesta, nell’entrare in contatto con le più lontane periferie ma la via del ritorno è quella di riportare indietro, passo per passo verso il Centro, i frutti del progredire, la somma totale di tutte le esperienze.
Così ci sembra di arrivare al punto di concludere che in qualche modo misterioso Kundalini rimanga sempre individuale per il suo possessore, per quanto inseparabile dal Fuoco Universale da cui sgorga.
Sembra così sia partecipe della natura dell’Atomo permanente4 non potendo disintegrarsi e formando il Fuoco eterno dell’individualità in evoluzione.
Da un punto di vista particolare nulla si disintegra. Tutto quello che le cose possono fare è ritornare a casa per un po’ e questo è ciò che Kundalini probabilmente fa. Il circolare di Kundalini attraverso i centri del corpo, il suo scegliere un centro o più centri speciali per una maggiore vivificazione, il suo emergere dal capo, il suo potere unificativo, tutto ciò è la somma dell’esperienza per il fuoco, che è l’individuo stesso. È chiaro che dobbiamo liberarci dall’abitudine di considerare i nostri corpi soltanto come carne e sangue, come materia. Ogni cosa è un modo di manifestarsi di un’altra cosa.
Tutte assieme sono modi di manifestazione del Fuoco o di ogni altra suprema espressione dello Spirito Creativo, che noi potremmo essere in grado di concepire. Nelle scritture cristiane abbiamo la concezione del Fuoco come terzo aspetto della Trinità, Dio Spirito Santo. Ma al di fuori di tutte le divisioni vi è l’Uno senza il Secondo e tutto ciò che possiamo dire dell’Uno, a maggior ragione, possiamo dirlo dell’Uno stesso. Di conseguenza potremmo considerare lo Spirito Creativo come il Fuoco e tutto ciò che da esso proviene parimenti Fuoco.
Consideriamo quindi Kundalini come cuore, come Fuoco permanente, nei veicoli dell’individuo e pensiamo di vedere nell’Atomo Permanente il Fuoco di Kundalini che aspetta la sua prossima uscita.
Sembra che vi siano delle pulsazioni di Kundalini d’inspirazione e d’espirazione. Tutte le cose respirano e varie sono le interpretazioni possibili. L’intensità di Kundalini aumenta e diminuisce, si innalza e si abbassa anche nel suo aumentare. È molto difficile seguire tutto ciò, perché lo studioso in questione non ha alcuna esperienza ed in più viene a trovarsi di fronte le intensificazioni prodotte nella sua Kundalini dalle sue stesse osservazioni. L’attenzione nutre, la disattenzione no; esperienze ed esperimenti costanti aumentano l’attività della sua Kundalini, che nel suo scendere e salire è profondamente influenzata dall’ambiente del corpo in cui dimora”.

http://www.eti-edizioni.it/devozione/kundalini-brun-esperienza-occulta,2,16