Maggio 2018

Anno LXXIV - N.5
cover maggio 2018

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza mensile, con la sola eccezione del numero di agosto/settembre, che è unico. L'invio avviene tramite il servizio postale. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato per il 2018-2018 in euro 25,00 per l’Italia e in euro 40,00 per l’Estero, da versare tramite bollettino di conto corrente postale nr 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana - Tesoreria oppure tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.

Area riservata

Conservare il legame intatto
A. Girardi 1

La Dottrina Segreta e il suo studio
R. Bowen 2

Blavatsky era nazista?
R. Smoley 6

Blavatsky e la battaglia di Mentana
C. Overweg 8

La Società Teosofica e i suoi tre scopi
C. Elosegui 14

Disabilità, karma e loro significato
J. Colbert 17

Una Società Teosofica poco nota, quella del Vietnam
V. Cerceo 22

La Società Teosofica ai suoi esordi nell’Italia del Nord
G. Pisani 23

I filosofi ci procurano gli elementi necessari per capire la filosofia
G. Fabbri 30

Pagine della letteratura teosofica
32

Testi per l’intuizione XXXIII)
33

Ordine Teosofico di Servizio. Missione umanitaria a Kilis
34

Seminario Teosofico ad Ascona
36

Rendiconto S.T.I. al 31.12.2017
37

Segnalazioni 38
Recensioni 39

Conservare il legame intatto

In una fase storica caratterizzata dal trionfo dei social network e dal “consumo” sempre più marcato di informazioni, relazioni, immagini e concetti, è importante chiedersi quale sia il significato profondo dell’essere membri della Società Teosofica e anche dell’atto di aderirvi per la prima volta.
La domanda e le relative risposte hanno un significato ancora maggiore se si considerano la crisi generale dei vincoli associativi e il netto affermarsi di relazioni basate su vantaggi reciproci, spesso di tipo economico, mercantile o di potere.
Entrare a far parte della S.T. indica indubbiamente un’adesione ai suoi tre Scopi e anche un profondo rispetto della sua storia e del lavoro di tutti quegli esseri umani che hanno dedicato e dedicano alla Società la loro vita e il loro impegno di servizio.
Ma è anche qualche cosa di più, perché ha a che fare con una realtà, ideale e concreta ad un tempo, che collega il Teosofo alla Fratellanza Universale senza distinzioni. Un vincolo questo che, in un certo senso, è per tutta la vita, e oltre. Naturalmente, se ad un certo punto dell’esistenza non ci si riconosce più negli Scopi e negli ideali teosofici, è meglio lasciare la S.T., nel cui ambito nessuno viene invitato a entrare, trattandosi di una scelta del tutto individuale e, auspicabilmente, certo non legata a un calcolo, quanto piuttosto a un moto dell’anima.
Gli aspetti e le relazioni pratiche della vita associativa, anche a livello dei Gruppi e dei Centri, possono a volte far emergere tensioni e negatività ma, se sono questi aspetti a diventare più importanti del significato profondo dell’adesione alla S.T., vuol dire che manca qualcosa nel nostro modo di comprendere il valore del rapporto fra Teosofia e Società Teosofica.
Una considerazione merita anche la questione del ricorso alle nuove tecnologie. La S.T. è certamente attenta anche all’utilizzo di internet e dei social media, ma la bontà della nostra vita associativa non si misura con il crescere o meno del numero di follower (che, guarda caso, in inglese significa anche adepti), quanto piuttosto dalla sincera e profonda adesione di ciascuno di noi agli Scopi della S.T. e in particolare a quello che ci invita a costituire una Fratellanza Universale senza distinzioni.
L’uso del termine una ha un profondo significato: da un lato è lì a dimostrare che la S.T. non ha la velleità di essere l’esclusiva depositaria della Verità; dall’altro ci indica chiaramente che si tratta di una sperimentazione ben definita e con scopi e caratteri specifici. Anche per questo possiamo considerare che non tutto è studio e pratica teosofica, anche se la Teosofia abbraccia il tutto. E senza scordare la forza di un metodo, come quello teosofico, che ci avvicina all’osservazione, alla maieutica, alla meditazione, al servizio.
Ciascuno di noi dovrebbe, in ultima analisi, essere felice di far parte della S.T., riconoscendo in questa appartenenza una straordinaria opportunità karmica, che si colloca ben al di là delle simpatie o delle antipatie personali. Riappropriamoci dunque della gioia di far parte della S.T. e trasformiamo questo sentimento in energia positiva a beneficio di tutti gli esseri, compresi i Fratelli e le Sorelle che condividono con noi il cammino teosofico.
Colleghiamo questo slancio animico e esistenziale al ricordo di H.P. Blavatsky, la Messaggera dei Mahatma, di cui ricordiamo con riconoscenza il 127° anniversario del passaggio oltre il velo della materia, avvenuto l’8 maggio del 1891. Poco prima di lasciare il piano fisico H.P.B. raccomandò a coloro che erano con lei di “mantenere il legame intatto”.
A ciascuno di noi il compito di realizzarlo, con umiltà e coraggio.

Antonio Girardi

Segnalazioni

104° Congresso nazionale 2018 della S.T.I. a Cattolica (RN)
Il 104° Congresso Nazionale della S.T.I. si svolgerà a Cattolica (RN) dal 31 maggio al 3 giugno 2018, presso l’Hotel Waldorf. Il tema che verrà trattato sarà: “Dalla Conoscenza al Servizio: le sfide della Società Teosofica”.
Quello del Congresso è l’appuntamento più rilevante a cui sono chiamati i Soci ed i Simpatizzanti della Società Teosofica Italiana. È l’occasione non solo di approfondire un importante tema di studio, ma anche di condividere i diritti ed i doveri della vita associativa di un Ente Morale qual è la S.T.I. (Assemblea dei Soci, riunione del Consiglio Generale, etc.).
In allegato a questo numero della Rivista è inserita la presentazione del Congresso, del suo programma generale comprendente l’Assemblea Generale degli Associati, prevista per venerdì 1° giugno alle ore 10.00 e la scheda di prenotazione, con le informazioni di dettaglio.

11° Congresso Mondiale della S.T. a Singapore
La città-stato di Singapore, che ospiterà dal 4 al 9 agosto 2018 l’11° Congresso Mondiale della Società Teosofica, è un crogiolo di culture, poiché accoglie persone da ogni parte del mondo e, in particolare, malesi, indiani, cinesi, eurasiatici.
E’ una realtà dunque in cui ben si colloca il Congresso Mondiale della Società Teosofica, che ha come suo Primo Scopo quello della Fratellanza Universale senza distinzioni.
Il tema che sarà trattato dal Congresso, con relazioni articolate e workshop di approfondimento è: “Consciousness, contemplation, commitment: the future is now” (Coscienza, meditazione e impegno: il futuro è ora).
Al Congresso farà seguito il raduno internazionale dell’Ordine Teosofico di Servizio, che si svolgerà dal 9 all’11 agosto.
Ricordiamo che la precedente edizione del Congresso Mondiale della S.T. si era svolta a Roma dal 10 al 17 luglio del 2010.
Per ulteriori informazioni: 2018wc@singaporelodge.org
Per le prenotazioni (entro il 15 maggio): http://www.ts-adyar.org/event/11th-world-congress
Singapore è una città affascinante, con la diversità religiosa dei suoi templi, moschee, chiese, ecc., la sua Chinatown, la Little India, e il Geylang Serai della comunità malese. Anche l’architettura offre spunti diversi: si va dagli edifici storici ai vecchi negozi, dai grattacieli alla baia. Ma Singapore è anche chiamata la “Città Giardino”, per l’abbondanza di verde dei suoi magnifici parchi. (VisitSingapore.com)
È questa dunque una straordinaria opportunità per partecipare al Congresso Mondiale della S.T. e per visitare un luogo davvero unico.

Adyar renovation: un grande progetto promosso dal Presidente della S.T. Tim Boyd
La Società Teosofica Italiana guarda con molta simpatia e pieno sostegno al progetto “Adyar Renovation”, fortemente voluto dal nostro Presidente Internazionale Tim Boyd, che lo porta avanti con forza e saggezza. È un progetto di grande significato pratico e simbolico a un tempo: si tratta di ridare piena dignità a quello che è il “luogo” per eccellenza della Società Teosofica. L’area del Quartier Generale della S.T. mostra i segni del tempo e necessita di molte ristrutturazioni e lavori di miglioramento; riportare Adyar all’antico splendore – come vuole il progetto promosso da Tim Boyd - significa anche riappropriarsi del significato profondo che la tradizione teosofica ha, attraverso il comune lavoro di tutte le genti, indipendentemente dalle appartenenze religiose, nazionali o culturali.
Adyar: il luogo voluto dai Fondatori e dai Pionieri della Società Teosofica per la Fratellanza Universale senza distinzioni.
Valgano per tutti le parole di Jiddu Krishnamurti, riprese dall’Adyar Newsletter nel 1982, in occasione del centenario della fondazione di Adyar: “E’ essenziale per ciascun membro e per la Società che Adyar, come grande centro spirituale, venga mantenuto degno e dignitoso. L’importanza di ciò è così ovvia che pochi possono dubitarne. Adyar è, e sempre sarà, un’oasi spirituale cui lo stanco pellegrino guarda per avere conforto e riposo. Sebbene possa non essere privilegio di tutti i membri della Società Teosofica andarci, pure la mera esistenza di un tale luogo dà speranza e incoraggiamento.
Ho visitato molti posti meravigliosi e goduto di vedute famose, ma non c’è niente di uguale allo straordinario, intangibile qualcosa della nostra Adyar. C’è lì un’atmosfera che non esiste in nessuna chiesa o tempio e c’è una Presenza là come quella che percepiamo in un sacro tempio. a Adyar uno può diventare sia un Dio sia un pietoso peccatore. È un luogo meraviglioso e deve essere mantenuto come un tempio sacro”.

Le insidie dei social network
Il mondo della rete e dei social network nasconde a volte insidie, trabocchetti, vere e proprie azioni sleali.
Proprio per questo segnaliamo un particolare che ci ha toccato da vicino.
Come ben sappiamo dal 1974 la rivista ufficiale della Società Teosofica Italiana è la Rivista Italiana di Teosofia, testata regolarmente registrata e autorizzata. La nostra Rivista ha anche una pagina Facebook, facilmente identificabile per la presenza del simbolo della Società Teosofica Italiana. Qualche tempo fa la sorpresa: c’era anche un’altra pagina Facebook che aveva adottato la stessa denominazione. Essa in parte faceva riferimento a contenuti teosofici e in parte li inquinava allargandosi a testi e ad autori che nulla hanno a che fare con la Società Teosofica. Naturalmente i redattori della pagina erano alieni a qualsiasi tipo di contatto e continuavano, sotto la veste dell’anonimato, nella loro ambigua azione.
Abbiamo allora informato gli utenti Facebook delle nostre pagine, affinché potessero identificare correttamente la pagina Facebook autentica della nostra Rivista. Abbiamo rivolto inoltre agli anonimi amministratori del sito fraudolento l’invito a rendersi visibili e, soprattutto, a andare oltre all’ambiguità, ottenendo –infine!- il cambio della denominazione della loro pagina.
C’è spazio e c’è libertà per tutti, con trasparenza e lealtà!

Recensioni

Le vite nascoste
“Chi riceve una diagnosi di tumore vive un dramma senza limiti: il terrore di una prognosi infausta, l’incertezza su come e dove curarsi, lo strazio di avere figli, magari piccoli, e non sapere se li si vedrà crescere. Ma venendo in contatto con le loro vite, si tocca con mano anche con un’altra realtà di cui pochissimo si parla, ovvero quella dei cosiddetti “caregiver”, parola inglese asettica che indica le persone che stanno accanto a chi è malato: compagni, mariti, figli, e che a volte dalla malattia vengono stravolti come il malato, se non di più. Perché un cancro non arriva a una persona, ma a un’intera famiglia.
Uno di loro, Carlo Dalla Rovere (pseudonimo), compagno di una paziente con tumore al seno, ha scritto un bellissimo libro, Le vite nascoste (Europa edizioni). Lo ha scritto per spiegare al mondo cosa vive chi sta accanto a un malato grave. Lo ha scritto “per non impazzire”. Carlo ha 54 anni, una figlia che va all’università. Di giorno sta a contatto con la morte, lavora come operatore con tossici e alcolisti – “cerco di ripulirli, cerco di farli emozionare -, poi tornato a casa sta a contatto con un tumore maligno arrivato “in casa” quando la figlia aveva cinque anni e mezzo, tanto che la moglie dovette operarsi il primo giorno di scuola della bambina. Il libro si snoda tra il racconto delle giornate passato a contatto con vite stravolte da abusi e dipendenze e l’assistenza alla moglie nel suo percorso di cura. Carlo racconta le conseguenze sul suo corpo e sulla sua psiche di questo enorme impegno su un doppio fronte. “Sono dimagrito di 15 kg. Non riesco più a mangiare. Mangio e vomito. (…). Il medico e tante persone intorno a me dicono che è lo stress che sto vivendo, e mi sento liquidato come un povero esaurito”. (Tratto da: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/23/tumore-al-seno-tutta-la-sofferenza-di-un-compagno/4238192/)
Ma tutto questo viene nobilitato e superato da un profondo senso di umanità e compassione, qualità queste che permettono di meglio vivere la realtà e di comprenderne il più profondo significato.

I Presidenti della Società Teosofica
Segnaliamo a tutti i lettori della Rivista Italiana di Teosofia e a tutti gli interessati alla storia della Società Teosofica che la nostra Rivista ha pubblicato dal numero 11 del novembre 2016 al numero 4 dell’aprile 2017 la traduzione del libro della cara e non dimenticata sorella Daniella Audoin sui Presidenti Internazionali della S.T., dal Col. H.S. Olcott a John Coats.
Ricordiamo in proposito che i testi sono stati tradotti dal francese da Paolo Parini, con la revisione di Barbara Monici.

Maggio 2018

Anno LXXIV - N.5
cover maggio 2018

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza mensile, con la sola eccezione del numero di agosto/settembre, che è unico. L'invio avviene tramite il servizio postale. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato per il 2018-2018 in euro 25,00 per l’Italia e in euro 40,00 per l’Estero, da versare tramite bollettino di conto corrente postale nr 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana - Tesoreria oppure tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.

Conservare il legame intatto
A. Girardi 1

La Dottrina Segreta e il suo studio
R. Bowen 2

Blavatsky era nazista?
R. Smoley 6

Blavatsky e la battaglia di Mentana
C. Overweg 8

La Società Teosofica e i suoi tre scopi
C. Elosegui 14

Disabilità, karma e loro significato
J. Colbert 17

Una Società Teosofica poco nota, quella del Vietnam
V. Cerceo 22

La Società Teosofica ai suoi esordi nell’Italia del Nord
G. Pisani 23

I filosofi ci procurano gli elementi necessari per capire la filosofia
G. Fabbri 30

Pagine della letteratura teosofica
32

Testi per l’intuizione XXXIII)
33

Ordine Teosofico di Servizio. Missione umanitaria a Kilis
34

Seminario Teosofico ad Ascona
36

Rendiconto S.T.I. al 31.12.2017
37

Segnalazioni 38
Recensioni 39

Conservare il legame intatto

In una fase storica caratterizzata dal trionfo dei social network e dal “consumo” sempre più marcato di informazioni, relazioni, immagini e concetti, è importante chiedersi quale sia il significato profondo dell’essere membri della Società Teosofica e anche dell’atto di aderirvi per la prima volta.
La domanda e le relative risposte hanno un significato ancora maggiore se si considerano la crisi generale dei vincoli associativi e il netto affermarsi di relazioni basate su vantaggi reciproci, spesso di tipo economico, mercantile o di potere.
Entrare a far parte della S.T. indica indubbiamente un’adesione ai suoi tre Scopi e anche un profondo rispetto della sua storia e del lavoro di tutti quegli esseri umani che hanno dedicato e dedicano alla Società la loro vita e il loro impegno di servizio.
Ma è anche qualche cosa di più, perché ha a che fare con una realtà, ideale e concreta ad un tempo, che collega il Teosofo alla Fratellanza Universale senza distinzioni. Un vincolo questo che, in un certo senso, è per tutta la vita, e oltre. Naturalmente, se ad un certo punto dell’esistenza non ci si riconosce più negli Scopi e negli ideali teosofici, è meglio lasciare la S.T., nel cui ambito nessuno viene invitato a entrare, trattandosi di una scelta del tutto individuale e, auspicabilmente, certo non legata a un calcolo, quanto piuttosto a un moto dell’anima.
Gli aspetti e le relazioni pratiche della vita associativa, anche a livello dei Gruppi e dei Centri, possono a volte far emergere tensioni e negatività ma, se sono questi aspetti a diventare più importanti del significato profondo dell’adesione alla S.T., vuol dire che manca qualcosa nel nostro modo di comprendere il valore del rapporto fra Teosofia e Società Teosofica.
Una considerazione merita anche la questione del ricorso alle nuove tecnologie. La S.T. è certamente attenta anche all’utilizzo di internet e dei social media, ma la bontà della nostra vita associativa non si misura con il crescere o meno del numero di follower (che, guarda caso, in inglese significa anche adepti), quanto piuttosto dalla sincera e profonda adesione di ciascuno di noi agli Scopi della S.T. e in particolare a quello che ci invita a costituire una Fratellanza Universale senza distinzioni.
L’uso del termine una ha un profondo significato: da un lato è lì a dimostrare che la S.T. non ha la velleità di essere l’esclusiva depositaria della Verità; dall’altro ci indica chiaramente che si tratta di una sperimentazione ben definita e con scopi e caratteri specifici. Anche per questo possiamo considerare che non tutto è studio e pratica teosofica, anche se la Teosofia abbraccia il tutto. E senza scordare la forza di un metodo, come quello teosofico, che ci avvicina all’osservazione, alla maieutica, alla meditazione, al servizio.
Ciascuno di noi dovrebbe, in ultima analisi, essere felice di far parte della S.T., riconoscendo in questa appartenenza una straordinaria opportunità karmica, che si colloca ben al di là delle simpatie o delle antipatie personali. Riappropriamoci dunque della gioia di far parte della S.T. e trasformiamo questo sentimento in energia positiva a beneficio di tutti gli esseri, compresi i Fratelli e le Sorelle che condividono con noi il cammino teosofico.
Colleghiamo questo slancio animico e esistenziale al ricordo di H.P. Blavatsky, la Messaggera dei Mahatma, di cui ricordiamo con riconoscenza il 127° anniversario del passaggio oltre il velo della materia, avvenuto l’8 maggio del 1891. Poco prima di lasciare il piano fisico H.P.B. raccomandò a coloro che erano con lei di “mantenere il legame intatto”.
A ciascuno di noi il compito di realizzarlo, con umiltà e coraggio.

Antonio Girardi

Segnalazioni

104° Congresso nazionale 2018 della S.T.I. a Cattolica (RN)
Il 104° Congresso Nazionale della S.T.I. si svolgerà a Cattolica (RN) dal 31 maggio al 3 giugno 2018, presso l’Hotel Waldorf. Il tema che verrà trattato sarà: “Dalla Conoscenza al Servizio: le sfide della Società Teosofica”.
Quello del Congresso è l’appuntamento più rilevante a cui sono chiamati i Soci ed i Simpatizzanti della Società Teosofica Italiana. È l’occasione non solo di approfondire un importante tema di studio, ma anche di condividere i diritti ed i doveri della vita associativa di un Ente Morale qual è la S.T.I. (Assemblea dei Soci, riunione del Consiglio Generale, etc.).
In allegato a questo numero della Rivista è inserita la presentazione del Congresso, del suo programma generale comprendente l’Assemblea Generale degli Associati, prevista per venerdì 1° giugno alle ore 10.00 e la scheda di prenotazione, con le informazioni di dettaglio.

11° Congresso Mondiale della S.T. a Singapore
La città-stato di Singapore, che ospiterà dal 4 al 9 agosto 2018 l’11° Congresso Mondiale della Società Teosofica, è un crogiolo di culture, poiché accoglie persone da ogni parte del mondo e, in particolare, malesi, indiani, cinesi, eurasiatici.
E’ una realtà dunque in cui ben si colloca il Congresso Mondiale della Società Teosofica, che ha come suo Primo Scopo quello della Fratellanza Universale senza distinzioni.
Il tema che sarà trattato dal Congresso, con relazioni articolate e workshop di approfondimento è: “Consciousness, contemplation, commitment: the future is now” (Coscienza, meditazione e impegno: il futuro è ora).
Al Congresso farà seguito il raduno internazionale dell’Ordine Teosofico di Servizio, che si svolgerà dal 9 all’11 agosto.
Ricordiamo che la precedente edizione del Congresso Mondiale della S.T. si era svolta a Roma dal 10 al 17 luglio del 2010.
Per ulteriori informazioni: 2018wc@singaporelodge.org
Per le prenotazioni (entro il 15 maggio): http://www.ts-adyar.org/event/11th-world-congress
Singapore è una città affascinante, con la diversità religiosa dei suoi templi, moschee, chiese, ecc., la sua Chinatown, la Little India, e il Geylang Serai della comunità malese. Anche l’architettura offre spunti diversi: si va dagli edifici storici ai vecchi negozi, dai grattacieli alla baia. Ma Singapore è anche chiamata la “Città Giardino”, per l’abbondanza di verde dei suoi magnifici parchi. (VisitSingapore.com)
È questa dunque una straordinaria opportunità per partecipare al Congresso Mondiale della S.T. e per visitare un luogo davvero unico.

Adyar renovation: un grande progetto promosso dal Presidente della S.T. Tim Boyd
La Società Teosofica Italiana guarda con molta simpatia e pieno sostegno al progetto “Adyar Renovation”, fortemente voluto dal nostro Presidente Internazionale Tim Boyd, che lo porta avanti con forza e saggezza. È un progetto di grande significato pratico e simbolico a un tempo: si tratta di ridare piena dignità a quello che è il “luogo” per eccellenza della Società Teosofica. L’area del Quartier Generale della S.T. mostra i segni del tempo e necessita di molte ristrutturazioni e lavori di miglioramento; riportare Adyar all’antico splendore – come vuole il progetto promosso da Tim Boyd - significa anche riappropriarsi del significato profondo che la tradizione teosofica ha, attraverso il comune lavoro di tutte le genti, indipendentemente dalle appartenenze religiose, nazionali o culturali.
Adyar: il luogo voluto dai Fondatori e dai Pionieri della Società Teosofica per la Fratellanza Universale senza distinzioni.
Valgano per tutti le parole di Jiddu Krishnamurti, riprese dall’Adyar Newsletter nel 1982, in occasione del centenario della fondazione di Adyar: “E’ essenziale per ciascun membro e per la Società che Adyar, come grande centro spirituale, venga mantenuto degno e dignitoso. L’importanza di ciò è così ovvia che pochi possono dubitarne. Adyar è, e sempre sarà, un’oasi spirituale cui lo stanco pellegrino guarda per avere conforto e riposo. Sebbene possa non essere privilegio di tutti i membri della Società Teosofica andarci, pure la mera esistenza di un tale luogo dà speranza e incoraggiamento.
Ho visitato molti posti meravigliosi e goduto di vedute famose, ma non c’è niente di uguale allo straordinario, intangibile qualcosa della nostra Adyar. C’è lì un’atmosfera che non esiste in nessuna chiesa o tempio e c’è una Presenza là come quella che percepiamo in un sacro tempio. a Adyar uno può diventare sia un Dio sia un pietoso peccatore. È un luogo meraviglioso e deve essere mantenuto come un tempio sacro”.

Le insidie dei social network
Il mondo della rete e dei social network nasconde a volte insidie, trabocchetti, vere e proprie azioni sleali.
Proprio per questo segnaliamo un particolare che ci ha toccato da vicino.
Come ben sappiamo dal 1974 la rivista ufficiale della Società Teosofica Italiana è la Rivista Italiana di Teosofia, testata regolarmente registrata e autorizzata. La nostra Rivista ha anche una pagina Facebook, facilmente identificabile per la presenza del simbolo della Società Teosofica Italiana. Qualche tempo fa la sorpresa: c’era anche un’altra pagina Facebook che aveva adottato la stessa denominazione. Essa in parte faceva riferimento a contenuti teosofici e in parte li inquinava allargandosi a testi e ad autori che nulla hanno a che fare con la Società Teosofica. Naturalmente i redattori della pagina erano alieni a qualsiasi tipo di contatto e continuavano, sotto la veste dell’anonimato, nella loro ambigua azione.
Abbiamo allora informato gli utenti Facebook delle nostre pagine, affinché potessero identificare correttamente la pagina Facebook autentica della nostra Rivista. Abbiamo rivolto inoltre agli anonimi amministratori del sito fraudolento l’invito a rendersi visibili e, soprattutto, a andare oltre all’ambiguità, ottenendo –infine!- il cambio della denominazione della loro pagina.
C’è spazio e c’è libertà per tutti, con trasparenza e lealtà!

Recensioni

Le vite nascoste
“Chi riceve una diagnosi di tumore vive un dramma senza limiti: il terrore di una prognosi infausta, l’incertezza su come e dove curarsi, lo strazio di avere figli, magari piccoli, e non sapere se li si vedrà crescere. Ma venendo in contatto con le loro vite, si tocca con mano anche con un’altra realtà di cui pochissimo si parla, ovvero quella dei cosiddetti “caregiver”, parola inglese asettica che indica le persone che stanno accanto a chi è malato: compagni, mariti, figli, e che a volte dalla malattia vengono stravolti come il malato, se non di più. Perché un cancro non arriva a una persona, ma a un’intera famiglia.
Uno di loro, Carlo Dalla Rovere (pseudonimo), compagno di una paziente con tumore al seno, ha scritto un bellissimo libro, Le vite nascoste (Europa edizioni). Lo ha scritto per spiegare al mondo cosa vive chi sta accanto a un malato grave. Lo ha scritto “per non impazzire”. Carlo ha 54 anni, una figlia che va all’università. Di giorno sta a contatto con la morte, lavora come operatore con tossici e alcolisti – “cerco di ripulirli, cerco di farli emozionare -, poi tornato a casa sta a contatto con un tumore maligno arrivato “in casa” quando la figlia aveva cinque anni e mezzo, tanto che la moglie dovette operarsi il primo giorno di scuola della bambina. Il libro si snoda tra il racconto delle giornate passato a contatto con vite stravolte da abusi e dipendenze e l’assistenza alla moglie nel suo percorso di cura. Carlo racconta le conseguenze sul suo corpo e sulla sua psiche di questo enorme impegno su un doppio fronte. “Sono dimagrito di 15 kg. Non riesco più a mangiare. Mangio e vomito. (…). Il medico e tante persone intorno a me dicono che è lo stress che sto vivendo, e mi sento liquidato come un povero esaurito”. (Tratto da: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/23/tumore-al-seno-tutta-la-sofferenza-di-un-compagno/4238192/)
Ma tutto questo viene nobilitato e superato da un profondo senso di umanità e compassione, qualità queste che permettono di meglio vivere la realtà e di comprenderne il più profondo significato.

I Presidenti della Società Teosofica
Segnaliamo a tutti i lettori della Rivista Italiana di Teosofia e a tutti gli interessati alla storia della Società Teosofica che la nostra Rivista ha pubblicato dal numero 11 del novembre 2016 al numero 4 dell’aprile 2017 la traduzione del libro della cara e non dimenticata sorella Daniella Audoin sui Presidenti Internazionali della S.T., dal Col. H.S. Olcott a John Coats.
Ricordiamo in proposito che i testi sono stati tradotti dal francese da Paolo Parini, con la revisione di Barbara Monici.