Il libro dei Morti di Ka
Il Museo Egizio di Torino, diretto da Christian Greco, ha pubblicato con la Franco Cosimo Panini Editore un prezioso libretto dedicato al “Libro dei Morti” di Ka.
Ricordiamo che “Libro dei Morti” è il nome dato nel 1842 dallo studioso Karl Richard Lepsius a un insieme di testi - in uso dalla XVII dinastia (ca. 1550 a.C.) all’inizio dell’epoca romana (30 a.C.) – che venivano seppelliti assiema al defunto, come una sorta di “passaporto per l’aldilà”. Il nome egizio di questa raccolta era invece “inizio delle formule per uscire di giorno” e faceva riferimento al concetto cardine della cultura egizia della libertà di movimento del defunto, che, come peraltro aveva fatto quando era una persona in vita, desiderava entrare ed uscire liberamente dai regni del cielo e del sottosuolo.
Il testo iniziale scritto sul papiro di Kha (Torino, Museo Egizio, S.8316/03=S. 8438) è il seguente: “Giorno della sepoltura; per entrare dopo essere uscito. Parole pronunciate dal soprintendente Kha, puro di voce…”. Ritrovato perfettamente conservato nella sua tomba, il “Libro dei Morti” di Kha era dunque il papiro che doveva guidare il suo proprietario nel viaggio attraverso l’oltretomba, ricordandogli le formule da recitare per superare gli ostacoli fra lui e la vita eterna. Una preziosa testimonianza delle credenze religiose egizie, analizzata in tutti i suoi dettagli.
Ricordiamo che “Libro dei Morti” è il nome dato nel 1842 dallo studioso Karl Richard Lepsius a un insieme di testi - in uso dalla XVII dinastia (ca. 1550 a.C.) all’inizio dell’epoca romana (30 a.C.) – che venivano seppelliti assiema al defunto, come una sorta di “passaporto per l’aldilà”. Il nome egizio di questa raccolta era invece “inizio delle formule per uscire di giorno” e faceva riferimento al concetto cardine della cultura egizia della libertà di movimento del defunto, che, come peraltro aveva fatto quando era una persona in vita, desiderava entrare ed uscire liberamente dai regni del cielo e del sottosuolo.
Il testo iniziale scritto sul papiro di Kha (Torino, Museo Egizio, S.8316/03=S. 8438) è il seguente: “Giorno della sepoltura; per entrare dopo essere uscito. Parole pronunciate dal soprintendente Kha, puro di voce…”. Ritrovato perfettamente conservato nella sua tomba, il “Libro dei Morti” di Kha era dunque il papiro che doveva guidare il suo proprietario nel viaggio attraverso l’oltretomba, ricordandogli le formule da recitare per superare gli ostacoli fra lui e la vita eterna. Una preziosa testimonianza delle credenze religiose egizie, analizzata in tutti i suoi dettagli.

