Posizione:
L'editoriale
H.P. Blavatsky: una vita spesa a beneficio dell’umanità
L’8 maggio ricorre il centodiciannovesimo anno dal passaggio di Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891) oltre il velo della materia e nell’ambiente teosofico, come appare da una pagina della Rivista dedicata al tema, verrà ricordata con affetto e riconoscenza.
Ma la vita e l’opera di H.P.B. non cessano, a distanza di tanto tempo, di suscitare sentimenti contrapposti e accanto ai sostenitori della nobildonna russa vi sono altri che continuano a infangarne la memoria.
Le due accuse più frequenti sono quelle di ciarlataneria e di ispirazione del cosiddetto nazismo esoterico.
Sul primo punto il disconoscimento, di fine Novecento, da parte della Società di Ricerche Psichiche di Londra, del rapporto negativo su Madame Blavatsky, ha risolto alla radice il problema; è stato infatti dimostrato che il rapporto fu scritto in mala fede e che le accuse che conteneva non rispondevano al vero.
Sul secondo punto, al di là della cesura temporale che divide Blavatsky dal fiorire delle ideologie totalitarie della prima parte del secolo scorso, è la semplice lettura delle opere di H.P.B. che è in grado di chiarire totalmente la questione. Dai suoi scritti infatti si alza un inno alla comprensione amorevole della vita e al principio di fratellanza universale senza distinzioni, non solo come principio etico, ma come conseguenza di una visione del mondo che pone il karma e l’evoluzione alla sua base e che dunque è in grado considerare nel segno dell’unità tutte le diverse espressioni della vita. Non casualmente quindi la Società Teosofica fondata da H.P.B. fu sciolta negli Anni Trenta del secolo scorso nei Paesi di quei regimi autoritari che qualche superficiale analista ritiene essere stati ispirati dalla Blavatsky.
E’ dunque tempo di andare oltre alla semplice “difesa” di Madame Blavatsky e di recuperarne pienamente il valore come essere umano che ha portato uno straordinario beneficio all’umanità, vivendo al solo scopo di contribuire alla Fratellanza e alla Conoscenza.
H.P.B. ha lavorato per creare un ponte fra Oriente e Occidente e per affermare una metodologia di ricerca che possiamo oggi definire come “olistica”. Consapevole che il particolare riflette l’universale e che solo una visione unitaria della vita è in grado di superare il dualismo fra spirito e materia, ha avuto la forza di analizzare religioni, filosofie e scienze contribuendo ad individuare l’eterna saggezza che sta alla loro base.
Riaffermando il potere dell’osservazione e della maieutica H.P.B. ha segnato la vita della Società Teosofica, contribuendo a farne uno dei luoghi di sperimentazione della Fratellanza Universale senza distinzioni. Le sue opere non sono solo il perno della letteratura teosofica moderna ed un prezioso contributo per tutta l’umanità.
Ricordare oggi H.P.B., fedele servitrice dei Maestri di Saggezza e degli Ideali Universali, significa lavorare spiritualmente sui contenuti delle sue opere continuando a studiarle approfonditamente.
Ma ricordare oggi H.P.B. vuol anche dire ricordarla con simpatia e con riconoscenza e –perché no?- con un sorriso.
Antonio Girardi
Ma la vita e l’opera di H.P.B. non cessano, a distanza di tanto tempo, di suscitare sentimenti contrapposti e accanto ai sostenitori della nobildonna russa vi sono altri che continuano a infangarne la memoria.
Le due accuse più frequenti sono quelle di ciarlataneria e di ispirazione del cosiddetto nazismo esoterico.
Sul primo punto il disconoscimento, di fine Novecento, da parte della Società di Ricerche Psichiche di Londra, del rapporto negativo su Madame Blavatsky, ha risolto alla radice il problema; è stato infatti dimostrato che il rapporto fu scritto in mala fede e che le accuse che conteneva non rispondevano al vero.
Sul secondo punto, al di là della cesura temporale che divide Blavatsky dal fiorire delle ideologie totalitarie della prima parte del secolo scorso, è la semplice lettura delle opere di H.P.B. che è in grado di chiarire totalmente la questione. Dai suoi scritti infatti si alza un inno alla comprensione amorevole della vita e al principio di fratellanza universale senza distinzioni, non solo come principio etico, ma come conseguenza di una visione del mondo che pone il karma e l’evoluzione alla sua base e che dunque è in grado considerare nel segno dell’unità tutte le diverse espressioni della vita. Non casualmente quindi la Società Teosofica fondata da H.P.B. fu sciolta negli Anni Trenta del secolo scorso nei Paesi di quei regimi autoritari che qualche superficiale analista ritiene essere stati ispirati dalla Blavatsky.
E’ dunque tempo di andare oltre alla semplice “difesa” di Madame Blavatsky e di recuperarne pienamente il valore come essere umano che ha portato uno straordinario beneficio all’umanità, vivendo al solo scopo di contribuire alla Fratellanza e alla Conoscenza.
H.P.B. ha lavorato per creare un ponte fra Oriente e Occidente e per affermare una metodologia di ricerca che possiamo oggi definire come “olistica”. Consapevole che il particolare riflette l’universale e che solo una visione unitaria della vita è in grado di superare il dualismo fra spirito e materia, ha avuto la forza di analizzare religioni, filosofie e scienze contribuendo ad individuare l’eterna saggezza che sta alla loro base.
Riaffermando il potere dell’osservazione e della maieutica H.P.B. ha segnato la vita della Società Teosofica, contribuendo a farne uno dei luoghi di sperimentazione della Fratellanza Universale senza distinzioni. Le sue opere non sono solo il perno della letteratura teosofica moderna ed un prezioso contributo per tutta l’umanità.
Ricordare oggi H.P.B., fedele servitrice dei Maestri di Saggezza e degli Ideali Universali, significa lavorare spiritualmente sui contenuti delle sue opere continuando a studiarle approfonditamente.
Ma ricordare oggi H.P.B. vuol anche dire ricordarla con simpatia e con riconoscenza e –perché no?- con un sorriso.
Antonio Girardi
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