4 febbraio 2012

L'editoriale

Un Adyar Day nel segno della Fratellanza

Il 17 febbraio di ogni anno ricorre l’Adyar Day, il giorno in cui i membri della Società Teosofica di tutto il mondo si ricollegano idealmente ad Adyar, sede del Quartier Generale della Società Teosofica, ma soprattutto centro di quella sperimentazione che, dall’ultimo quarto di secolo dell’Ottocento, vide la straordinaria convergenza fra l’attività dei pionieri della Società Teosofica, in primis H.P. Blavatsky ed H.S. Olcott, ed il messaggio e l’ispirazione che provenivano da alcuni Maestri di Saggezza. Il tutto al fine di dar vita ad una sperimentazione tesa a costituire un nucleo della Fratellanza Universale senza distinzioni di razza, sesso, casta o colore. Proprio la peculiarità di questa sperimentazione iniziale caratterizza Adyar, che nel tempo ha visto dilatarsi gli spazi fisici e divenire una sorta di magnifico parco in grado non solo di ospitare le strutture del Quartier Generale della S.T. e le abitazioni dei residenti, ma anche di conservare la “vibrazione” di un “patto” che il ricercatore spirituale può stringere per dar vita ad un intenso impegno sul piano della meditazione e della vita a beneficio di tutti gli esseri.
È per questo che molti componenti della S.T. amano recarsi ad Adyar e soggiornarvi. I decenni si susseguono e questo luogo mantiene una sorta di fascino fuori dal tempo, come se il percorrere i suoi viali immersi nella natura segnasse una possibilità per creare un ponte fra la personalità figlia del vissuto e la vera dimensione interiore figlia dell’eterno.
Ci sono vari aspetti peculiari di Adyar; uno è quello rappresentato dalla presenza di templi delle principali religioni. Vale la pena di soffermarsi su questo aspetto, non solo per la sua originalità ma anche per il profondo significato simbolico. La Società Teosofica infatti non è una religione o una setta e, affermando il principio della Fratellanza Universale, mette gli esseri umani nelle condizioni di privilegiare una spiritualità che rispetta profondamente l’altro, indipendentemente da quali siano le sue convinzioni religiose e filosofiche. Ecco dunque la base del sentire teosofico: la tolleranza che non sottende malcelati segni di superiorità, ma che afferma invece il principio che ciascun uomo, indipendentemente dalla religione o dalla filosofia che caratterizza il suo vivere, ha la possibilità di raggiungere la liberazione dalle illusioni; e ciò per mezzo dei valori universali dell’eterna saggezza.
Come allegato a questo numero della Rivista Italiana di Teosofia il Lettore troverà la scheda che riguarda il X Congresso Mondiale della Società Teosofica, che si svolgerà dal 10 al 15 luglio prossimi a Roma sul tema: “Fratellanza Universale senza distinzioni: una via verso la consapevolezza”.
Fra l’Adyar Day di quest’anno e questo appuntamento esiste un sottile legame, nel segno dell’Unità della Vita: è quello del “sogno” della Fratellanza e del lavoro a beneficio di tutti gli Esseri.
Un sogno paradossalmente assai realistico e che conforta l’essere umano che vuole marcare una differenza rispetto alle mere preoccupazioni materiali ed ai catastrofismi di un’epoca che pare essersi dimenticata di “guardare” la vita attraverso gli occhi del Bello e del Buono, che pur con tanta generosità sono presenti nel nostro vivere.

Antonio Girardi

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