Posizione:
L'editoriale
Aprire il cuore all’intuizione
L’essere umano tende a strutturare le conoscenze e le informazioni ben oltre quelle che sono le necessità della vita pratica. Finisce così per essere limitato da tutta una serie di “gabbie mentali” che limitano il suo vivere e che gli impediscono di “vedere” la realtà com’è veramente.
Il processo di strutturazione mentale ed emotiva dà vita a tutta una serie di “mappe” attraverso cui la realtà è rappresentata ed interpretata, dando così vita ad interpretazioni ideologiche e dogmatiche dell’esistenza e del suo significato.
La separazione fra il reale e le sue rappresentazioni porta con sé il fatto che ciò che è fuori di noi finisce per assumere la dimensione di una realtà separata e ciò alimenta a sua volta il senso dell’identificazione con il “piccolo io” della personalità. In uno scenario di questo tipo la grande assente è l’osservazione neutrale e priva di giudizi aprioristici, il principale mezzo che abbiamo a disposizione per aprire il cuore e la mente alle possibilità della dimensione intuitiva.
L’intuizione “sorprende” l’essere umano a prescindere da quelle che sono le condizioni interne ed esterne, ma può essere potentemente favorita dalla semplicità e dall’assenza degli inganni che spingono l’uomo ad “avere” sempre di più e a non considerare la dimensione dell’essere. Jiddu Krishnamurti affermò: “Una vita semplice è molto più esigente e molto più profonda. Una vita semplice è una vita in cui non c’è conflitto” e, ancora: “Se non c’è generosità, se non c’è bontà, la meditazione non è possibile”.
Con questo numero di Novembre della Rivista Italiana di Teosofia si conclude la pubblicazione dei materiali relativi al 95° Congresso Nazionale della Società Teosofica Italiana, dedicato al tema: “La Teosofia ed il suo metodo di fronte alla scienza contemporanea ed alle nuove scoperte”
Le relazioni che vengono pubblicate dimostrano con quale accuratezza e incisività i relatori abbiano presentato le loro riflessioni. Ne emerge un quadro di grande interesse, in cui Teosofia e Scienza non paiono porsi in modo ideologicamente contrapposto, quanto piuttosto riflettere un comune anelito sul piano della conoscenza e della ricerca del significato del reale.
Antonio Girardi
Il processo di strutturazione mentale ed emotiva dà vita a tutta una serie di “mappe” attraverso cui la realtà è rappresentata ed interpretata, dando così vita ad interpretazioni ideologiche e dogmatiche dell’esistenza e del suo significato.
La separazione fra il reale e le sue rappresentazioni porta con sé il fatto che ciò che è fuori di noi finisce per assumere la dimensione di una realtà separata e ciò alimenta a sua volta il senso dell’identificazione con il “piccolo io” della personalità. In uno scenario di questo tipo la grande assente è l’osservazione neutrale e priva di giudizi aprioristici, il principale mezzo che abbiamo a disposizione per aprire il cuore e la mente alle possibilità della dimensione intuitiva.
L’intuizione “sorprende” l’essere umano a prescindere da quelle che sono le condizioni interne ed esterne, ma può essere potentemente favorita dalla semplicità e dall’assenza degli inganni che spingono l’uomo ad “avere” sempre di più e a non considerare la dimensione dell’essere. Jiddu Krishnamurti affermò: “Una vita semplice è molto più esigente e molto più profonda. Una vita semplice è una vita in cui non c’è conflitto” e, ancora: “Se non c’è generosità, se non c’è bontà, la meditazione non è possibile”.
Con questo numero di Novembre della Rivista Italiana di Teosofia si conclude la pubblicazione dei materiali relativi al 95° Congresso Nazionale della Società Teosofica Italiana, dedicato al tema: “La Teosofia ed il suo metodo di fronte alla scienza contemporanea ed alle nuove scoperte”
Le relazioni che vengono pubblicate dimostrano con quale accuratezza e incisività i relatori abbiano presentato le loro riflessioni. Ne emerge un quadro di grande interesse, in cui Teosofia e Scienza non paiono porsi in modo ideologicamente contrapposto, quanto piuttosto riflettere un comune anelito sul piano della conoscenza e della ricerca del significato del reale.
Antonio Girardi
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