4 febbraio 2012

L'editoriale

Il Natale nel qui ed ora

Lo scorrere del tempo ci porta rapidamente verso il Natale ed il Solstizio d'inverno. La luce, dopo aver lasciato maggior spazio alla notte, riprende poco per volta uno spazio-tempo maggiore. Da millenni gli esseri umani hanno identificato questo periodo dell'anno come un momento di grande importanza, ricco di significati simbolici.
E per noi tutti questa è la ricorrenza del Natale, con la venuta del Salvatore, che testimonia la possibilità della manifestazione del Cristo nella storia. Momenti, quelli del Natale, accompagnati da ricordi e da prospettive legate alla famiglia, al manifestarsi del Buono, agli affetti e alla meditazione interiore.
Il significato solstiziale è legato ad una concezione ciclica del fluire della vita, che la natura continuamente ci propone, proprio mentre l'umanità pare quasi stordita e si rifugia piuttosto nella dimensione lineare di un tempo che diventa così misurabile e quantificabile, che si coniuga con le produzioni industriali e i palinsesti, ma perde il ritmo intimo e armonico della vita, lasciando l'essere umano ad aggrapparsi sempre più alla propria personalità, comunque inesorabilmente destinata a decadere.
La meditazione sul tempo è fondamentale, perché l'essere umano, condizionato da un passato che non è più, e proiettato in un futuro che non è ancora finisce per trascurare il qui ed ora, che è la vera porta dell’infinito. La meditazione, l'azione eticamente impeccabile, la compassione, l'amore "sono" nel presente. Ecco perché il significato del Natale non andrebbe circoscritto ad un solo momento dell'anno, ma dovrebbe invece accompagnarci giorno dopo giorno, quasi a suggerirci che la manifestazione del principio spirituale è una possibilità quotidiana e che la luce che è in noi riflette quella del cosmo, aprendo la possibilità alla comprensione del principio della Tavola Smeraldina: "Come in alto, così in basso".
La fisica, attraverso gli studi di Alan Aspect dei primi anni ottanta del secolo scorso, ha dimostrato empiricamente che le particelle subatomiche, come gli elettroni, sono capaci di comunicare istantaneamente fra loro indipendentemente dalla distanza che le separa. Ciò ha aperto la via all'affermazione di David Bohm, fisico dell'Università di Londra e amico di Jiddu Krishnamurti, che l'universo può essere paragonato ad un "gigantesco e splendidamente dettagliato ologramma". L'esistenza riflette dunque l'Universale nel particolare e tutto è in perenne relazione.
Nel nostro "spazio-tempo" unico e irripetibile possiamo così comprendere la legge del karma, che con il suo equilibrio permanente non ha intenti punitivi, ma è anzi la condizione essenziale dell'evoluzione.
Accendiamo dunque la luce che è in noi, prendiamone coscienza e, con generosità, espandiamola verso l'esterno senza calcoli o egoismi.

Antonio Girardi

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