Posizione:
L'editoriale
Via della Consapevolezza e Pasqua di Resurrezione
La crisi economica e morale che attraversa tutta l’umanità ha dato il via ad alcuni fenomeni di riscoperta del sacro. A New York vi sono uomini d’affari che nella pausa pranzo frequentano le chiese, si torna a parlare di spiritualità sui media, si diffondono i siti internet che parlano di salvezza dell’anima, si comincia a pensare che un approccio di tipo esclusivamente socio-politico ed economico non sia più in grado di affrontare e di risolvere i tanti problemi del tempo presente.
L’impostazione teosofica ci insegna a considerare tutti gli eventi nel segno dell’evoluzione e dell’azione della legge del karma.
Il teosofo dunque non è turbato da quanto accade, vedendo il tutto come una complessa catena di cause ed effetti che hanno comunque l’obiettivo di favorire nuove possibilità evolutive.
Anzi, oggi è possibile intravedere l’opportunità di una nuova e più profonda presa di coscienza che ridimensioni le impostazioni di un’illusoria creazione di ricchezza materiale, che in realtà è la spoliazione di una parte consistente del pianeta e rilanci invece la costruzione armonica di una società basata sui valori del bello, del buono e del vero.
Questa è la sfida che tutti abbiamo di fronte e che ci deve portare a riflettere proprio nel periodo che nella tradizione cristiana ci porta verso la Pasqua di Resurrezione.
Le vicende di Gesù nell’ultima settimana della sua esistenza terrena rappresentano una metafora che non può lasciare indifferenti i nostri cuori. Nella domenica delle Palme viene ricordato l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme; il giovedì santo c’è la celebrazione del mistero dell’Eucarestia, il venerdì la morte iniziatica per crocefissione e poi la Resurrezione.
Le vicende della settimana santa ci indicano l’essenza del cristianesimo, con il trionfo del Cristo Pantocratore e della vita sulla morte, che assume un carattere di passaggio fra diversi stati di consapevolezza, quasi a ricordarci la necessità di “morire giorno per giorno”, superando l’identificazione con gli stadi più densi della materia e aprendo la mente ed il cuore all’autentica dimensione spirituale, che è quella, nell’accezione teosofica che deriva dalla consapevolezza della triade superiore Atma, Buddhi, Manas.
Come a dire che se l’essere umano non riesce a superare l’identificazione con il possesso, con le emozioni negative e con il calcolo non potrà arrivare ad una vera comprensione della vita ed alla felicità.
Che la Pasqua possa essere per tutti occasione di approfondimento, meditazione e gioia.
Antonio Girardi
L’impostazione teosofica ci insegna a considerare tutti gli eventi nel segno dell’evoluzione e dell’azione della legge del karma.
Il teosofo dunque non è turbato da quanto accade, vedendo il tutto come una complessa catena di cause ed effetti che hanno comunque l’obiettivo di favorire nuove possibilità evolutive.
Anzi, oggi è possibile intravedere l’opportunità di una nuova e più profonda presa di coscienza che ridimensioni le impostazioni di un’illusoria creazione di ricchezza materiale, che in realtà è la spoliazione di una parte consistente del pianeta e rilanci invece la costruzione armonica di una società basata sui valori del bello, del buono e del vero.
Questa è la sfida che tutti abbiamo di fronte e che ci deve portare a riflettere proprio nel periodo che nella tradizione cristiana ci porta verso la Pasqua di Resurrezione.
Le vicende di Gesù nell’ultima settimana della sua esistenza terrena rappresentano una metafora che non può lasciare indifferenti i nostri cuori. Nella domenica delle Palme viene ricordato l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme; il giovedì santo c’è la celebrazione del mistero dell’Eucarestia, il venerdì la morte iniziatica per crocefissione e poi la Resurrezione.
Le vicende della settimana santa ci indicano l’essenza del cristianesimo, con il trionfo del Cristo Pantocratore e della vita sulla morte, che assume un carattere di passaggio fra diversi stati di consapevolezza, quasi a ricordarci la necessità di “morire giorno per giorno”, superando l’identificazione con gli stadi più densi della materia e aprendo la mente ed il cuore all’autentica dimensione spirituale, che è quella, nell’accezione teosofica che deriva dalla consapevolezza della triade superiore Atma, Buddhi, Manas.
Come a dire che se l’essere umano non riesce a superare l’identificazione con il possesso, con le emozioni negative e con il calcolo non potrà arrivare ad una vera comprensione della vita ed alla felicità.
Che la Pasqua possa essere per tutti occasione di approfondimento, meditazione e gioia.
Antonio Girardi
© 2007 Società Teosofica Italiana. Tutti i diritti riservati.
E-mail: sti@teosofica.org
G4CM® - Content Management System
Engineered by Gruppo 4 s.r.l.