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Il notiziario
Segnalazioni
Giornata dei diritti Baha’i
L’11 luglio è stata celebrata la giornata dei diritti dei Baha’i, seguaci della religione fondata un secolo e mezzo fa da Baha’u’llah e che conta oggi circa sei milioni di seguaci in tutto il mondo.
Tale ricorrenza vuole far conoscere le violazioni dei diritti umani perpetrate contro le comunità Baha’i in Iran ed in Egitto, dove per loro non c’è più tregua, poiché sono costantemente oppressi e perseguitati, incarcerati, le loro case saccheggiate, i cimiteri profanati, gli studenti espulsi dalle università, dagli uffici, dagli esercizi commerciali ecc.
I Baha’i fanno appello a chiunque voglia farsi portatore di questi fatti per far conoscere al mondo la loro tragedia, ma desiderano che ciò non avvenga con toni aspri e violenti, che invece di portare armonia alimentano ancor più il fuoco dell’odio e si discostano nettamente dallo spirito e dagli insegnamenti del loro grande fondatore.
E’ in tali frangenti che si riconosce la grandezza degli uomini e dei loro ideali.
Io non riciclo: riparo
Se il riciclaggio ci era sembrato finora un modo ecologico e corretto di rimediare all’accumulo di oggetti caratteristico della nostra civiltà dei consumi, ci viene ora riproposto un altro concetto – antico ma in questa nostra epoca considerato obsoleto – che è quello del riparare gli oggetti, per uno stile di vita all’insegna della moderazione, in cui tornare ad avere un rapporto duraturo con le cose di cui ci serviamo, che spesso potrebbero essere riparate, piuttosto che buttate via per andare ad aumentare le quantità di materiale da smaltire.
Impatto zero è l’obiettivo che si propongono ora le avanguardie ecologiste e il Gruppo Premsela, polo d’eccellenza del design olandese, sostenuto dal Ministero per l’Educazione, ha colto il messaggio organizzando ad Amsterdam “Repairing”, una rassegna per bricoleur e creativi delle riparazioni, che avrebbe dovuto chiudere il 30 agosto ma per la quale è già stata annunciata una proroga, visto il grande successo ottenuto.
L’idea dell’iniziativa è proprio quella di ridare dignità e spazio a tanti esperti artigiani quali calzolai, falegnami, elettricisti, ma anche ingegneri, designer ecc. dei quali si vanno perdendo le capacità. Gli olandesi hanno risposto con entusiasmo e le lunghe file di persone con oggetti da riparare in mano stanno a testimoniare la grande voglia di sentirsi meno sciuponi e più in sintonia con le esigenze del nostro pianeta, che sta soffocando sotto il peso della nostra immondizia.
Gli organizzatori della mostra hanno anche lanciato un Manifesto sul tema, nel quale chiedono ai designer di progettare oggetti più resistenti e facili da riparare e ai consumatori di fare domande precise sul grado di riparabilità dei prodotti, prima di acquistarli. Questo per creare una mentalità diversa, che potrà dare senz’altro frutti apprezzabili.
Ma i segnali in questo senso sono molti, poiché per esempio marchi quali Anthropologie (in America) che lavora nel campo dell’abbigliamento femminile, stanno andando nella stessa direzione, e organizzano corsi gratuiti di “riparazione del guardaroba”: le persone entrano con borse piene di vestiti vecchi ed escono con vestiti nuovi (ed unici).
La creatività e il buon senso potrebbero arrivare là dove finora abbiamo visto solo consumo e spreco.
Questione di spirito: le ragioni di una iniziazione
Il comune di San Leo, in provincia di Pesaro Urbino, ha organizzato un simposio dal titolo “Questione di spirito”: le ragioni di un’iniziazione”, che si svolgerà nel teatro del Palazzo Mediceo il 23 agosto 2009. Parteciperanno rappresentanti di varie religioni e sentieri spirituali e rappresentanti della spiritualità laica, nell’affermazione del valore del rispetto della diversità.
L’11 luglio è stata celebrata la giornata dei diritti dei Baha’i, seguaci della religione fondata un secolo e mezzo fa da Baha’u’llah e che conta oggi circa sei milioni di seguaci in tutto il mondo.
Tale ricorrenza vuole far conoscere le violazioni dei diritti umani perpetrate contro le comunità Baha’i in Iran ed in Egitto, dove per loro non c’è più tregua, poiché sono costantemente oppressi e perseguitati, incarcerati, le loro case saccheggiate, i cimiteri profanati, gli studenti espulsi dalle università, dagli uffici, dagli esercizi commerciali ecc.
I Baha’i fanno appello a chiunque voglia farsi portatore di questi fatti per far conoscere al mondo la loro tragedia, ma desiderano che ciò non avvenga con toni aspri e violenti, che invece di portare armonia alimentano ancor più il fuoco dell’odio e si discostano nettamente dallo spirito e dagli insegnamenti del loro grande fondatore.
E’ in tali frangenti che si riconosce la grandezza degli uomini e dei loro ideali.
Io non riciclo: riparo
Se il riciclaggio ci era sembrato finora un modo ecologico e corretto di rimediare all’accumulo di oggetti caratteristico della nostra civiltà dei consumi, ci viene ora riproposto un altro concetto – antico ma in questa nostra epoca considerato obsoleto – che è quello del riparare gli oggetti, per uno stile di vita all’insegna della moderazione, in cui tornare ad avere un rapporto duraturo con le cose di cui ci serviamo, che spesso potrebbero essere riparate, piuttosto che buttate via per andare ad aumentare le quantità di materiale da smaltire.
Impatto zero è l’obiettivo che si propongono ora le avanguardie ecologiste e il Gruppo Premsela, polo d’eccellenza del design olandese, sostenuto dal Ministero per l’Educazione, ha colto il messaggio organizzando ad Amsterdam “Repairing”, una rassegna per bricoleur e creativi delle riparazioni, che avrebbe dovuto chiudere il 30 agosto ma per la quale è già stata annunciata una proroga, visto il grande successo ottenuto.
L’idea dell’iniziativa è proprio quella di ridare dignità e spazio a tanti esperti artigiani quali calzolai, falegnami, elettricisti, ma anche ingegneri, designer ecc. dei quali si vanno perdendo le capacità. Gli olandesi hanno risposto con entusiasmo e le lunghe file di persone con oggetti da riparare in mano stanno a testimoniare la grande voglia di sentirsi meno sciuponi e più in sintonia con le esigenze del nostro pianeta, che sta soffocando sotto il peso della nostra immondizia.
Gli organizzatori della mostra hanno anche lanciato un Manifesto sul tema, nel quale chiedono ai designer di progettare oggetti più resistenti e facili da riparare e ai consumatori di fare domande precise sul grado di riparabilità dei prodotti, prima di acquistarli. Questo per creare una mentalità diversa, che potrà dare senz’altro frutti apprezzabili.
Ma i segnali in questo senso sono molti, poiché per esempio marchi quali Anthropologie (in America) che lavora nel campo dell’abbigliamento femminile, stanno andando nella stessa direzione, e organizzano corsi gratuiti di “riparazione del guardaroba”: le persone entrano con borse piene di vestiti vecchi ed escono con vestiti nuovi (ed unici).
La creatività e il buon senso potrebbero arrivare là dove finora abbiamo visto solo consumo e spreco.
Questione di spirito: le ragioni di una iniziazione
Il comune di San Leo, in provincia di Pesaro Urbino, ha organizzato un simposio dal titolo “Questione di spirito”: le ragioni di un’iniziazione”, che si svolgerà nel teatro del Palazzo Mediceo il 23 agosto 2009. Parteciperanno rappresentanti di varie religioni e sentieri spirituali e rappresentanti della spiritualità laica, nell’affermazione del valore del rispetto della diversità.
Dai Gruppi
I Gruppi e i Centri su internet
Da gennaio di quest’anno le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate anche su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
Aprendo la sezione “Eventi e Convegni” è possibile registrarsi accedendo così all’elenco delle riunioni e delle conferenze che vengono organizzate nelle varie località.
Da gennaio di quest’anno le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate anche su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
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