Posizione:
L'editoriale
Dal piano mentale alla gratitudine e all’amore
Il piano mentale caratterizza in modo preponderante la visione del mondo che l’essere umano mette via via a fuoco durante la sua esistenza. Vi sono studiosi che arrivano ad affermare che la mente è la vita stessa. La Teosofia fa comprendere che è possibile suddividere il piano mentale in vari aspetti differenti e che questi stessi aspetti possono essere suddivisi a loro volta in vari sottopiani. Il tutto con una caratterizzazione settenaria. A seconda dunque dei vari piani e sottopiani abbiamo livelli differenti di comprensione e di possibile consapevolezza.
L’essere umano dunque non solo è chiamato ad una necessaria comprensione analitico-descrittiva della dimensione mentale, ma anche a comprendere nell’interazione interiore le differenti influenze che la mente astratta e quella che chiamiamo concreta hanno nella sua vita. Quando nella ricerca spirituale si parla di “tendere verso l’alto” si fa un chiaro riferimento al livello di comprensione degli archetipi e dei simboli, in grado di “spersonalizzare” la nostra visione della vita, di allontanarla dall’identificazione dell’ego, fonte di paure, egoismi ed ignoranze e di condurre lungo la via della consapevolezza.
Il tema del 94° Congresso Nazionale della Società Teosofica Italiana è stato dedicato a “Psiche e spiritualità” e questo numero della Rivista Italiana di Teosofia raccoglie i vari contributi che sono stati presentati dai relatori. Ne esce un variegato panorama di approfondimenti, con caratterizzazioni differenti e varie affinità. E’ complessivamente un materiale che consente al Lettore di ricevere molti stimoli ed un invito all’approfondimento individuale.
Il tempo presente si interroga spesso sui fattori necessari al benessere psichico. Vorrei qui richiamare in proposito il concetto di “gratitudine”, nei confronti della vita, che con le sue variegate esperienze ci mette nelle condizioni di apprendere la nostra lezione esistenziale e di aprire il nostro cuore alla dimensione dell’amore.
In un passaggio di straordinaria raffinatezza il Vangelo di Matteo (22,35-40) ci dona una lettura ampia e potremmo dire “teosofica” degli imperativi che battono all’unisono con il cuore umano.
Recita il passo evangelico: “In quel tempo un dottore della legge interrogò Gesù per metterlo alla prova: “Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?”. Gli rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge dei Profeti.”
Antonio Girardi
L’essere umano dunque non solo è chiamato ad una necessaria comprensione analitico-descrittiva della dimensione mentale, ma anche a comprendere nell’interazione interiore le differenti influenze che la mente astratta e quella che chiamiamo concreta hanno nella sua vita. Quando nella ricerca spirituale si parla di “tendere verso l’alto” si fa un chiaro riferimento al livello di comprensione degli archetipi e dei simboli, in grado di “spersonalizzare” la nostra visione della vita, di allontanarla dall’identificazione dell’ego, fonte di paure, egoismi ed ignoranze e di condurre lungo la via della consapevolezza.
Il tema del 94° Congresso Nazionale della Società Teosofica Italiana è stato dedicato a “Psiche e spiritualità” e questo numero della Rivista Italiana di Teosofia raccoglie i vari contributi che sono stati presentati dai relatori. Ne esce un variegato panorama di approfondimenti, con caratterizzazioni differenti e varie affinità. E’ complessivamente un materiale che consente al Lettore di ricevere molti stimoli ed un invito all’approfondimento individuale.
Il tempo presente si interroga spesso sui fattori necessari al benessere psichico. Vorrei qui richiamare in proposito il concetto di “gratitudine”, nei confronti della vita, che con le sue variegate esperienze ci mette nelle condizioni di apprendere la nostra lezione esistenziale e di aprire il nostro cuore alla dimensione dell’amore.
In un passaggio di straordinaria raffinatezza il Vangelo di Matteo (22,35-40) ci dona una lettura ampia e potremmo dire “teosofica” degli imperativi che battono all’unisono con il cuore umano.
Recita il passo evangelico: “In quel tempo un dottore della legge interrogò Gesù per metterlo alla prova: “Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?”. Gli rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge dei Profeti.”
Antonio Girardi
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