Posizione:
L'editoriale
Osservazione, maieutica, intuizione
Il processo di presa di coscienza spirituale è profondamente connaturato a due elementi: l’osservazione e la maieutica.
L’indagine verso il Vero inizia quando l’essere umano, consapevole del proprio conosciuto, ma pronto a metterlo in discussione, incomincia a guardare la realtà da un lato dubitando filosoficamente delle percezioni sensoriali, limitate per definizione, e dall’altro osservando la vita con neutralità e grande apertura mentale. Solo così l’essere umano può sfuggire all’inganno che gli tende la mente concreta, abituata a considerare la realtà secondo schemi e mappature predefinite e ad associare ciò che viene percepito dagli “schemi” e dalle “forme” del pensiero.
Il processo di osservazione neutrale permette di tornare ad una sorta di percezione “innocente” e non condizionata, consentendo così una nuova e più totale visione del mondo.
E’ l’osservazione neutrale che permette di mettere in moto il processo maieutico, caratterizzato dalla scoperta del Nuovo e dalla possibilità di modifica costante, in senso evolutivo, dei contenuti della coscienza, verso la dimensione di una maggior consapevolezza.
Il processo maieutico non è per l’essere umano un fatto da limitare alla sfera individuale, ma elemento da condividere con gli “altri” e proprio la comunanza e l’intenzione del processo di ricerca apre le porte alla consapevolezza di quel processo di “scambio” fra se stessi e gli altri, fra quello che è percepito come soggettività e quello che invece appare come oggettività.
Osservazione neutrale e maieutica cosciente conducono l’essere umano al superamento delle barriere fra l’osservatore e l’osservato, aprendo così la via all’intuizione ed alla piena dimensione dell’Essere.
Affermava J. Krishnamurti: “Per trovare la Verità, dovete rinunciare all’adorazione dell’immagine ed innamorarvi invece della vita. Siate innamorati della vita, siate fedeli alla vita. La Verità non appartiene ad alcun individuo; la Verità non si può trovare negli oscuri santuari dei templi e nemmeno nei bene illuminati saloni di società organizzate; non si può trovare nei libri e nemmeno nelle cerimonie… Se volete scoprire la causa di tutta la bellezza del mondo, di tutte le ombre danzanti, non lasciatevi afferrare dall’illusione delle espressioni della vita, ma cercate piuttosto quella verità che è la vita stessa, innamorandovi di essa”.
Antonio Girardi
L’indagine verso il Vero inizia quando l’essere umano, consapevole del proprio conosciuto, ma pronto a metterlo in discussione, incomincia a guardare la realtà da un lato dubitando filosoficamente delle percezioni sensoriali, limitate per definizione, e dall’altro osservando la vita con neutralità e grande apertura mentale. Solo così l’essere umano può sfuggire all’inganno che gli tende la mente concreta, abituata a considerare la realtà secondo schemi e mappature predefinite e ad associare ciò che viene percepito dagli “schemi” e dalle “forme” del pensiero.
Il processo di osservazione neutrale permette di tornare ad una sorta di percezione “innocente” e non condizionata, consentendo così una nuova e più totale visione del mondo.
E’ l’osservazione neutrale che permette di mettere in moto il processo maieutico, caratterizzato dalla scoperta del Nuovo e dalla possibilità di modifica costante, in senso evolutivo, dei contenuti della coscienza, verso la dimensione di una maggior consapevolezza.
Il processo maieutico non è per l’essere umano un fatto da limitare alla sfera individuale, ma elemento da condividere con gli “altri” e proprio la comunanza e l’intenzione del processo di ricerca apre le porte alla consapevolezza di quel processo di “scambio” fra se stessi e gli altri, fra quello che è percepito come soggettività e quello che invece appare come oggettività.
Osservazione neutrale e maieutica cosciente conducono l’essere umano al superamento delle barriere fra l’osservatore e l’osservato, aprendo così la via all’intuizione ed alla piena dimensione dell’Essere.
Affermava J. Krishnamurti: “Per trovare la Verità, dovete rinunciare all’adorazione dell’immagine ed innamorarvi invece della vita. Siate innamorati della vita, siate fedeli alla vita. La Verità non appartiene ad alcun individuo; la Verità non si può trovare negli oscuri santuari dei templi e nemmeno nei bene illuminati saloni di società organizzate; non si può trovare nei libri e nemmeno nelle cerimonie… Se volete scoprire la causa di tutta la bellezza del mondo, di tutte le ombre danzanti, non lasciatevi afferrare dall’illusione delle espressioni della vita, ma cercate piuttosto quella verità che è la vita stessa, innamorandovi di essa”.
Antonio Girardi
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