13 agosto 2015

Storia dell’OTS

Annie Besant
L’Ordine Teosofico di Servizio, o OTS, come è generalmente noto ai membri della Società Teosofica, è stato fondato da Annie Besant nel febbraio del 1908, sei mesi dopo la sua elezione a Presidente della Società Teosofica, in risposta al desiderio di alcuni membri “di organizzarsi in varie linee di servizio, per promuovere attivamente il primo scopo della Società: formare un nucleo della fratellanza universale, senza distinzione di razza, credo, sesso, casta o colore”. Il motto scelto è stato: “Un’unione di coloro che amano, al servizio di tutti coloro che soffrono”.

Scopo dell’OTS

L’OTS offre la possibilità di:
• servire per l’elevazione dell’umanità e la tutela del pianeta;
• applicare praticamente i principi teosofici alle grandi tematiche di interesse contemporaneo;
• onorare e coltivare l’azione sociale come pratica spirituale.
L’Ordine Teosofico di Servizio, agisce inoltre come un forum dove i membri possono esprimere le proprie opinioni e prendere posizione su questioni di pubblico interesse.
L’OTS attualmente ha filiali in circa 25 Paesi. In alcuni di essi è costituito e registrato legalmente e in altri casi opera come un dipartimento autonomo della Società Teosofica. Tutte le attività sono supportate e sotto la supervisione del Segretario Internazionale dell’OTS, che riferisce periodicamente alla Presidente.
L’essere membri della Società Teosofica non è un requisito necessario per far parte dell’OTS o partecipare alle sue attività.
Rhada Burnier
L’O.T.S. è presieduto da Radha Burnier - Presidente Internazionale della Società Teosofica. Radha Burnier imposta la direzione generale del lavoro dell’OTS, ne ispira i membri con i suoi editoriali incisivi sugli eventi mondiali e con il suo lavoro, in particolare attraverso la Olcott Society e ill Besant Memorial Animal Welfare Centre. Mrs Burnier risiede presso la sede mondiale della Società Teosofica in Adyar, Chennai, India.
Diana Dunningham
La Segretaria Internazionale dell’OTS è Diana Dunningham Chapotin - che vive in Francia. Il suo lavoro è quello di coordinare l’operato dell’OTS a livello mondiale. Sostiene i gruppi già costituiti e incoraggia l’avvio di nuovi. Riferisce al Presidente Internazionale sui progetti in corso e le opere realizzate.
Rosella Milani
Rosella Milani è la neoeletta responsabile dell’O.T.S. in Italia. Laureata in farmacia è sposata ed ha tre figli. Fa parte del Centro Studi “Pitagora” di Pavia. Succede a Luigi Marsi in questo compito. Ha coordinato il lavoro del Charity Bazar in occasione del X Congresso Mondiale.
Luigi Marsi
Luigi Marsi è stato responsabile dell’O.T.S. in Italia per circa 20 anni. E’ l’attuale Presidente del Gruppo “Luce” di Milano e componente del Comitato Esecutivo della Società Teosofica Italiana.

Appello per il Pakistan

La sorella Rosella Milani, neo-eletta responsabile dell’Ordine Teosofico di Servizio italiano, propone una raccolta fondi per i progetti educativi dell’OTS in Pakistan. La campagna ha come motto: “Un euro per le case-scuola per donne e bambine in Pakistan”.
Mentre la lotta globale al terrorismo continua e i governi spendono miliardi di dollari a questo scopo, un’altra guerra è in corso, sebbene silenziosa e molto spesso inosservata. E’ la guerra contro l’ignoranza, la superstizione e quelle tradizioni che negano a milioni di donne e ragazze nei Paesi sottosviluppati i loro inalienabili diritti. Mentre le loro sorelle, in Occidente, combattono per ottenere l’uguaglianza, in Oriente, sebbene vi sia qualche rimarchevole eccezione, hanno di solito poche speranze di cambiare le loro condizioni. Ci basta un semplice sguardo per capire che hanno lo stesso valore dei beni materiali e sono soggette a ingiustizie sociali e culturali anche a causa della loro ignoranza: vengono soggiogate e non hanno nessun controllo sulle proprie vite perché sono senza istruzione. Fin dalla nascita le bambine vengono discriminate, sfamate solo dopo che i loro fratelli maschi hanno mangiato (e per tanto sono sempre malnutrite), devono prendersi cura dei loro fratelli più piccini e contribuire nei pesanti lavori domestici mentre sono ancora piccolissime. Inoltre devono aiutare le loro mamme, sempre oberate di lavoro e sempre incinte. Gioco e ricreazione sono alieni al loro mondo. Non hanno autostima e credono di essere inferiori ai loro fratelli maschi; viene loro fatto credere che devono essere servili ed obbedienti agli uomini della famiglia: prima di tutto al loro padre, poi ai fratelli e agli altri membri maschi della famiglia (nonni, zii, cugini) e dopo il matrimonio – che spesso ha luogo quando sono appena uscite dall’infanzia – a un altro gruppo di maschi (marito, suocero, etc.). L’OTS in Pakistan pertanto ha deciso molto tempo fa che il solo modo per migliorare la situazione delle donne di questo Paese è di provvedere alla loro istruzione, assicurandosi che conoscano i propri diritti e acquisiscano autostima. A suo tempo i volontari dell’OTS hanno scelto le aree urbane, per iniziare, focalizzandosi sulla città di Karachi. Essi hanno parlato con i genitori, convincendoli a far studiare le loro figlie, cercando di dare alla maggior parte possibile di queste ragazze un’educazione. Fin dagli anni ‘50 hanno portato avanti un programma estensivo di educazione per ragazze e ragazzi, con particolare attenzione alle ragazze. Ad oggi questo programma sponsorizza quasi 400 studenti, il 60% dei quali sono donne. Di questo 60%, 90 sono studentesse universitarie, che frequentano Ingegneria, Medicina, Odontoiatria, Design tessile, Scienze, Economia, etc. La maggior parte di queste ragazze è brillante e fiduciosa in se stessa. Fareeda Amir, Segretario onorario dell’OTS in Pakistan, spiega inoltre che in questo momento ci sono 150 ragazzine, tra i 5 e i 16 anni, che stanno ancora studiando e vengono da famiglie in cui entrambi i genitori sono analfabeti e con gravissimi problemi economici. Fortunatamente per queste ragazze e giovani donne la vita non sarà più uguale a quella delle loro madri. Esse possono sperare, hanno talento e una mente brillante e lo sanno. Giocano un ruolo importante nelle loro famiglie, influenzando i parenti più stretti. Fareeda afferma che sebbene i volontari siano consapevoli che il loro lavoro è solo una goccia nell’oceano, sanno che ogni grande opera ha avuto un piccolo inizio e che, con dedizione e perseveranza, lo scopo potrà essere raggiunto. Moltissime ragazze chiedono di entrare in questi progetti educativi e purtroppo ci sono lunghissime liste di attesa, nella speranza di trovare degli sponsor.
Le somme per contribuire a questo progetto potranno essere raccolte anche dai Presidenti dei Gruppi e dei Centri in occasione dei rinnovi delle quote associative 2011 oppure versate direttamente sul conto corrente postale della STI n. 55010367 intestato a: Società Teosofica Italiana - Tesoreria