8 giugno 2017

Taccuino – Un diario spirituale

Krishnamurti
Com’è noto, Ubaldini Editore di Roma ha pubblicato, nel 2007, la seconda edizione, ampliata e riveduta, del Taccuino – Un diario spirituale di Jiddu Krishnamurti. Un testo questo davvero celebre e importante pubblicato per la prima volta nel 1976 e tradotto presso Ubaldini Editore nel 1980. Taccuino è la dattilografazione fedele di 323 pagine manoscritte e numerate dall’autore stesso. Si credeva all’epoca, e si è creduto per molto tempo, che si trattasse della totalità delle annotazioni che Krishnamurti aveva raccolto in un taccuino dal giugno 1961 al gennaio 1962. Solo nel 2000, tra i materiali recuperati a Ojai dalla Krishnamurti Foundation, furono ritrovate 32 pagine autografe che corrispondevano al seguito esatto del Taccuino: anche la numerazione delle pagine era consecutiva. Non si sa il motivo per cui queste pagine, di fatto quelle finali del Taccuino, siano rimaste separate dal resto. Tuttavia è possibile oggi leggere questa testimonianza straordinaria di uno dei più grandi maestri del nostro tempo nella forma in cui lui stesso l’aveva concepita. Il materiale inedito qui pubblicato è un ulteriore contributo a quello che Krishnamurti chiamava “il processo”. Annotava a questo proposito: “Ogni volta c’è qualcosa di nuovo in questa benedizione, una nuova qualità, un nuovo profumo, ma al tempo stesso tutto è immutabile”. L’insegnamento che ne deriva non è mai esattamente lo stesso, sebbene spesso ripetuto. Analogamente, alberi, montagne, fiumi, nuvole, sole, uccelli e fiori che egli descrive più volte sono sempre ‘nuovi’, perché sono visti ogni volta con occhi che non si sono mai abituati a essi: ogni giorno costituiscono per lui una percezione totalmente nuova. Quando incominciò a scrivere questo diario, Krishnamurti era a New York, al culmine di un impegnatissimo semestre trascorso tra India, Roma, Firenze e Londra. Aveva tenuto molte conversazioni in tutti quei luoghi e avrebbe continuato a viaggiare e a parlare in pubblico mentre teneva questo diario. Le sue descrizioni dell’estasi in cui, inaspettatamente, cadeva quasi ogni giorno, avranno grandissimo significato non solo per chi segue il suo insegnamento ma anche per chiunque sia interessato all’intensificazione degli stati di coscienza. Leggere, o rileggere il Taccuino sarà di grande stimolo per insegnare ai nostri occhi a guardare senza abituarsi e alla nostra percezione a rimanere fresca di fronte al manifestarsi della natura.