24 febbraio 2017

Pagine dalla Letteratura Teosofica

Dei in esilio
L’USO DELLA VOLONTA’ NELL’OCCULTISMO

Quando applichiamo tutto ciò all’uso della volontà per raggiungere la perfezione, che è la nostra meta, vediamo subito perché manchiamo tanto spesso al nostro scopo. Noi decidiamo di toccare la meta, di compiere il nostro destino spirituale e, così facendo, stabiliamo una linea di azione e certi principi di condotta che riconosciamo essenziali. Ora, se ci riuscisse di tenere la volontà concentrata su questo unico proposito, non troveremmo difficoltà né lotta. Ma in realtà, ecco pressappoco quello che facciamo. Quando si presenta l’occasione prescelta, cominciamo ad immaginare i vantaggi e gli svantaggi, il piacere o il fastidio di quella tale azione. Create così delle immagini o forme-pensiero, come vengono anche chiamate, le rafforziamo col sentimento e col desiderio, in modo che esse si ergono come ostacoli sul nostro cammino, quando cerchiamo di attenerci alla nostra primitiva intenzione. Allora comincia la lotta con tutte le sue dolorose conseguenze: sofferenze per noi, esaurimento per i corpi e pericolo di fallire il compito che ci siamo proposti. Tutto ciò è non solo errato, ma anche superfluo. Se noi usiamo la volontà come deve essere usata, e cioè unicamente per tener fermo un solo proposito e niente altro, non ci può essere difficoltà.
Fonte: DEI IN ESILIO
di J.J. van der Leeuw, pagg. 63-67
Edizioni Teosofiche Italiane