4 maggio 2016

La Festa del Loto Bianco, nel segno di H.P.Blavatsky

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Di Madame Blavasky si parla e si scrive tuttora molto spesso, talvolta senza avere la capacità di cogliere la vastità del suo messaggio e il significato vero del suo agire. Oggi dunque H.P. Blavatsky è frequentemente “usata” per supportare tesi ed argomentazioni, senza contare il permanere di tesi assurde – vere e proprie leggende metropolitane - che vogliono relegarla a tutti i costi al ruolo di ispiratrice occulta di movimenti politici o di consorterie segrete.
Certo, la sconfessione del famigerato rapporto Hogson da parte della Società per le Ricerche Psichiche di Londra ha ridato forza e lustro a Madame Blavatsy ed alle sue motivazioni, ma ancor oggi spesso i suoi sostenitori parlano di lei in chiave per così dire “difensiva”, quasi a proteggerla dai vilipendi e dalle immeritate offese a cui è stata sottoposta.
Ma è tempo che i teosofi e gli studiosi recuperino appieno la portata del suo lavoro, non solo quale testimonianza di un ponte filosofico-culturale fra Oriente e Occidente e di diffusione del vero concetto di Fratellanza (che non può che essere “senza distinzioni”), ma anche quale portato di una conoscenza e di un sapere che appartengono all’Umanità prima e al di là delle connotazioni storico-religiose. H.P.B. non si stancava di ripetere che i suoi scritti non dovevano avere un valore dogmatico, quanto piuttosto quello di uno stimolo allo studio e alla ricerca.
Ben sapeva infatti H.P.B. che solo attraverso un processo maieutico la conoscenza interiore può sbocciare nel fiore della consapevolezza.
Ad H.P.B. va dunque la riconoscenza di tutti coloro che sono impegnati nella ricerca della Verità e nel processo di crescita interiore.
I tre principi universali che stanno alla base de “La Dottrina Segreta” continuano ad essere fari luminosi nel cammino della ricerca: a. esistenza di un principio onnipresente, eterno, immutato e immutabile, sul quale ogni speculazione è impossibile; b. l’eternità dell’universo in toto come un piano illimitato, che periodicamente è il “campo di innumerevoli universi che si manifestano e spariscono incessantemente”; c. l’identità fondamentale di tutte le anime con la superanima universale che è essa stessa un aspetto della radice sconosciuta e il pellegrinaggio obbligatorio di ogni anima, scintilla della prima, attraverso il ciclo dell’incarnazione, secondo le leggi cicliche e karmiche.
Ricordiamo dunque questi principi ed esprimiamo un pensiero di gratitudine a colei che, in stretto collegamento con i Mahatma che vollero la Società Teosofica, seppe tutto sopportare per mantenere accesa la fiaccola dell’eterna saggezza.

Per saperne di più: http://www.teosofica.org/it/spunti-di-riflessione/la-giornata-del-loto-bianco,3,896
Autore: Antonio Girardi