Ottobre 2012

Anno LXVIII - N.10
Cover Ottobre 2012

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza mensile, con la sola eccezione del numero di agosto/settembre, che è unico. L'invio avviene tramite il servizio postale. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato per il 2017 in euro 25,00 per l’Italia e in euro 40,00 per l’Estero, da versare tramite bollettino di conto corrente postale nr 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana - Tesoreria oppure tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.

Area riservata

Tradizione ed espansione della coscienza
A. Girardi 1

Lo yoga dell’unità
A.Girardi 2

“Apprendistato” Oriente e Occidente a confronto
Gruppo Teosofico di Perugia 6

Le vie dello yoga: “verso l’unione col divino”
P.F. Cascino 11

Lo yoga della concordia: teoria e prassi dei diritti umani
R. Fantini 16

Lo yoga preliminare o Kriya yoga
L. Marsi 23

Il pozzo dell’O.T.S. porta l’acqua a Kitui
pag. 31

A Naarden la Scuola Estiva dei Paesi Latini 2012
pag. 32

Reincarnazione di Annie Besant – Novità Editoriale ETI
pag. 33


Segnalazioni 34
Recensioni 36
Dai Gruppi 37

Tradizione ed espansione della coscienza

La percezione della realtà da parte dell’essere umano è prevalentemente di tipo duale e porta a rappresentare una serie di polarizzazioni contrastanti tra loro e spesso opposte nel significato.
Quella fra spirito e materia è la più emblematica di queste opposizioni.
Ma la teosofia ci suggerisce l’ipotesi che spirito e materia siano espressioni di un’unica realtà e che la materia non sia mai priva di una componente spirituale, anche perché “incorpora” in se stessa il portato delle leggi universali e dell’evoluzione.
È proprio questo legame fra la materia e la dinamica delle leggi universali il campo d’azione della scienza. Quest’ultima, con una onestà intellettuale da non sottovalutare, arriva oggi a comprendere che la presenza di quella parte di materia sconosciuta, “oscura”, fa sì da rendere ancora molto misteriosi l’universo e la sua definizione, con la conseguenza che è necessario continuare incessantemente la ricerca.
Seppur non nominata e a livello latente la spiritualità resta nelle possibilità interpretative anche della scienza.
La Teosofia consente a tutti noi di affrontare anche la questione del rapporto fra tradizione ed espansione della conoscenza (e quindi della coscienza).
Se è vero infatti che il metodo di lavoro teosofico ipotizza l’esistenza di una saggezza perenne in grado di tenere viva, nel corso della storia, la fiaccola della comprensione interiore e dell’intuizione delle leggi universali (impersonali) è altrettanto vero che tale metodo esprime chiaramente anche la necessità che la coscienza dell’uomo abbia una espansione in grado di andare oltre alla pluralità dei linguaggi e quindi oltre la dimensione del tempo e dello spazio.
H.P.B. ci ha parlato di una meditazione capace di portarci a vivere l’eternità del Tempo e l’infinità dello spazio e pure l’eternità dello spazio e l’infinità del tempo.
In quest’ottica non c’è contrasto fra tradizione e processo dell’espansione della coscienza perché è quest’ultima che svela il significato della prima. Ed è la fusione fra leggi universali e tradizione che permette di comprendere la chiave dell’espansione della coscienza.
Quando imparerà a considerare la vita nella sua unità e ad andare oltre ad una percezione mentale che oppone l’osservatore all’osservato, l’essere umano si potrà aprire alla realtà della via del cuore, capace di immergerlo in quella dimensione che H.P.B. chiamava la Voce del Silenzio.

Antonio Girardi

Segnalazioni

Seminario a Grado su Arte e Teosofia
Dal 21 al 23 settembre si è svolto a Grado il Seminario su “Arte e Teosofia”, i cui contenuti verranno illustrati in un successivo numero della Rivista.

Giornata di studio su H.P. Blavatsky a Modena
L’Associazione culturale “Senzanome” di Modena (www.senzanome.org) organizza domenica 14 ottobre 2012, presso Pink House, via Vignolese, 1070 Modena, una giornata di studio su: “Helena Petrovna Blavatsky: carisma e mistero…”.
L’incontro sarà animato da Paola Giovetti, nota giornalista e scrittrice e da Roberto Fantini, docente di filosofia e storia, scrittore e attivista di Amnesty International. Questo il programma di dettaglio:
ore 10.00: Paola Giovetti – Introduzione biografica
ore 11.00: Domande e approfondimenti
ore 11.30: Roberto Fantini – H.P.B.: messaggera di un rinnovamento etico-culturale
ore 12.30: Domande e dibattito
ore 13.00: Pausa Pranzo
ore 14.30: Paola Giovetti, Roberto Fantini – H.P.B.: discepola-maestra di sapienza esoterica
ore 16.00: Domande e dibattito
Per partecipare alla giornata di studio, che prevede la prenotazione obbligatoria ed un contributo di 10? per il pranzo e le spese organizzative, indirizzare una mail a associazionesenzanome@gmail.com

Giornata di studi sul professor Bernardino del Boca
La Fondazione Bernardino del Boca, presieduta da Enrico Sempi, organizzerà a Novara, sabato 24 novembre, una giornata di studio sulla figura e l’opera del professor Bernardino del Boca, il fondatore della comunità del Villaggio Verde di Cavallirio (NO).
Autorevoli relatori illustreranno i diversi aspetti della poliedrica personalità e dell’azione del non dimenticato teosofo e antropologo, novarese di nascita ma cittadino del mondo per elezione. Fra le relazioni ci sarà anche quella del segretario Generale della S.T.I., dr Antonio Girardi, che tratterà il tema: “Del Boca, Teosofia e nuovo umanesimo”.
L’appuntamento è fissato presso la sala convegni del Consorzio Est Sesia in via Negroni 7 a Novara.

Londra 2012: trenta cose che ho imparato alle Paralimpiadi
Segnaliamo il nuovo lavoro video di Saverio Tommasi. Ll’autore afferma che “potrebbe rientrare nella categoria "nessuna pietà ma diritti a go-go"”
Il video, che è stato girato a Londra, seguendo le Paralimpiadi appena concluse, può essere visto collegandosi al seguente indirizzo web:
http://www.youtube.com/watch?v=4LuV_SHGobM

La Cina e la Società Teosofica
La Società Teosofica di Singapore ha pubblicato nel suo sito web, raggiungibile all’indirizzo http://singaporelodge.org/2012_july_news.htm una breve storia della presenza teosofica in Cina.
Il movimento teosofico in Cina ha avuto origine all’inizio degli Anni Venti del secolo scorso, grazie ad un alto dignitario, il dr. Wu Ting-Fang. Nel 1917 il dr. Wu, seppur per un breve periodo, ha ricoperto l’incarico di Presidente della Repubblica Cinese, in assenza del dr. Sun Yat-sen. Ancor prima era stato Ministro della Giustizia per il governo provvisorio Nanjing e Ministro per gli Affari Esteri della Repubblica Cinese. Sfortunatamente morì il 23 giugno 1922, lo stesso anno in cui fondò la prima loggia cinese della Società Teosofica. Nonostante tale illustre guida la Società Teosofica in Cina non è mai riuscita a decollare.
In passato esistevano già alcune traduzioni di testi teosofici. Sfortunatamente, a causa degli anni di inattività e della rivoluzione culturale, la letteratura teosofica è via via scomparsa.
Proprio per questo la Società Teosofica di Singapore ha ufficialmente formato un Chinese Project Team, che ha come principale obiettivo quello di tradurre la letteratura teosofica in cinese e di diffonderla attraverso quei media a cui ha accesso la popolazione cinese alfabetizzata, inclusi internet e anche attraverso la stampa di libri.
Per conseguire questo risultato sono stati registrati due domini: chinesetheosophy.org e shenzhixue.org che indirizzano al sito cinese http://chinesetheosophy.org già operativo. Il sito web offre anche agli interessati un forum per discutere e rivolgere domande in cinese ai membri del Chinese Project Team della Società Teosofica di Singapore.
C’è anche una funzione di ricerca in cinese, per agevolare gli utenti.
I Teosofi di Singapore hanno anche scoperto alcune traduzioni di materiale teosofico dello stesso dr. Wu e il loro lavoro si sta sviluppando a fianco del teosofo filippino Vicente Hao Chin, che ha iniziato a tradurre la letteratura teosofica in un cinese semplificato e a renderla disponibile in internet attraverso il sito web della Indo-Pacific Federation della Società Teosofica.

Scriabin e la magia di corrispondenze universali
Aleksandr Nikolaevič Skrjabin, meglio noto in occidente come Alexander Scriabin, (Mosca, 6 gennaio 1872 – Mosca, 27 aprile 1915) è stato un musicista e compositore che ha non solo subito l'influenza del pensiero teosofico, ma anche tentato una sperimentazione ardita: quella di trasformare - in un certo senso - la Teosofia in musica.
Per una più profonda comprensione di Scriabin merita di essere segnalato un libro del prof. Alessio Di Benedetto titolato: Alexander Scriabin - VII Sonata per pianoforte "Messa Bianca".
Il volume è pubblicato dalla casa editrice Carish di Milano e approfondisce il tema delle idee di Scriabin sulle corrispondenze strutturali fra micro e macrocosmo e sulle analogie fra conformazioni sonore da una parte e configurazioni atomiche e universali dall'altra. L'autore analizza anche le fonti che hanno influenzato Scriabin e osserva: "Le piramidi egiziane,le cattedrali gotiche, il corpo umano, le piante, i cristalli si basano, nella loro struttura esterna ed interna, su modelli di concrescimento che seguono leggi numeriche armoniche. Leonardi da Vinci (1452-1519) e Albrecht Durer (1471-1528), massimi rappresentanti delle arte figurative e plastiche del Rinascimento, hanno applicato simili cognizioni ai loro capolavori. Giordano Bruno (1548-1600) e Jakob Boehme (1575-1624) hanno visto nell'armonia il principio creatore e la causa dell'Essere".

Il lato oscuro della materia
Proprio nel momento in cui la rilevazione del bosone di Higgs ha confermato per la fisica fondamentale molte conoscenze sulla struttura della materia, gli astronomi hanno raccolto molti elementi che indicano che l'universo è fatto in gran parte di qualcosa di sconosciuto e ancora inspiegabile. Su questo tema segnaliamo il bell'articolo di Carlo Rovelli, pubblicato da "La Repubblica" il 29 luglio scorso. Rovelli, dopo essersi soffermato sulle diverse ipotesi tendenti a definire la materia oscura, da quelle più semplici a quelle più audaci: nubi di polvere, corpi celesti spenti, pianeti scuri e solitari, buchi neri, sciami di neutrini... conclude che sull'argomento: "per ora non abbiamo risposte solide. Abbiamo uno splendido quadro concettuale, confermato dagli esperimenti, che descrive benissimo tutta la materia visibile dell'universo, ma stiamo scoprendo che l'universo forse è fatto in gran parte da qualcosa d'altro... è una splendida lezione di umiltà, credo, che arriva nel momento del trionfo". Dopo aver ricordato Isacco Newton che scriveva di sentirsi come un bambino che ha giocato con ciottoli sulla spiaggia, davanti al mare immenso di tutto ciò che c'era ancora da scoprire, Rovelli conclude, con saggezza, che è necessario anche "riconoscere la nostra vastissima ignoranza e accettarla".
Nel riflettere davanti all'universo ed ai suoi misteri, risuonano le parole tratte dal Rig Veda con cui Helena Petrovna Blavatsky apre La Dottrina Segreta: “Nulla esisteva; né il cielo luminoso, / Né l'immensa volta celeste al di sopra delle nostre teste, / Che cosa vi era per coprire tutto? Per tutto proteggere? / Per tutto celare? / Era forse l'abisso insondabile delle acque? / Non esisteva morte — eppure niente era immortale; / Nessun limite fra il giorno e la notte; / L'Uno solo respirava senza Soffio di per Sé stesso; / Dopo, nient'altro vi fu all'infuori di Lui. / Regnavano le Tenebre e tutto al principio era velato, / In un'oscurità profonda — oceano senza luce. / Il germe che dormiva ancora nel suo involucro / Sbocciò, come natura una, sotto l'influenza del calore / ardente. / Chi conosce il segreto? Chi l'ha qui proclamato? / Donde è sorta questa creazione multiforme? / Gli Dei stessi vennero più tardi in esistenza. / Chi sa donde è sorta questa immensa creazione? / Chi conosce ciò che le ha dato origine? / Se la Sua volontà creò o rimase muta, / Il più Alto Veggente che è nei cieli
Lo saprà — o forse non lo sa. / Spingendo lo sguardo nell'eternità / Prima della fondazione del mondo, / Tu eri. E quando la fiamma sotterranea / Spezzerà la sua prigione e distruggerà la forma, / Tu sarai ancor come eri prima / E non conoscerai cambiamento quando il tempo non / sarà più. / O pensiero senza fine, divina ETERNITÀ”.

Scuola estiva della Società Teosofica Spagnola
Nella splendida atmosfera di Cap Roig a Platja d’Aro, in Costa Brava, la Società Teosofica Spagnola ha organizzato, dal 26 agosto al 1° settembre, la sua tradizionale Scuola Teosofica Estiva, dedicata quest’anno al tema: “I fondamenti della saggezza”.
Oltre 100 partecipanti hanno condiviso giornate di appassionata ricerca, in un clima di serenità e di calore umano.
I lavori, aperti dalla Segretaria Generale Clarisa Elosegui, si sono articolati in relazioni, conferenze e attività di gruppi di studio. Relatrice principale è stata Tran-Thi-Kim Dieu, Presidente della Federazione Europea della Società Teosofica. Anche la Società Teosofica Italiana è stata presente con una relatrice, Patrizia Calvi, che ha sviluppato il tema: “Il canto dell’universo – specchio dello spirito”.
In occasione di questo appuntamento teosofico si è svolto anche il Consiglio Generale della Federazione Teosofica Europea, con la partecipazione di rappresentanti di: Spagna, Francia, Italia, Germania, Finlandia, Olanda, Estonia e Slovenia.

Etica e trapianti di organi
Il delicato tema del trapianto di organi e della sua relazione con la morte vera o presunta del donatore è stato affrontato, con sensibilità etica, dal fratello Roberto Fantini, che ha intervistato per il suo sito www.flipnews.org il chirurgo di fama internazionale Rocco Maruotti. Quest'ultimo, dopo aver criticato i criteri con cui viene stabilita la morte celebrale (c.d. morte di Harvard) ha sottolineato come: "È evidente che nessuno, al di fuori della coorte dei trapiantisti, considerebbe i pazienti in morte di Harvard come persone defunte. La prova era ed è che nessuno, compresi i trapiantisti, avrebbe, ad esempio, il coraggio di mettere in una bara una figlia che respiri, sia pure assistita, che abbia il cuore e il polso che battono, che abbia la cute rosea e calda...". Le domande di Fantini e le risposte di Maruotti mettono chiaramente in luce la malafede di coloro che parlano di irreversibilità di uno stato di salute non tanto su base scientifica, quanto piuttosto per alimentare il business dei trapianti.
Conclude Maruotti: "L'irreversibilità è solo il trucco di una tetragona ostinazione del mondo degli espianti e della comprensibile ma errata richiesta di leasing di vita da parte di coloro a cui viene data l'alternativa: trapianto o morte".


Recensioni

Ardh Tars Riciclarium
Il 15 maggio scorso, presso l’aula del Dipartimento di Scienze Radiologiche del Policlinico di Roma, è stato presentato il nuovo libro in versi del Fratello Claudio Monachesi: Ardh Tars Riciclarium, pubblicato dall’Editore Pioda di Roma.
Flavia Zanier ha condotto l’incontro, che è stato arricchito anche dagli interventi di: Andrea Mariotti, poeta e critico letterario, Antonio Belli e Martina Dorascenzi, con “Azioni Sceniche”; Eugenio Colombo, che ha suonato il sassofono e Sara Monachesi, con la proiezione di foto originali.
Scrive Martina Dorascenzi nella prefazione: “Poliedrica è la poesia di Claudio Monachesi: l’albero in ‘Ardh’, così come la terra in ‘Tars’ e come anche le immagini scarto riciclate e saldate insieme dalla fiamma della parola in ‘Ricilarium’, toccano tutti gli aspetti della realtà: visivo, tattile, sonoro, emotivo, cromatico.
Il poeta dà vita ad una serie di immagini che scaturiscono fluidamente l’una dall’altra; ognuna ha una sua forza, ma è pronta a mutare in favore del prossimo passo, del prossimo gradino di una scala ben salda, tesa fra la terra e il cielo, che in tutto e per tutto ricorda “quella del sogno di Giacobbe”.
Complimenti al Fratello Claudio per l’ispirazione poetica e la costanza artistica.

Poesie Scelte (2006-2011) di Silvano Demarchi
Il poeta e teosofo bolzanino prof. Silvano Demarchi ha dato alle stampe, presso la casa editrice Le Mani di Recco (www.lemanieditore.com), un volume che raccoglie un’antologia delle sue poesie degli ultimi anni. Il titolo è Poesie Scelte.
Riportiamo di seguito alcune righe sull’opera di Demarchi, tratte dal saggio introduttivo di Liliana Porro Andriuoli: “Fin dal suo esordio, quella di Silvano Demarchi si presenta come una poesia di classica misura e tuttavia moderna per la sensibilità che la anima e per la ricchezza del pensiero che continuamente la permea; non ignara, inoltre, della lezione di essenzialità che fu propria di Giuseppe Ungaretti e tuttavia capace di distendersi con un andamento colloquiale limpido e piano, che è il segno di quella volontà di comunicare alla quale mai il nostro poeta è venuto meno negli anni. Caratteristiche, queste, che emergono anche nella sua più recente produzione, dove con piacere ritroviamo il Demarchi a noi già noto, con i suoi viaggi e le sue scoperte di civiltà antiche e moderne; i suoi tuffi nella storia e nella filosofia anche di un lontano passato; la sua inesausta ricerca del Trascendente; l’ammirazione stupita per la bellezza nelle sue svariate manifestazioni e l’incantata meraviglia di fronte allo spettacolo che offre la natura, tanto montana quanto marina. Ma nella sua più recente poesia scopriamo anche talune nuove tematiche legate alle mutate condizioni di vita del Demarchi, quali il vagheggiamento del mondo dell’infanzia, considerato nella sua spontaneità e innocenza; un mondo che egli, dopo averlo goduto nella veste di padre, può ora nuovamente apprezzare nella veste di nonno, attraverso il quotidiano contatto con le due nipotine. Una tematica, questa, alla quale si aggiungono quella del rimpianto, divenuto sempre più acuto con l’avanzare dell’età, per gli splendidi doni della giovinezza ormai perduti, e quella dell’inconsolabile tristezza causata dalle morti, che hanno profondamente segnato il suo animo, della madre, del padre, di due fratelli e più recentemente di Carmina Bertorelle, la diletta compagna della sua vita”.

Articolo del mese

Ottobre 2012

Anno LXVIII - N.10
Cover Ottobre 2012

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza mensile, con la sola eccezione del numero di agosto/settembre, che è unico. L'invio avviene tramite il servizio postale. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato per il 2017 in euro 25,00 per l’Italia e in euro 40,00 per l’Estero, da versare tramite bollettino di conto corrente postale nr 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana - Tesoreria oppure tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.

Tradizione ed espansione della coscienza
A. Girardi 1

Lo yoga dell’unità
A.Girardi 2

“Apprendistato” Oriente e Occidente a confronto
Gruppo Teosofico di Perugia 6

Le vie dello yoga: “verso l’unione col divino”
P.F. Cascino 11

Lo yoga della concordia: teoria e prassi dei diritti umani
R. Fantini 16

Lo yoga preliminare o Kriya yoga
L. Marsi 23

Il pozzo dell’O.T.S. porta l’acqua a Kitui
pag. 31

A Naarden la Scuola Estiva dei Paesi Latini 2012
pag. 32

Reincarnazione di Annie Besant – Novità Editoriale ETI
pag. 33


Segnalazioni 34
Recensioni 36
Dai Gruppi 37

Tradizione ed espansione della coscienza

La percezione della realtà da parte dell’essere umano è prevalentemente di tipo duale e porta a rappresentare una serie di polarizzazioni contrastanti tra loro e spesso opposte nel significato.
Quella fra spirito e materia è la più emblematica di queste opposizioni.
Ma la teosofia ci suggerisce l’ipotesi che spirito e materia siano espressioni di un’unica realtà e che la materia non sia mai priva di una componente spirituale, anche perché “incorpora” in se stessa il portato delle leggi universali e dell’evoluzione.
È proprio questo legame fra la materia e la dinamica delle leggi universali il campo d’azione della scienza. Quest’ultima, con una onestà intellettuale da non sottovalutare, arriva oggi a comprendere che la presenza di quella parte di materia sconosciuta, “oscura”, fa sì da rendere ancora molto misteriosi l’universo e la sua definizione, con la conseguenza che è necessario continuare incessantemente la ricerca.
Seppur non nominata e a livello latente la spiritualità resta nelle possibilità interpretative anche della scienza.
La Teosofia consente a tutti noi di affrontare anche la questione del rapporto fra tradizione ed espansione della conoscenza (e quindi della coscienza).
Se è vero infatti che il metodo di lavoro teosofico ipotizza l’esistenza di una saggezza perenne in grado di tenere viva, nel corso della storia, la fiaccola della comprensione interiore e dell’intuizione delle leggi universali (impersonali) è altrettanto vero che tale metodo esprime chiaramente anche la necessità che la coscienza dell’uomo abbia una espansione in grado di andare oltre alla pluralità dei linguaggi e quindi oltre la dimensione del tempo e dello spazio.
H.P.B. ci ha parlato di una meditazione capace di portarci a vivere l’eternità del Tempo e l’infinità dello spazio e pure l’eternità dello spazio e l’infinità del tempo.
In quest’ottica non c’è contrasto fra tradizione e processo dell’espansione della coscienza perché è quest’ultima che svela il significato della prima. Ed è la fusione fra leggi universali e tradizione che permette di comprendere la chiave dell’espansione della coscienza.
Quando imparerà a considerare la vita nella sua unità e ad andare oltre ad una percezione mentale che oppone l’osservatore all’osservato, l’essere umano si potrà aprire alla realtà della via del cuore, capace di immergerlo in quella dimensione che H.P.B. chiamava la Voce del Silenzio.

Antonio Girardi

Segnalazioni

Seminario a Grado su Arte e Teosofia
Dal 21 al 23 settembre si è svolto a Grado il Seminario su “Arte e Teosofia”, i cui contenuti verranno illustrati in un successivo numero della Rivista.

Giornata di studio su H.P. Blavatsky a Modena
L’Associazione culturale “Senzanome” di Modena (www.senzanome.org) organizza domenica 14 ottobre 2012, presso Pink House, via Vignolese, 1070 Modena, una giornata di studio su: “Helena Petrovna Blavatsky: carisma e mistero…”.
L’incontro sarà animato da Paola Giovetti, nota giornalista e scrittrice e da Roberto Fantini, docente di filosofia e storia, scrittore e attivista di Amnesty International. Questo il programma di dettaglio:
ore 10.00: Paola Giovetti – Introduzione biografica
ore 11.00: Domande e approfondimenti
ore 11.30: Roberto Fantini – H.P.B.: messaggera di un rinnovamento etico-culturale
ore 12.30: Domande e dibattito
ore 13.00: Pausa Pranzo
ore 14.30: Paola Giovetti, Roberto Fantini – H.P.B.: discepola-maestra di sapienza esoterica
ore 16.00: Domande e dibattito
Per partecipare alla giornata di studio, che prevede la prenotazione obbligatoria ed un contributo di 10? per il pranzo e le spese organizzative, indirizzare una mail a associazionesenzanome@gmail.com

Giornata di studi sul professor Bernardino del Boca
La Fondazione Bernardino del Boca, presieduta da Enrico Sempi, organizzerà a Novara, sabato 24 novembre, una giornata di studio sulla figura e l’opera del professor Bernardino del Boca, il fondatore della comunità del Villaggio Verde di Cavallirio (NO).
Autorevoli relatori illustreranno i diversi aspetti della poliedrica personalità e dell’azione del non dimenticato teosofo e antropologo, novarese di nascita ma cittadino del mondo per elezione. Fra le relazioni ci sarà anche quella del segretario Generale della S.T.I., dr Antonio Girardi, che tratterà il tema: “Del Boca, Teosofia e nuovo umanesimo”.
L’appuntamento è fissato presso la sala convegni del Consorzio Est Sesia in via Negroni 7 a Novara.

Londra 2012: trenta cose che ho imparato alle Paralimpiadi
Segnaliamo il nuovo lavoro video di Saverio Tommasi. Ll’autore afferma che “potrebbe rientrare nella categoria "nessuna pietà ma diritti a go-go"”
Il video, che è stato girato a Londra, seguendo le Paralimpiadi appena concluse, può essere visto collegandosi al seguente indirizzo web:
http://www.youtube.com/watch?v=4LuV_SHGobM

La Cina e la Società Teosofica
La Società Teosofica di Singapore ha pubblicato nel suo sito web, raggiungibile all’indirizzo http://singaporelodge.org/2012_july_news.htm una breve storia della presenza teosofica in Cina.
Il movimento teosofico in Cina ha avuto origine all’inizio degli Anni Venti del secolo scorso, grazie ad un alto dignitario, il dr. Wu Ting-Fang. Nel 1917 il dr. Wu, seppur per un breve periodo, ha ricoperto l’incarico di Presidente della Repubblica Cinese, in assenza del dr. Sun Yat-sen. Ancor prima era stato Ministro della Giustizia per il governo provvisorio Nanjing e Ministro per gli Affari Esteri della Repubblica Cinese. Sfortunatamente morì il 23 giugno 1922, lo stesso anno in cui fondò la prima loggia cinese della Società Teosofica. Nonostante tale illustre guida la Società Teosofica in Cina non è mai riuscita a decollare.
In passato esistevano già alcune traduzioni di testi teosofici. Sfortunatamente, a causa degli anni di inattività e della rivoluzione culturale, la letteratura teosofica è via via scomparsa.
Proprio per questo la Società Teosofica di Singapore ha ufficialmente formato un Chinese Project Team, che ha come principale obiettivo quello di tradurre la letteratura teosofica in cinese e di diffonderla attraverso quei media a cui ha accesso la popolazione cinese alfabetizzata, inclusi internet e anche attraverso la stampa di libri.
Per conseguire questo risultato sono stati registrati due domini: chinesetheosophy.org e shenzhixue.org che indirizzano al sito cinese http://chinesetheosophy.org già operativo. Il sito web offre anche agli interessati un forum per discutere e rivolgere domande in cinese ai membri del Chinese Project Team della Società Teosofica di Singapore.
C’è anche una funzione di ricerca in cinese, per agevolare gli utenti.
I Teosofi di Singapore hanno anche scoperto alcune traduzioni di materiale teosofico dello stesso dr. Wu e il loro lavoro si sta sviluppando a fianco del teosofo filippino Vicente Hao Chin, che ha iniziato a tradurre la letteratura teosofica in un cinese semplificato e a renderla disponibile in internet attraverso il sito web della Indo-Pacific Federation della Società Teosofica.

Scriabin e la magia di corrispondenze universali
Aleksandr Nikolaevič Skrjabin, meglio noto in occidente come Alexander Scriabin, (Mosca, 6 gennaio 1872 – Mosca, 27 aprile 1915) è stato un musicista e compositore che ha non solo subito l'influenza del pensiero teosofico, ma anche tentato una sperimentazione ardita: quella di trasformare - in un certo senso - la Teosofia in musica.
Per una più profonda comprensione di Scriabin merita di essere segnalato un libro del prof. Alessio Di Benedetto titolato: Alexander Scriabin - VII Sonata per pianoforte "Messa Bianca".
Il volume è pubblicato dalla casa editrice Carish di Milano e approfondisce il tema delle idee di Scriabin sulle corrispondenze strutturali fra micro e macrocosmo e sulle analogie fra conformazioni sonore da una parte e configurazioni atomiche e universali dall'altra. L'autore analizza anche le fonti che hanno influenzato Scriabin e osserva: "Le piramidi egiziane,le cattedrali gotiche, il corpo umano, le piante, i cristalli si basano, nella loro struttura esterna ed interna, su modelli di concrescimento che seguono leggi numeriche armoniche. Leonardi da Vinci (1452-1519) e Albrecht Durer (1471-1528), massimi rappresentanti delle arte figurative e plastiche del Rinascimento, hanno applicato simili cognizioni ai loro capolavori. Giordano Bruno (1548-1600) e Jakob Boehme (1575-1624) hanno visto nell'armonia il principio creatore e la causa dell'Essere".

Il lato oscuro della materia
Proprio nel momento in cui la rilevazione del bosone di Higgs ha confermato per la fisica fondamentale molte conoscenze sulla struttura della materia, gli astronomi hanno raccolto molti elementi che indicano che l'universo è fatto in gran parte di qualcosa di sconosciuto e ancora inspiegabile. Su questo tema segnaliamo il bell'articolo di Carlo Rovelli, pubblicato da "La Repubblica" il 29 luglio scorso. Rovelli, dopo essersi soffermato sulle diverse ipotesi tendenti a definire la materia oscura, da quelle più semplici a quelle più audaci: nubi di polvere, corpi celesti spenti, pianeti scuri e solitari, buchi neri, sciami di neutrini... conclude che sull'argomento: "per ora non abbiamo risposte solide. Abbiamo uno splendido quadro concettuale, confermato dagli esperimenti, che descrive benissimo tutta la materia visibile dell'universo, ma stiamo scoprendo che l'universo forse è fatto in gran parte da qualcosa d'altro... è una splendida lezione di umiltà, credo, che arriva nel momento del trionfo". Dopo aver ricordato Isacco Newton che scriveva di sentirsi come un bambino che ha giocato con ciottoli sulla spiaggia, davanti al mare immenso di tutto ciò che c'era ancora da scoprire, Rovelli conclude, con saggezza, che è necessario anche "riconoscere la nostra vastissima ignoranza e accettarla".
Nel riflettere davanti all'universo ed ai suoi misteri, risuonano le parole tratte dal Rig Veda con cui Helena Petrovna Blavatsky apre La Dottrina Segreta: “Nulla esisteva; né il cielo luminoso, / Né l'immensa volta celeste al di sopra delle nostre teste, / Che cosa vi era per coprire tutto? Per tutto proteggere? / Per tutto celare? / Era forse l'abisso insondabile delle acque? / Non esisteva morte — eppure niente era immortale; / Nessun limite fra il giorno e la notte; / L'Uno solo respirava senza Soffio di per Sé stesso; / Dopo, nient'altro vi fu all'infuori di Lui. / Regnavano le Tenebre e tutto al principio era velato, / In un'oscurità profonda — oceano senza luce. / Il germe che dormiva ancora nel suo involucro / Sbocciò, come natura una, sotto l'influenza del calore / ardente. / Chi conosce il segreto? Chi l'ha qui proclamato? / Donde è sorta questa creazione multiforme? / Gli Dei stessi vennero più tardi in esistenza. / Chi sa donde è sorta questa immensa creazione? / Chi conosce ciò che le ha dato origine? / Se la Sua volontà creò o rimase muta, / Il più Alto Veggente che è nei cieli
Lo saprà — o forse non lo sa. / Spingendo lo sguardo nell'eternità / Prima della fondazione del mondo, / Tu eri. E quando la fiamma sotterranea / Spezzerà la sua prigione e distruggerà la forma, / Tu sarai ancor come eri prima / E non conoscerai cambiamento quando il tempo non / sarà più. / O pensiero senza fine, divina ETERNITÀ”.

Scuola estiva della Società Teosofica Spagnola
Nella splendida atmosfera di Cap Roig a Platja d’Aro, in Costa Brava, la Società Teosofica Spagnola ha organizzato, dal 26 agosto al 1° settembre, la sua tradizionale Scuola Teosofica Estiva, dedicata quest’anno al tema: “I fondamenti della saggezza”.
Oltre 100 partecipanti hanno condiviso giornate di appassionata ricerca, in un clima di serenità e di calore umano.
I lavori, aperti dalla Segretaria Generale Clarisa Elosegui, si sono articolati in relazioni, conferenze e attività di gruppi di studio. Relatrice principale è stata Tran-Thi-Kim Dieu, Presidente della Federazione Europea della Società Teosofica. Anche la Società Teosofica Italiana è stata presente con una relatrice, Patrizia Calvi, che ha sviluppato il tema: “Il canto dell’universo – specchio dello spirito”.
In occasione di questo appuntamento teosofico si è svolto anche il Consiglio Generale della Federazione Teosofica Europea, con la partecipazione di rappresentanti di: Spagna, Francia, Italia, Germania, Finlandia, Olanda, Estonia e Slovenia.

Etica e trapianti di organi
Il delicato tema del trapianto di organi e della sua relazione con la morte vera o presunta del donatore è stato affrontato, con sensibilità etica, dal fratello Roberto Fantini, che ha intervistato per il suo sito www.flipnews.org il chirurgo di fama internazionale Rocco Maruotti. Quest'ultimo, dopo aver criticato i criteri con cui viene stabilita la morte celebrale (c.d. morte di Harvard) ha sottolineato come: "È evidente che nessuno, al di fuori della coorte dei trapiantisti, considerebbe i pazienti in morte di Harvard come persone defunte. La prova era ed è che nessuno, compresi i trapiantisti, avrebbe, ad esempio, il coraggio di mettere in una bara una figlia che respiri, sia pure assistita, che abbia il cuore e il polso che battono, che abbia la cute rosea e calda...". Le domande di Fantini e le risposte di Maruotti mettono chiaramente in luce la malafede di coloro che parlano di irreversibilità di uno stato di salute non tanto su base scientifica, quanto piuttosto per alimentare il business dei trapianti.
Conclude Maruotti: "L'irreversibilità è solo il trucco di una tetragona ostinazione del mondo degli espianti e della comprensibile ma errata richiesta di leasing di vita da parte di coloro a cui viene data l'alternativa: trapianto o morte".


Recensioni

Ardh Tars Riciclarium
Il 15 maggio scorso, presso l’aula del Dipartimento di Scienze Radiologiche del Policlinico di Roma, è stato presentato il nuovo libro in versi del Fratello Claudio Monachesi: Ardh Tars Riciclarium, pubblicato dall’Editore Pioda di Roma.
Flavia Zanier ha condotto l’incontro, che è stato arricchito anche dagli interventi di: Andrea Mariotti, poeta e critico letterario, Antonio Belli e Martina Dorascenzi, con “Azioni Sceniche”; Eugenio Colombo, che ha suonato il sassofono e Sara Monachesi, con la proiezione di foto originali.
Scrive Martina Dorascenzi nella prefazione: “Poliedrica è la poesia di Claudio Monachesi: l’albero in ‘Ardh’, così come la terra in ‘Tars’ e come anche le immagini scarto riciclate e saldate insieme dalla fiamma della parola in ‘Ricilarium’, toccano tutti gli aspetti della realtà: visivo, tattile, sonoro, emotivo, cromatico.
Il poeta dà vita ad una serie di immagini che scaturiscono fluidamente l’una dall’altra; ognuna ha una sua forza, ma è pronta a mutare in favore del prossimo passo, del prossimo gradino di una scala ben salda, tesa fra la terra e il cielo, che in tutto e per tutto ricorda “quella del sogno di Giacobbe”.
Complimenti al Fratello Claudio per l’ispirazione poetica e la costanza artistica.

Poesie Scelte (2006-2011) di Silvano Demarchi
Il poeta e teosofo bolzanino prof. Silvano Demarchi ha dato alle stampe, presso la casa editrice Le Mani di Recco (www.lemanieditore.com), un volume che raccoglie un’antologia delle sue poesie degli ultimi anni. Il titolo è Poesie Scelte.
Riportiamo di seguito alcune righe sull’opera di Demarchi, tratte dal saggio introduttivo di Liliana Porro Andriuoli: “Fin dal suo esordio, quella di Silvano Demarchi si presenta come una poesia di classica misura e tuttavia moderna per la sensibilità che la anima e per la ricchezza del pensiero che continuamente la permea; non ignara, inoltre, della lezione di essenzialità che fu propria di Giuseppe Ungaretti e tuttavia capace di distendersi con un andamento colloquiale limpido e piano, che è il segno di quella volontà di comunicare alla quale mai il nostro poeta è venuto meno negli anni. Caratteristiche, queste, che emergono anche nella sua più recente produzione, dove con piacere ritroviamo il Demarchi a noi già noto, con i suoi viaggi e le sue scoperte di civiltà antiche e moderne; i suoi tuffi nella storia e nella filosofia anche di un lontano passato; la sua inesausta ricerca del Trascendente; l’ammirazione stupita per la bellezza nelle sue svariate manifestazioni e l’incantata meraviglia di fronte allo spettacolo che offre la natura, tanto montana quanto marina. Ma nella sua più recente poesia scopriamo anche talune nuove tematiche legate alle mutate condizioni di vita del Demarchi, quali il vagheggiamento del mondo dell’infanzia, considerato nella sua spontaneità e innocenza; un mondo che egli, dopo averlo goduto nella veste di padre, può ora nuovamente apprezzare nella veste di nonno, attraverso il quotidiano contatto con le due nipotine. Una tematica, questa, alla quale si aggiungono quella del rimpianto, divenuto sempre più acuto con l’avanzare dell’età, per gli splendidi doni della giovinezza ormai perduti, e quella dell’inconsolabile tristezza causata dalle morti, che hanno profondamente segnato il suo animo, della madre, del padre, di due fratelli e più recentemente di Carmina Bertorelle, la diletta compagna della sua vita”.

Articolo del mese