Gennaio 2015

Anno LXXI - N.1
cover gennaio 2015

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza mensile, con la sola eccezione del numero di agosto/settembre, che è unico. L'invio avviene tramite il servizio postale. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato per il 2017 in euro 25,00 per l’Italia e in euro 40,00 per l’Estero, da versare tramite bollettino di conto corrente postale nr 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana - Tesoreria oppure tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.

Area riservata

Unità di intento, unità di atteggiamento
A. Girardi 1

Mente religiosa e mente scientifica (dall’opera
di Krishnamurti

“On Education” - India 1974) 2

L’obiettivo dell’educazione
V. Hao Chin, jr. 5

Qualità di un buon insegnante. La gioia di insegnare e fare
la differenza
9

Il punto di vista sistemico: trait d’union fra arte, scienza e
spiritualità

G. Ricci 13

Pessoa e l’Esoterismo
R. Silva Feitosa 19

La profondità non basta. È la chiarezza che importa.
prima parte

A. Detela 24

Il pacco di biscotti 32

L’alienazione: una condizione esistenziale ed ontologica

F. Fracas 33

Segnalazioni 35
Recensioni 36
Dai gruppi 36
Nuove vite 37

Unità d'intento, unità di atteggiamento

Il vivere dell'essere umano è oggi caratterizzato da una certa complessità e non è facile per lui, e dunque per ciascuno di noi, mantenere uno stato di calma interiore e di chiarezza di visione.
La Teosofia, con il suo approccio non dogmatico e tutto teso a riconoscere l’Unità che caratterizza la manifestazione e la vita intera, ci aiuta a comprendere che le conoscenze intellettuali e l'organizzazione delle informazioni non sono elementi sufficienti per ricondurci allo sbocciare dell'armonia e della consapevolezza.
L’esistenza, con le sue dinamiche legate al tempo e allo spazio, può essere rappresentata come un fiume che scorre verso il mare, via via ingrossato dagli esiti delle esperienze e dunque costantemente alle prese con la problematica della qualità delle sue acque, che corrono il rischio di inquinamento dovuto al pensiero ed alle emozioni negative, alle sofferenze non superate ed al dolore non compreso.
Importante diventa quindi mantenere un’unità di intento e di atteggiamento. L’unità di intento è quella che dona all'essere umano la giusta direzione di un vivere non più condizionato e ossessionato dal rispetto passivo di regole paradigmatiche provenienti dall'esterno, ma "concentrato" piuttosto ad espandere la coscienza nella dimensione dell'eterno e dell'infinito, riconoscendo la perla preziosa della spiritualità che caratterizza se stessi, gli altri e l'intera realtà percepita. Come a dire che l'unità di intento ci consente di cogliere la dimensione che sta oltre a tutto ciò che è percepito dai sensi. Intento come espressione unitaria di ciò che sta fuori di noi è di ciò che sta dentro di noi. Intento come viaggio diretto dalla stella polare della volontà, nel segno del Bello e del Buono.
L'unità di atteggiamento sta invece a significare la capacità di portare la meditazione nel quotidiano, rendendo tutta la nostra espressività e la nostra relazione con gli altri intimamente coerente con la dimensione spirituale, senza le oscillazioni dovute al calcolo ed al pensiero negativo. Come a dire che il nostro atteggiamento mentale non cambia se incontriamo un uomo potente o se ci relazioniamo invece con un derelitto, riconoscendo in entrambi la luce della vita che è. Unità di atteggiamento come coesione unitaria fra il dialogo interiore e l'azione.
Unità di intento e di atteggiamento richiedono concentrazione e un'osservazione attenta e sono preziosi indicatori di quella compassione che dovrebbe caratterizzare una dimensione umana ricca di simpatia verso l'altro e verso tutta la manifestazione.
Ma perché tutto questo possa avvenire, come affermò Jiddu Krishnamurti: "Bisogna avere la capacità di indagare su tutto queste cose con atteggiamento nuovo; solo attraverso l'esperienza diretta infatti i nostri problemi possono avere soluzione. E perché un'esperienza diretta sia possibile, ci deve essere semplicità, il che significa che ci deve essere sensibilità. La mente è offuscata dal peso della conoscenza, è offuscata dal passato e dal futuro. Solo una mente che sia capace di adeguarsi al presente in continuazione, attimo per attimo, può' essere all'altezza delle potenti influenze e pressioni a cui siamo sottoposti dall'ambiente che ci circonda".

Antonio Girardi

Segnalazioni

Quote associative alla Società Teosofica Italiana e abbonamento alla “Rivista Italiana di Teosofia” per il 2015
Ricordiamo a chi non ha ancora provveduto che è questo il momento del rinnovo delle quote associative alla Società Teosofica Italiana per il 2015. Questo il dettaglio: quota associativa 2015 euro 35,00 (comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia); quota associativa 2015 senza Rivista Italiana di Teosofia euro 20,00; abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia (per non soci) euro 25,00; abbonamento estero euro 40,00. Quota socio sostenitore (con abbonamento) euro 100,00. Quota socio benemerito vitalizio (con abbonamento) euro 1.000,00.
I Soci indipendenti e gli Abbonati potranno provvedere direttamente al versamento sul c.c.p. n. 55010367 intestato alla Società Teosofica Italiana - Tesoreria, Viale Q. Sella, 83/E – 36100 Vicenza oppure potranno inviare un bonifico a: Società Teosofica Italiana, codice IBAN IT79 U057 2811 8160 1657 0143 525.
I Soci e i Soci/Abbonati dei Gruppi e dei Centri provvederanno invece al rinnovo contattando i Presidenti dei Gruppi o dei Centri di appartenenza.

Presentato a Torino il nuovo volume sulla Società Teosofica
La sala Roccati, nella sede dell’Ordine dei Giornalisti di Torino, ha ospitato il 5 dicembre scorso la presentazione del nuovo volume pubblicato da Edizioni Teosofiche Italiane e titolato: “La Società Teosofica: storia, valori, realtà attuale”.
Da tempo era sentita l’esigenza di una nuova pubblicazione in grado di fornire un corredo significativo di informazioni riguardanti in primis la storia della S.T., la sua diffusione nel mondo nonché la nascita e l’evolversi della sua realtà in Italia, compresa la vicenda del suo scioglimento, nel 1939, ad opera del regime fascista. Il tutto arrivando fino ai giorni nostri ed affrontando anche la cronaca di quella variegata galassia di movimenti che dalla S.T. o si sono staccati oppure affermano di aver tratto ispirazione.
Ed egualmente sentita era anche l’esigenza di uno strumento di rapida e chiara consultazione che si soffermasse sinteticamente anche sulla Teosofia e su quelle che sono le sue matrici filosofico-culturali.
La presentazione, coordinata dal dott. Loris Brizio, ha visto interventi di: Rita Selicati, a nome della sede di Torino della Società Teosofica Italiana, del prof. Pierluigi Zoccatelli, vice direttore del CESNUR e del dott. Antonio Girardi, curatore dell’opera e segretario generale della S.T.I.

Torneranno i prati
E’ uscito nelle sale cinematografiche il film di Ermanno Olmi, dedicato alla Grande Guerra ed alle vicende umane che l’hanno caratterizzata. Un film di rara sensibilità, che riesce a coniugare in una unità di tempo la vicenda narrata e la durata del film. Negli 80 minuti della pellicola scorre una scampolo reale della vita di trincea in un avamposto italiano dell’Altopiano d’Asiago durante un freddo inverno di guerra.
Nelle vicende, anche psicologiche, dei singoli protagonisti della pellicola, vengono riassunte le intere contraddizioni non solo del conflitto bellico che viene rappresentato, ma anche della guerra stessa, vero e proprio tragico teatro dell’assurdo.
In un’intervista in occasione dell’uscita del film il grande regista lombardo, alla domanda sul perché avesse girato questo film, ha risposto che lo ha voluto dedicare a tutti coloro che in quella guerra e in altre sono morti senza sapere il perché, ed ha ricordato che Albert Camus affermava che per cambiare il mondo è necessario cambiare prima di tutto se stessi.
Il prezioso valore della pace nasce per prima cosa nel cuore del singolo che si apre ad una dimensione fraterna e solidale della vita. Una visione che considera la guerra - tutte le guerre - espressione di egoismi e disarmonie ed in ultima analisi vera e propria negazione della spiritualità.
In certi passaggi del film di Olmi il cuore dei semplici sapeva coniugare il dolore e la tragedia del vissuto con la poesia e la saggezza. Una lezione da non dimenticare.
Raccomandiamo vivamente la visione di questo film.

Continua il lavoro del prof. Ian Stevenson all’Università della Virginia
Nel 1967 il professor Ian Stevenson (1918-2007), docente di psichiatria alla University of Virginia (Charlottesville, USA), creò, presso la sua università, la Division of Percentual Studies (DOPS) dedicata alla “investigazione scientifica ed empirica di fenomeni che suggeriscono che le attuali assunzioni della scienza e le teorie sulla natura della mente o della coscienza possano essere incomplete”. In poche parole: DOPS si è sempre occupato di fenomeni quali le esperienze di premorte, il Poltergeist, la percezione extrasensoriale, le memorie di altre vite e altro ancora. In particolare il professor Stevenson si è dedicato per decenni appunto ai ricordi dei bambini di quelle che sembrano vite precedenti, individuando in tutto il mondo decine e decine di casi ben documentati e forniti di riscontri.
Mancato lui, si poteva temere che questa preziosa ricerca potesse finire. Non è così, perché il lavoro continua col dottor Jim Tucker, che per molti anni ha collaborato con Stevenson e ora porta avanti con passione l’attività del DOPS. Il Corriere della Sera del 15 luglio 2014 ha dedicato al DOPS un lungo articolo a firma Paolo Valentino, che presenta in generale - con parole molto laudative – l’attività del Dipartimento e cita anche un caso particolarmente coinvolgente di ricordi di un bambino americano di appena due anni: la morte traumatica durante la guerra, in circostanze molto particolari, di un pilota col quale si identificava. Ogni dettaglio era stato controllato negli archivi della Marina e trovato esatto.

Mostra con le opere della pittrice Alice Dreossi
L’Associazione artistico-culturale “per l’ARTE” e la Galleria De Martin hanno organizzato lo scorso mese di novembre a Codroipo, nella galleria-laboratorio orafo di Piero De Martin (Via Italia, 3) una piccola mostra incentrata sui paesaggi di Tarcento della pittrice Alice Dreossi.
Il profilo critico è stato curato da Enzo Santese e da Paolo Parmeggiani del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Udine, pronipote dell’artista. La serialità di alcuni dei dipinti esposti, risalenti agli Anni Quaranta del Novecento, hanno dato la possibilità ai curatori della mostra di indagare in particolare la dimensione spirituale e teosofica di Alice Dreaossi, nata nel 1882 a Cervignano (allora parte dell’Impero Austroungarico. A Venezia si diplomò all’Accademia di Belle Arti. Visse a Trieste dal 1907 al 1911 e nel 1908 frequentò importanti corsi a Monaco di Baviera. Dimorò poi a Venezia, dove partecipò a due Biennali. Gli strumenti espressivi di Alice Dreossi spaziavano dalla pittura a olio, alla tempera, senza trascurare le incisioni. Approfondì i suoi interessi spirituali nella teosofia e nell’antroposofia, seguendo in particolare Jiddu Krishnamurt e partecipò a vari congressi ed eventi teosofici. Negli Anni Quaranta dipinse i paesaggi di Tarcento e i monti circostanti. Si spense ad Udine nel 1967.

La Rivista Italiana di Teosofia celebra il 40° anno di vita
Dal 1898 ad oggi il movimento teosofico italiano ha sempre pubblicato almeno una Rivista a livello nazionale, con lo scopo di testimoniare anche così il lavoro di ricerca spirituale ed esoterica e di sostegno all’ideale della Fratellanza Universale senza distinzioni.
La Rivista Italiana di Teosofia è la più recente fra quelle della Società Teosofica Italiana e sta per entrare nel suo 40° anno di vita.
La R.I.T. pubblica regolarmente articoli tratti dalla tradizione teosofica e nuovi contributi di ricercatori italiani e stranieri.
Possiede anche una parte finale ricca di informazioni, recensioni e report sulle attività culturali e di servizio.
La R.I.T. vuole riflettere in pieno il metodo teosofico, mettendo in equilibrio i valori della ricerca, del servizio e della condivisione.

Recensioni

Beauty and the Imprint of the Cosmos
In occasione della conferenza internazionale “Enchanted Modernities. Theosophy and the Arts in the Modern World”, che ha avuto luogo ad Amsterdam dal 25 al 27 settembre 2013 e che ha visto tra i suoi organizzatori il prof. Marco Pasi dell’Università di Amsterdam, è stata allestita una mostra dal titolo “Beauty and the Imprint of the Cosmos”.
L’esposizione era suddivisa in due parti: la prima, “Aeon”, in cui si poteva trovare un panorama di opere teosofiche e antroposofiche che avevano ispirato l’arte astratta moderna all’inizio del ventesimo secolo e la seconda, denominata “Aenigma”, che si concentrava sugli artisti del gruppo “Aenigma”, le cui opere adottavano elementi degli insegnamenti antroposofici di Steiner, opere prestate da un collezionista privato tedesco.
Di tale evento è ora disponibile un piccolo ma ricco catalogo, edito dalla Bibliotheca Philosophica Hermetica, dal titolo “Beauty and the Imprint of the Cosmos – an exhibition of graphic art and printed books”, che si può reperire contattando la Ritman Library: www.ritmanlibrary.com

Luce e Ombra
Segnaliamo il numero di luglio-settembre 2014 di “Luce e Ombra, rivista trimestrale di parapsicologia e dei problemi connessi, giunta al 114° anno (!) di pubblicazione.
Molti gli articoli interessanti, fra i quali quello di Silvio Ravaldini: “L’Ultimo romanzo di Charles Dickens: il mistero di Edwin Drood”.
Molto interessante anche il notiziario e la parte delle recensioni, entrambi curati da Paola Giovetti.
“Luce e Ombra” è edita dalla Fondazione Biblioteca Bozzano-De Boni, il cui sito internet è consultabile all’indirizzo: www.bibliotecabozzanode boni.it

Cristalli di Luna
Segnaliamo che a Torino nello scorso mese di novembre l’Associazione “Il Mondo delle Idee” ha organizzato una serata di letture di racconti di Chicca Morone. Nella magica atmosfera del Teatro Astra sono stati proposti sette racconti brevi, tratti dall’opera “Il soffio della luna”. Il silenzio e il vuoto creati dalla sospensione della musica prodotta dall’arpa (suonata da Vincenzo Zitello) e dalle crystal bowls (animate da Chicca Morone), sono stati riempiti dalle voci degli attori nel buio della sala, dove solo una luce azzurra illuminava il leggio: un rituale potente per permettere agli ascoltatori di entrare in quello stato meditativo adatto a percepire il significato più profondo della parola. Ne “La pizia” è stato toccato il tema della purezza della voce; “Il tempo” ha racconta della difficoltà di amare senza condizioni, totalmente; “Il califfo” ha dato voce alle paure dell’uomo che viene travolto dai sentimenti; nei “Fedeli d’amore” il cavaliere ha dimostrato la possibilità di entrare in autentico contatto con la propria anima; la sensualità de “Il gallo” ha portato a vivere con due sposi l’attimo di intimità più profonda; “Evita” ha narrato l’incontro di misticismo e magia; “Pesco” in fiore ha condotto infine in un mondo di rituali giapponesi.
Per ulteriori informazioni: stella@mangioi@fastwebnet.it tel. 3358215134.

Dai Gruppi

Sul sito web della S.T.I. le attività dei Gruppi e dei Centri
Le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate, giorno per giorno, su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
Aprendo la sezione “Eventi e Convegni” è possibile registrarsi accedendo così all’elenco delle riunioni e delle conferenze che vengono organizzate nelle varie località.

Gruppo Teosofico di Trapani
Il Gruppo Teosofico “Iside” di Trapani ed il Centro Teosofico “Amore e Psiche” di Alcamo si dono riuniti il 10 novembre scorso per ricordare, nel secondo anniversario dal passaggio oltre il velo della materia, il compianto prof. Giovanni Grimaudo, Presidente del Gruppo “Iside” per lunghissimo tempo e ispiratore del Centro Teosofico di Alcamoa. Dopo la partecipazione nella Chiesa dell’Addolorata di Trapani ad una Santa Messa in suffragio del Fratello Grimaudo, i teosofi trapanesi, con altri estimatori del professore, si sono riuniti nel salone messo a disposizione dall’Accademia Kandinskij e, nell’occasione, sono stati ricordate le vicende umane e spirituali di un fratello che ha saputo percorrere la vita e le sue vicende, a tratti dolorose, con serenità, profondità e amorevolezza. Il fratello Nicola Formusa è intervenuto nell’occasione, a nome di tutta la comunità, con una prolusione fortemente sentita e che riportiamo di seguito: “Ricordiamo i suoi quasi 50 anni di iscrizione nel libro dei soci della Società Teosofica Italiana e la funzione ricoperta di componente della prima sede di studi teosofici sorta a Trapani. La sua memoria è sempre viva in noi, o per meglio dire, crediamo fermamente che Lui sia sempre presente e spiritualmente vicino ad ognuno di noi. Ci circondava d’amore, ci riprendeva ai soli fini della nostra evoluzione; in Lui trovavamo rifugio e protezione. Nei riguardi di quest’uomo di forte spessore, carismatico, sempre pronto ad ascoltarci e a mettere una buona parola e, ove possibile, a venire incontro alle nostre quotidiane necessità, che ci ha avvicinato al sacro e ai veri valori della vita, rivolgiamo solamente pensieri carichi d’amore e di immensa gratitudine. Ebbene, il Prof. Grimaudo affidandosi totalmente alla volontà divina, credeva fermamente a questa Società di uomini e donne, alla fratellanza universale, e tutto svolgeva in funzione dello spirito di servizio e della disponibilità verso di loro. Il nostro non è un ricordo di una persona soltanto conosciuta; qui, il discorso è molto diverso. ‘Quello a cui vogliamo tendere e meglio chiarire, è che certe anime riescono più di altre con le loro intime realizzazioni, preoccupazioni, travagli e vicissitudini (che sapeva amabilmente nascondere – a volte dietro l’ironia, a volte dietro un atteggiamento brioso) ad avvicinarsi a quelle che sono le strade maestre dell’illuminazione, le vie salvifiche tracciate dai Grandi Iniziati’.
Non sappiamo dire appieno delle sofferenze della sua anima, delle sue suppliche, e delle speranze riposte che sicuramente confidava ai soli suoi Maestri ed al Padre. Noi (la sua comunità); abbiamo trascorso con Lui una intera vita; chi circa 45 anni (il fratello Natale), chi tutti gli altri uomini e donne per oltre 32, ed i giovani ed i ragazzi per l’età effettiva che hanno. Si precisa che questo lunghissimo periodo è stato vissuto e convissuto a fianco di questa meravigliosa persona giorno per giorno, talvolta ora per ora, in un sano equilibrio. Quanti bei periodi, quante vicende in tantissimi anni, decenni, passati insieme con tutti i membri della Comunità, condividendo sia i momenti di gioia sia i momenti di apprensione e di dolore. In realtà, chissà a quante decine e decine di anni ordinari corrispondono. Il Prof. Giovanni Grimaudo aveva una laurea in Teologia, una in Scienze Politiche; era anche Ordinario in Filosofia e Scienze dell’Educazione in istituti scolastici statali (la terza laurea). Era un uomo colto, straordinario nella sua semplicità, popolare per altri versi, di grandi qualità, sempre vicino al mondo sociale, un altruista benevolo che ha lasciato un grosso segno e momenti di intensità tali da renderci a volte pregni, seppur per poco, della sua ‘alta spiritualità’. Era il nostro maestro di vita, era il nostro Padre spirituale; quello aspirato, quello cercato, quello ‘trovato’. E lo era davvero un ‘Maestro’, di quelli che si leggono nei libri, e, che ci affascinano. Un’anima splendida, che ci ha portato l’amore del Divino Padre, che lo sapeva riflettere. Quale immensa fortuna abbiamo avuto nell’averlo fra noi. ‘Ognuno dei suoi figli’ (un nostro fratello ancora vivente è addirittura più anziano di Lui), si richiama agli insegnamenti di questo ‘monaco d’azione’, di questo conquistatore di anime per conto del Signore, di questo Maestro, che ha davvero ‘vissuto nel mondo senza essere del mondo’. Un’anima così, diremo ‘già vecchia e così ricca di esperienza’, non sappiamo ogni quando nasce, ogni quando si reincarna fra gli uomini. Noi, suoi discepoli, nei nostri lavori, e non solo, ci raccomandiamo e continuamente invochiamo la Sua costante benedizione assieme a quella dei Maestri tutti. Quanto ci manca la sua fisicità! Pur con i nostri limiti, ci richiamiamo alla continuità del percorso tracciato, del suo impegno, della sua opera. Per sempre, suoi”.
Nel ricordo di Giovanni Grimaudo il Gruppo di Trapani prosegue con convinzione il suo lavoro spirituale.

Gennaio 2015

Anno LXXI - N.1
cover gennaio 2015

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza mensile, con la sola eccezione del numero di agosto/settembre, che è unico. L'invio avviene tramite il servizio postale. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato per il 2017 in euro 25,00 per l’Italia e in euro 40,00 per l’Estero, da versare tramite bollettino di conto corrente postale nr 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana - Tesoreria oppure tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.

Unità di intento, unità di atteggiamento
A. Girardi 1

Mente religiosa e mente scientifica (dall’opera
di Krishnamurti

“On Education” - India 1974) 2

L’obiettivo dell’educazione
V. Hao Chin, jr. 5

Qualità di un buon insegnante. La gioia di insegnare e fare
la differenza
9

Il punto di vista sistemico: trait d’union fra arte, scienza e
spiritualità

G. Ricci 13

Pessoa e l’Esoterismo
R. Silva Feitosa 19

La profondità non basta. È la chiarezza che importa.
prima parte

A. Detela 24

Il pacco di biscotti 32

L’alienazione: una condizione esistenziale ed ontologica

F. Fracas 33

Segnalazioni 35
Recensioni 36
Dai gruppi 36
Nuove vite 37

Unità d'intento, unità di atteggiamento

Il vivere dell'essere umano è oggi caratterizzato da una certa complessità e non è facile per lui, e dunque per ciascuno di noi, mantenere uno stato di calma interiore e di chiarezza di visione.
La Teosofia, con il suo approccio non dogmatico e tutto teso a riconoscere l’Unità che caratterizza la manifestazione e la vita intera, ci aiuta a comprendere che le conoscenze intellettuali e l'organizzazione delle informazioni non sono elementi sufficienti per ricondurci allo sbocciare dell'armonia e della consapevolezza.
L’esistenza, con le sue dinamiche legate al tempo e allo spazio, può essere rappresentata come un fiume che scorre verso il mare, via via ingrossato dagli esiti delle esperienze e dunque costantemente alle prese con la problematica della qualità delle sue acque, che corrono il rischio di inquinamento dovuto al pensiero ed alle emozioni negative, alle sofferenze non superate ed al dolore non compreso.
Importante diventa quindi mantenere un’unità di intento e di atteggiamento. L’unità di intento è quella che dona all'essere umano la giusta direzione di un vivere non più condizionato e ossessionato dal rispetto passivo di regole paradigmatiche provenienti dall'esterno, ma "concentrato" piuttosto ad espandere la coscienza nella dimensione dell'eterno e dell'infinito, riconoscendo la perla preziosa della spiritualità che caratterizza se stessi, gli altri e l'intera realtà percepita. Come a dire che l'unità di intento ci consente di cogliere la dimensione che sta oltre a tutto ciò che è percepito dai sensi. Intento come espressione unitaria di ciò che sta fuori di noi è di ciò che sta dentro di noi. Intento come viaggio diretto dalla stella polare della volontà, nel segno del Bello e del Buono.
L'unità di atteggiamento sta invece a significare la capacità di portare la meditazione nel quotidiano, rendendo tutta la nostra espressività e la nostra relazione con gli altri intimamente coerente con la dimensione spirituale, senza le oscillazioni dovute al calcolo ed al pensiero negativo. Come a dire che il nostro atteggiamento mentale non cambia se incontriamo un uomo potente o se ci relazioniamo invece con un derelitto, riconoscendo in entrambi la luce della vita che è. Unità di atteggiamento come coesione unitaria fra il dialogo interiore e l'azione.
Unità di intento e di atteggiamento richiedono concentrazione e un'osservazione attenta e sono preziosi indicatori di quella compassione che dovrebbe caratterizzare una dimensione umana ricca di simpatia verso l'altro e verso tutta la manifestazione.
Ma perché tutto questo possa avvenire, come affermò Jiddu Krishnamurti: "Bisogna avere la capacità di indagare su tutto queste cose con atteggiamento nuovo; solo attraverso l'esperienza diretta infatti i nostri problemi possono avere soluzione. E perché un'esperienza diretta sia possibile, ci deve essere semplicità, il che significa che ci deve essere sensibilità. La mente è offuscata dal peso della conoscenza, è offuscata dal passato e dal futuro. Solo una mente che sia capace di adeguarsi al presente in continuazione, attimo per attimo, può' essere all'altezza delle potenti influenze e pressioni a cui siamo sottoposti dall'ambiente che ci circonda".

Antonio Girardi

Segnalazioni

Quote associative alla Società Teosofica Italiana e abbonamento alla “Rivista Italiana di Teosofia” per il 2015
Ricordiamo a chi non ha ancora provveduto che è questo il momento del rinnovo delle quote associative alla Società Teosofica Italiana per il 2015. Questo il dettaglio: quota associativa 2015 euro 35,00 (comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia); quota associativa 2015 senza Rivista Italiana di Teosofia euro 20,00; abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia (per non soci) euro 25,00; abbonamento estero euro 40,00. Quota socio sostenitore (con abbonamento) euro 100,00. Quota socio benemerito vitalizio (con abbonamento) euro 1.000,00.
I Soci indipendenti e gli Abbonati potranno provvedere direttamente al versamento sul c.c.p. n. 55010367 intestato alla Società Teosofica Italiana - Tesoreria, Viale Q. Sella, 83/E – 36100 Vicenza oppure potranno inviare un bonifico a: Società Teosofica Italiana, codice IBAN IT79 U057 2811 8160 1657 0143 525.
I Soci e i Soci/Abbonati dei Gruppi e dei Centri provvederanno invece al rinnovo contattando i Presidenti dei Gruppi o dei Centri di appartenenza.

Presentato a Torino il nuovo volume sulla Società Teosofica
La sala Roccati, nella sede dell’Ordine dei Giornalisti di Torino, ha ospitato il 5 dicembre scorso la presentazione del nuovo volume pubblicato da Edizioni Teosofiche Italiane e titolato: “La Società Teosofica: storia, valori, realtà attuale”.
Da tempo era sentita l’esigenza di una nuova pubblicazione in grado di fornire un corredo significativo di informazioni riguardanti in primis la storia della S.T., la sua diffusione nel mondo nonché la nascita e l’evolversi della sua realtà in Italia, compresa la vicenda del suo scioglimento, nel 1939, ad opera del regime fascista. Il tutto arrivando fino ai giorni nostri ed affrontando anche la cronaca di quella variegata galassia di movimenti che dalla S.T. o si sono staccati oppure affermano di aver tratto ispirazione.
Ed egualmente sentita era anche l’esigenza di uno strumento di rapida e chiara consultazione che si soffermasse sinteticamente anche sulla Teosofia e su quelle che sono le sue matrici filosofico-culturali.
La presentazione, coordinata dal dott. Loris Brizio, ha visto interventi di: Rita Selicati, a nome della sede di Torino della Società Teosofica Italiana, del prof. Pierluigi Zoccatelli, vice direttore del CESNUR e del dott. Antonio Girardi, curatore dell’opera e segretario generale della S.T.I.

Torneranno i prati
E’ uscito nelle sale cinematografiche il film di Ermanno Olmi, dedicato alla Grande Guerra ed alle vicende umane che l’hanno caratterizzata. Un film di rara sensibilità, che riesce a coniugare in una unità di tempo la vicenda narrata e la durata del film. Negli 80 minuti della pellicola scorre una scampolo reale della vita di trincea in un avamposto italiano dell’Altopiano d’Asiago durante un freddo inverno di guerra.
Nelle vicende, anche psicologiche, dei singoli protagonisti della pellicola, vengono riassunte le intere contraddizioni non solo del conflitto bellico che viene rappresentato, ma anche della guerra stessa, vero e proprio tragico teatro dell’assurdo.
In un’intervista in occasione dell’uscita del film il grande regista lombardo, alla domanda sul perché avesse girato questo film, ha risposto che lo ha voluto dedicare a tutti coloro che in quella guerra e in altre sono morti senza sapere il perché, ed ha ricordato che Albert Camus affermava che per cambiare il mondo è necessario cambiare prima di tutto se stessi.
Il prezioso valore della pace nasce per prima cosa nel cuore del singolo che si apre ad una dimensione fraterna e solidale della vita. Una visione che considera la guerra - tutte le guerre - espressione di egoismi e disarmonie ed in ultima analisi vera e propria negazione della spiritualità.
In certi passaggi del film di Olmi il cuore dei semplici sapeva coniugare il dolore e la tragedia del vissuto con la poesia e la saggezza. Una lezione da non dimenticare.
Raccomandiamo vivamente la visione di questo film.

Continua il lavoro del prof. Ian Stevenson all’Università della Virginia
Nel 1967 il professor Ian Stevenson (1918-2007), docente di psichiatria alla University of Virginia (Charlottesville, USA), creò, presso la sua università, la Division of Percentual Studies (DOPS) dedicata alla “investigazione scientifica ed empirica di fenomeni che suggeriscono che le attuali assunzioni della scienza e le teorie sulla natura della mente o della coscienza possano essere incomplete”. In poche parole: DOPS si è sempre occupato di fenomeni quali le esperienze di premorte, il Poltergeist, la percezione extrasensoriale, le memorie di altre vite e altro ancora. In particolare il professor Stevenson si è dedicato per decenni appunto ai ricordi dei bambini di quelle che sembrano vite precedenti, individuando in tutto il mondo decine e decine di casi ben documentati e forniti di riscontri.
Mancato lui, si poteva temere che questa preziosa ricerca potesse finire. Non è così, perché il lavoro continua col dottor Jim Tucker, che per molti anni ha collaborato con Stevenson e ora porta avanti con passione l’attività del DOPS. Il Corriere della Sera del 15 luglio 2014 ha dedicato al DOPS un lungo articolo a firma Paolo Valentino, che presenta in generale - con parole molto laudative – l’attività del Dipartimento e cita anche un caso particolarmente coinvolgente di ricordi di un bambino americano di appena due anni: la morte traumatica durante la guerra, in circostanze molto particolari, di un pilota col quale si identificava. Ogni dettaglio era stato controllato negli archivi della Marina e trovato esatto.

Mostra con le opere della pittrice Alice Dreossi
L’Associazione artistico-culturale “per l’ARTE” e la Galleria De Martin hanno organizzato lo scorso mese di novembre a Codroipo, nella galleria-laboratorio orafo di Piero De Martin (Via Italia, 3) una piccola mostra incentrata sui paesaggi di Tarcento della pittrice Alice Dreossi.
Il profilo critico è stato curato da Enzo Santese e da Paolo Parmeggiani del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Udine, pronipote dell’artista. La serialità di alcuni dei dipinti esposti, risalenti agli Anni Quaranta del Novecento, hanno dato la possibilità ai curatori della mostra di indagare in particolare la dimensione spirituale e teosofica di Alice Dreaossi, nata nel 1882 a Cervignano (allora parte dell’Impero Austroungarico. A Venezia si diplomò all’Accademia di Belle Arti. Visse a Trieste dal 1907 al 1911 e nel 1908 frequentò importanti corsi a Monaco di Baviera. Dimorò poi a Venezia, dove partecipò a due Biennali. Gli strumenti espressivi di Alice Dreossi spaziavano dalla pittura a olio, alla tempera, senza trascurare le incisioni. Approfondì i suoi interessi spirituali nella teosofia e nell’antroposofia, seguendo in particolare Jiddu Krishnamurt e partecipò a vari congressi ed eventi teosofici. Negli Anni Quaranta dipinse i paesaggi di Tarcento e i monti circostanti. Si spense ad Udine nel 1967.

La Rivista Italiana di Teosofia celebra il 40° anno di vita
Dal 1898 ad oggi il movimento teosofico italiano ha sempre pubblicato almeno una Rivista a livello nazionale, con lo scopo di testimoniare anche così il lavoro di ricerca spirituale ed esoterica e di sostegno all’ideale della Fratellanza Universale senza distinzioni.
La Rivista Italiana di Teosofia è la più recente fra quelle della Società Teosofica Italiana e sta per entrare nel suo 40° anno di vita.
La R.I.T. pubblica regolarmente articoli tratti dalla tradizione teosofica e nuovi contributi di ricercatori italiani e stranieri.
Possiede anche una parte finale ricca di informazioni, recensioni e report sulle attività culturali e di servizio.
La R.I.T. vuole riflettere in pieno il metodo teosofico, mettendo in equilibrio i valori della ricerca, del servizio e della condivisione.

Recensioni

Beauty and the Imprint of the Cosmos
In occasione della conferenza internazionale “Enchanted Modernities. Theosophy and the Arts in the Modern World”, che ha avuto luogo ad Amsterdam dal 25 al 27 settembre 2013 e che ha visto tra i suoi organizzatori il prof. Marco Pasi dell’Università di Amsterdam, è stata allestita una mostra dal titolo “Beauty and the Imprint of the Cosmos”.
L’esposizione era suddivisa in due parti: la prima, “Aeon”, in cui si poteva trovare un panorama di opere teosofiche e antroposofiche che avevano ispirato l’arte astratta moderna all’inizio del ventesimo secolo e la seconda, denominata “Aenigma”, che si concentrava sugli artisti del gruppo “Aenigma”, le cui opere adottavano elementi degli insegnamenti antroposofici di Steiner, opere prestate da un collezionista privato tedesco.
Di tale evento è ora disponibile un piccolo ma ricco catalogo, edito dalla Bibliotheca Philosophica Hermetica, dal titolo “Beauty and the Imprint of the Cosmos – an exhibition of graphic art and printed books”, che si può reperire contattando la Ritman Library: www.ritmanlibrary.com

Luce e Ombra
Segnaliamo il numero di luglio-settembre 2014 di “Luce e Ombra, rivista trimestrale di parapsicologia e dei problemi connessi, giunta al 114° anno (!) di pubblicazione.
Molti gli articoli interessanti, fra i quali quello di Silvio Ravaldini: “L’Ultimo romanzo di Charles Dickens: il mistero di Edwin Drood”.
Molto interessante anche il notiziario e la parte delle recensioni, entrambi curati da Paola Giovetti.
“Luce e Ombra” è edita dalla Fondazione Biblioteca Bozzano-De Boni, il cui sito internet è consultabile all’indirizzo: www.bibliotecabozzanode boni.it

Cristalli di Luna
Segnaliamo che a Torino nello scorso mese di novembre l’Associazione “Il Mondo delle Idee” ha organizzato una serata di letture di racconti di Chicca Morone. Nella magica atmosfera del Teatro Astra sono stati proposti sette racconti brevi, tratti dall’opera “Il soffio della luna”. Il silenzio e il vuoto creati dalla sospensione della musica prodotta dall’arpa (suonata da Vincenzo Zitello) e dalle crystal bowls (animate da Chicca Morone), sono stati riempiti dalle voci degli attori nel buio della sala, dove solo una luce azzurra illuminava il leggio: un rituale potente per permettere agli ascoltatori di entrare in quello stato meditativo adatto a percepire il significato più profondo della parola. Ne “La pizia” è stato toccato il tema della purezza della voce; “Il tempo” ha racconta della difficoltà di amare senza condizioni, totalmente; “Il califfo” ha dato voce alle paure dell’uomo che viene travolto dai sentimenti; nei “Fedeli d’amore” il cavaliere ha dimostrato la possibilità di entrare in autentico contatto con la propria anima; la sensualità de “Il gallo” ha portato a vivere con due sposi l’attimo di intimità più profonda; “Evita” ha narrato l’incontro di misticismo e magia; “Pesco” in fiore ha condotto infine in un mondo di rituali giapponesi.
Per ulteriori informazioni: stella@mangioi@fastwebnet.it tel. 3358215134.

Dai Gruppi

Sul sito web della S.T.I. le attività dei Gruppi e dei Centri
Le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate, giorno per giorno, su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
Aprendo la sezione “Eventi e Convegni” è possibile registrarsi accedendo così all’elenco delle riunioni e delle conferenze che vengono organizzate nelle varie località.

Gruppo Teosofico di Trapani
Il Gruppo Teosofico “Iside” di Trapani ed il Centro Teosofico “Amore e Psiche” di Alcamo si dono riuniti il 10 novembre scorso per ricordare, nel secondo anniversario dal passaggio oltre il velo della materia, il compianto prof. Giovanni Grimaudo, Presidente del Gruppo “Iside” per lunghissimo tempo e ispiratore del Centro Teosofico di Alcamoa. Dopo la partecipazione nella Chiesa dell’Addolorata di Trapani ad una Santa Messa in suffragio del Fratello Grimaudo, i teosofi trapanesi, con altri estimatori del professore, si sono riuniti nel salone messo a disposizione dall’Accademia Kandinskij e, nell’occasione, sono stati ricordate le vicende umane e spirituali di un fratello che ha saputo percorrere la vita e le sue vicende, a tratti dolorose, con serenità, profondità e amorevolezza. Il fratello Nicola Formusa è intervenuto nell’occasione, a nome di tutta la comunità, con una prolusione fortemente sentita e che riportiamo di seguito: “Ricordiamo i suoi quasi 50 anni di iscrizione nel libro dei soci della Società Teosofica Italiana e la funzione ricoperta di componente della prima sede di studi teosofici sorta a Trapani. La sua memoria è sempre viva in noi, o per meglio dire, crediamo fermamente che Lui sia sempre presente e spiritualmente vicino ad ognuno di noi. Ci circondava d’amore, ci riprendeva ai soli fini della nostra evoluzione; in Lui trovavamo rifugio e protezione. Nei riguardi di quest’uomo di forte spessore, carismatico, sempre pronto ad ascoltarci e a mettere una buona parola e, ove possibile, a venire incontro alle nostre quotidiane necessità, che ci ha avvicinato al sacro e ai veri valori della vita, rivolgiamo solamente pensieri carichi d’amore e di immensa gratitudine. Ebbene, il Prof. Grimaudo affidandosi totalmente alla volontà divina, credeva fermamente a questa Società di uomini e donne, alla fratellanza universale, e tutto svolgeva in funzione dello spirito di servizio e della disponibilità verso di loro. Il nostro non è un ricordo di una persona soltanto conosciuta; qui, il discorso è molto diverso. ‘Quello a cui vogliamo tendere e meglio chiarire, è che certe anime riescono più di altre con le loro intime realizzazioni, preoccupazioni, travagli e vicissitudini (che sapeva amabilmente nascondere – a volte dietro l’ironia, a volte dietro un atteggiamento brioso) ad avvicinarsi a quelle che sono le strade maestre dell’illuminazione, le vie salvifiche tracciate dai Grandi Iniziati’.
Non sappiamo dire appieno delle sofferenze della sua anima, delle sue suppliche, e delle speranze riposte che sicuramente confidava ai soli suoi Maestri ed al Padre. Noi (la sua comunità); abbiamo trascorso con Lui una intera vita; chi circa 45 anni (il fratello Natale), chi tutti gli altri uomini e donne per oltre 32, ed i giovani ed i ragazzi per l’età effettiva che hanno. Si precisa che questo lunghissimo periodo è stato vissuto e convissuto a fianco di questa meravigliosa persona giorno per giorno, talvolta ora per ora, in un sano equilibrio. Quanti bei periodi, quante vicende in tantissimi anni, decenni, passati insieme con tutti i membri della Comunità, condividendo sia i momenti di gioia sia i momenti di apprensione e di dolore. In realtà, chissà a quante decine e decine di anni ordinari corrispondono. Il Prof. Giovanni Grimaudo aveva una laurea in Teologia, una in Scienze Politiche; era anche Ordinario in Filosofia e Scienze dell’Educazione in istituti scolastici statali (la terza laurea). Era un uomo colto, straordinario nella sua semplicità, popolare per altri versi, di grandi qualità, sempre vicino al mondo sociale, un altruista benevolo che ha lasciato un grosso segno e momenti di intensità tali da renderci a volte pregni, seppur per poco, della sua ‘alta spiritualità’. Era il nostro maestro di vita, era il nostro Padre spirituale; quello aspirato, quello cercato, quello ‘trovato’. E lo era davvero un ‘Maestro’, di quelli che si leggono nei libri, e, che ci affascinano. Un’anima splendida, che ci ha portato l’amore del Divino Padre, che lo sapeva riflettere. Quale immensa fortuna abbiamo avuto nell’averlo fra noi. ‘Ognuno dei suoi figli’ (un nostro fratello ancora vivente è addirittura più anziano di Lui), si richiama agli insegnamenti di questo ‘monaco d’azione’, di questo conquistatore di anime per conto del Signore, di questo Maestro, che ha davvero ‘vissuto nel mondo senza essere del mondo’. Un’anima così, diremo ‘già vecchia e così ricca di esperienza’, non sappiamo ogni quando nasce, ogni quando si reincarna fra gli uomini. Noi, suoi discepoli, nei nostri lavori, e non solo, ci raccomandiamo e continuamente invochiamo la Sua costante benedizione assieme a quella dei Maestri tutti. Quanto ci manca la sua fisicità! Pur con i nostri limiti, ci richiamiamo alla continuità del percorso tracciato, del suo impegno, della sua opera. Per sempre, suoi”.
Nel ricordo di Giovanni Grimaudo il Gruppo di Trapani prosegue con convinzione il suo lavoro spirituale.