Febbraio 2018

Anno LXXIV - N.2
cover febbraio 2018

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza mensile, con la sola eccezione del numero di agosto/settembre, che è unico. L'invio avviene tramite il servizio postale. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato per il 2017 in euro 25,00 per l’Italia e in euro 40,00 per l’Estero, da versare tramite bollettino di conto corrente postale nr 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana - Tesoreria oppure tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.

Area riservata

Il valore della riconoscenza
A. Girardi 1

La vana speranza
R. Burnier 2

Diffusione della Teosofia
V. Hao Chin Jr. 4

L'Eterna Genitrice. Dall'Uno ai Molti
S. Van Osta 8

L'Occidente e il karman. A partire da una lettura di Agamben
V. Frigeni 16

Teosofia: una via verso la Coscienza Universale
M. Artamaa 19

Maestri d'Amore
A. Braggio 22

I Kali Yuga
L. Marsi 28

Alla ricerca del vero Sè
33

Pagine della letteratura teosofica
35

Testi per l’intuizione (XXX)
36

Notizie dall'Ordine Teosofico di Servizio.
Emergenza freddo a Kilis

37

Segnalazioni 38
Recensioni 39

Il valore della riconoscenza

L’esistenza dell’essere umano si snoda lungo le vie dell’esperienza, che da un lato ci consente di prendere le misure dal mondo circostante e dall’altro ci rende un “sistema esperto”, capace di affrontare le situazioni e di piegarle alle nostre necessità.
Ma l’esperienza tende anche a cristallizzare i saperi e le capacità e l’equilibrio interiore ci suggerisce di non restarne soverchiamente condizionati.
Quello che conta è avere sempre la capacità di comprendere quando il nostro sentire e le nostre decisioni sono condizionate dalla paura e dall’egoismo. Paura che cifa perdere la serenità del giudizio e deforma la realtà; egoismo che ci fa identificare col nostro piccolo io, teso unicamente all’accumulazione e alla creazione di false sicurezze.
La visione teosofica del mondo è un potente antidoto per impedire che l’esperienza diventi un peso nel nostro percorso esistenziale e di cammino spirituale.
Ḗ il valore della riconoscenza, che apre la strada alla gratitudine nei confronti della Vita la quale ci ha dato l’opportunità di compiere l’esistenza terrena edi cogliere le sue possibilità evolutive; è una gratitudine anche nei confrontidell’evoluzione, che nel tempo ci ha messo a disposizione tutti gli elementi, fisici, emotivi e mentali per comprendere che la vita non è limitata alla sola nostra personalità, ma è qualcosa che ci collega con tutta la manifestazione e con l’universo intero.
Gratitudine per aver potuto intraprendere un cammino spirituale che ci ha fatto comprendere il valore della meditazione e del servizio.
La riconoscenza è una delle chiavi preziose che ci apre le porte alla comprensione del fatto che la Vita è Una e che non è solo ciò che è percepito dai sensi, ma è anche una realtà aperta all’intuizione, all’eterno e all’infinito.
Il dizionario ci offre anche un altro significato della parola riconoscenza. C’è dunque la possibilità di “ri-conoscere”, in quello che vediamo e percepiamo a 360°, la realtà del fluire delle leggi universali nel cosmo.
Riconoscenza quindi come espressione compiuta di un legame profondo con il Logos e con la sua chiave di manifestazione e comprensione, rappresentata dal karma, che ci fa comprendere come ogni aspetto del particolare sia in collegamento con l’Universale, come a dire che anche ciascuno di noi riflette le leggi universali e ne è parte integrante.
Ḗ la riconoscenza che ci permette di comprendere il profondo significato delle parole che troviamo nella parte finale de La Voce del Silenzio: “Sappi che il fiume della conoscenza sovrumana e della divina sapienza che tu hai conseguito deve da te stesso, canale di Alaya, essere riversato in un altro letto. Sappi, o Naljor, o tu del sentiero segreto, che le sue acque fresche e pure devono essere usate per addolcire le amare onde dell’Oceano, di quell’immenso mare di dolore formato dalle lacrime degli uomini”.

Antonio Girardi

Segnalazioni

Quote associative alla Società Teosofica Italiana e abbonamento alla “Rivista Italiana di Teosofia” per il 2018
E’ il momento del rinnovo delle quote associative di adesione alla Società Teosofica Italiana per l’anno 2018.
Essere socio della S.T.I. ha soprattutto un valore ideale e si collega direttamente allo scopo della Fratellanza Universale senza distinzioni.
Per il 2018 il Consiglio Generale della S.T.I. ha fissato le seguenti quote: quota associativa euro 35,00 indivisibili (comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia, che è l’organo statutario di informazione istituzionale); quota associativa per residenti all’estero euro 50,00 (comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia, la differenza è dovuta alle maggiori spese postali di spedizione della RIT); quota di ingresso per i nuovi soci euro 50,00 (solo per il primo anno, comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia); quota socio sostenitore (con abbonamento) euro 100,00; quota socio benemerito vitalizio (con abbonamento) euro 2.000,00.
Abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia (per non soci) euro 25,00; abbonamento estero euro 45,00.
I Soci indipendenti e gli Abbonati potranno provvedere direttamente al versamento sul c.c.p. n. 55010367 intestato alla Società Teosofica Italiana - Tesoreria, oppure potranno inviare un bonifico bancario intestato a: Società Teosofica Italiana, sul conto Bancoposta della S.T.I. codice IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.
I Soci dei Gruppi e dei Centri provvederanno invece al rinnovo contattando i Presidenti dei Gruppi o i Segretari dei Centri di appartenenza.
E’ possibile anche richiedere l’invio della R.I.T. in modalità elettronica, via e-mail, in formato pdf. L’opzione è alternativa a quella dell’invio cartaceo.


I libri della Società Teosofica Italiana
Portiamo ancora l’attenzione dei nostri lettori sul nuovo catalogo dei libri della Società Teosofica Italiana. La letteratura teosofica rappresenta un importante strumento di crescita spirituale e culturale. I libri non sono soltanto un veicolo di conoscenza, ma anche di confronto con il proprio percorso interiore.
Ricordiamo che nel sito di Edizioni Teosofiche Italiane, all’indirizzo web www.eti-edizioni.it è possibile consultare brevi recensioni su tutti i libri promossi dalla Società Teosofica Italiana.


Adyar Day
Il 17 febbraio di ogni anno viene celebrata nel mondo della Società Teosofica e dei suoi amici e simpatizzanti, la ricorrenza dell’Adyar Day, un giorno tutto dedicato ad Adyar, la sede del Quartier Generale della S.T. e luogo simbolo della Fratellanza Universale senza distinzioni. Il primo Adyar Day ufficiale fu dichiarato da Annie Besant nel 1926 su suggerimento di una signora francese, Madame de Manziarly. In quell’occasione fu pubblicato un opuscolo su Adyar, con delle belle foto in bianco e nero della proprietà. In questa data ricorre l’anniversario della morte di Henry Steel Olcott (avvenuta ad Adyar nel 1907), pioniere del movimento teosofico e primo Presidente della Società Teosofica ed anche di Jiddu Krishnamurti, filosofo amante della libertà e autentico interprete della pura ricerca spirituale.
L'anniversario è pure per la nascita di Charles Webster Leadbeater (17 febbraio 1847), teosofo e grande chiaroveggente, mentre non si può nemmeno dimenticare che in un lontano 17 febbraio si accendeva il rogo di Giordano Bruno, a Roma, in Campo dei Fiori. Adyar è non solo il luogo principale in cui si è sviluppata la storia della Società Teosofica, ma anche il simbolo della sua Unità, che si dispiega in un forte ideale fra passato e futuro. Adyar dunque è un simbolo nonché un sogno, perché è lì a ricordarci il valore della Fratellanza e la bellezza dell'Armonia.


Babbo Natale per i bimbi Rom
La popolazione Rom-Sinti vive quasi sempre in condizioni di estrema marginalizzazione. Spesso nei campi mancano servizi di base come acqua, elettricità, fognature e non di rado sono stanziati in strisce di terra in prossimità di argini o discariche. Una seria prospettiva di inclusione sembra molto difficile e i bambini sono le prime vittime. Le politiche istituzionali prevedono per loro l’accesso all’istruzione e l’incontro con la scuola diventa per questa infanzia forse l’unica occasione di conoscere un’altra realtà, ma resta comunque un’esperienza troppo limitata. In una crisi igienico-abitativa di questa portata la povertà economica ha pesanti ricadute su tutti i piani dell’esistenza. Il gruppo Aurora ha pertanto dato voce ad un diritto totalmente disatteso per questi bambini: il diritto al gioco, alla fantasia, alla magia. Secondo la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia, Art. 31, il gioco svolge una funzione strutturante dell’intera personalità e nessun bambino ne dovrebbe essere privato. Ecco allora che Babbo Natale ha portato, in un campo Rom della provincia di Vicenza, tanti doni, per qualche ora di felicità tra lo stupore e la gioia dei bimbi e delle loro famiglie.


Nel cuore dello spazio-tempo: le onde gravitazionali
Domenica 10 dicembre è stato consegnato il premio Nobel per la Fisica ai tre scienziati protagonisti nel campo della rilevazione delle onde gravitazionali: Barry Barish e Kip Thorne del CITECH di Pasadena e Rainer Weiss del MIT di Boston. Le onde gravitazionali erano state previste già nel 1916 da Albert Einstein, all’interno della teoria della relatività generale, ma solo nel settembre 2015 sono state effettivamente rilevate dopo lunghi decenni di ricerche. Questo tipo di onda viene descritta come una sorta di increspatura dello spazio-tempo, in grado di produrre flebili segnali che portano però con sé informazioni cruciali sulla storia e sulla struttura dell’universo. Per rilevarle sono necessari strumenti molto sofisticati ed al mondo esistono alcuni centri impegnati in questa ricerca, fra cui il LIGO (sigla inglese dell’Osservatorio interferometro laser delle onde gravitazionali) presso il California Institute of Technology e il VIRGO, a Cascina, nei pressi di Pisa. Le ricerche sulle onde gravitazionali possono favorire in prospettiva, secondo lo stesso Kip Thorne, un campo di ricerca che possa indagare sulle possibilità di unificazione fra relatività e fisica dei quanti. L’universo continua a svelare poco per volta i suoi misteri e nel contempo mostra indizi di quelle leggi universali che lo governano. L’augurio è che l’essere umano non si limiti ad una visione materialistica delle cose, ma abbia la capacità di rintracciare, senza fini egoistici, la forza dell’intelligenza che governa il cosmo.


La macrobiotica
Stretta tra il vegetarismo tradizionale e l’impostazione vegana (entrambi meritevoli), in questo ultimo decennio la macrobiotica ha subito un certo oblio, non sempre meritato. La macrobiotioca è una filosofia, oltre che la pratica di un’idea, sviluppata dal giapponese Georges Ohsawa (Yukikazu Sakurazawa). Si ispira alla saggezza orientale ed al buddhismo zen e sviluppa concetti che legano ogni istante della vita dell’individuo alle forze antagoniste yin e yang. La macrobiotica, come peraltro il vegetarismo e la dieta vegana, appare talora come una moda per gente sofisticata o preoccupata per la propria linea estetica.
Ma il vero messaggio della macrobiotica, su cui si sorvola, è semplicemente questo: “Se si mangia un chicco di riso in più di quello che la natura ci ha destinato, si crea un pericoloso squilibrio karmico”.
Ciò implica che l’individuo che vuole praticare la dieta macrobiotica (o quella vegetariana oppure quella vegana) non lo deve fare per egoismo o per calcolo, ma deve imparare soprattutto a vivere in armonia con la vita, sviluppando il giusto grado di intuizione.

Il cane
A tutti i lettori della RIT e a tutti coloro che amano gli animali ed in particolare il proprio cane dedichiamo questi anonimi versi:
“Amico, perché dimostri tanta
amicizia per me?
Nel tuo sguardo vedo brillare ogni giorno
Tanto amore e tanta fedeltà.
Perché mi ami tanto?
Quando, un giorno, ti accolsi nella mia casa,
i bambini e gli adulti, tutti,
hanno provato tanta gioia.
Perché questa gioia?
Perché quando sono minacciato
Tu sei sempre vicino a me per proteggermi?
Perché quando rientro a casa, la sera,
e sono affaticato,
tu vieni ad accucciarti ai miei piedi?
Che ho fatto per meritare tutto il calore che mi dai?
Lasciami esprimere quanto bene io penso di te,
tu, cane mio, che sei il mio unico vero amico”.

Recensioni

Dialogo tra un filosofo e un opinionista
È uscito in libreria (Collana la Rete, Morlacchi Editore), il testo “Dialogo tra un filosofo e un opinionista – una nuova governance per il quotidiano” di cui avevamo dato notizia della presentazione nello scorso mese di dicembre. L’opera, del prof. Gaetano Mollo, Ordinario di Filosofia dell’Educazione dell’Università di Perugia e di Paolo Coletti, editorialista, nasce da un dialogo il cui contesto viene così descritto dagli autori: “In un’estiva notte stellata, sopra una collina tra un bosco e un uliveto, un filosofo – con l’amorevole tensione verso la formazione umana – e un opinionista – con la passione sociopolitica – dialogano. Sotto l’ampia volta del cielo, nel reciproco ascolto, pensieri – come improvvisi lampi di luce – illuminano la notte. Per non stare solo a guardare stelle cadenti ma per una visione del mondo con stelle nascenti”.
L’impegno dei dialoganti è quello di sottolineare la necessità di una nuova governance in un villaggio globale che esprime una società sempre più liquida. Queste le emblematiche ultime righe del libro: “… nella globalizzazione e nel mondo della rete tutta l’umanità è chiamata a cooperare: i problemi ecologici planetari lo esigono! Per questo, si sta passando da un modello incentrato sull’individuo, e sui suoi bisogni e desideri, ad un modello basato sui rapporti umani e sulla considerazione del contesto ambientale. L’etica, in tal senso, ne deve essere il criterio regolativo, richiedendo tutto ciò onestà, rispetto e responsabilità.
Quella che si sta delineando è una nuova “civiltà della cooperazione”, dove l’unità sia garanzia e valorizzazione delle diversità, la politica torni ad essere il privilegio etico dei migliori rappresentanti di un popolo, l’economia sia al servizio del benessere collettivo, la morale rappresenti lo sforzo di perseguire il giusto, attraverso la disponibilità, la dedizione e la cura per tutto e per tutti”.


Ecologia affettiva ed Ecopsicologia: un convegno ad Aosta
L’Aula Magna dell’Università della Valle d’Aosta, intitolata a Sant’Anselmo, ha ospitato, il 18 gennaio scorso, un importante convegno proposto dal Dipartimento di Scienze umane e sociali dell'Università, con il patrocinio del Gruppo Teosofico Valdostano. Il confronto è stato tra un ecologo e una psicologa, che hannbo offerto due punti di vista diversi, ma dialoganti, del nostro rapporto con la Natura. Da un lato l'Ecologia Affettiva che offre il suo sguardo di disciplina biologica che studia da un punto di vista evoluzionistico il sentimento di affiliazione che ci lega alla Natura. Dall'altro l'Ecopsicologia che offre il suo sguardo di disciplina psicologica capace di valorizzare la Natura come agente rigenerante la salute fisica e psichica. Ha introdotto i lavori Paola Amail, Presidente del Gruppo Teosofico di Aosta (di cui pubblicheremo in uno dei prossimi numeri della RIT la relazione). Relatori sono stati il professor Giuseppe Barbiero, dell’Ateneo Valdostano, e la psicologa Marcella Danon.

Dai Gruppi

Sul sito web della S.T.I. le attività dei Gruppi e dei Centri
Le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate, giorno per giorno, su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
Aprendo la sezione “Eventi e Convegni” è possibile registrarsi accedendo così all’elenco delle riunioni e delle conferenze che vengono organizzate nelle varie località.

Articolo del mese

Febbraio 2018

Anno LXXIV - N.2
cover febbraio 2018

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza mensile, con la sola eccezione del numero di agosto/settembre, che è unico. L'invio avviene tramite il servizio postale. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato per il 2017 in euro 25,00 per l’Italia e in euro 40,00 per l’Estero, da versare tramite bollettino di conto corrente postale nr 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana - Tesoreria oppure tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.

Il valore della riconoscenza
A. Girardi 1

La vana speranza
R. Burnier 2

Diffusione della Teosofia
V. Hao Chin Jr. 4

L'Eterna Genitrice. Dall'Uno ai Molti
S. Van Osta 8

L'Occidente e il karman. A partire da una lettura di Agamben
V. Frigeni 16

Teosofia: una via verso la Coscienza Universale
M. Artamaa 19

Maestri d'Amore
A. Braggio 22

I Kali Yuga
L. Marsi 28

Alla ricerca del vero Sè
33

Pagine della letteratura teosofica
35

Testi per l’intuizione (XXX)
36

Notizie dall'Ordine Teosofico di Servizio.
Emergenza freddo a Kilis

37

Segnalazioni 38
Recensioni 39

Il valore della riconoscenza

L’esistenza dell’essere umano si snoda lungo le vie dell’esperienza, che da un lato ci consente di prendere le misure dal mondo circostante e dall’altro ci rende un “sistema esperto”, capace di affrontare le situazioni e di piegarle alle nostre necessità.
Ma l’esperienza tende anche a cristallizzare i saperi e le capacità e l’equilibrio interiore ci suggerisce di non restarne soverchiamente condizionati.
Quello che conta è avere sempre la capacità di comprendere quando il nostro sentire e le nostre decisioni sono condizionate dalla paura e dall’egoismo. Paura che cifa perdere la serenità del giudizio e deforma la realtà; egoismo che ci fa identificare col nostro piccolo io, teso unicamente all’accumulazione e alla creazione di false sicurezze.
La visione teosofica del mondo è un potente antidoto per impedire che l’esperienza diventi un peso nel nostro percorso esistenziale e di cammino spirituale.
Ḗ il valore della riconoscenza, che apre la strada alla gratitudine nei confronti della Vita la quale ci ha dato l’opportunità di compiere l’esistenza terrena edi cogliere le sue possibilità evolutive; è una gratitudine anche nei confrontidell’evoluzione, che nel tempo ci ha messo a disposizione tutti gli elementi, fisici, emotivi e mentali per comprendere che la vita non è limitata alla sola nostra personalità, ma è qualcosa che ci collega con tutta la manifestazione e con l’universo intero.
Gratitudine per aver potuto intraprendere un cammino spirituale che ci ha fatto comprendere il valore della meditazione e del servizio.
La riconoscenza è una delle chiavi preziose che ci apre le porte alla comprensione del fatto che la Vita è Una e che non è solo ciò che è percepito dai sensi, ma è anche una realtà aperta all’intuizione, all’eterno e all’infinito.
Il dizionario ci offre anche un altro significato della parola riconoscenza. C’è dunque la possibilità di “ri-conoscere”, in quello che vediamo e percepiamo a 360°, la realtà del fluire delle leggi universali nel cosmo.
Riconoscenza quindi come espressione compiuta di un legame profondo con il Logos e con la sua chiave di manifestazione e comprensione, rappresentata dal karma, che ci fa comprendere come ogni aspetto del particolare sia in collegamento con l’Universale, come a dire che anche ciascuno di noi riflette le leggi universali e ne è parte integrante.
Ḗ la riconoscenza che ci permette di comprendere il profondo significato delle parole che troviamo nella parte finale de La Voce del Silenzio: “Sappi che il fiume della conoscenza sovrumana e della divina sapienza che tu hai conseguito deve da te stesso, canale di Alaya, essere riversato in un altro letto. Sappi, o Naljor, o tu del sentiero segreto, che le sue acque fresche e pure devono essere usate per addolcire le amare onde dell’Oceano, di quell’immenso mare di dolore formato dalle lacrime degli uomini”.

Antonio Girardi

Segnalazioni

Quote associative alla Società Teosofica Italiana e abbonamento alla “Rivista Italiana di Teosofia” per il 2018
E’ il momento del rinnovo delle quote associative di adesione alla Società Teosofica Italiana per l’anno 2018.
Essere socio della S.T.I. ha soprattutto un valore ideale e si collega direttamente allo scopo della Fratellanza Universale senza distinzioni.
Per il 2018 il Consiglio Generale della S.T.I. ha fissato le seguenti quote: quota associativa euro 35,00 indivisibili (comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia, che è l’organo statutario di informazione istituzionale); quota associativa per residenti all’estero euro 50,00 (comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia, la differenza è dovuta alle maggiori spese postali di spedizione della RIT); quota di ingresso per i nuovi soci euro 50,00 (solo per il primo anno, comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia); quota socio sostenitore (con abbonamento) euro 100,00; quota socio benemerito vitalizio (con abbonamento) euro 2.000,00.
Abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia (per non soci) euro 25,00; abbonamento estero euro 45,00.
I Soci indipendenti e gli Abbonati potranno provvedere direttamente al versamento sul c.c.p. n. 55010367 intestato alla Società Teosofica Italiana - Tesoreria, oppure potranno inviare un bonifico bancario intestato a: Società Teosofica Italiana, sul conto Bancoposta della S.T.I. codice IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.
I Soci dei Gruppi e dei Centri provvederanno invece al rinnovo contattando i Presidenti dei Gruppi o i Segretari dei Centri di appartenenza.
E’ possibile anche richiedere l’invio della R.I.T. in modalità elettronica, via e-mail, in formato pdf. L’opzione è alternativa a quella dell’invio cartaceo.


I libri della Società Teosofica Italiana
Portiamo ancora l’attenzione dei nostri lettori sul nuovo catalogo dei libri della Società Teosofica Italiana. La letteratura teosofica rappresenta un importante strumento di crescita spirituale e culturale. I libri non sono soltanto un veicolo di conoscenza, ma anche di confronto con il proprio percorso interiore.
Ricordiamo che nel sito di Edizioni Teosofiche Italiane, all’indirizzo web www.eti-edizioni.it è possibile consultare brevi recensioni su tutti i libri promossi dalla Società Teosofica Italiana.


Adyar Day
Il 17 febbraio di ogni anno viene celebrata nel mondo della Società Teosofica e dei suoi amici e simpatizzanti, la ricorrenza dell’Adyar Day, un giorno tutto dedicato ad Adyar, la sede del Quartier Generale della S.T. e luogo simbolo della Fratellanza Universale senza distinzioni. Il primo Adyar Day ufficiale fu dichiarato da Annie Besant nel 1926 su suggerimento di una signora francese, Madame de Manziarly. In quell’occasione fu pubblicato un opuscolo su Adyar, con delle belle foto in bianco e nero della proprietà. In questa data ricorre l’anniversario della morte di Henry Steel Olcott (avvenuta ad Adyar nel 1907), pioniere del movimento teosofico e primo Presidente della Società Teosofica ed anche di Jiddu Krishnamurti, filosofo amante della libertà e autentico interprete della pura ricerca spirituale.
L'anniversario è pure per la nascita di Charles Webster Leadbeater (17 febbraio 1847), teosofo e grande chiaroveggente, mentre non si può nemmeno dimenticare che in un lontano 17 febbraio si accendeva il rogo di Giordano Bruno, a Roma, in Campo dei Fiori. Adyar è non solo il luogo principale in cui si è sviluppata la storia della Società Teosofica, ma anche il simbolo della sua Unità, che si dispiega in un forte ideale fra passato e futuro. Adyar dunque è un simbolo nonché un sogno, perché è lì a ricordarci il valore della Fratellanza e la bellezza dell'Armonia.


Babbo Natale per i bimbi Rom
La popolazione Rom-Sinti vive quasi sempre in condizioni di estrema marginalizzazione. Spesso nei campi mancano servizi di base come acqua, elettricità, fognature e non di rado sono stanziati in strisce di terra in prossimità di argini o discariche. Una seria prospettiva di inclusione sembra molto difficile e i bambini sono le prime vittime. Le politiche istituzionali prevedono per loro l’accesso all’istruzione e l’incontro con la scuola diventa per questa infanzia forse l’unica occasione di conoscere un’altra realtà, ma resta comunque un’esperienza troppo limitata. In una crisi igienico-abitativa di questa portata la povertà economica ha pesanti ricadute su tutti i piani dell’esistenza. Il gruppo Aurora ha pertanto dato voce ad un diritto totalmente disatteso per questi bambini: il diritto al gioco, alla fantasia, alla magia. Secondo la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia, Art. 31, il gioco svolge una funzione strutturante dell’intera personalità e nessun bambino ne dovrebbe essere privato. Ecco allora che Babbo Natale ha portato, in un campo Rom della provincia di Vicenza, tanti doni, per qualche ora di felicità tra lo stupore e la gioia dei bimbi e delle loro famiglie.


Nel cuore dello spazio-tempo: le onde gravitazionali
Domenica 10 dicembre è stato consegnato il premio Nobel per la Fisica ai tre scienziati protagonisti nel campo della rilevazione delle onde gravitazionali: Barry Barish e Kip Thorne del CITECH di Pasadena e Rainer Weiss del MIT di Boston. Le onde gravitazionali erano state previste già nel 1916 da Albert Einstein, all’interno della teoria della relatività generale, ma solo nel settembre 2015 sono state effettivamente rilevate dopo lunghi decenni di ricerche. Questo tipo di onda viene descritta come una sorta di increspatura dello spazio-tempo, in grado di produrre flebili segnali che portano però con sé informazioni cruciali sulla storia e sulla struttura dell’universo. Per rilevarle sono necessari strumenti molto sofisticati ed al mondo esistono alcuni centri impegnati in questa ricerca, fra cui il LIGO (sigla inglese dell’Osservatorio interferometro laser delle onde gravitazionali) presso il California Institute of Technology e il VIRGO, a Cascina, nei pressi di Pisa. Le ricerche sulle onde gravitazionali possono favorire in prospettiva, secondo lo stesso Kip Thorne, un campo di ricerca che possa indagare sulle possibilità di unificazione fra relatività e fisica dei quanti. L’universo continua a svelare poco per volta i suoi misteri e nel contempo mostra indizi di quelle leggi universali che lo governano. L’augurio è che l’essere umano non si limiti ad una visione materialistica delle cose, ma abbia la capacità di rintracciare, senza fini egoistici, la forza dell’intelligenza che governa il cosmo.


La macrobiotica
Stretta tra il vegetarismo tradizionale e l’impostazione vegana (entrambi meritevoli), in questo ultimo decennio la macrobiotica ha subito un certo oblio, non sempre meritato. La macrobiotioca è una filosofia, oltre che la pratica di un’idea, sviluppata dal giapponese Georges Ohsawa (Yukikazu Sakurazawa). Si ispira alla saggezza orientale ed al buddhismo zen e sviluppa concetti che legano ogni istante della vita dell’individuo alle forze antagoniste yin e yang. La macrobiotica, come peraltro il vegetarismo e la dieta vegana, appare talora come una moda per gente sofisticata o preoccupata per la propria linea estetica.
Ma il vero messaggio della macrobiotica, su cui si sorvola, è semplicemente questo: “Se si mangia un chicco di riso in più di quello che la natura ci ha destinato, si crea un pericoloso squilibrio karmico”.
Ciò implica che l’individuo che vuole praticare la dieta macrobiotica (o quella vegetariana oppure quella vegana) non lo deve fare per egoismo o per calcolo, ma deve imparare soprattutto a vivere in armonia con la vita, sviluppando il giusto grado di intuizione.

Il cane
A tutti i lettori della RIT e a tutti coloro che amano gli animali ed in particolare il proprio cane dedichiamo questi anonimi versi:
“Amico, perché dimostri tanta
amicizia per me?
Nel tuo sguardo vedo brillare ogni giorno
Tanto amore e tanta fedeltà.
Perché mi ami tanto?
Quando, un giorno, ti accolsi nella mia casa,
i bambini e gli adulti, tutti,
hanno provato tanta gioia.
Perché questa gioia?
Perché quando sono minacciato
Tu sei sempre vicino a me per proteggermi?
Perché quando rientro a casa, la sera,
e sono affaticato,
tu vieni ad accucciarti ai miei piedi?
Che ho fatto per meritare tutto il calore che mi dai?
Lasciami esprimere quanto bene io penso di te,
tu, cane mio, che sei il mio unico vero amico”.

Recensioni

Dialogo tra un filosofo e un opinionista
È uscito in libreria (Collana la Rete, Morlacchi Editore), il testo “Dialogo tra un filosofo e un opinionista – una nuova governance per il quotidiano” di cui avevamo dato notizia della presentazione nello scorso mese di dicembre. L’opera, del prof. Gaetano Mollo, Ordinario di Filosofia dell’Educazione dell’Università di Perugia e di Paolo Coletti, editorialista, nasce da un dialogo il cui contesto viene così descritto dagli autori: “In un’estiva notte stellata, sopra una collina tra un bosco e un uliveto, un filosofo – con l’amorevole tensione verso la formazione umana – e un opinionista – con la passione sociopolitica – dialogano. Sotto l’ampia volta del cielo, nel reciproco ascolto, pensieri – come improvvisi lampi di luce – illuminano la notte. Per non stare solo a guardare stelle cadenti ma per una visione del mondo con stelle nascenti”.
L’impegno dei dialoganti è quello di sottolineare la necessità di una nuova governance in un villaggio globale che esprime una società sempre più liquida. Queste le emblematiche ultime righe del libro: “… nella globalizzazione e nel mondo della rete tutta l’umanità è chiamata a cooperare: i problemi ecologici planetari lo esigono! Per questo, si sta passando da un modello incentrato sull’individuo, e sui suoi bisogni e desideri, ad un modello basato sui rapporti umani e sulla considerazione del contesto ambientale. L’etica, in tal senso, ne deve essere il criterio regolativo, richiedendo tutto ciò onestà, rispetto e responsabilità.
Quella che si sta delineando è una nuova “civiltà della cooperazione”, dove l’unità sia garanzia e valorizzazione delle diversità, la politica torni ad essere il privilegio etico dei migliori rappresentanti di un popolo, l’economia sia al servizio del benessere collettivo, la morale rappresenti lo sforzo di perseguire il giusto, attraverso la disponibilità, la dedizione e la cura per tutto e per tutti”.


Ecologia affettiva ed Ecopsicologia: un convegno ad Aosta
L’Aula Magna dell’Università della Valle d’Aosta, intitolata a Sant’Anselmo, ha ospitato, il 18 gennaio scorso, un importante convegno proposto dal Dipartimento di Scienze umane e sociali dell'Università, con il patrocinio del Gruppo Teosofico Valdostano. Il confronto è stato tra un ecologo e una psicologa, che hannbo offerto due punti di vista diversi, ma dialoganti, del nostro rapporto con la Natura. Da un lato l'Ecologia Affettiva che offre il suo sguardo di disciplina biologica che studia da un punto di vista evoluzionistico il sentimento di affiliazione che ci lega alla Natura. Dall'altro l'Ecopsicologia che offre il suo sguardo di disciplina psicologica capace di valorizzare la Natura come agente rigenerante la salute fisica e psichica. Ha introdotto i lavori Paola Amail, Presidente del Gruppo Teosofico di Aosta (di cui pubblicheremo in uno dei prossimi numeri della RIT la relazione). Relatori sono stati il professor Giuseppe Barbiero, dell’Ateneo Valdostano, e la psicologa Marcella Danon.

Dai Gruppi

Sul sito web della S.T.I. le attività dei Gruppi e dei Centri
Le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate, giorno per giorno, su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
Aprendo la sezione “Eventi e Convegni” è possibile registrarsi accedendo così all’elenco delle riunioni e delle conferenze che vengono organizzate nelle varie località.

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