Rivista Italiana di Teosofia

Novembre 2017

Anno LXXIII - N.11
cover novembre 2017

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza mensile, con la sola eccezione del numero di agosto/settembre, che è unico. L'invio avviene tramite il servizio postale. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato per il 2017 in euro 25,00 per l’Italia e in euro 40,00 per l’Estero, da versare tramite bollettino di conto corrente postale nr 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana - Tesoreria oppure tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.

Area riservata

Il tempo fra illusione e realtà
A. Girardi 1

L’importanza del centro

T. Boyd 2

Il lavoro teosofico
R. Burnier 7

La Teosofia, faro luminoso per la vita quotidiana anche in epoca di Kali Yuga

A. Girardi 9

L’androginia nella vita esteriore ed interiore, fattore di evoluzione spirituale
B. Monici 14

Devozione e cerimoniale nella meditazione
J.J. van der Leeuw 25

BdB Summer Camp: una scuola teosofica
M. Tappa 29

Pagine della letteratura teosofica
32

Testi per l’intuizione (XXVII)
33



Segnalazioni 35
Recensioni 37
Dai gruppi 37

Il tempo fra illusione e realtà

Il tempo resta al centro dell’indagine scientifica e della riflessione filosofica.
Molto si discute sul fatto se passato, presente e futuro debbano essere considerati “reali” oppure semplici punti di vista sulla realtà e non parte di essa.
Ci sono anche coloro, definiti “presentisti”, secondo cui il presente è l’unico tempo reale nel quale le cose possono esistere.
Ma ci sono anche gli “anti-realisti” che sostengono che la fisica, andando oltre la realtà di ciò che è osservabile, finisce per manipolare la realtà e non per rappresentarla compiutamente.
La gravità quantistica poi arriva a considerare il tempo una vera e propria illusione, deformata anche dal ruolo dell’osservatore.
Le diverse concezioni del tempo (si pensi anche al cosiddetto tempo lineare, così nella nostra epoca caratterizzata dalla produzione e dal consumo ed al cosiddetto tempo circolare della tradizione contadina) mostrano da un lato l’interesse dell’Uomo verso un tema fondamentale della riflessione culturale e psicologica e dall’altro l’esigenza di una più profonda comprensione del reale.
L’essere umano “di buona volontà”, con la difficoltà ad accettare il “fluire” del tempo, rappresentato, anche simbolicamente, dalle stagioni della vita, intuisce però la preziosità del momento presente, espressione di ciò che abbiamo fatto con ciò che eravamo e testimone di ciò che saremo, come risultato di ciò che stiamo facendo con quello che siamo.
L’essere umano “di buona volontà” coglie le relazioni fra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, comprende il “respiro” e la comunicazione permanente dell’Universo e di tutte le cose e si apre alla dimensione di una consapevolezza che non è accumulazione di informazioni.
E’ un essere umano in costante relazione con la Bellezza e con il Servizio e che sa comprendere queste parole di Jiddu Krishnamurti: “Il pensiero, che crea il tempo, non può operare sulla realtà; il pensiero non può cambiare la realtà, può solo fuggire da essa e, quanto tutta la spinta a fuggire è morta, allora la realtà subisce una trasformazione tremenda. Ma dev’esserci la morte del pensiero che è tempo … Quando si ha la distruzione del tempo come pensiero, non c’è movimento in nessuna direzione, non c’è spazio da coprire, c’è soltanto la pace del vuoto … Allora l’“essere” è senza tempo, è soltanto il presente in atto, ma quel presente non appartiene al tempo”.
Nella nostra realtà esistenziale, nella semplicità della vita quotidiana, possiamo anche riconoscerci nella saggezza contenuta nell’antico “saluto dell’alba” della tradizione indù: “Considera questo giorno, / perché esso è Vita / vera Vita della Vita. / Nel suo corso fugace, / questo giorno racchiude / tutte le varietà, / tutte le realtà / della Tua esistenza: / la felicità del fiorire, / la gloria dell’azione, / lo splendore della bellezza. /Poiché Ieri non è che un sogno / e Domani non è che una visione. / Ma l’Oggi, bene vissuto, / fa d’ogni giorno trascorso / un sogno di felicità, / fa d’ogni giorno futuro / una visione di speranza. / Perciò considera questo giorno. / Tale è il saluto dell’alba”.


Antonio Girardi

Segnalazioni

I Gruppi e i Centri teosofici di tutto il mondo ricordano, il 17 novembre, il 142° anniversario della fondazione della Società Teosofica, avvenuta a New York nel 1875.
La Società Teosofica, voluta dai Maestri di saggezza e che ha trovato in Madame Blavatsky e nel colonnello Olcott i suoi primi pionieri, continua tutt’oggi a promuovere e a sperimentare la Fratellanza Universale senza distinzioni, vera condizione per lo sviluppo spirituale degli esseri umani.

Quote associative alla Società Teosofica Italiana e abbonamento alla “Rivista Italiana di Teosofia” per il 2018
E’ il momento del rinnovo delle quote associative di adesione alla Società Teosofica Italiana per l’anno 2018.
Essere socio della S.T.I. ha soprattutto un valore ideale e si collega direttamente allo scopo della Fratellanza Universale senza distinzioni.
Per il 2018 il Consiglio Generale della S.T.I. ha fissato le seguenti quote: quota associativa euro 35,00 indivisibili (comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia, che è l’organo statutario di informazione istituzionale); quota associativa per residenti all’estero euro 50,00 (comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia, la differenza è dovuta alle maggiori spese postali di spedizione della RIT); quota di ingresso per i nuovi soci euro 50,00 (solo per il primo anno, comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia); quota socio sostenitore (con abbonamento) euro 100,00; quota socio benemerito vitalizio (con abbonamento) euro 2.000,00.
Abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia (per non soci) euro 25,00; abbonamento estero euro 45,00.
I Soci indipendenti e gli Abbonati potranno provvedere direttamente al versamento sul c.c.p. n. 55010367 intestato alla Società Teosofica Italiana - Tesoreria, oppure potranno inviare un bonifico bancario intestato a: Società Teosofica Italiana, sul conto Bancoposta della S.T.I. codice IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.
I Soci dei Gruppi e dei Centri provvederanno invece al rinnovo contattando i Presidenti dei Gruppi o i Segretari dei Centri di appartenenza.
E’ possibile anche richiedere l’invio della R.I.T. in modalità elettronica, via e-mail, in formato pdf. L’opzione è alternativa a quella dell’invio cartaceo.

Buone notizie
Il 19 settembre il Corriere della Sera portava con sé in edicola un nuovo inserto, destinato ad arricchire i lettori del giornale ogni martedì. Si tratta di “Buone Notizie”, che ha come sottotitolo “L’impresa del bene”.
Questa è davvero una buona notizia, che realizza il sogno di tanti teosofi, spiritualisti e uomini di buona volontà.
Nel variegato fluire della vita gli aspetti positivi raramente vengono posti sotto la luce dei riflettori; giornali e media preferiscono colpire le emozioni attraverso le cattive notizie, la maldicenza, la violenza verbale e mediatica, portando via via il lettore ad immergersi solo negli aspetti negativi della realtà. È un crescendo di cui non si riesce ad intravedere il limite e che non tiene minimamente conto di quanto di buono e di bello avviene quotidianamente sotto i nostri occhi.
Complimenti dunque al Corriere della Sera per questa iniziativa che segna una importante discontinuità nell’approccio alla diffusione delle notizie.
Il primo numero di “Buone Notizie” è ricco di cronaca positiva e di riflessioni costruttive e la lettura fluisce in modo rapido e stimolante attraverso le varie sezioni: Non siamo soli; Aree di servizio; l’Altra Impresa; Conto Corrente.
Non mancano nemmeno le grandi firme, come quelle di Massimo Gramellini e Dacia Maraini.
http://www.corriere.it/buone-notizie/

A Firenze scoperta una lapide che ricorda il soggiorno di Roerich
Il 9 ottobre scorso a Firenze, nel corso di una sobria ma significativa cerimonia presso l'Hotel Portrait, situato nel Lungarno Acciaioli 4, è stata scoperta una lapide che ricorda il soggiorno di Nicholas Roerich nella città del giglio, nel 1906.
Alla cerimonia, organizzata dall'Ufficio Unesco del Comune di Firenze diretto dal dott. Carlo Francini, in collaborazione con la dott.ssa Alesia Koush promotrice dell'opera di Roerich in Italia, hanno presenziato Andrea Vannucci, Assessore del Comune di Firenze per lo Sport e per la Toponomastica ed Eugenio Giani, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana.
Fra i relatori l'Avv. Petr D. Barenboim di Mosca.
Un saluto ai presenti è stato riportato dal dott. Antonio Girardi, Segretario Generale della Società Teosofica Italiana, che ha ricordato gli stretti legami intercorsi fra la S.T. e Roerich, che si iscrisse alla S.T. Il 14 giugno 1920 a Londra.
Di Roerich vanno ricordate non solo le opere pittoriche, di chiara ispirazione spirituale e di grande bellezza ma anche il celebre Patto Roerich, sottoscritto alla Casa Bianca di Washington il 15 aprile 1935 da 35 Nazioni, che si impegnarono nell'occasione a rispettare le opere artistiche in caso di conflitto.

Captati dal cosmo 15 segnali misteriosi
Il grande astrofisico Stephen Hawking, titolare a Cambridge della cattedra che fu di Isaac Newton, ha deciso di dedicare gli ultimi anni della sua esistenza alla ricerca di forme di vita intelligenti nel Cosmo.
La sua ipotesi è legata al fatto che solo la Via Lattea ha da 200 a 400 miliardi di stelle e che dunque è assai improbabile che la vita si sia sviluppata solo sulla Terra.
Recentemente le ricerche di Hawking, attivo nonostante il suo corpo sia paralizzato dalla sclerosi laterale amiotrofica, si sono arricchite di nuovi elementi. Sono stati infatti captati dal Green Bank Telescope della West Virginia, 15 misteriosi segnali radio provenienti dall’universo e con caratteristiche molto particolari. Il che fa ipotizzare possibili importanti sviluppi.
L’essere umano prosegue nella sua esplorazione dello spazio incontrando più domande che risposte. Ma questo è un aspetto positivo perché fa prendere coscienza della limitatezza delle nostre conoscenze e della necessaria umiltà che deve caratterizzare la ricerca.
Curiosamente – ma non tanto – Hawking da tempo sconsiglia all’umanità di mettersi in contatto con gli “extraterrestri”, che “avrebbero per noi lo stesso interesse che noi abbiamo per i batteri e se ci andasse bene ci tratterebbero come Cristoforo Colombo trattò gli indigeni che incontrò nel nuovo mondo”.

Riapre il Museo di Casa Anatta sul Monte Verità ad Ascona

L’inserto culturale de “La Repubblica” il 31 luglio scorso ha dedicato una delle sue “Storie d’estate – Gli outsider” ad Henri Oedenkoven, il giovane anarchico figlio di uno stimato industriale di Anversa che diede vita ad Ascona alla colonia di Monte Verità, luogo per eccellenza dell’Utopia, ispirato da un pensiero dalle forti connotazioni teosofiche. Un luogo dove, grazie a un rapporto armonico con la natura, andare oltre alle illusioni dell’io e agli inganni della mente, per costituire una comunità di fratellanza.
L’autore dell’articolo, Edgardo Franzosini, si sofferma soprattutto sulle vicende umane del primo nucleo di fondatori di Monte Verità: Ida Hofmann, i fratelli Graser e Lotte Hattemer, e descrive in particolare i momenti iniziali di una sperimentazione che lasciò ampie tracce nella cultura di fine Ottocento e di inizio Novecento.
Una sperimentazione basata sull’essere e non sull’avere, sulla coscienza universale e non sul trionfo del piccolo io personale.
Una sperimentazione basata su spontaneità e purezza e dunque destinata a sfiorire nell’arco di pochi anni.
Segnaliamo che sul Monte Verità ad Ascona ha riaperto da poco il Museo di Casa Anatta, tutto dedicato alla storia di questa straordinaria esperienza. Il restauro è rimasto fedele all’impostazione della Mostra curata dal grande Harald Szeemann. Un Museo che merita di essere visitato.
Ricordiamo che sul Monte Verità, non casualmente, ha sede la rappresentanza svizzera della Società Teosofica e che lì ogni anno viene realizzato un importante Seminario Internazionale promosso dalla Società Teosofica.

Mettersi nei panni degli altri
Segnaliamo il progetto “Un miglio nelle mie scarpe” (A Mile in My Shoes), lanciato dall’Empathy Museum di Londra. Questo museo è nato qualche anno fa con la convinzione che più che i partiti, la politica e le leggi sarà l’empatia, con la sua capacità di comprendere gli altri mettendosi nei loro panni, a cambiare profondamente la società. E quindi propone appunto, con il progetto “A Mile in My Shoes” che viaggia lungo le rive del Tamigi, la possibilità di scegliere, tra le tante scatole esposte sugli scaffali, le scarpe (da indossare) e le storie dei loro proprietari (da ascoltare in cuffia): vi si trovano i sandali di un migrante, le infradito di un senza tetto, le scarpe di una prostituta, quelle di un paziente con una malattia rara, ecc.
Vedere il mondo con gli occhi di queste persone aiuta a cambiare prospettiva, poiché si entra in empatia con loro e con le loro vicende. Questo insegna a non giudicare, fa del bene alle relazioni umane, consolida i rapporti, migliora la cooperazione e rende la vita sociale più soddisfacente.
Il progetto approderà, nel 2018, anche in Italia, dove, in una yurta nei parchi di Milano, si troveranno scarpe e racconti di tante persone diverse, perché creare empatia serve anche per superare pregiudizi e discriminazioni.

Paziente in stato vegetativo recupera la coscienza

Il prof. Roberto Fantini, socio della Società Teosofica Italiana e attento ricercatore su temi etici di grande rilevanza come quelli che riguardano il momento della morte, i trapianti etc, riprende in un breve articolo pubblicato online la notizia, pubblicata nel quotidiano “Avvenire” il 28 settembre scorso, sulla ripresa di conoscenza e coscienza di un ammalato in stato vegetativo irreversibile (almeno così era stato definito) da quindici anni.
L’eccezionale accadimento è frutto della sperimentazione condotta dall’Istituto di Scienze Cognitive Marc Jeannerod del Centro Nazionale di ricerca scientifica di Lione, diretto dalla neuroscienziata Angela Sirigu. Durante l’arco di tempo di un mese il nervo vago del paziente è stato costantemente elettrostimolato, producendo una ripresa dello stato di coscienza e la creazione di nuove connessioni nervose a livello cerebrale.
Il successo del caso apre ora la possibilità di estendere le sperimentazioni.
Forse non è una coincidenza che il nervo vago venga ritenuto da molti teosofi ed esoteristi come una delle “porte” di accesso all’anima ed alla consapevolezza. Senza dimenticare che nella tradizione dei Quaccheri è il vago la sede di origine del fenomeno del “tremulo”.
La Vita continua a svelare il suo lato benedetto e invita gli esseri umani a considerare con grande prudenza le loro “certezze” e ad aprirsi alla dimensione spirituale di una realtà da considerare sempre con amore e delicatezza.
http://www.flipnews.org/component/k2/certezze-che-crollano-paziente-in-stato-vegetativo-irreversibile-recupera-la-coscienza.html

Recensioni

La Bibbia e i Tarocchi
La casa editrice “Jupiter” ha pubblicato l’edizione in italiano del testo della rosacrociana Corinne Heline La Bibbia e i Tarocchi, che beneficia della traduzione dall’inglese della compianta teosofa Silvana Silvagni.
L’autrice trasporta il lettore nel misterioso mondo delle lettere e dei numeri, delle loro corrispondenze e dei significati più profondi, che comprendono anche i suoni e i colori. E ci trasporta nel mondo altrettanto misterioso dei Tarocchi, rivelandoci le sorprendenti affinità con i versetti tratti dalla Bibbia, il cui senso più recondito viene svelato anche, per non dire soprattutto, attraverso la Kabalah.
È stata proprio questa apertura mentale e culturale di Heline ad aver affascinato la traduttrice Silvana Silvagni che, come la Heline, ha dedicato la propria vita alle scienze spirituali.
La Bibbia e i Tarocchi non è un libro facile. Non per niente la traduttrice ha dedicato un quinto della sua esistenza a questo saggio, esponendolo nel modo più semplice possibile, pur mantenendosi assolutamente fedele al testo originale. Ed è l’unico libro che Silvagni avrebbe voluto dare alle stampe quando era in vita.

Dai Gruppi

Sul sito web della S.T.I. le attività dei Gruppi e dei Centri
Le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate, giorno per giorno, su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
Aprendo la sezione “Eventi e Convegni” è possibile registrarsi accedendo così all’elenco delle riunioni e delle conferenze che vengono organizzate nelle varie località.

Novembre 2017

Anno LXXIII - N.11
cover novembre 2017

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza mensile, con la sola eccezione del numero di agosto/settembre, che è unico. L'invio avviene tramite il servizio postale. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato per il 2017 in euro 25,00 per l’Italia e in euro 40,00 per l’Estero, da versare tramite bollettino di conto corrente postale nr 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana - Tesoreria oppure tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.

Il tempo fra illusione e realtà
A. Girardi 1

L’importanza del centro

T. Boyd 2

Il lavoro teosofico
R. Burnier 7

La Teosofia, faro luminoso per la vita quotidiana anche in epoca di Kali Yuga

A. Girardi 9

L’androginia nella vita esteriore ed interiore, fattore di evoluzione spirituale
B. Monici 14

Devozione e cerimoniale nella meditazione
J.J. van der Leeuw 25

BdB Summer Camp: una scuola teosofica
M. Tappa 29

Pagine della letteratura teosofica
32

Testi per l’intuizione (XXVII)
33



Segnalazioni 35
Recensioni 37
Dai gruppi 37

Il tempo fra illusione e realtà

Il tempo resta al centro dell’indagine scientifica e della riflessione filosofica.
Molto si discute sul fatto se passato, presente e futuro debbano essere considerati “reali” oppure semplici punti di vista sulla realtà e non parte di essa.
Ci sono anche coloro, definiti “presentisti”, secondo cui il presente è l’unico tempo reale nel quale le cose possono esistere.
Ma ci sono anche gli “anti-realisti” che sostengono che la fisica, andando oltre la realtà di ciò che è osservabile, finisce per manipolare la realtà e non per rappresentarla compiutamente.
La gravità quantistica poi arriva a considerare il tempo una vera e propria illusione, deformata anche dal ruolo dell’osservatore.
Le diverse concezioni del tempo (si pensi anche al cosiddetto tempo lineare, così nella nostra epoca caratterizzata dalla produzione e dal consumo ed al cosiddetto tempo circolare della tradizione contadina) mostrano da un lato l’interesse dell’Uomo verso un tema fondamentale della riflessione culturale e psicologica e dall’altro l’esigenza di una più profonda comprensione del reale.
L’essere umano “di buona volontà”, con la difficoltà ad accettare il “fluire” del tempo, rappresentato, anche simbolicamente, dalle stagioni della vita, intuisce però la preziosità del momento presente, espressione di ciò che abbiamo fatto con ciò che eravamo e testimone di ciò che saremo, come risultato di ciò che stiamo facendo con quello che siamo.
L’essere umano “di buona volontà” coglie le relazioni fra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, comprende il “respiro” e la comunicazione permanente dell’Universo e di tutte le cose e si apre alla dimensione di una consapevolezza che non è accumulazione di informazioni.
E’ un essere umano in costante relazione con la Bellezza e con il Servizio e che sa comprendere queste parole di Jiddu Krishnamurti: “Il pensiero, che crea il tempo, non può operare sulla realtà; il pensiero non può cambiare la realtà, può solo fuggire da essa e, quanto tutta la spinta a fuggire è morta, allora la realtà subisce una trasformazione tremenda. Ma dev’esserci la morte del pensiero che è tempo … Quando si ha la distruzione del tempo come pensiero, non c’è movimento in nessuna direzione, non c’è spazio da coprire, c’è soltanto la pace del vuoto … Allora l’“essere” è senza tempo, è soltanto il presente in atto, ma quel presente non appartiene al tempo”.
Nella nostra realtà esistenziale, nella semplicità della vita quotidiana, possiamo anche riconoscerci nella saggezza contenuta nell’antico “saluto dell’alba” della tradizione indù: “Considera questo giorno, / perché esso è Vita / vera Vita della Vita. / Nel suo corso fugace, / questo giorno racchiude / tutte le varietà, / tutte le realtà / della Tua esistenza: / la felicità del fiorire, / la gloria dell’azione, / lo splendore della bellezza. /Poiché Ieri non è che un sogno / e Domani non è che una visione. / Ma l’Oggi, bene vissuto, / fa d’ogni giorno trascorso / un sogno di felicità, / fa d’ogni giorno futuro / una visione di speranza. / Perciò considera questo giorno. / Tale è il saluto dell’alba”.


Antonio Girardi

Segnalazioni

I Gruppi e i Centri teosofici di tutto il mondo ricordano, il 17 novembre, il 142° anniversario della fondazione della Società Teosofica, avvenuta a New York nel 1875.
La Società Teosofica, voluta dai Maestri di saggezza e che ha trovato in Madame Blavatsky e nel colonnello Olcott i suoi primi pionieri, continua tutt’oggi a promuovere e a sperimentare la Fratellanza Universale senza distinzioni, vera condizione per lo sviluppo spirituale degli esseri umani.

Quote associative alla Società Teosofica Italiana e abbonamento alla “Rivista Italiana di Teosofia” per il 2018
E’ il momento del rinnovo delle quote associative di adesione alla Società Teosofica Italiana per l’anno 2018.
Essere socio della S.T.I. ha soprattutto un valore ideale e si collega direttamente allo scopo della Fratellanza Universale senza distinzioni.
Per il 2018 il Consiglio Generale della S.T.I. ha fissato le seguenti quote: quota associativa euro 35,00 indivisibili (comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia, che è l’organo statutario di informazione istituzionale); quota associativa per residenti all’estero euro 50,00 (comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia, la differenza è dovuta alle maggiori spese postali di spedizione della RIT); quota di ingresso per i nuovi soci euro 50,00 (solo per il primo anno, comprende anche l’abbonamento al mensile Rivista Italiana di Teosofia); quota socio sostenitore (con abbonamento) euro 100,00; quota socio benemerito vitalizio (con abbonamento) euro 2.000,00.
Abbonamento alla Rivista Italiana di Teosofia (per non soci) euro 25,00; abbonamento estero euro 45,00.
I Soci indipendenti e gli Abbonati potranno provvedere direttamente al versamento sul c.c.p. n. 55010367 intestato alla Società Teosofica Italiana - Tesoreria, oppure potranno inviare un bonifico bancario intestato a: Società Teosofica Italiana, sul conto Bancoposta della S.T.I. codice IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367.
I Soci dei Gruppi e dei Centri provvederanno invece al rinnovo contattando i Presidenti dei Gruppi o i Segretari dei Centri di appartenenza.
E’ possibile anche richiedere l’invio della R.I.T. in modalità elettronica, via e-mail, in formato pdf. L’opzione è alternativa a quella dell’invio cartaceo.

Buone notizie
Il 19 settembre il Corriere della Sera portava con sé in edicola un nuovo inserto, destinato ad arricchire i lettori del giornale ogni martedì. Si tratta di “Buone Notizie”, che ha come sottotitolo “L’impresa del bene”.
Questa è davvero una buona notizia, che realizza il sogno di tanti teosofi, spiritualisti e uomini di buona volontà.
Nel variegato fluire della vita gli aspetti positivi raramente vengono posti sotto la luce dei riflettori; giornali e media preferiscono colpire le emozioni attraverso le cattive notizie, la maldicenza, la violenza verbale e mediatica, portando via via il lettore ad immergersi solo negli aspetti negativi della realtà. È un crescendo di cui non si riesce ad intravedere il limite e che non tiene minimamente conto di quanto di buono e di bello avviene quotidianamente sotto i nostri occhi.
Complimenti dunque al Corriere della Sera per questa iniziativa che segna una importante discontinuità nell’approccio alla diffusione delle notizie.
Il primo numero di “Buone Notizie” è ricco di cronaca positiva e di riflessioni costruttive e la lettura fluisce in modo rapido e stimolante attraverso le varie sezioni: Non siamo soli; Aree di servizio; l’Altra Impresa; Conto Corrente.
Non mancano nemmeno le grandi firme, come quelle di Massimo Gramellini e Dacia Maraini.
http://www.corriere.it/buone-notizie/

A Firenze scoperta una lapide che ricorda il soggiorno di Roerich
Il 9 ottobre scorso a Firenze, nel corso di una sobria ma significativa cerimonia presso l'Hotel Portrait, situato nel Lungarno Acciaioli 4, è stata scoperta una lapide che ricorda il soggiorno di Nicholas Roerich nella città del giglio, nel 1906.
Alla cerimonia, organizzata dall'Ufficio Unesco del Comune di Firenze diretto dal dott. Carlo Francini, in collaborazione con la dott.ssa Alesia Koush promotrice dell'opera di Roerich in Italia, hanno presenziato Andrea Vannucci, Assessore del Comune di Firenze per lo Sport e per la Toponomastica ed Eugenio Giani, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana.
Fra i relatori l'Avv. Petr D. Barenboim di Mosca.
Un saluto ai presenti è stato riportato dal dott. Antonio Girardi, Segretario Generale della Società Teosofica Italiana, che ha ricordato gli stretti legami intercorsi fra la S.T. e Roerich, che si iscrisse alla S.T. Il 14 giugno 1920 a Londra.
Di Roerich vanno ricordate non solo le opere pittoriche, di chiara ispirazione spirituale e di grande bellezza ma anche il celebre Patto Roerich, sottoscritto alla Casa Bianca di Washington il 15 aprile 1935 da 35 Nazioni, che si impegnarono nell'occasione a rispettare le opere artistiche in caso di conflitto.

Captati dal cosmo 15 segnali misteriosi
Il grande astrofisico Stephen Hawking, titolare a Cambridge della cattedra che fu di Isaac Newton, ha deciso di dedicare gli ultimi anni della sua esistenza alla ricerca di forme di vita intelligenti nel Cosmo.
La sua ipotesi è legata al fatto che solo la Via Lattea ha da 200 a 400 miliardi di stelle e che dunque è assai improbabile che la vita si sia sviluppata solo sulla Terra.
Recentemente le ricerche di Hawking, attivo nonostante il suo corpo sia paralizzato dalla sclerosi laterale amiotrofica, si sono arricchite di nuovi elementi. Sono stati infatti captati dal Green Bank Telescope della West Virginia, 15 misteriosi segnali radio provenienti dall’universo e con caratteristiche molto particolari. Il che fa ipotizzare possibili importanti sviluppi.
L’essere umano prosegue nella sua esplorazione dello spazio incontrando più domande che risposte. Ma questo è un aspetto positivo perché fa prendere coscienza della limitatezza delle nostre conoscenze e della necessaria umiltà che deve caratterizzare la ricerca.
Curiosamente – ma non tanto – Hawking da tempo sconsiglia all’umanità di mettersi in contatto con gli “extraterrestri”, che “avrebbero per noi lo stesso interesse che noi abbiamo per i batteri e se ci andasse bene ci tratterebbero come Cristoforo Colombo trattò gli indigeni che incontrò nel nuovo mondo”.

Riapre il Museo di Casa Anatta sul Monte Verità ad Ascona

L’inserto culturale de “La Repubblica” il 31 luglio scorso ha dedicato una delle sue “Storie d’estate – Gli outsider” ad Henri Oedenkoven, il giovane anarchico figlio di uno stimato industriale di Anversa che diede vita ad Ascona alla colonia di Monte Verità, luogo per eccellenza dell’Utopia, ispirato da un pensiero dalle forti connotazioni teosofiche. Un luogo dove, grazie a un rapporto armonico con la natura, andare oltre alle illusioni dell’io e agli inganni della mente, per costituire una comunità di fratellanza.
L’autore dell’articolo, Edgardo Franzosini, si sofferma soprattutto sulle vicende umane del primo nucleo di fondatori di Monte Verità: Ida Hofmann, i fratelli Graser e Lotte Hattemer, e descrive in particolare i momenti iniziali di una sperimentazione che lasciò ampie tracce nella cultura di fine Ottocento e di inizio Novecento.
Una sperimentazione basata sull’essere e non sull’avere, sulla coscienza universale e non sul trionfo del piccolo io personale.
Una sperimentazione basata su spontaneità e purezza e dunque destinata a sfiorire nell’arco di pochi anni.
Segnaliamo che sul Monte Verità ad Ascona ha riaperto da poco il Museo di Casa Anatta, tutto dedicato alla storia di questa straordinaria esperienza. Il restauro è rimasto fedele all’impostazione della Mostra curata dal grande Harald Szeemann. Un Museo che merita di essere visitato.
Ricordiamo che sul Monte Verità, non casualmente, ha sede la rappresentanza svizzera della Società Teosofica e che lì ogni anno viene realizzato un importante Seminario Internazionale promosso dalla Società Teosofica.

Mettersi nei panni degli altri
Segnaliamo il progetto “Un miglio nelle mie scarpe” (A Mile in My Shoes), lanciato dall’Empathy Museum di Londra. Questo museo è nato qualche anno fa con la convinzione che più che i partiti, la politica e le leggi sarà l’empatia, con la sua capacità di comprendere gli altri mettendosi nei loro panni, a cambiare profondamente la società. E quindi propone appunto, con il progetto “A Mile in My Shoes” che viaggia lungo le rive del Tamigi, la possibilità di scegliere, tra le tante scatole esposte sugli scaffali, le scarpe (da indossare) e le storie dei loro proprietari (da ascoltare in cuffia): vi si trovano i sandali di un migrante, le infradito di un senza tetto, le scarpe di una prostituta, quelle di un paziente con una malattia rara, ecc.
Vedere il mondo con gli occhi di queste persone aiuta a cambiare prospettiva, poiché si entra in empatia con loro e con le loro vicende. Questo insegna a non giudicare, fa del bene alle relazioni umane, consolida i rapporti, migliora la cooperazione e rende la vita sociale più soddisfacente.
Il progetto approderà, nel 2018, anche in Italia, dove, in una yurta nei parchi di Milano, si troveranno scarpe e racconti di tante persone diverse, perché creare empatia serve anche per superare pregiudizi e discriminazioni.

Paziente in stato vegetativo recupera la coscienza

Il prof. Roberto Fantini, socio della Società Teosofica Italiana e attento ricercatore su temi etici di grande rilevanza come quelli che riguardano il momento della morte, i trapianti etc, riprende in un breve articolo pubblicato online la notizia, pubblicata nel quotidiano “Avvenire” il 28 settembre scorso, sulla ripresa di conoscenza e coscienza di un ammalato in stato vegetativo irreversibile (almeno così era stato definito) da quindici anni.
L’eccezionale accadimento è frutto della sperimentazione condotta dall’Istituto di Scienze Cognitive Marc Jeannerod del Centro Nazionale di ricerca scientifica di Lione, diretto dalla neuroscienziata Angela Sirigu. Durante l’arco di tempo di un mese il nervo vago del paziente è stato costantemente elettrostimolato, producendo una ripresa dello stato di coscienza e la creazione di nuove connessioni nervose a livello cerebrale.
Il successo del caso apre ora la possibilità di estendere le sperimentazioni.
Forse non è una coincidenza che il nervo vago venga ritenuto da molti teosofi ed esoteristi come una delle “porte” di accesso all’anima ed alla consapevolezza. Senza dimenticare che nella tradizione dei Quaccheri è il vago la sede di origine del fenomeno del “tremulo”.
La Vita continua a svelare il suo lato benedetto e invita gli esseri umani a considerare con grande prudenza le loro “certezze” e ad aprirsi alla dimensione spirituale di una realtà da considerare sempre con amore e delicatezza.
http://www.flipnews.org/component/k2/certezze-che-crollano-paziente-in-stato-vegetativo-irreversibile-recupera-la-coscienza.html

Recensioni

La Bibbia e i Tarocchi
La casa editrice “Jupiter” ha pubblicato l’edizione in italiano del testo della rosacrociana Corinne Heline La Bibbia e i Tarocchi, che beneficia della traduzione dall’inglese della compianta teosofa Silvana Silvagni.
L’autrice trasporta il lettore nel misterioso mondo delle lettere e dei numeri, delle loro corrispondenze e dei significati più profondi, che comprendono anche i suoni e i colori. E ci trasporta nel mondo altrettanto misterioso dei Tarocchi, rivelandoci le sorprendenti affinità con i versetti tratti dalla Bibbia, il cui senso più recondito viene svelato anche, per non dire soprattutto, attraverso la Kabalah.
È stata proprio questa apertura mentale e culturale di Heline ad aver affascinato la traduttrice Silvana Silvagni che, come la Heline, ha dedicato la propria vita alle scienze spirituali.
La Bibbia e i Tarocchi non è un libro facile. Non per niente la traduttrice ha dedicato un quinto della sua esistenza a questo saggio, esponendolo nel modo più semplice possibile, pur mantenendosi assolutamente fedele al testo originale. Ed è l’unico libro che Silvagni avrebbe voluto dare alle stampe quando era in vita.

Dai Gruppi

Sul sito web della S.T.I. le attività dei Gruppi e dei Centri
Le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate, giorno per giorno, su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
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